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La sentenza annunciata del Tar
   

 9/12/2017

La sentenza del Tar Emilia Romagna che accoglie il ricorso per annullare la delibera  del Consiglio Comunale del 26.3.2013 di diniego del Piano Particolareggiato  di iniziativa privata “Via Borghi” a Santa Giustina e l’approvazione del Master Plan Strategico in base al quale è stato bocciato il Piano Particolareggiato conferma anche questa volta   l’avevamo detto in Consiglio,  e scritto nel Comunicato Stampa del 27.3.2013. ( all.to).

Il voto contrario del Sindaco e dei consiglieri di maggioranza ai due Piani Particolareggiati di “Via Borghi” e  “Celle”  era stato motivato politicamente perchè nei due piani attuativi del PRG “non si rilevano sostanziali ed evidenti elementi di coerenza e compatibilità“ con le finalità descritte dal cosidetto Masterplan.

Sottolineavo che “il Masterplan è solo un atto di indirizzo e non uno strumento di pianificazione urbanistica”, come da  L.R- ER 20/2000, tanto meno sovraordinato al PRG-PSC-RUE.

Le valutazioni dei piani particolareggiati mediante la cosiddetta “ matrice di controllo” con gli obiettivi del Masterplan, non avevano fondamento giuridico ma erano giustificate solo con criteri politici.

Lo stesso richiamo nelle Delibere alle Norme Transitorie del PSC, adottate  come “legittime”dalla maggioranza di sinistra in Consiglio Comunale il 29.3.2011 con Gnassi Segretario del PDS  per ragioni elettorali, riguardanti i piani presentati per l’approvazione prima del 1.7.2010, in base alle quali “i due particolareggiati  non sono  considerati in contrasto con il PSC” , venivano allora disattese sempre dalla maggioranza di sinistra con Gnassi Sindaco, con rischio di discriminazione tra  i cittadini,

Sostenevo che l’Amministrazione Comunale invece di dedicarsi a fantasiosi esercizi grafici colorati come il Masterplan che non aveva nessun fondamento giuridico di applicabilità, doveva procedere con l’approvazione definitiva dei Piani adottati PSC-RUE, debitamente rivisti e corretti, come unica strada percorribile per potere giungere all’approvazione dei Piani Particolareggiati del vecchio PRG ad esso “ conformi”, per evitare i probabili contenziosi.

Invece si è perso altro tempo e risorse pubbliche, stipendi pagati a  dirigenti e tecnici per la redazione del Masterplan, un mero atto di indirizzo che non poteva variare assolutamente gli strumenti urbanistici per di più solamente adottati, si sono dovuti aspettare 5 anni dall’adozione  fino al febbraio-marzo 2016 per l’approvazione definitiva degli strumenti urbanistici, senza contrastare nel frattempo la scomparsa del 50 % delle imprese edili, la perdita della metà dei posti di lavoro, e senza agevolare nel frattempo la riqualificazione urbana.


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Dal Parco del Mare, al Parco del Cemento, al Parco del Nulla !
   

 14/11/2017

Come anticipato e sostenuto, da soli, nelle tre conferenze stampa tenute il 21.5.2016, il 17/11/2016, il 20/9/2017, nelle due  Mozioni Consigliari del 10/11/2016  e 22/9/2017 bocciate dalla maggioranza in Consiglio Comunale, con la petizione contro” il Parco del Cemento” sottoscritta già da oltre 500 cittadini, nel banchetto di Fratelli d’Italia tutti i sabato mattina in piazza Tre Martiri, senza aspettare gli ultimi arrivati, i fatti sulla realizzazione del nuovo lungomare ci stanno dando ragione.

Sono da oltre due anni che denunciamo  che il Parco del Mare si basa sulla vendita del Lungomare ai privati e non sull’interesse pubblico della città.

Per questo, non ci sorprendono le dichiarazioni del Presidente della Cooperativa Bagnini di Rimini Sud che annuncia il ritiro degli operatori dagli investimenti, dopo la presentazione delle manifestazioni di interesse.

Le conseguenze sono che il Comune non incasserà la somma prevista ( circa 16 milioni nel primo tratto “Rotonda del Grand Hotel –Piazzale Kennedy” ) derivante dalla vendita ai privati del suolo pubblico del Lungomare ( i diritti di superfice) da 50 a 99 anni.

