Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa sui cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa sui cookie. Cliccando OK, scorrendo questa pagina o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookies.
La pista ciclabile è pericolosa e costosa. La "presa in giro" sui parcheggi. Un intervento precario invece della riqualificazione complessiva del Lungomare.
07/06/2013
La pista ciclabile sul lungomare, in base alle dichiarazioni dei cittadini e degli esperti, mette a rischio la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni,in quanto:
“I ciclisti,sulla ciclabile colorata, in direzione porto, ricavata dalla carreggiata stradale ma priva di protezione, sono messi in pericolo dagli eventuali “sbandamenti” degli autoveicoli, costretti, per esempio, ad evitare le auto che escono dai parcheggi a “spina di pesce” lato monte”;
“I pedoni sul marciapiede, con la contigua pista ciclabile direzione Riccione, sono a rischio di “scarti” improvvisi delle biciclette”;
“le intersezioni della pista ciclabile colorata con i numerosi attraversamenti pedonali e scivolo per disabili non prevedono il segnale del diritto alla precedenza dei pedoni”;
“le due ciclabili su due diversi piani, una in basso sulla carreggiata stradale, l’altra in alto sul marciapiede, separate dal cordolo del marciapiede, sono “una trappola per i ciclisti”, con il rischio di incidenti, di toccare il cordolo e cadere”;
“le due piste ciclabili andavano almeno livellate, portate alla stessa altezza, quella colorata andrebbe portata alla stessa quota di quella sul marciapiede, per avere così una protezione”.
La Giunta Comunale ha approvato il 29.1.2013 lo Studio di Fattibilità sulla “ Riorganizzazione Funzionale del Lungomare di Rimini” e ha partecipato ad un Bando regionale che prevedeva contributi per interventi di miglioramento della qualità dell’aria, con un progetto nel tratto compreso tra P.le Boscovich e P.le Kennedy e la richiesta di un finanziamento regionale di 500.000 euro pari al 66,66% della spesa complessiva di 750.000 euro e il residuo a carico del Comune.
Il suddetto progetto, cosiddetto di “medio termine”, riguardava l’ampliamento del marciapiede esistente lato mare, su cui ricavare una pista ciclabile bidirezionale su corsia riservata, separata dalla carreggiata stradale e protetta in quanto collocata in quota rialzata rispetto al piano carrabile e contigua al marciapiede dedicato ai pedoni.
L’Amministrazione Comunale ha optato, invece, per l’intervento a ”breve termine” in corso di ultimazione, sotto gli occhi di tutti.
Per questo ieri sera in Consiglio Comunale ho chiesto con una interrogazione al Sindaco:
1) Se l’Amministrazione Comunale è consapevole dei pericoli dichiarati per i ciclisti e i pedoni derivanti dalla progettazione e realizzazione delle due piste ciclabili monodirezionali, di cui una su corsia ricavata dalla carreggiata ed una su corsia ricavata dal marciapiede;
2) Se il costo del suddetto intervento, previsto di 445.000 euro, da realizzarsi con risorse proprie del Comune, classificato come manutenzione “ pesante” del manto stradale e manutenzione ordinaria della segnaletica verticale e orizzontale, non sia in aumento e di quanto, anche per i continui rifacimenti di lunghi tratti del costoso conglomerato di graniglia e del colore della pista, e comunque non comporti una riduzione del servizio di manutenzione delle strade del territorio comunale da parte della società pubblica in house Anthea Srl;
3) Se corrisponde al vero, invece, quanto dichiarato pubblicamente dall’Assessore alla Mobilità e dal Dirigente ai Lavori Pubblici, che questo intervento di manutenzione “pesante” e ordinaria ha beneficiato di “fondi regionali“, senza indicare per quale importo, quando invece il finanziamento regionale era stato richiesto dal Comune di Rimini per l’intervento di medio termine (ampliamento del marciapiede con le due piste ciclabili) nel tratto compreso tra P.le Boscovich e P.le Kennedy, per l’importo di 500.000 euro;
