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Urbanistica a Rimini: le regole devono valere per tutti! - Risposta di Renzi a Biagini
12/04/2013
Eggregio Assessore Biagini,
In replica alla sua risposta alla mia interrogazione del 04/04/2013, preliminarmente devo chiarire e puntualizzare che le valutazioni da me espresse toccano tutti gli art. 1.7, 1.8, 1.13 dell’elaborato PSC.N nella loro interezza, e, come diretta conseguenza toccano nella loro interezza anche gli art. 1.1.4, 1.1.5, 1.1.6, 1.1.7, 1.1.8, 1.1.10, 1.1.11 dell’elaborato RUE.N .
Entrando nel merito, evidenzio che la ‘ratio’ dell’istituto della salvaguardia è quella di evitare che nelle more dell’approvazione di un nuovo strumento urbanistico o di una variante urbanistica possa essere compromesso l’assetto territoriale programmato.
Le misure di salvaguardia, quali strumento di preservazione dell’assetto urbanistico esistente alla data di adozione di nuove previsioni urbanistiche, hanno valenza generale e sono riferibili a qualsivoglia atto dell’amministrazione (autoritativo o convenzionale), che possa comportare una modificazione dello stato di fatto o di diritto dei suoli, difformemente dalle previsioni del piano in corso di approvazione.
I riferimenti normativi sulle misure di salvaguardia sono i seguenti:
L. 17-08-1942 n. 1150 - Legge urbanistica. L. 03-11-1952 n. 1902 - Misure di salvaguardia in pendenza dell'approvazione dei piani regolatori. L. 19-11-1968 n. 1187 - Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n.1150. L. 01-06-1971 n. 291 - Provvedimenti per l'accelerazione in materia di opere pubbliche e in materia urbanistica e per la incentivazione dell'attività edilizia.
D.P.R. 06-06-2001 n. 380 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia
L.R. ER 24-03-2000 n. 20 - Disciplina Generale sulla Tutela e l’Uso del Territorio
L’adozione delle misure di salvaguardia, disciplinata dal Testo Unico dell’Edilizia da norme di rango legislativo, va ritenuta espressione di un principio fondamentale della materia urbanistico-edilizia, da ravvisare come sopradetto nella prevalenza delle scelte effettuate dall’ente pubblico sull’uso da imprimere al territorio rispetto alle facoltà dei privati.
La misura di salvaguardia è un atto obbligatorio e vincolato (quindi non una semplice ‘possibilità’), sia quanto all’emanazione che al contenuto (quindi senza ‘geometrie variabili’), e si sostanzia in un provvedimento espresso congruamente motivato da notificare al richiedente una modificazione dello stato di fatto o di diritto dei suoli, difformemente dalle previsioni del piano in corso di approvazione.
Tale provvedimento deve contenere in particolare una chiara manifestazione di volontà di sospendere ogni pronuncia sulla domanda, nonché l’indicazione del contrasto della domanda stessa con le nuove previsioni e/o prescrizioni, evidenziando il conseguente pregiudizio della futura attuazione dello strumento urbanistico.
Il Piano (PSC-RUE, contemporaneamente adottati in quanto l’insieme dei due strumenti assicura la regolazione generale dell’intero territorio comunale e fornisce l’inquadramento normativo complessivo, delle tutele, degli usi e delle trasformazioni del territorio) stabilisce come difendersi in via principale tramite le indicazioni grafiche delle Tavole che li costituiscono; quindi qualsivoglia delle suddette indicazioni è da intendersi come ‘norma’, prevalente sulle norme di testo.
A quando la demolizione del "tendone dei libri" sul Piazzale del Molo, prevista dall�??Ordinanza del Comune scaduta il 18.7.2012 ?
12/04/2013
Il “tendone libri “ sul Piazzale del Molo è un illecito edilizio che dura da 12 anni anni, occupa in modo permanente mq. 343 di area demaniale pubblica, con il pagamento di un cosiddetto “ canone turistico ricreativo “ di circa 700 euro l’anno ( 2 euro al mq. l’anno !) ;
E’ stato realizzato con una autorizzazione temporanea come “stand per mostra libraria di carattere nautico e ambientalistico” dal 1.11.97 al 31.10.2001, non rinnovata, essendo opera sul demanio marittimo e in contrasto col PRG vigente.