In verità, le ragioni per le quali molti operatori privati si ritirano sono gli alti costi, noti dal 2015 con la pubblicazione del Bando,  per l’acquisto dei diritti di superficie che equivalgono di fatto ad una vendita del lungomare e non ad un semplice affitto del suolo pubblico che sarebbe naturalmente molto inferiore, ai quali poi devono aggiungere i costi di esecuzione dei loro progetti che sono per lo più bar, ristoranti, negozi.

E’ preoccupante, poi, che l’Amministrazione Comunale dinnanzi al defilarsi nella “negoziazione” delle manifestazioni d’interesse classificate come “strategiche”, cioè pienamente conformi alle Lineee Guida del Parco del Mare, ora retroceda alle  “manifestazioni” d’interesse considerate “adattabili”, cioè parzialmente aderenti alle Linee Guida, solo per “ fare cassa” .

Tutto ciò sta ritardando notevolmente l’iter procedurale del Parco del Mare, che se non sarà ultimato entro il 2019, causerà anche la perdita del finanziamento europeo di 2.850.000 euro.

Riguardo agli annunci sul ruolo dell’ultimo consulente, l’arch. Paesaggista, vogliamo precisare che il suo compito è l’elaborazione del progetto definitivo ed esecutivo delle opere paesaggistico/architettoniche( opere a verde pubblico, piste ciclabili e pedonali, opere di arredo) come chiaramente descritto nel Bando per l’assegnazione dell’incarico e che non prevede nient’altro.

Considerato, al riguardo, che i tempi assegnati all’arch. Paesaggista, previsti nel Bando per la presentazione dei progetti definitivi sono di 6 messi e per i progetti esecutivi di 4 mesi ai quali vanno aggiunti altri 6 mesi per l’affidamento, tramite gara d’appalto, dell’incarico  per  l’esecuzione lavori è fisicamente impossibile che le opere possano essere ultimate entro il 2019.

Quindi, dopo aver avuto ragione con i fatti di quanto sostenuto in questi due anni,   sarebbe auspicabile che il Sindaco si rendesse conto della paralisi totale del procedimento in cui si trova il suo cosiddetto Parco del Mare e sulla irrazionalità di un progetto che con le sue “dune di  cemento armato” non permette la vista della spiaggia e del mare e non consente la riqualificazione fondamentale del lungomare, tanto attesa dalla città.
                                                           

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Moschea di Corso Giovanni XXIII°: chiesto il sopralluogo dei Vigili del Fuoco e della AUSL per la sicurezza e la idoneità del luogo di culto aperto al pubblico
   

 7/11/2017

Come annunciato alla fine di settembre, la necessità del cambio di destinazione d’uso da officina a luogo di culto, subordinato al reperimento degli standard urbanistici( parcheggi), impossibile in zona e impraticabile per l’alto costo della monetizzazione, ha bloccato definitivamente per irregolarità i lavori di insediamento della Moschea in Via San Nicolò con lo spostamento di poche decine di metri da quella esistente in Corso Giovanni XXIII°.

Resta sempre da risolvere il problema della Moschea di Corso Giovanni XXIII° sita dal 2004 in una casetta ad uso ufficio, da trasferire in un’altra zona più idonea della città, come a Ravenna, e in un immobile compatibile per eliminare l’impatto delle centinaia di mussulmani che vi accedono sul Borgo Marina.

Pertanto, ho chiesto con una interrogazione consigliare trasformata in mozione la revisione della valutazione urbanistica del 6.11.2011 dello Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Rimini dell’immobile al n.100 di Corso Giovanni XCXIII° con destinazione d’uso ad uffici ma utilizzato come Moschea, che “non rileva il cambio di destinazione d’uso, trattandosi di utilizzi rientranti nella funzione terziaria”, ma non può non considerare il diverso carico urbanistico e il rispetto delle normative corrispondenti all’utilizzo di un edificio come luogo di culto pubblico.

Così è da verificare nell’utilizzo dell’immobile come Moschea il rispetto del requisito della “ visitabilità” per l’accessibilità al luogo di culto, ai fini del superamento e della eliminazione delle barriere architettoniche, essendo un luogo privato aperto al pubblico, destinato a luogo di culto.