4) Se dinnanzi alla diminuzione di 241 posti auto sul lungomare, non sia “una presa in giro”, affermare di aver recuperato 241 posti auto nelle zone limitrofe, quando invece si tratta di sola trasformazione di posti auto” liberi” in parcheggi auto a “pagamento”;
5) Se la diminuzione reale e complessiva dei posti auto nella nostra marina e la trasformazione dei posti auto da “ liberi” a “pagamento” non pregiudichi l’accesso alla nostra spiaggia, nel tratto dal Porto Canale al confine di Riccione, dei “bagnanti” che provengono dalle frazioni e dall’entroterra;
6) Se, per la trasformazione e regolamentazione di parcheggi auto liberi in parcheggi a pagamento (vedi ad esempio i 40 posti auto in Piazzale Boscovich) non siano comunque necessarie l’approvazione delle preliminari Delibere di Giunta Comunale e l’Ordinanza del Sindaco, di cui si chiede copia ;
7) Se il parcheggio dei motocicli sul marciapiede lato monte, soprattutto lontano dagli scivoli di ingresso e uscita, non limita il camminare in sicurezza dei pedoni;
8) Se non sia pericoloso il sistema dei parcheggi a “spina di pesce”, per la poca o assente visibilità nel caso, ad esempio, di parcheggio dei furgoni, e per il restringimento della carreggiata del lungomare, dovuto anche alla larghezza di m.2,50 della corsia della ciclabile colorata, oltre misura rispetto al minimo di legge di m.1,50m;
9) Se, invece del suddetto intervento parziale e precario, non sia necessario realizzare un progetto di riqualificazione complessiva del lungomare, come hanno già fatto da anni altri Comuni della Costa (es. Riccione, Misano).
A seguito delle risposte evasive del Sindaco ho trasformato l’interrogazione in mozione per ottenere una maggiore trasparenza e un adeguato coinvolgimento su questo problema del Consiglio Comunale.
Appello al Sindaco contro il degrado del nostro Molo: ammalorata dalla ruggine l�??opera pittorica di Eron, costata 76.700 euro!
31/05/2013
Il Molo di Rimini si presenta in condizioni di notevole degrado, nonostante sia da sempre la passeggiata preferita dei riminesi durante tutto l’anno, per respirare l’aria buona, ammirare il mare, la spiaggia, … una volta per fare i tuffi.
Basta osservare le condizioni in cui si trovano la pavimentazione in asfalto e i bordi della banchina, causa l’andirivieni fino a poco tempo fa dei camion per le operazioni di carico degli inerti, ma in particolare lo stato di abbandono e di deterioramento di quell’opera pittorica sul muro di cinta del Porto canale a ridosso degli scogli.
Nel 2005, la Giunta Comunale per coprire slogans e scritte di ogni tipo, per migliorare l’immagine della città, nel suo accesso dal mare, aveva incaricato il pittore Eron di Rimini, noto artista esperto in pittura murale, di valorizzare il suddetto muro con un’opera pittorica.
Eron creò la lunga greca che riproduce i monumenti storici di Rimini, l’Arco di Augusto, il Ponte di Tiberio, la Fontana della Pigna, la Fontana dei Quattro Cavalli, Porta Montanara, il tempio Malatestiano, Castel Sismondo, il Teatro Galli, intervallati da soggetti marini.
Il costo fu di 76.700 euro, sostenuto da due sponsor privati, la Società Metro Italia Cash & Carry e la CNA con 20.000 euro ciascuno e dal Comune per il residuo di 36.700 euro.
Dopo soli 8 anni, il lungo “murales” che doveva valorizzare il muro in cemento armato, per il decoro della zona, è quasi completamente ricoperto dalla ruggine dei telai di supporto in acciaio che non hanno retto all’incuria e all’abbandono.
Ancora una volta, senza ricordo e rispetto per i soldi spesi, un’opera pubblica è ridotta a “ rattoppo” peggio del “buco”.
E’ una storia che continua, che caratterizza le nostre Amministrazioni : sembra che a Rimini, nonostante la prosopopea, la qualità non riesca mai a vincere la mediocrità.
Chiedo al Sindaco di intervenire subito, con il recupero e la manutenzione dell’opera, oppure con la sua rimozione se fosse impossibile, per eliminare quel senso di degrado e trascuratezza.
Sarebbe l’occasione, per restituire al nostro caro Molo, “costretto” oggi tra la propaggine dell’avamporto e il “bazar” di Piazzale Boscovich, un po’ di dignità e di bellezza.
A Rimini, IMU e TARES: ancora tasse insostenibili sugli immobili!