Ricordo di aver presentato 6 interrogazioni in Consiglio Comunale per riqualificare il piazzale del porto e del molo, relative al tendone.
La lunga e lenta telenovela per la sua rimozione è ancora in corso, caratterizzata dalla “sospensiva” di quattro anni dal 2004 al 2008 per la definizione della “domanda di condono”, dal non procedere per tre anni, dal 2008 al 2011, per il ricorso al Presidente della Repubblica contro il diniego del condono, da due diffide accompagnate da due ordinanze di ingiunzione alla demolizione di opere abusive del Comune senza alcun effetto dal 2011 ad oggi.
Nel Consiglio Comunale del 11.4.2013 ho presentato, quindi, un’ulteriore interrogazione al Sindaco con richiesta di risposta scritta, per chiedere:
1) Per quali ragioni l’Amministrazione Comunale, dopo l’inottemperanza anche alla ultima Ordinanza di ingiunzione alla demolizione scaduta il 18.7.2012 , nonostante siano già trascorsi altri 9 mesi, non ha ancora adottato i provvedimenti conseguenti per la rimozione del tendone dei libri ;
2) Se l’Amministrazione Comunale non debba procedere subito e regolarmente ai propri adempimenti con la quantificazione della spesa di demolizione da parte dell’Ufficio Lavori Pubblici, l’approvazione della Delibera di spesa della Giunta Comunale, la scelta dai Lavori Pubblici del soggetto che provvederà alla demolizione, l’Ufficio Urbanistica e Controlli edilizi che ordina la demolizione;
3) Se non sia ora di porre fine a questa incredibile telenovela, di rimuovere il tendone dei libri e ripristinare dopo ormai vent’anni le condizioni naturali e ambientali per consentire ai riminesi e ai turisti di godere liberamente della vista del molo, della spiaggia e del mare.
Una variante al PRG che perpetua la "tradizionale" discriminazione tra i cittadini
12/04/2013
Con l’adozione della Variante al vecchio PRG, nonostante tante chiacchere, alla verifica dei fatti, l’Amministrazione Comunale non si è incamminata nella giusta direzione per dare rapidamente alla cittadinanza una tanto sospirata nuova strumentazione urbanistica (PSC-RUE-POC) effettiva ed efficace, come prevede da più di un decennio la L.R. ER 20/2000.
Si stanno ancora sprecando tempo (ci vorranno ancora mesi e mesi per l’approvazione definitiva, senza considerare probabili impugnazioni) e risorse ( stipendi pagati a dirigenti e impiegati comunali) per una Variante “monca” (riguarda solo i Piani Particolareggiati in attesa di approvazione, rimasti esclusi dal “tour de force” di approvazioni selettive e privilegiate prima della adozione del PSC-RUE ) ed agli effetti pratici inutile, ad un vecchio PRG, e per fantasiosi esercizi grafico-pittorici come il Masterplan, che nella situazione attuale non può, di fatto, sortire nessuna nuova previsione in assenza di PSC-RUE approvati.
Se l’A.C. aspetta ancora un po’ ad agire nella giusta direzione, andrà a finire che “il tacchino cadrà dal tetto ed il passerotto volerà via dalla mano”.
Sotto un diverso profilo, purtroppo, è da considerare il riproporsi dei deleteri effetti sociali dovuti alla evidente illegittima sperequazione e disparità di trattamento nei confronti dei cittadini riminesi.
L’urbanistica riminese, nonostante il tanto blasonato ‘nuovo corso’, allo stato attuale, a causa delle “norme transitorie” del PSC-RUE, di fortemente dubbia legittimità, consente ad “alcuni” di continuare a cementificare selvaggiamente by-passando le “norme di salvaguardia” nazionali e regionali per vie traverse, nella totale invisibilità per la maggioranza dei cittadini riminesi (sulle tavole di PSC-RUE non vi è traccia delle possibilità edificatorie provenienti dal vecchio PRG, molte delle quali, a due anni dalla adozione dei nuovi strumenti urbanistici saranno già in via di realizzazione o di ottenimento di Permesso di Costruire), e condanna altri ad essere sacrificati sull’altare della propaganda.