Inoltre, ritengo necessario il sopralluogo dei Vigili del Fuoco nell’immobile di Corso Giovanni XXIII° utilizzato a Moschea per la sicurezza delle centinaia di persone che la frequentano e della AUSL per la idoneità dei locali.

Comunque, dopo gli impegni assunti e svaniti, è auspicabile che il Sindaco Gnassi incontri i rappresentanti del Centro Islamico per sostenere e rendere possibile il trasferimento della Moschea dal Borgo Marina, chiesto da oltre un decennio con ripetute petizioni popolari sottoscritte dai residenti e da migliaia di cittadini, per eliminare l’impatto della moltitudine dei suoi frequentatori, senza parcheggi per cicli, moto, auto, con l’occupazione dei marciapiedi, passi carrai, strade, che può  migliorare l’immagine del Borgo Marina.

Alla luce proprio dell’esperienza nel Borgo Marina, è opportuna l’approvazione di una Variante al Rue per regolamentare l’apertura dei luoghi di culto o Moschee, stabilendo standard urbanistici, indice di affollamento, classificazione acustica, requisito della visitabilità, norme igienico sanitarie, della sicurezza, e indicare le possibili localizzazioni per evitare l’impatto sulla vita dei residenti.



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L’Amministrazione Comunale Gnassi contro gli alberi nel Giardino Ferrari !
   

 27/10/2017

E’ incredibile, ma ieri sera in Consiglio Comunale la maggioranza di Gnassi, senza dire una parola o esprimere una motivazione ha votato contro la mia mozione con cui chiedevo più alberi nel Giardino Ferrari e precisamente :  

1)    La piantumazione di alberi di alto fusto nel Giardino  lato Piazza Cavour angolo via Tempio Malatestiano per ombreggiare le panchine, inutilizzate,  durante la mattinata nei mesi estivi, perché esposte al sole cocente e per eliminare lo squarcio attuale ;
 
2)    Il potenziamento del verde pubblico in quello che era lo storico Giardino Ferrari, funzionale alla qualità ambientale del Centro Storico e alla valorizzazione della Domus del Chirurgo;

3)    La valutazione della convenienza del rifacimento della pavimentazione, invece dei continui e costosi rattoppi delle lastre di trachite dal 2013 ad oggi, visto il diffuso stato di precarietà a cominciare dal lato di Corso Giovanni XXIII° di fianco alla Domus;  

4)    La sistemazione dignitosa della colonna con il busto di Luigi Ferrari, con la collocazione in una aiuola centrale o all’interno della Domus, in modo da non continuare ad essere un orinatoio per cani, provvedendo al restauro del volto di Luigi Ferrari, con la barba “danneggiata”;

5)    La cura e valorizzazione del Monumento ai Caduti della Grande Guerra 1915-18, considerato che il prossimo anno si celebra il Centenario  della Grande Guerra, e del Monumento in bronzo di Francisco Busignani, caduto in Africa Orientale il 21.7.1939 ( la data manca di un numero), opera dello scultore riminese Elio Morri.   

L’Amministrazione Comunale di Gnassi, per bocca dell’Ass. ai Lavori Pubblici Jamil Sadegholvaad, ha respinto la mia proposta e approva lo snaturamento dello storico Giardino Ferrari con la impermeabilizzazione–pavimentazione del terreno  e la sua trasformazione in una pietraia  assolata.

L’ultima “manutenzione”  del Sindaco Gnassi è stata l’abbattimento di un gigantesco ippocastano che copriva buona parte del Giardino lato Piazza Cavour angolo Via Tempio Malatestiano, di un altro ippocastano più piccolo di fianco all’edicola e di una magnolia dietro l’edicola.

Poi sono state eliminate e pavimentate con lastre di trachite  due aiuole,  una di 90m mq. dove era l’ippocastano,  un’altra di 25 mq.,  mentre una terza aiuola è stata ricoperta da doghe di legno, con la giustificazione risibile “ perché vengono calpestate”.

E’ continuata la riduzione del verde in quello che era lo storico Giardino Ferrari realizzato nel 1913 dall’Arch. Paolito Somazzi, avviata nel 1990   con la pavimentazione in pietra per una superficie di mq. 3200 più del triplo della superficie rimasta a verde, neanche 1.000 mq., con la riduzione del centinaio di alberi, censiti nel 1984, ad una trentina di oggi .  

