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La storia di Castel Sismondo sepolta sotto una colata di cemento armato!

Sottoposto alla attenzione della Corte dei Conti il Lungomare Tintori: fatto e rifatto in pochi mesi!!
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Progetto nuovo Mercato Centrale Coperto: a rischio la sopravvivenza economica degli operatori e la riqualificazione del contesto storico.
   

 05/08/2022

Il  progetto di realizzazione del nuovo Mercato Centrale Coperto mette in discussione la sopravvivenza economica e la continuità delle attività degli  operatori del Mercato Centrale Coperto.

Il percorso approvato dall’Amministrazione Comunale di procedere con la demolizione e ricostruzione del Mercato Centrale Coperto, nel sito attuale e con il progetto di finanza proposto da un soggetto privato, comporta pesanti conseguenze sugli operatori.

Innanzitutto il trasferimento provvisorio del Mercato, per due anni, nell’area, non definita, del Cinema Settebello, sulla Via Roma, in un’incerta struttura, comporterà per tutti gli operatori l’aumento irragionevole del 39% delle tariffe, con il canone annuo, a banco, che crescerà da 3.673 euro a 5.108 euro.

Invece, sarebbe stata più giustificata la diminuzione dei canoni, tenuto presente i costi logistici “a perdere” per le strutture di vendita “temporanee”, con i prevedibili disagi e le perdite di clienti.

Da considerare che il Mercato Provvisorio si riduce ad una superficie di 2.500mq, rispetto agli attuali 4.300 mq del Mercato Coperto, e l’attraversamento della Via Roma è sicuramente problematico per i circa 10.000 clienti giornalieri.

Il trasferimento temporaneo del Mercato Coperto, penalizzerà, inoltre, commercialmente le attività di Via Castelfidardo e Via Michele Rosa.

Per mitigare i danni, ho proposto il trasferimento provvisorio del Mercato Coperto nell’area di Piazza Gramsci, con una superficie di 7.500 mq, compatibile con il mercato ambulante di mercoledì e sabato mattina e il parcheggio.

Inoltre, gli operatori, nel Futuro Mercato Coperto definitivo, dovranno fare i conti con notevoli aumenti dei canoni:

-produttori, dovranno sostenere un aumento del +66%, con il canone annuo del banco che aumenterà da euro 3.673 a euro 6.098;

-commercianti, dovranno sostenere un aumento del +82%, con il canone annuo del banco che aumenterà da euro 3.673 a euro 6.674;

-negozi, dovranno sostenere un aumento del +82%, con il canone anno del banco che aumenterà da euro 3.673 a 6.674 euro;

-il supermercato, dovrà sostenere un aumento del +29%.

Il totale dei ricavi dai canoni annui incassati dagli operatori, pari a 1.200.000 euro annui, consentirà al soggetto privato realizzatore, la redditività annua del 7%, sull’investimento iniziale di 19 milioni di euro.

E’ stata approvata un’operazione di “privatizzazione” del Mercato Coperto, invece di ricorrere a finanziamenti strutturali pubblici, regionali, nazionali, europei; richiesti per il nuovo Mercato Ittico e per altre opere pubbliche Parco del Mare, Piazza Malatesta ecc..

Non sono state considerate le attuali concrete difficoltà economiche degli operatori, riscontrato che in diversi hanno cessato le attività e lasciato i banchi vuoti, con impoverimento dello stesso Mercato Coperto e dell’offerta commerciale.

La fisionomia del Mercato Centrale Coperto non si può ridurre a quella di un Centro Commerciale, che affitta a prezzi di mercato, gli spazi di vendita alle imprese.

Il Mercato Centrale Coperto è un mercato ambulante pubblico al chiuso, dove il Comune concede a produttori e commercianti, i posteggi, di dimensioni ridotte, a fronte del pagamento di un canone di occupazione di suolo pubblico, per salvaguardare l’offerta commerciale di un servizio pubblico.  