Volendo dare per scontata la buona fede della A.C., si evince comunque ed inequivocabilmente che essa, nel dichiarare di voler dare uno ‘stop al mattone’, si comporta come colui che vuole “fermare l’acqua con le mani” quando bisognerebbe fare una diga.
La tardiva variante al "vecchio" PRG del Comune di Rimini: costosa e perditempo
03/04/2013
Le ragioni dell’Amministrazione Comunale per l’adozione della Variante Normativa e Cartografica al vigente PRG sarebbero quelle di anticipare le previsioni degli adottati PSC-RUE.
Tutti ormai sanno, come da dettato normativo della L.R. ER 20/2000, che il PRG è un superato strumento di pianificazione urbanistica in via di estinzione, da sostituirsi con i nuovi PSC-RUE e POC come strumento attuativo.
Non si comprende, pertanto, perché siano state impiegate risorse pubbliche e tanto tempo per variare, per di più in modo assolutamente parziale (solo per Piani Particolareggiati in sospeso), un modello di pianificazione ampiamente superata e approvata ben 14 anni orsono.
Senza tenere conto poi, che la stessa L.R. ER 20/2000, nel periodo di transizione tra PRG e PSC-RUE, prevede la possibilità di una “unica” variante specifica al vecchio PRG che abbia “carattere di urgenza” e “per comprovate ragioni di interesse pubblico”; condizioni che obiettivamente nel caso di specie non si ravvisano, proprio in virtù del “regime di salvaguardia” in cui si trovano i nuovi strumenti urbanistici adottati.
Non sarebbe stato meglio investire tempo e risorse per revisionare e modificare, tramite strumenti di legge e con il contributo delle riserve della Provincia, i PSC-RUE adottati ormai da due anni, che, se non approvati, rimarranno in salvaguardia per altri tre “lunghi” anni (5 anni dalla data di adozione); e, dopo approvazione avvenuta, anche eventualmente variarli?
Se poi, contro il buon senso, si vuole proprio intervenire sul PRG, allora questa variante dovrebbe quantomeno riguardare contestualmente anche tutte le carenze normative, gli errori cartografici, le imprecisioni, le potenziali illegittimità,…… ecc. del vecchio PRG, adattandolo complessivamente ai nuovi PSC-RUE, e assecondando così realmente il pubblico interesse, senza rischi di discriminazioni tra i cittadini e conseguenti altamente probabili contenziosi. Altrimenti avremmo, oltre al danno… la beffa.
Gestione campi di calcio a Rimini: o si cambia o da settembre 2013 scomparirà il gioco del calcio nella nostra città.
31/03/2013
Il contestato esito del bando di gara per la gestione dei campi di calcio di proprietà del Comune di Rimini, a partire dal 1.9.2012, aveva visto l’assegnazione di nove campi (Ina casa, Lagomaggio, Miramare, Rivazzurra, San Giuliano, San Vito, Vergiano, Torre Pedrera, Viserba) alla società Delfini Srl e il campo di Viserbella alla UISP.
Dopo 6 mesi dall’avvio delle nuove gestioni, la qualità dell’offerta di diversi impianti sportivi comunali, già bisognosi di interventi, sembra addirittura peggiorata e riguarderebbe precisamente:
1) La completa chiusura al pubblico dell’impianto sportivo comunale per il calcio di Viserba, comprendente 1 campo da calcio ad 11 giocatori in erba naturale, 1 campo da calcio ad 11 giocatori in sabbia calcarea, 1 fabbricato ad uso spogliatoi, servizi igienici, docce e ufficio, 1 tribuna in muratura da 500 posti.
La suddetta struttura è completamente abbandonata a causa di un contenzioso tra l’Amministrazione Comunale e la precedente gestione,(a cui si addebita la presunta perdita di gasolio dalla vecchia cisterna che alimentava la caldaia dell’acqua calda, che non comportava necessariamente la chiusura dell’impianto ).