Ricordo il Regolamento del Verde Pubblico, approvato dal Consiglio Comunale il 27.3.2001, che prevede la salvaguardia del  Giardino storico, impone interventi conservativi di manutenzione e restauro che consentano la conservazione dell’identità del Giardino stesso e vieta esplicitamente il danneggiamento alla vegetazione esistente in particolare con l’impermeabilizzazione, la pavimentazione o altre opere edilizie, dell’area di pertinenza delle piante.

Ma l’Amministrazione Comunale non dovrebbe essere la prima a rispettarlo ?                    

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E’ intollerabile: gli spacciatori stranieri, accolti a Rimini per motivi umanitari, vanno subito espulsi dall’Italia !
   

 17/10/2017

Grazie alla presenza di una pattuglia di Carabinieri, questa mattina al Parco Cervi, difronte all’Arco di Augusto, gli spacciatori di droga si sono tenuti “alla larga” da uno dei loro punti di ritrovo.

Chiaramente il problema non è risolto, gli spacciatori restano, gironzolano nei dintorni, in attesa di ritornare con la “calma”.

Per questo, nella Commissione di questa mattina, ho chiesto all’Ass. Sadegholvaad provvedimenti della Amministrazione Comunale contro il diffuso  spaccio della droga nella nostra città, che è un problema grave e preoccupante per la legalità, la sicurezza, la salute dei cittadini e in particolare dei giovani.

Il Sindaco deve chiedere al Prefetto la convocazione immediata del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza per liberare permanentemente con la collaborazione delle Forze dell’Ordine il Parco Cervi e la zona circostante l’Arco d’Augusto( Vicolo Montironi, dinnanzi al Liceo Valgimigli, Vicolo del Voltone) dagli spacciatori.
;
E’ necessaria l’installazione delle Telecamere nel Parco e nella zona circostante l’Arco di Augusto per individuare gli spacciatori e arrestarli, per non spostare il problema altrove ma per contrastare lo spaccio ovunque, nella città.;

Gli spacciatori stranieri vanno espulsi subito dall’Italia.

E’ incredibile, dietro la nostra domanda, come fanno a vivere questi ragazzotti stranieri a Rimini, ben vestiti, con cellulari di ultima generazione,  apprendere dall’Assessore Sadegholvaad che si tratta di immigrati ,  accolti per  motivi umanitari,  ospitati a Rimini dalle Associazioni con  vitto e alloggio gratis.

A maggior ragione è intollerabile : vanno revocati subito i loro permessi di soggiorno ed espulsi immediatamente nei paesi d’origine.

Ho richiesto di istituire i Nuclei Cinofili della Polizia Municipale, per contrastare lo spaccio, per controllare i parchi, per la sicurezza degli Agenti, per fare fronte alla carenza di organico della P.M.

L’Assessore, dopo la bocciatura della mia Mozione,  quattro anni fa, non può continuare a giustificarsi con la mancanza di risorse quando le entrate di bilancio  con le “multe” della P.M-.  ammontano a 10 milioni di euro.

Così va incrementato il servizio notturno della Polizia Municipale, dalle ore 1 alle 7 del mattino, che non può essere solo nei mesi estivi o nel fine settimana, per contrastare la micro-criminalità, per la vigilanza sulla città, e far rispettare il Regolamento di Polizia Urbana ( vendita alcool, scritte sui muri, schiamazzi, degrado urbano, ecc.);   

Infine, per contrastare lo spaccio e la lotta alla droga, ho chiesto che  l’Amministrazione Comunale promuova una campagna di informazione ai giovani nelle scuole sui danni irreversibili provocati dalla droga alla salute.

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Arco d’Augusto: l’Amministrazione Comunale deve fare la propria parte per liberare la città dallo spaccio della droga. Istituire le unità cinofile della P.M.
   

16/10/2017

Lo spaccio della droga, il degrado e l’insicurezza persistono, non solo nel Parco Cervi, ma anche di fianco all’Arco di Augusto,  davanti all’ingresso del liceo “ T. Valgimigli” lungo il Vicolo Montironi, il Vicolo dell’Onestà e l’inizio di Via Santa Chiara

Qui, gli “spacciatori”, una quarantina di varie nazionalità ed etnie, albanesi, rumeni, magrebini, sudamericani, con l’andirivieni tra Piazzale delle Poste, Arco di Augusto, Parco Olga Bondi, hanno stabilito una base  più ”defilata” e “riservata”,  per i loro traffici, nel pomeriggio dalle ore 16 alle 20: i clienti sono ragazzi riminesi perlopiù minorenni e ragazzine.