Diversamente da quanto sostiene l’Amministrazione, è assai difficile che il Bando Pubblico per la realizzazione del progetto, consenta di ottenere la riduzione delle tariffe agli operatori, né tanto meno consentirà di migliorare la progettazione architettonica, che al momento si prefigura poco compatibile con il contesto storico archeologico dell’ex Convento di San Francesco.      

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Il Giardino Vittime delle Foibe non può essere invaso dalle auto!
   

 19/7/2022

Il Giardino intitolato alle Vittime delle Foibe (ex Piazzale Carso), nei fine settimana viene costantemente invaso dalle auto ed utilizzato come parcheggio, dagli interessati a raggiungere la spiaggia o Marina Centro.

E’ un’immagine vergognosa, senza alcun rispetto per il verde di un giardino.

La mancanza di parcheggi auto (di cui è responsabile l’Amministrazione Comunale), non può esser giustificazione che legittima a parcheggiare in un giardino pubblico.

L’ingresso delle auto nel Giardino, purtroppo, avviene attraverso i varchi, del cantiere insediato per i lavori di realizzazione del sottopasso a mare della Stazione.

Il giardino vede precarie condizioni igieniche e di sicurezza, per la presenza, giorno e notte, di persone senza dimora ed è già mal ridotto a causa del cantiere, con apertura di varchi nelle siepi circostanti e per effetto dell’attraversamento di autocarri ed escavatori, che hanno ricoperto il prato e le piante da uno strato di polvere.

L’Amministrazione Comunale deve intervenire per consentire la vivibilità del Giardino “Vittime delle Foibe”, che non può essere snaturato a parcheggio di auto ed essere abbandonato al degrado.


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Ricostruiamo Palazzo Lettimi “com’era e dov’era”!
   

 14/7/2022

Il Ministero per i Beni e le attività Culturali non ha concesso parere favorevole al progetto di realizzazione degli alloggi agli studenti universitari nel Palazzo Lettimi; questa è la risposta del Vice-Sindaco, alla mia interrogazione del 5 Maggio scorso.

L’Amministrazione Comunale aveva approvato, frettolosamente, il 24/03/2017, la cessione del diritto d’uso gratuito e perpetuo del Palazzo Lettimi all’Università di Bologna, per la sua ristrutturazione in alloggi universitari, subordinata alla verifica dell’interesse culturale del Ministero dei Beni Culturali.   

Ero stato fortemente contrario a quella proposta deliberativa (rimasta nel silenzio per 5 anni), perchè non prevedeva alcun recupero, restauro, né una destinazione compatibile con la storia e la bellezza architettonica di Palazzo Lettimi e con la preesistenza archeologica dell’antico Teatro Romano…come è stato confermato successivamente dal Ministero.

Il Palazzo Lettimi era uno dei palazzi più belli di epoca rinascimentale, risalente al 1508, di proprietà delle famiglie patrizie, Maschi-Marcheselli-Lettimi, succedutesi nei secoli; fu donato dal Conte Giovanni Lettimi, insigne pianista, nel 1902 al Comune di Rimini, con il vincolo di destinazione a Scuole Musicali. Il palazzo venne distrutto dai bombardamenti anglo-americani del 28-29-30 Dicembre 1943.

Dopo le bombe, per altri 30 anni, fino agli anni 70, le Amministrazioni Comunali, come risulta dalle fotografie storiche, hanno continuato a demolire altri muri del Palazzo, invece di consolidarli, recuperarli, salvarli, a cui sono seguite le spogliazioni, solo alcune finite nei depositi comunali.

Il Palazzo è stato trattato come un rudere da eliminare, senza alcun riguardo al testamento di Giovanni Lettimi: ”Voglio che il mio Palazzo resti sempre di proprietà comunale, nè mai si spogli dei suoi pregi artistici” per sottolineare il lascito non solo materiale ma soprattutto culturale.