30/05/2013
Confermate le aliquote dell’anno scorso sulla prima casa 0,5% il cui pagamento della prima rata a Giugno è sospeso dal Governo , con il rischio che i contribuenti dovranno versare a settembre due rate insieme (pari al 66% dell’importo), visto che si continua a parlare di 3 rate per la prima abitazione-
I proprietari delle seconde case dovranno invece pagare il prossimo mese, 17 Giugno, le aliquote IMU dell’anno scorso: 0,99% e 1,06% (aliquote base 0,76% + le addizionali comunali) .
E’ stata ridotta di poche decine di centesimi l’aliquota dallo 0,76% al 0,7% solo per le abitazioni locate alle condizioni definite nei patti territoriali, la cui aliquota l’anno scorso era aumentata addirittura del 280%, dallo 0,20% allo 0,76%.
L’Assessore Brasini ha ammesso che l’IMU ha colpito soprattutto gli altri immobili in un grave periodo di recessione come l’attuale, peccato, però che abbia confermato l’aumento del 30% della aliquota base dallo 0,76% allo 0,99% su uffici, negozi, alberghi, bar, ristoranti ecc., limitandosi alla riduzione da 0,99% a 0,89% solo per opifici e fabbricati industriali.
Nonostante tante chiacchere per attenuare gli effetti recessivi della crisi, la manovra complessiva della Amministrazione Comunale riguardo l’applicazione dell’IMU nel 2013 riguarda una minore entrata per il Comune di soli 650.000 euro su 17 milioni di euro incassati in più dal Comune con l’aumento (tra i più cari in Italia) delle aliquote base, senza considerare che i riminesi hanno versato per l’IMU 76 milioni, 42 milioni in più (+ 120%) rispetto ai 34 milioni dell’ICI.
Dulcis in fundo, con la TARES, arriva un ’altra tassa sugli immobili, i riminesi pagheranno quest’anno 3. 600.000 euro in più ( 0,30 euro al mq. x 12.000.000 di mq.), a favore dello Stato, come tributo comunale sui rifiuti e servizi.
Come sempre, a Rimini, come a Roma , invece di provvedere alla riduzione della spesa pubblica, la manovra dominante, la più facile, è sempre concentrata sull’entrata con le tasse.
La demolizione del tendone libri sul Piazzale del Porto : ancora senza data!
29/05/2013
Il “tendone dei libri sul Piazzale del Porto è un illecito edilizio che dura da 12 anni, occupa in modo permanente un’area demaniale pubblica di 343 mq., con il pagamento di un “ canone turistico ricreativo” di circa 700 euro l’anno ( 2 euro al mq. l’anno!).
E’ stato realizzato come “stand per mostra libraria di carattere nautico e ambientalistico” con una autorizzazione temporanea dal 1.11.97 al 31.10.2001, non rinnovata, essendo l’opera sul demanio marittimo e in contrasto col PRG vigente.
Dal 2001 ad oggi , ho presentato 6 interrogazioni in Consiglio Comunale per la sua rimozione, per la riqualificazione del piazzale del porto e del molo.
Sono stati atti necessari per “smuovere“ questo procedimento amministrativo, “fermo” nei cassetti della Amministrazione Comunale, per quattro anni dal 2004 al 2008 per la definizione della “ domanda di condono”, e poi per altri tre anni, dal 2008 al 2011, per il ricorso al Presidente della Repubblica contro il diniego del condono.
Ci sono voluti 10 anni, per emettere nel 2011-2012, due diffide accompagnate da due ordinanze di ingiunzione alla demolizione di opere abusive, senza ottenere alcun effetto.
Dopo l’inottemperanza all’ultima Ordinanza di ingiunzione alla demolizione scaduta il 18.7.2012, ho chiesto con l’interrogazione dell’11.4.2013 al Sindaco per quali ragioni l’Amministrazione Comunale non avesse ancora adottato i provvedimenti conseguenti per la rimozione del tendone dei libri riguardanti:
1) La redazione della perizia di demolizione dall’Ufficio Lavori Pubblici ; 2) L’approvazione dalla Giunta Comunale della perizia ; 3) L’individuazione dall’Ufficio Lavori Pubblici dell’esecutore la demolizione ; 4) L’Ordine di demolizione dell’Ufficio Controlli Edilizi.