Il venerdì e il  sabato lo spaccio si protrae anche dopo cena, assieme alla presenza di persone in balia degli alcolici che diventano aggressive.  

Dopo la denuncia dei residenti con una lettera del 27 Febbraio 2017 alle Forze dell’Ordine, al Sindaco e al Preside del Liceo, rimasta senza seguito, ho rivolto il 28 settembre scorso una interrogazione al Sindaco (ancora in attesa di risposta scritta) per chiedere di intervenire e liberare questa  zona dallo spaccio, dal degrado e dalla illegalità.

Ritengo che la Amministrazione Comunale debba avere a cuore i problemi dei residenti e la vivibilità di questa zona della città.

E’ doveroso “sdradicare” lo spaccio di droga che avviene addirittura sulle gradinate di  una scuola .

Gli spacciatori stranieri catturati dalle Forze dell’Ordine non possono “ritornare” al loro “mercato”, vanno espulsi dall’Italia.

E’ necessaria l’installazione della video sorveglianza per la sicurezza di questa zona “nascosta”, alle prese non solo con lo spaccio ma anche con  i furti che hanno colpito anche la Chiesa di Santa Chiara.

Occorre che l’Amministrazione Comunale metta in campo azioni concrete, uomini e mezzi, per contrastare sul territorio comunale lo spaccio sempre più diffuso della droga a Rimini, a cominciare dai controlli sul  vicino Parco Cervi che non può continuare ad essere egemonizzato dagli spacciatori africani, sull’area della Stazione, davanti alle scuole, ovunque si presenti.

Ricordo l’esempio dei 53 spacciatori di droga arrestati e “messi in galera”con l’operazione “kebab connection” della Polizia Municipale nel Borgo Marina grazie al lavoro, da noi sostenuto, del Nucleo di Polizia Ambientale e l’utilizzo delle telecamere.

Per questo richiedo all’Amministrazione Comunale di istituire i Nuclei Cinofili della Polizia Municipale, attuando la proposta del sottoscritto presentata quattro anni fa nel 2013 e sulla quale nonostante la bocciatura della mia Mozione era stata dichiarata la disponibilità.

L’utilizzo dei cani addestrati quali ausiliari della Polizia Municipale, come dimostrano l’impiego dalle Forze dell’Ordine, è congeniale  contro  lo spaccio, per il controllo agevole dei parchi, aumenta la sicurezza degli Agenti nel fronteggiare le situazioni di rischio e illegalità, e consente di fronteggiare la carenza di organico della nostra Polizia Municipale ( 30 unità in meno rispetto agli standard regionali) .

Dinnanzi allo spaccio della droga che è diventata una calamità nella città l’Amministrazione Comunale deve fare la propria parte in collaborazione con le Forze dell'Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, per il rispetto della legalità e sicurezza, la salvaguardia della salute dei cittadini, in particolare dei giovani,  oltrechè combattere il traffico  alimentato dalle organizzazioni criminali.


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Castel Sismondo: la solita superficialità contro la Storia della città !
   

 7/10/2017

Nel Consiglio Comunale di giovedi sera la “maggioranza Gnassi” ha respinto la mia Mozione “No alla riduzione di Castel Sismondo a contenitore del Museo Fellini”.

L’Amministrazione Comunale prevede, infatti,  un uso “univoco” del Castello, con  le sale rinascimentali che diverranno “ botteghe” allestite per la ricostruzione  dei set felliniani.

Il Museo di Fellini si espanderà in tutta l’area, dalla Casa del Cinema Fulgor fin dentro il Castello e sulle cosiddette “arene” per spettacoli di Piazza Malatesta  con il CircAmarcord che prevede una specie di “luna Park”.

L’Amministrazione Comunale spende per questo progetto ben 9 milioni di euro ottenuti dal Ministero dei Beni Culturali.

Per il Sindaco Gnassi è più importante il Museo Fellini con il Circ- Amarcord e le arene spettacoli che Sigismondo Malatesta con il suo Castello e il Rinascimento italiano.
 