Ricordo che fra i ruderi di questa costruzione rinascimentale, nel corso degli anni a seguire, installò lo studio, il noto scultore riminese, Elio Morri, che continuò a lavorare fino alla fine (1992), mentre dalla parte opposta ci fu l’ampliamento dell’allora ristorante Pic Nic.

Solo, grazie ad un protocollo d’intesa tra l’Università degli studi di Bologna e il Comune di Rimini, sottoscritto il 31/10/2000, si prospettò la ricostruzione del Palazzo Lettimi, come sede di rappresentanza e presidenza dell’Università di Rimini; intesa che però non ebbe seguito.

Così è continuato lo stato di degrado e incuria di Palazzo Lettimi, nel cuore della città, come evidenziano le condizioni delle cornici marmoree con pregevoli sculture di delfini, attorno alle finestre, invase dalle erbe infestanti dall’interno, il portale del palazzo con formelle in pietra d’Istria con la rosa quadripetala malatestiana, e la caduta frequente di pezzi murari della facciata esterna del Palazzo sulla via Tempio Malatestiano.  

Per questo, negli ultimi dieci anni, sono intervenuto ripetutamente, con interrogazioni(3) e mozioni consigliari, per chiedere un progetto filologico di ricostruzione di Palazzo Lettimi e di valorizzazione dei resti del preesistente Teatro Romano.  

E’ possibile il progetto filologico di ricostruzione del Palazzo Lettimi, come avvenuto per il Teatro Poletti; sono infatti disponibili tavole, planimetrie, foto d’epoca, sulla storia di costruzione e distruzione del Palazzo, grazie a 7 anni di ricerca del Prof. Marco Musmeci (attuale Dirigente del Ministero della Cultura), oggetto della propria tesi di laurea in Architettura (libro acquistato dall’Amministrazione Comunale di Rimini il 13/05/1997).  

Dopo oltre 75 anni dalle distruzioni della guerra, chiediamo all’Amministrazione Comunale, di avviare urgentemente il recupero dal degrado e dall’abbandono di tale Bene Culturale, proponiamo la ricostruzione filologica, per la restituzione del Palazzo Lettimi al suo antico prestigio architettonico e la valorizzazione contestuale dei resti del Teatro Romano.  

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Risposta al Sindaco: è possibile, un tunnel sotto il Porto, per collegare Piazzale Boscovich alla Darsena e a San Giuliano Mare.
   

Il Sindaco, in occasione dell’incontro con il Comitato Turistico per la riqualificazione e promozione di San Giuliano, ha dichiarato: “per il collegamento tra San Giuliano Mare e Marina Centro l’unica cosa possibile è potenziare il servizio del traghetto, svolto attualmente da un privato, affidandone la gestione a Start, la società  del trasporto pubblico locale”.

La verità è che sono trascorsi 20 anni dall’inaugurazione della Nuova Darsena, nulla è stato fatto, manca ancora un collegamento pedonale con Piazzale Boscovich.

L’Amministrazione Comunale, ha speso altrove i 3.000.000 di euro, incassati nel 2001 come “oneri di urbanizzazione” dalla “Variante per il complesso residenziale La Prua”, invece di progettare e realizzare nuovi collegamenti con San Giuliano Mare.

Nei due mesi estivi, è rimasto il collegamento ciclo pedonale, con il piccolo traghetto a pagamento dal Faro, al Ristorante Quattro Colonne.  

Per il resto San Giuliano Mare è raggiungibile, dalla destra del Porto, solo attraverso il Ponte della Resistenza, che molti turisti non conoscono e che gli stessi riminesi poco praticano.

Così i riminesi e i turisti che si trovano in Piazzale Boscovich e sul Molo, non possono accedere alla passeggiata panoramica della Nuova Darsena, all’ampia piazza di 5.000 mq per spettacoli, ai bar, ai ristoranti, agli alberghi, ai pochi negozi superstiti di San Giuliano Mare.

Per questo, ho presentato ripetutamente, nel 2010, 2015 e nel 2021, in Consiglio Comunale, la proposta di progettare e realizzare un “tunnel” sotto il fondale del Porto Canale, per collegare Piazzale Boscovich alla Darsena.