L’Assessore Biagini, nella risposta, non ha dato spiegazioni sui ritardi degli adempimenti dell’Amministrazione Comunale, ma soprattutto non ha assuntoimpegni e definito scadenze, limitandosi a trasmettere la relazione del Dirigente Ufficio Controlli Edilizi sugli atti repressivi e sulla fase esecutiva con la trasmissione, il 23.7.2012, dei documenti (diffida, ordinanza e verbale di inottemperanza) all’Ufficio Lavori Pubblici per la predisposizione della perizia tecnica estimativa.
Nel frattempo, sono passati altri 10 mesi,…ma attendiamo ancora dall’Ufficio Lavori Pubblici la redazione della perizia con l’importo della spesa per la demolizione del tendone.
E ritardando questo provvedimento preliminare non prende l’avvio la procedura esecutiva.
Non vogliamo pensare male sui tempi e regole uguali per tutti ….,ma visto che sono già passati 12 anni per rimuovere l’illecito edilizio sul Piazzale del Porto, non è possibile vedere l’Amministrazione Comunale perdere ancora tempo (ormai un anno per una perizia! ), senza sapere cosa accadrà, poi, con i successivi provvedimenti.
Purtroppo, neanche questa estate, i riminesi e i turisti potranno rivedere liberamente il molo, la spiaggia e il mare.
Il Sindaco non risponde sulla riqualificazione complessiva di Via Castelfidardo.
23/05/2013
In riferimento alla mia interrogazione Consigliare di estrema urgenza del 16.5 scorso, dopo la sospensione lavori di sistemazione della pavimentazione di Via Castelfidardo per un mese, l’Amministrazione Comunale ha risposto con la lettera di un “tecnico” dei Lavori Pubblici : “le nuove pietre“, bloccate per il concordato preventivo della ditta importatrice dall’India, sono state “sdoganate” e il cantiere è ripreso.
Alla osservazione sulla poca diligenza professionale nel lavoro fino ad ora svolto, fatto di rattoppi della strada dissestata, si parla di “qualche imperfezione che sarà cura correggere entro il collaudo finale dei lavori”, senza alcun cenno alle responsabilità.
Non sono state date risposte alle domande rivolte al Sindaco:
1) A quando è stato rinviato l’intervento di riqualificazione della Via Castelfidardo nel tratto tra Via Michele Rosa – Via Brighenti, previsto nel 1° lotto in corso;
2) Quando verrà redatto e appaltato il progetto esecutivo del 2° lotto tra Via Brighenti e Via Galeria, già previsto dalla Giunta Comunale nel 2011 per la completa riqualificazione di Via Castelfidardo;
3) Se non si doveva, in questo contesto, riqualificare quell’indegno “ tunnel” di accesso al Mercato Centrale Coperto Via IV Novembre;
4) Perché non ripavimentare con selci l’area degradata dei venditori formaggi, come nell’adiacente piazzetta antistante il Mercato Centrale Coperto;
5) Se non era doveroso, innanzitutto per ragioni di igiene pubblica, a tutela di un Mercato alimentare, ripulire e bonificare l’area contigua dell’ex Convento di San Francesco, infestata da piccioni e topi, ancora con le rovine della 2° guerra mondiale, visto che per la sua ricostruzione con destinazione a Biblioteca Universitaria, dovremo attendere decenni. Oltre che per l’immagine del Centro città, a due passi dal Tempio Malatestiano.
E’ la dimostrazione che il Sindaco Gnassi non è interessato alla ultimazione lavori e alla riqualificazione complessiva dell’area mercatale di Via Castelfidardo, nonostante siano trascorsi 10 anni per sistemare solo metà via, senza contare il disagio procurato alle attività commerciali , ai cittadini, ai turisti che vi accedono.
Società "partecipate": il compenso agli Amministratori sia determinato in base ai risultati raggiunti (bocciato l'emendamento).
17/05/2013
La discussione del Bilancio di Previsione 2013-2015 di “ Rimini Holding Spa” nel Consiglio Comunale di ieri sera purtroppo è stato liquidata velocemente, senza soffermarsi sulla situazione difficile, per non dire preoccupante di diverse nostre società “ partecipate”.
Non basta approvare la conversione del debito bancario di 10.802.798, accumulato da Rimini Holding Spa per i finanziamenti alle nostre società, in un mutuo decennale da rimborsare con 20 rate semestrali.
Ben vengano gli adempimenti di legge quali la riduzione dei membri dei cda di Amir Spa, Anthea e CAAR Spa e un ampliamento del controllo sulle società invocati da anni.