Tutto questo avviene proprio nel seicentenario della nascita di Sigismondo, quando Castel Sismondo, a maggior ragione, doveva essere valorizzato come il Museo naturale del Signore di Rimini  che lo realizzò, di Filippo Brunelleschi il grande architetto che lo progettò, dei protagonisti del Rinascimento italiano, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Matteo de’ Pasti che collaborarono con il Malatesta per realizzare il capolavoro del Tempio Malatestiano.

La stessa riqualificazione di Piazza Malatesta privilegia la realizzazione delle arene per spettacoli ( la prima tra il retro del Teatro e il Castello, la seconda con una cavea a ridosso del Campone, la terza a lato del Teatro di fronte a Santa Colomba), più che la valorizzazione di Castel Sismondo.

Non per niente insistono sulla Piazza Malatesta il vincolo di inedificabilità assoluta del 1915 per assicurare la prospettiva di Castel Sismondo e il vincolo archeologico del 1991 a tutela delle aree sovrastanti le mura tardo imperiali e l’antico fossato del Castello.

Ho sempre sostenuto in Consiglio Comunale la necessità di spostare il mercato ambulante e di liberare dalle auto Piazza Malatesta ( era nel mio programma di candidato a Sindaco del 2011 quando Gnassi era contrario), per riportare alla luce il fossato attorno al Castello, liberarlo dagli interramenti, per fare “riemergere” il Castello di 5-6 metri e “restituirlo” imponente, anche nel confronto con il Teatro ricostruito.     

Sarebbe stata un’opera di importanza storica per la città che avrebbe  fatto del Castello e di Piazza Malatesta un luogo di forte attrazione culturale e turistica e “cambiato la percezione” della città .

Invece, nonostante le previsioni dei PRG e del Piano Strategico, e la contrarietà degli studiosi, l’Amministrazione Gnassi ha realizzato,  davanti al Castello, un giardinetto delimitato da un  “poco compatibile” muretto di cemento armato di 50 cm. rivestito di  pietra “lessinia” che evoca malamente la “falsa braga” interrata.

La città ha perduto, ancora, una opportunità storica.

La politica “superficiale” della Amministrazione Comunale continua a prevalere sulla storia  identitaria della città( … Anfiteatro romano ecc…).  


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Bloccato l’ampliamento della Moschea nel Borgo Marina !
   

29/9/2017

Con l’accesso agli atti di questa mattina ho avuto ragione su quanto sostenuto con l’interrogazione in Consiglio Comunale del 14.9.2017 trasformata in Mozione contro il trasferimento e l’ampliamento della Moschea nel Borgo Marina.

E’ necessario il cambio di destinazione d’uso da officina (assentita  nella  FUNZIONE PRODUTTIVA-D e NON COMMERCIALE-C) a luogo di culto ( FUNZIONE DIREZIONALE–C) essendo diverse le classificazioni urbanistiche d’uso e non nell’ambito di una  stessa funzione.   

I lavori di manutenzione straordinaria avviati con una semplice comunicazione inizio lavori (CIL), verranno, quindi, immediatamente  bloccati dal Comune con una ordinanza urgente.

Aggiungo per la migliore comprensione le altre considerazioni effettuate :  

Il cambiamento della destinazione d’uso con l’aumento del carico urbanistico è subordinato al reperimento degli standard urbanistici ( es. parcheggi) come previsto dalla L.R. e dai piani urbanistici.

Non essendo possibile il reperimento degli standard urbanistici( es. parcheggi), ed essendo una facoltà dell’Amministrazione Comunale la loro monetizzazione che può non essere concessa, visto l’ampia superficie dell’officina e per l’aumento non previsto del carico urbanistico, di conseguenza  è  inattuabile il cambio di destinazione d’uso.  

Il Sindaco, perciò, ha la possibilità di impedire lo spostamento e l’ampliamento della Moschea nell’ex officina in via San Nicolò angolo via Mameli e l’opportunità di sostenere la necessità del suo trasferimento dal Borgo Marina rispettando gli impegni assunti nel 2011 e 2012.