Non si conosce se il nuovo gestore, la Delfini SRL, abbia preso in consegna l’impianto, visto che non si vedono né la custodia o interventi di manutenzione di qualsiasi genere.
L’attività sportiva svolta dal precedente gestore, che interessava 220 ragazzi è stata costretta a trasferirsi nell’impianto a pagamento di Viserbella, gestito dalla UISP, con conseguente dispersione e drastica riduzione dei giocatori tesserati, attualmente 35.
2) Gli altri campi da calcio di Spadarolo, San Vito, Torre Pedrera, Lagomaggio, Miramare non sarebbero curati e/o custoditi come previsto dalla Convenzione.
Le conseguenze di questo andamento gestionale sono le strutture sportive sempre più decrepite ma soprattutto la perdita della continuità sportiva per tanti giovani calciatori, il dimezzamento dei tesserati in diverse società, che senza la gestione diretta dei campi e i relativi contributi comunali sono costrette a praticare l’aumento delle quote associative o addirittura a valutare la chiusura totale dell’attività.
Per fare luce su questa situazione ho presentato il 26.3.2013 una Interrogazione al Sindaco a cui ha risposto l’Assessore allo Sport Brasini in modo evasivo, per cui ho trasformato l’interrogazione in una Mozione affinchè i problemi riguardanti gli impianti di calcio possano essere esaminati in Commissione Dipartimentale alla presenza delle Società sportive e poi in Consiglio Comunale.
Il voto contrario ai due piani particolareggiati “ Celle “ e “ Via Borghi “ da parte del Sindaco e della sua maggioranza di sinistra è stato motivato politicamente perché nei due piani attuativi del PRG non si rilevano sostanziali ed evidenti elementi di coerenza e compatibilità con le finalità descritte dal cosiddetto Masterplan Strategico.
Puntualizzo che il Masterplan è solo un atto di indirizzo e ribadisco che non è uno strumento di pianificazione urbanistica, come da L.R. ER 20/2000, tantomeno sovraordinato al PRG -PSC-RUE.
Quindi le valutazioni mediante la cosiddetta “ matrice di controllo” in relazione agli obiettivi del Masterplan, non hanno senso giuridico , in quanto si basano su criteri di valutazione personali e politici, privi di qualsiasi livello di legittimità e carichi di discrezionalità non regolamentata.
Resta inoltre il richiamo nelle Delibere alle Norme Transitorie del PSC, in base alle quali i due piani particolareggiati “non sono considerati in contrasto con il PSC del Comune di Rimini, perché rispettano le condizioni poste dall’art.1.13, comma 6, lett. C delle norme transitorie di attuazione dello stesso PSC “.
Ebbene le suddette Norme, adottate come “legittime “ dalla maggioranza di sinistra il 29.3.2011 ( Gnassi, Segretario del PD) , per ragioni elettorali, riguardanti i piani presentati per l’approvazione prima del 1.7.2010, oggi sono state disattese sempre dalla maggioranza di sinistra ( Gnassi, Sindaco) .
Insomma, ritengo che siamo difronte all’ incertezza del diritto, tant’è che Gnassi prospetta una variante al vecchio PRG che potrebbe generare ulteriori problemi di legittimità.
Lo scarico fognario dell'Ausa a Marina Centro, problema ancora da risolvere.
04/03/2013
La presentazione, questa mattina, in Commissione Consigliare del progetto dell’Arch. Benedettini, di una vasca lineare di 7 km., con il posizionamento di scatolari sotto la sabbia, adiacente al marciapiede del lungomare , con la funzione di raccogliere le piogge miste alle acque nere, merita attenzione e riflessione da parte dell’Amministrazione Comunale.