Quello che manca, è la necessità di una svolta da parte del Sindaco nella scelta degli Amministratori delle nostre “ partecipate”.
Ho richiamato la vicenda di Aeradria ,in cui i principali soci, Provincia di Rimini (36%), Comune di Rimini tramite Rimini Holding Spa ( 17%) hanno grosse responsabilità sulle coperture politiche della gestione fallimentare di quella società.
Una gestione lottizzata tra partiti di maggioranza e minoranza che contemplava un CDA di nove membri, un collegio sindacale di 7 membri ed una società di revisione, i cui compensi, nel 2011, sono costati complessivamente la bellezza di 327.000 euro, visti i risultati !
Troppi, i silenzi del Sindaco sulle gravissime relazioni del Collegio Sindacale e della Società di Revisione sui bilanci, verso il Consiglio Comunale che veniva chiamato a votare ripetutamente gli aumenti di capitale.
E’ bene, allora, cambiare strada, fin che siamo in tempo, fare trasparenza sulle difficoltà di altre società partecipate a cominciare da Società Palazzo dei Congressi , Centro Agro-Alimentare,ecc.
Inoltre, finiamola, alla prossima scadenza dei CDA, con le nomine nei Consigli di Amministrazione e nei Collegi Sindacali delle Società pubbliche in base alle tessere di partito a scapito delle competenze e delle professionalità.
E sarebbe bene, come avevo proposto con un emendamento (bocciato dalla maggioranza di sinistra ) che il compenso agli Amministratori ( Presidente, o Amministratore Delegato) fosse determinato in base ai risultati raggiunti dalla società.
Via Castelfidardo: una "Via Crucis" che dura da 13 anni e che ci costa 800.000 euro per sistemare "metà" strada.
17/05/2013
I lavori di sistemazione della pavimentazione di Via Castelfidardo nel tratto tra Via IV Novembre e Via Michele Rosa avviati l’8.4.2012 e bloccati dopo appena 10 giorni, vanno a rilento tra rattoppi e ritardi per la fornitura delle selci provenienti dall’’India.
Dopo i 700 milioni di lire spesi 10 anni fa, ora spendiamo altri 400.000 euro ( 800 milioni di lire ! ) per il rifacimento dello stesso tratto di pavimentazione.
Nonostante la spesa, assistiamo ad un intervento fatto di rattoppi della strada dissestata con il recupero e montaggio delle selci e delle lastre in pietra preesistenti, l’utilizzo anche di materiale non conforme, eseguiti peraltro in modo poco scrupoloso visto le congiunzioni ineguali tra i diversi elementi e gli avallamenti nella pavimentazione.
La piazzetta antistante il Mercato Centrale Coperto, dopo la rimozione dell’asfalto, causa il “fermo” del cantiere, è transennata e inagibile ormai da un mese.
Certo è che la Via Castelfidardo, è una vera e propria “ Via Crucis”: per sistemare solo “metà“ Via, ai lavori realizzati nel 2003, sono seguiti gli allagamenti dei negozi perché la nuova fognatura non riusciva a smaltire le acque piovane, poi i continui e costosi interventi di riparazione della nuova pavimentazione sempre dissestata.
Senza contare le perdite subite dalle numerose attività commerciali, il disagio degli operatori che qui lavorano, dei cittadini e turisti che frequentano quotidianamente questa principale area mercatale della città.
E’ stato rinviato “sine die” l’intervento di riqualificazione della Via Castelfidardo nel tratto tra Via Michele Rosa-Via Brighenti, previsto inizialmente in questo 1°lotto, e che continua ad essere disastrato da anni.
Non sappiamo quando verrà redatto e appaltato il progetto esecutivo del 2° lotto tra Via Brighenti e Via Galeria, già previsto dalla Giunta Comunale nel 2011 per la completa riqualificazione di Via Castelfidardo.
Inoltre, sarebbe ora di riqualificare quell’indegno “tunnel” di accesso al Mercato Centrale Coperto da Via IV Novembre, ripavimentare con selci l’area “venditori formaggi”e ripulire l’area del Convento di San Francesco, con le rovine ancora della 2a guerra mondiale, infestata da topi e piccioni, visto che per la sua auspicata ricostruzione, dopo 68 anni, con destinazione a Biblioteca Universitaria, dovremo attendere ancora decenni.