Alla luce dell’esperienza nel Borgo Marina, resta la necessità di approvare una VARIANTE al RUE per regolamentare l’apertura dei luoghi di culto e Moschee stabilendo standard, indice di affollamento, classificazione acustica, norme igienico-sanitarie e sulla sicurezza e  di  indicare le possibili localizzazioni, per evitare che il loro insediamento avvenga a nome dei centri culturali islamici compatibili più facilmente con le destinazioni d’uso degli immobili, senza considerare l’impatto sulla vita dei residenti.  
 

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Ass. Frisoni : meno polemiche e più risposte sul Parco del Cemento
   

21/09/2017

L’ass. Frisoni invece della superficiale difesa d’ufficio, avrebbe dovuto contraddire le quantità delle superfici di nuova edificazione sul lungomare(1°tratto) proposte con le manifestazioni di interesse dei privati, e motivare perché l’Amministrazioone Comunale le ha valutate e classificate come “  strategiche( mq. 9.775 ), e adattabili  ( mq. 3.027) cioè pienamente o parzialmente aderenti alle Linee guida del cosiddetto parco del Mare.

Le nuove migliaia di mq. di superficie di cemento sul lungomare accolte dalla Amministrazione Gnassi come manifestazioni strategiche e adattabili, non sono nuovo consumo di suolo pubblico ?   

 Certamente l’Amministrazione Comunale preferiva che le manifestazioni di interesse dei privati, dopo ormai due anni dalla presentazione, non venissero a “galla” per non  fare conoscere la reale cementificazione del lungomare, i cui diritti di superficie sul suolo pubblico saranno venduti ai privati .

E’ incredibile, infatti, che il progetto del Sindaco Gnassi preveda addirittura di vendere letteralmente il suolo pubblico del lungomare ai privati !

Roba neanche degli anni peggiori della “riminizzazione” con la cementificazione della costa !

L’Assessore all’Urbanistica sa benissimo che quello che conta è la fase  della negoziazione di quelle manifestazioni d’interesse strategiche che verrà gestita dalla Amministrazione Comunale, con gli accordi approvati dalla Giunta Comunale, e solo quando tutto sarà stato deciso, verrà interessato forse alla fine il Consiglio  Comunale, per un voto scontato  di una maggioranza “silenziosa” sempre agli ordini del Sindaco Gnassi.

Pertanto, l’Ass. Frisoni invece di scaricare le responsabilità politiche ed amministrative sue e della Giunta Comunale sul Consiglio Comunale, sarebbe bene intervenisse nel merito delle criticità sollevate e che riguardano in particolare  il primo tratto di lungomare.

Cosa c’entrano con il lungomare e come possano essere considerate strategiche le proposte di 5.700 mq. con destinazione residenziale ?

Come può essere considerata rigenerazione urbana o ambientale quella che prevede su tutto il lungomare una serie continua di dune di cemento armato alte quattro metri con un fronte dai 65 ai 120 metri per contenere pubblici esercizi e negozi ?

Come si può parlare di rinaturalizzazione del Lungomare con “colline” di cemento armato fuori terra che non consentono neanche la vista del mare e della spiaggia?

Dinnanzi all’aumento delle migliaia  di metri cubi di cemento e del numero delle attività economiche sul lungomare, diminuiscono solo  i parcheggi pubblici ( meno 164 posti auto nel primo tratto) che invece, con la pedonalizzazione del lungomare, erano gli unici che dovevano aumentare per l’accesso dei residenti e turisti, salvo quelli inventati dall’Ass. all’ultimo momento per salvare la faccia.

Sarebbe necessario, inoltre, fare chiarezza sul calcolo dell’indice edificatorio per renderlo inferiore alla luce delle omissioni delle superfici dei servizi alberghieri.

Dopo l’approvazione dalla Giunta delle Linee guida, dello studio di fattibilità, del progetto preliminare, ora si vuole delegare l’Arch. Paesaggista per sistemare il Progetto del Parco del Mare, anche se questo non rientra nel Bando Pubblico di assegnazione dell’incarico ( (verde pubblico, piste ciclabile e pedonali, arredo).

Sarebbe utile per l’interesse della città che l’Ass. rispondesse puntualmente.  


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Le 155 manifestazioni di interesse: dal Parco del Mare al Parco del Cemento !
   