Il progetto, sentito un esperto di opere marittime, è fattibile con un “tubone” sotto il fondale del porto-canale collegato a due “pozzi” di entrata e uscita, uno sul lato piazzale Boscovich, l’altro della Darsena, realizzati con scale a chiocciole e ascensori.

Il progetto è compatibile con il passaggio naturale delle barche da diporto e dei pescherecci ed è rispettoso del paesaggio e dell’ambiente; non comporta alti costi di realizzazione, di manutenzione, impatto ambientale, orari di entrata e uscita, come un Ponte fisso o mobile sul Porto.

Considerato che nel 1994 è stato inaugurato il tunnel sottomarino di 50 Km sotto il Canale della Manica, con due gallerie ferroviarie e una carrabile, dopo ormai 30 anni, è certamente possibile la realizzazione di un collegamento sottomarino per i pedoni e l’attraversamento dei 50 metri di larghezza del porto -canale di Rimini.

E’ ora di valorizzare la passeggiata sulla Darsena, oggi isolata, in continuità diretta e naturale con il Lungomare, per consentire la promozione turistica di San Giuliano Mare.  

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Parco del Mare- Marina Centro: finire i lavori in via Paolo e Francesca, e rimuovere il degrado dell’ex McDonald’s abbandonato!
   

 10.6.2022

Ho sollecitato, con l’interrogazione consigliare di eri sera, l’Amministrazione Comunale a concludere i lavori di sistemazione di Via Paolo e Francesca, in corso da due anni, fin dal giugno 2020.

La pavimentazione dell’intera strada è ancora da realizzare nei tratti mancanti, di fronte all’Hotel Ambasciatori e all’incrocio con Via Vitelloni, per potere predisporre la segnaletica, più che mai urgente, per il parcheggio necessario delle moto.

Il  primo tratto “Tintori” del Parco del Mare resta da completare con le previste due fontane, i cui lavori sono stati approvati nel marzo 2021, avviati e sospesi nel maggio 2022.

L’area di circa 200 mq, tra l’Hotel Valdorf e il Centro Sportivo  “padel”, si presenta non riqualificata, con il divieto di parcheggio di auto e moto, in quanto di proprietà privata, con un contenzioso in essere con il Comune.

Sarebbe possibile allargare la strada spostando la “batteria dei cassonetti rifiuti e la cabina dell’energia elettrica che occupano il sedime centrale di Via Paolo e Francesca, nel tratto tra l’ex Sangiovesa e via Beccadelli.

E’ poco praticabile l’ingresso delle auto in  Via Paolo e Francesca  da Via Beccadelli, ristretto tra un condominio privato e l’ex Mc Donald, regolato addirittura da un semaforo con l’accesso a senso unico alternato.

Inoltre, evidenzio che la struttura del Mc Donald, angolo Via Beccadelli -Parco del Mare, da diversi anni, si presenta abbandonata, svuotata all’interno delle sue attrezzature, con l’ingresso diventato rifugio dei “senza dimora”.

E’ una immagine  di degrado incompatibile con il Lungomare riqualificato e nel cuore della Marina Centro.

Chiedo all’Amministrazione Comunale di interpellare la proprietà per  rimuovere, al più presto, responsabilmente e di comune accordo tale  situazione, prevedendo anche la demolizione della struttura.


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L’Amministrazione Comunale non sostiene il servizio pubblico delle edicole
   

 1.6.2022

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, giovedi scorso, è stata approvata la riduzione del 30% del canone COSAP per l’occupazione di spazi e aree pubbliche dalle attività commerciali e artigianali.

E’ un provvedimento transitorio solo per il 2022 per ridurre i danni economici alle attività economiche subiti prima dalle chiusure della pandemia e oggi dalle sanzioni per il conflitto tra Russia e Ucraina.