Ma il Sindaco Gnassi quando li vuole risolvere definitivamente questi problemi ?
Una Tassa di soggiorna che colpisce il turismo, discriminante e �?� pure complicata!
10/05/2013
L ‘Amministrazione Comunale ha giustificato l’istituzione della “ tassa di soggiorno” ai turisti nelle strutture ricettive con il fatto che il turismo è una risorsa per il nostro territorio che comporta spese aggiuntive a carico del bilancio comunale per l’erogazione di adeguati servizi pubblici locali e per la manutenzione complessiva del territorio.
Ho fatto presente che i turisti, a Rimini non sono ospitati a gratis, pagano l’albergo, il ristorante, i servizi in spiaggia, gli acquisti nei negozi, portano denaro, creano posti di lavori e ricchezza , tassata dai percettori di reddito tramite l’IRPEF, le addizionali regionali e comunali IRPEF, l’ IVA, l’IMU ecc. , ecc.
Certo queste entrate allo Stato e ai Comuni non bastano mai, è più facile prevedere nuove tasse piuttosto che tagliare la spesa pubblica.
Non sappiamo, però, come possa l’Assessore Brasini sostenere che la tassa di soggiorno sostiene il turismo, visto che colpisce soprattutto le presenze ( 4.500.000) negli alberghi a tre stelle costituite dalle famiglie.
Non parliamo poi della giungla delle esenzioni, vere e proprie discriminazioni tra i turisti: non si capisce perché sono esentati gli anziani over 65 anni facenti parte di gruppi organizzati da enti pubblici e non quelli facenti parte di gruppi organizzati da privati, alla faccia del turismo sociale; perché si esenta il personale che lavora nella struttura ricettiva e non altri lavoratori stagionali ; perché i giovani minorenni, sopra i 14 anni, sono esentati solo se soggiornano con i propri genitori e gli altri no.
Come se non bastasse, c è poi la bardatura burocratica: l’applicazione dell’esenzione nei vari casi è subordinata alla consegna, da parte degli interessati al gestore della struttura ricettiva, della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, della documentazione attestante l’organizzazione del soggiorno da parte degli Enti Pubblici locali e della idonea certificazione per i soggetti con invalidità al 100% e loro accompagnatori.
Insomma per chi viene in vacanza a Rimini per regolarsi con il pagamento della tassa di soggiorno, sarà necessario anche il “vademecum dell’esenzione”.
Gestione campi di calcio: con questo Assessore allo Sport a settembre rischia di sparire il calcio dilettantistico a Rimini. Per Brasini va tutto bene, per il sottoscritto siamo da esposto alla Corte dei Conti contro il depauperamento degli impianti
02/05/2013
L’Assessore allo Sport Brasini, nella IV Commissione Consigliare di lunedì scorso, non ha minimamente recepito i rilievi della mia Mozione sulla “ Gestione campi da calcio”, che non sarebbero curati e/o custoditi come previsto dalle Convenzioni e non ha voluto riconoscere le crescenti difficoltà in cui si trovano le società sportive non più assegnatarie della gestione diretta dei campi di calcio.
Per l’Assessore la nuova ed unica gestione di 9 campi su 10 dal 1.9.2012, va bene, la “ mancata corretta manutenzione è imputabile ai gestori precedenti “.
Così la chiusura completa al pubblico dell’impianto sportivo comunale di Viserba ( due campi da calcio in erba e sabbia da 11, con tribuna 500 posti e servizi vari) è dovuta al contenzioso con il precedente gestore ( una rete di protezione rotta e la presunta perdita di gasolio dalla vecchia cisterna che alimentava la caldaia dell’acqua calda).
Il suddetto impianto, il 2° più importante della città dopo lo Stadio Romeo Neri, ha funzionato fino al 1.9.2012, data in cui è stato consegnato al nuove gestore; da allora è chiuso, e non si vede alcuna cura, (il taglio d’erba , le reti rotte ) come appare ai nostri occhi o dalle fotografie.
Ciò nonostante, l’Amministrazione Comunale ha erogato il corrispettivo di euro 16.132,53 per il periodo dal 1.9.2012 al 31.12.2012 .
Non mi sembra sia regolare spendere quei soldi pubblici per una “ gestione che non c’è “, e che potrebbe riguardare la Corte dei Conti .