 20/09/2017

A distanza di due anni dalla presentazione delle 155 manifestazioni di interesse per il Parco del Mare, dopo la loro classificazione il 21.3.2017 in “strategiche, adattabili, non pertinenti ”, i cittadini sono ancora all’oscuro di quello che sarà il futuro del Lungomare di Rimini.

Resta solamente il “rendering” di 20 metri da due anni in Piazza Cavour ad illudere le attese della città.

Dopo tanti mesi, sono riuscito finalmente ad “accedere agli atti” e prendere visione dei progetti e di tutte le manifestazioni di interesse.

Ritengo, perciò, opportuno informare pubblicamente e fare una buona volta trasparenza su quello che si nasconde dietro il nome Parco del Mare e al posto di quel “ rendering verde” tanto propagandato.  

E’ da oltre un anno che denunciamo il progetto del Sindaco Gnassi di vendere letteralmente il suolo pubblico del lungomare ai privati.

Ora con la presa visione delle manifestazioni di interesse, posso confermare che avevamo ragione.

Lo dimostrano i numeri : 5.700 mq. di residenziale, 4.686 mq. di ristoranti e bar, 1.416 mq. di servizi agli alberghi, 1.000 mq. di negozi.

Questo solo nel 1° tratto dal Grand Hotel a Piazzale Kennedy, senza considerare l’eliminazione di 164 posti auto attualmente presenti sul lungomare.

E’ evidente il consumo di suolo pubblico e la vera e propria cementificazione del lungomare alla faccia del “ritornello” della rigenerazione urbana, della riqualificazione ambientale, del verde, del sea-welness, della resilienza, delle vocazione identitarie del Parco del Mare, che invece diventerà il Parco del Cemento.

Infatti, le manifestazioni di interesse accolte dalla Amministrazione Comunale come “strategiche” ed “adattabili” prevedono solamente nel  tratto di lungomare Grand Hotel-Piazzale Kennedy, 12.800 mq. di nuova edificazione per un totale di 38.000 metri cubi di cemento senza dimenticare le dune artificiali di cemento armato alte 4 metri e ognuna con un fronte che va dai 65 m. ai 120 m..

Il risultato sarà un indice edificatorio pari allo 0,22 mq./mq superiore al limite dello 0,12 mq./mq imposto dal Comune, considerando le reali superfici interessate e non quelle calcolate per convenienza dall’Amministrazione.  

Il Comune, in questo modo, incasserebbe dalla vendita dei diritti di superficie del lungomare ai privati quasi 16 milioni di euro da sommare ai circa 25 milioni di euro dei costi di costruzione sempre a carico dei privati.

Il Comune introiterebbe così una enorme somma di denaro per la realizzazione del Lungomare che graverà esclusivamente sui privati.

La conseguenza sarà un lungomare in cui la superficie pubblica sarà ricoperta da migliaia di metri cubi di cemento e totalmente nelle mani degli interessi privati con un grande aumento delle attività, senza un numero adeguato di parcheggi pubblici a scapito della accessibilità del lungomare e delle attività stesse.  

E’ doveroso, inoltre, fare chiarezza sulle ultime dichiarazioni pubbliche della Amministrazione Comunale
riguardo alla definizione delle linee di indirizzo progettuali da parte dell’architetto paesaggistico scelto.

E’ inutile declinare la responsabilità progettuale all’ultimo consulente incaricato, quando l’impostazione progettuale era sbagliata in origine.

Oltre un anno fa, con la presentazione della mia Mozione Consigliare  denunciavo i limiti del progetto e della sua realizzazione, ma la discussione è sempre stata volutamente rinviata dalla maggioranza consigliare, fino ad oggi.

In conclusione, il progetto di lungomare si fonda sull’interesse economico della Amministrazione Comunale con la vendita del lungomare ai privati e non sull’interesse pubblico della città.

Il progetto, infatti, non consente la vista del mare e della spiaggia, non prevede nessuna difesa dalle mareggiate, e non realizza un numero adeguato di parcheggi pubblici per i residenti e i turisti.

Questo che è l’unico e vero progetto del Sindaco Gnassi ( a differenza del Teatro Galli e del Cinema Fulgor)  si ridurrà molto probabilmente alla realizzazione di un solo tratto di lungomare, pregiudicando la sua intera riqualificazione, il futuro turistico della città, scaricando il problema ancora una volta sulle Amministrazioni successive.  
 


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