Il Piano Generale del Sistema Fognario, approvato dal Consiglio Comunale il 16.2.2006, che prevedeva la separazione delle reti limitatamente a Rimini Nord, è stato modificato sostanzialmente 4 anni dopo, il 18.2.2010, con l’approvazione dell’Atto di Indirizzo che prevede la separazione totale delle reti fognarie bianche e nere ad esclusione del Centro Storico della città che mantiene l’attuale struttura fognaria mista. Successivamente il 15.12.2011 è stato approvato il Consiglio Comunale ha approvato il Piano per la Salvaguardia della Balneazione, quale Piano stralcio del Piano Generale del Sistema Fognario, con l’individuazione degli 11 interventi prioritari, da realizzare in cinque anni, a Rimini Nord, Rimini Centro, Rimini Sud per una spesa di circa 137 milioni di euro, di cui non finanziati circa 80 milioni di euro, da realizzare in cinque anni.
A tutt’oggi resta, però, da decidere cosa fare per impedire lo scarico in mare del Canale Ausa, che rappresenta l’80% della fonte più inquinante di Rimini Centro e Sud.
Rimane sulla carta l’indicazione generica della realizzazione di una condotta sottomarina, per scaricare al largo l’acqua inquinata, durante e dopo la pioggia, con un impianto idrovoro e vasche di accumulo. Ricordo, che lo stesso Ing. Minarelli (allora dirigente di Hera) , nella Commissione del Maggio 2012, sul problema dello scarico dell’ex torrente Ausa, alle mie osservazioni critiche rispose che era necessario un ripensamento, che la realizzazione della condotta sottomarina deve comportare un dibattito pubblico sulle scelte da adottare.
Sul problema dello scarico dell’Ausa, a Marina Centro, visto fino ad ora le non risolutive e costose proposte, ho chiesto, quindi, all’Assessore Visentin, un confronto tecnico sul Progetto Benedettini, almeno dal Porto a Piazzale Tripoli, dei tecnici dell’Amministrazione Comunale, assieme a quelli di Hera.
Anche, perché, non si è neanche più parlato di finanziare e realizzare le vasche di prima pioggia e di laminazione previste nell’area dei ferrovieri e in via Bramante, previste nel Piano di Salvaguardia della Balneazione.
Resta, inoltre, da valutare il rapporto costi/benefici degli interventi e visto l’importanza che Rimini ha nel turismo balneare, regionale e nazionale, prevedere un Accordo di Programma con la Regione e con lo Stato per ottenere quelle fondamentali risorse nazionali, regionali e dei Fondi Europei da destinare alla realizzazione del Piano Fognario.
Moschea del Borgo Marina ancora nessun atto concreto per il suo trasferimento. Questa la nostra proposta.
11/02/2013
Il problema del trasferimento della Moschea di Corso Giovanni XXIII° , Borgo Marina, in un’altra zona della città, in un edificio più compatibile e più accessibile come luogo di culto, per eliminare l’impatto attuale causato sui residenti di Corso Giovanni XXIII° e delle vie adiacenti, dalla moltitudine dei suoi frequentatori, si trascina da 7 anni .
Dal 2005, con l’impegno dell’ex Sindaco Ravaioli annunciato in occasione della sua visita ufficiale alla Moschea, fino all’impegno del Sindaco Gnassi assunto nel settembre 2011 in un incontro con il rappresentante del Centro Islamico Al Tawid di Rimini, a seguito delle nostre interrogazioni del 28.7.2011 e del 15.9.2011, impegno ribadito dal Sindaco Gnassi il 28 Aprile 2012 in occasione della fine lavori di riqualificazione delle Vie Mameli e San Nicolò.
Alla mia successiva interrogazione del 02.08.2012 per ribadire la necessità del trasferimento, è seguita la risposta dell’Assessore Biagini del 17.12.2012 da cui risulta che l’ Amministrazione Comunale :
“è pervenuta recentemente all’individuazione di alcune aree di proprietà pubblica che, con opportuna procedura di cessione e di adeguamento urbanistico, consentirebbero una soluzione adeguata al problema“;
“tale soluzione, allo stato attuale pare meglio concretizzarsi in un’area individuata in zona limitrofa al Center Gros, necessita però di variante al PRG vigente ed è in ogni caso subordinata alle definitive valutazioni di merito del soggetto attuatore “;
Ritengo tale soluzione indicata dall’Amministrazione Comunale difficilmente percorribile, in quanto:
Rotatoria Via Covignano-Statale 16 serve il sottopasso per pedoni e ciclisti.