Inoltre, l’attività sportiva svolta a Viserba dal precedente gestore, che interessava 220 ragazzi è stata costretta a trasferirsi nell’impianto a pagamento di Viserbella con riduzione drastica dei tesserati a 35 e la dispersione in Società Sportive diverse e in altri campi da San Giuliano fino al Comune di Bellaria Igea Marina con difficoltà per le famiglie residenti dei giovani calciatori.
L’Assessore, non ha neppure dimostrato sensibilità e consapevolezza verso le crescenti difficoltà in cui si trovano le Società Sportive che senza la gestione diretta dei campi di calcio e con l’incremento delle spese per le tariffe orarie da pagare quali “utilizzatori” dei campi, stanno valutando la stessa chiusura dell’attività sociale e sportiva.
Tanto che non ha accolto la mia proposta di promuovere da parte del Comune un tavolo di concertazione con tutte le Società Sportive, gestore e utilizzatori dei campi, per trovare un “ modus vivendi” al fine di risolvere questa situazione molto preoccupante per il calcio dilettantistico della nostra città.
In attesa che la Mozione sia discussa in Consiglio Comunale, chiederò una Commissione Consigliare aperta a tutte le Società Sportive e ai gestori degli impianti di calcio perché i Consiglieri Comunali possano conoscere le loro ragioni e proposte, non solo la voce dell’Amministrazione Comunale.
Ricostruzione Teatro Galli: doveroso risparmiare 10 milioni di euro. No ai 2 piani interrati. Si alla salvaguardia dei ritrovamenti archeologici e della Storia di Rimini.
23/04/2013
L’intervento preliminare di natura archeologica per la ricostruzione del Teatro Galli ha evidenziato con le operazioni di scavo, avviate un anno fa, nella sala del teatro, la presenza di notevoli reperti archeologici, precisamente, in corrispondenza della torre scenica, a quota – 1,40 dal piano di campagna, pavimentazioni e tombe romane, e in corrispondenza della platea, a quota -0,20 pavimenti in cotto e muri polettiani.
A causa di questi ritrovamenti, non è stato possibile proseguire gli scavi previsti, dovendosi attendere la necessaria autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, la spesa per questo primo intervento è aumentata da 500.000 a 650.000 euro a causa di due perizie di variante, e i lavori non hanno potuto essere ultimati nel termine stabilito (marzo 2013 ) per consentire l’avvio delle opere di costruzione della struttura del teatro ( 2° intervento) previste nel maggio 2013.
Sottolineo che il progetto prevede uno scavo di profondità di m. 4,50 sotto il pavimento della platea e uno scavo di 10/15 metri sotto il palcoscenico con due piani interrati ( x camerini e magazzeno).
Lo sbancamento di 10/15 metri sotto il palcoscenico, spazza via i reperti archeologici e le preesistenze del teatro ottocentesco tutelati dal vincolo archeologico (D.M. 1915) che si estende su tutta Piazza Malatesta e dai vincoli archeologico e architettonico ( D.M. 1991 e 1992 ) sul Teatro.
La realizzazione dei due piani interrati comporta inoltre una maggiorazione della spesa di 10 milioni di euro ( da 20 a 30 milioni di euro ) nella ricostruzione del teatro, non indispensabile, visto che quegli spazi si possono ricavare lateralmente nella sala.
Per questo ritengo che nella ricostruzione del Teatro Galli, l’Amministrazione Comunale debba evitare la realizzazione dei due piani interrati con lo sbancamento di 10/15 metri sotto il palcoscenico per salvaguardare le testimonianze della Storia della nostra Città, visto che ci sono Teatri in regione (Parma) che hanno conservato la parte sotterranea, l’hanno resa visitabile e funzionano ottimamente su palcoscenici ottocenteschi.
E’ doveroso, inoltre, risparmiare una decina di milioni, che potrebbero essere destinati ad altre opere pubbliche e non unicamente sul Teatro, come da due anni sta avvenendo, viste le scarse risorse del Bilancio Comunale.
Dinnanzi, poi, agli intendimenti dell’Amministrazione Comunale di variare il progetto esecutivo per il retro del teatro con un palcoscenico interno-esterno su Piazza Malatesta, ritengo che questo progetto oltre ad essere difficilmente funzionante ( spazio vasto, acustica, ecc.) aumenterà ulteriormente le spese di ricostruzione del teatro.