Nell’occasione, ho ribadito:  la Giunta Comunale, continua ad ignorare la Mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 14.3.2019, proposta dal sottoscritto, che chiedeva il dimezzamento (50%) del canone COSAP, non transitorio, ma permanente, per le edicole, con la modifica del Regolamento Comunale Cosap.

Tutti riconoscono l’importanza delle edicole, punti di informazione sul territorio e di socialità per i cittadini, ma l’Amministrazione Comunale continua a non fare nulla di concreto per sostenerle.

Nel Comune di Rimini, l’occupazione del suolo pubblico dalle edicole comporta un esoso canone di 200 euro al mq, con un costo per un chiosco di 10 metri di 2.000 euro l’anno, che incide sul reddito in continua diminuzione di un’edicola che impegna di solito un nucleo famigliare.

L’Amministrazione Comunale dovrebbe tenere presente che negli ultimi anni, hanno cessato l’attività una quindicina di edicole storiche (Piazza Cavour, Piazza Tre Martiri, Via IV Novembre, Ponte dei Mille, Grattacielo, Viale Vespucci,Via Tripoli,  Via Della Fiera, ecc.).

Tuttavia, non ha neppure recepito la proposta, attuata nei Comuni di Forlì e Cesena, di ridurre il canone di occupazione suolo pubblico alle edicole che si impegnano a svolgere attività di informazione turistica, culturale, ricettiva, con la consegna di materiale fornito dal Comune.

L’Ass. alle Attività Economiche, Magrini, ha replicato che la “chiusura delle edicole è ineluttabile”, certo è che l’Amministrazione Comunale non fa nulla per contrastare tali chiusure, a scapito delle ragioni di pubblico interesse e del servizio di  informazione ai cittadini.

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L’Amministrazione Comunale cambia idea, come da noi chiesto per tre anni, sul prolungamento del Metromare dalla Stazione alla Fiera.
   

 13.5.2022

L’Amministrazione Comunale, come da noi richiesto e proposto per tre anni, ha cambiato idea e progetto sul prolungamento del Metromare dalla Stazione di Rimini alla Fiera.

Era insostenibile il percorso del Metromare al centro delle vie Cesare Battisti, Ravegnani, Savonarola, Matteotti, XXIII Settembre, Emilia, con un corridoio dedicato a doppia corsia, largo 9 metri, lasciando ai lati delle strade, i due attuali sensi di marcia.

Le opere previste riguardavano: la realizzazione di due sottopassi per baipassare le rotatorie di San Nicolò e via Emilia-Via Bagli, la demolizione e ricostruzione del Ponte sul  Deviatore Marecchia (rifatto 20 anni fa), la “rifunzionalizzazione” dei Viali Matteotti e XXIII Settembre, con l’utilizzo dei controviali esistenti e l’abbattimento dei pini, le intersezioni semaforizzate.

La fisionomia della viabilità veniva stravolta e caratterizzata dalla riduzione delle sezioni stradali destinate al traffico automobilistico privato a favore della mobilità pubblica.

Abbiamo evitato un preoccupante impatto sulla mobilità delle vie interessate e di tutta la città, sulla vivibilità dei cittadini per la problematica cantierizzazione dei lavori.

Per fortuna, le condizioni imposte dal finanziamento pubblico di 49 milioni di euro tramite il PNRR, che prevedono l’aggiudicazione dell’appalto lavori entro il 31.12.2023 e la conclusione degli stessi entro il 30.6.2026, hanno costretto l’Amministrazione Comunale a cambiare strada.

In alternativa al progetto “avventato” dell’Amministrazione Comunale, avevo subito presentato il 2.8.2019 un emendamento al DUP 2020 ( Documento Unico di Programmazione con le linee guida del Bilancio Comunale)   con cui chiedevo testualmente “ il prolungamento  del Metromare dalla Stazione di Rimini alla Fiera deve avvenire con la realizzazione di una infrastruttura adiacente alla attuale linea ferroviaria”,  respinto dalla maggioranza del Sindaco Gnassi.