10/02/2013
Dopo sei mesi dalla realizzazione della rotatoria (giugno 2012) sulla Statale 16 in corrispondenza con la via Covignano, il 27 Dicembre 2012 è stato acceso il semaforo.
Come avevo chiesto con l’interrogazione del 20.12.2012, il suddetto semaforo può essere solo una soluzione provvisoria, in quanto per consentire l’attraversamento in sicurezza della Statale 16 a pedoni e ciclisti e raccordare la rete di piste ciclabili a mare e monte della statale serve un sottopasso che va realizzato al più presto.
Così ho sostenuto la necessità di realizzare un “ rallentatore “ sulla Via Covignano a monte della rotatoria per consentire l’attraversamento sicuro dei pedoni e ciclisti, alle prese con la eccessiva velocità degli autoveicoli provenienti dalla soprastante rotatoria di Via Santa Cristina e da quella della Statale 16.
Per quanto riguarda l’attraversamento ciclo-pedonale del Deviatore Ausa, sul ristretto marciapiede del Ponte di Via Covignano che non si può allargare a scapito della esistente carreggiata, dove è già difficile l’incrocio tra un autobus e un auto, ho chiesto di prevedere, in alternativa, un apposito pontile per consentire un collegamento agevole con il Centro Storico e viceversa dei residenti di Via Bascucci , Via Mancini e anche della popolosa zona della Grotta Rossa.
L’Amministrazione Comunale ha risposto il 17.1.2013 alla mia interrogazione : per la realizzazione del sottopasso sono state interessate Anas e Autostrade, mentre il pontile, per il momento, non è attuabile in quanto la parte urbana di Via Covignano non è dotata né di pista ciclabile, e in un tratto neanche di marciapiede, e tali interventi non sono previsti nei programmi dei lavori pubblici .
Gli interventi da fare subito per migliorare i parcheggi nel centro storico, al mare, all'Ospedale.
06/02/2013
L’argomento parcheggi a Rimini discusso l’altra sera in Consiglio Comunale non era una novità.
Ricordo la mia mozione consigliare del 12.12.2002, discussa dieci anni fa, con cui, evidenziavo nel Centro Storico gli stessi problemi con le medesime proposte.
Ho sostenuto, come allora, che sono pochi i parcheggi liberi ( quelli non regolamentati), previsti dal Codice della Strada, che i proventi dei parcheggi a pagamento siano destinati alla realizzazione di nuovi parcheggi, che ad ogni nucleo famigliare residente nel Centro Storico venga assegnato uno stallo gratuito.
In base ai dati forniti dall’Assessore Biagini nel Centro Storico ci sono 1849posti auto , di cui 1035 su strada e 814 su aree di sosta ( Gramsci, S.Rita, Malatesta, Rocca, ecc.) . Di questi : solo 252 sono liberi, 343 riservati alle R , 152 per i disabili, 147 per la sosta a tempo, 35 per gli Enti e Forze dell’Ordine, mentre 920 sono a pagamento ( 106 su strada e 814 nelle aree di sosta).
Da rilevare che i permessi R rilasciati per il Centro Storicosarebbero 2717 di gran lunga superiori ai 343 posti riservati alle “ R “ e all’offerta complessiva attuale di 1849 posti auto.
Per questo bisogna aumentare i parcheggi liberi non a pagamento e consentire a chi risiede nel Centro Storico e ha il permesso “ R “ di parcheggiare sugli stalli a striscie blu, non solo nella fascia oraria 12,30- 15,30 come oggi, ma senza limitazione oraria.
Occorre, anche a fronte della recessione economica, favorire l’accessibilità al Centro Storico per consentire la sopravvivenza alle attività economiche, in difficile competizione proprio per la mancanza di aree di sosta con gli iper, con la realizzazione di più parcheggi, liberi, funzionali, nelle aree Stazione (Centro intermodale), Gramsci, Padane, e con un continuo servizio di navette elettriche.