Ho riproposto lo stesso emendamento il 21.12.2021 di variazione al DUP 2022, respinto anche questo dalla nuova maggioranza del Sindaco Sadegholvaad.

Avevo avanzato tali proposte con ragioni, per evitare, con il progetto sostenuto dalla Giunta Comunale, la paralisi della viabilità e della mobilità cittadina, causa la riduzioni delle sezioni stradali, i tempi lunghi di realizzazione dell’opera, gli alti costi da sostenere, dopo l’esperienza infelice del TRC, per la cui realizzazione ci sono voluti 25 anni.

Oggi, constato con soddisfazione, che l’Amministrazione Comunale, in Commissione Consigliare, tramite l’Ass. Frisoni dichiara  che “ certamente  è preferibile e più semplice fare viaggiare il Metromare verso la Fiera lungo la Ferrovia”, come ho sostenuto per tre anni in alternativa al progetto promozionato dalla Amministrazione Comunale..

Alla fine, nonostante i voti contrari, abbiamo avuto ragione, non solo personalmente, ma soprattutto nell’interesse della viabilità della città   e della migliore accessibilità alla nostra Fiera, che sarà ancora più competitiva.

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Manutenzione straordinaria delle “banchine” e restauro delle Mura storiche tra il Ponte di Tiberio e il Ponte dei Mille.
   

 29.04.2022

In sintonia con l’atteso recupero di Porta Galliana (inaugurata questa mattina) e quello auspicato delle Mura Federiciane, ho sollecitato con l’interrogazione al Sindaco di ieri sera, la ristrutturazione delle “banchine”  e il restauro delle Mura tra il Ponte di Tiberio e il Ponte dei Mille.

Il Comune di Rimini ha realizzato nel 1976 le “banchine” che da 45 anni, per errori di progettazione,  sono regolarmente allagate dalle maree o dalle condizioni meteo marine avverse e si trovano in una  situazione di degrado,  con gli allacci di luce e acqua fuori uso, sotto gli occhi dei cittadini e turisti.

Per queste ragioni le banchine non hanno mai ottenuto il nulla osta della Capitaneria di Porto per il regolare ormeggio dei natanti.

Invece dei suddetti interventi ripetutamente richiesti, è stata realizzata nel 2018, con la spesa di 200.000 euro, la “passerella galleggiante”, un’opera non necessaria, che snatura solo il paesaggio e l’ambiente del Ponte di Tiberio.

Fra l’altro, durante i frequenti allagamenti delle banchine, la “passerella galleggiante” diventa addirittura inaccessibile e impraticabile.

Pertanto, ritengo sia ora, di realizzare i seguenti interventi riqualificanti il bacino del Ponte di Tiberio e il Porto Canale:

1)    la ristrutturazione delle banchine dal Ponte di Tiberio al Ponte della Resistenza, con il necessario  rialzo delle quote dei camminamenti, il rifacimento degli impianti per l’ormeggio dei natanti, per  favorire le passeggiate in un ambiente riqualificato;

2)    Il recupero completo delle Mura del Porto Canale, con la ricostruzione, dopo 70 anni, delle parti ancora distrutte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e il restauro con il ripristino della mancante cordonatura superiore, l’eliminazione della vegetazione infestante, la pulizia;

3)    La manutenzione straordinaria delle rampe ammalorate in cemento armato,  in sponda destra, tra il Ponte  di Tiberio e il Ponte dei Mille, e loro raccordo con i camminamenti rialzati delle banchine.

Dopo 45 anni, bisogna porre rimedio alle banchine allagate e al degrado esistente nel bacino del Ponte Tiberio e del Porto Canale.  

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Divelta anche la colonnina di pietra del Piazzale antistante il Tempio Malatestiano. Non si salva più niente !
   

 2/5/2022

Non sappiamo come è stata divelta la colonnina di pietra a salvaguardia del Piazzale difronte al Tempio Malatestiano.

Come sia stato possibile, un vandalismo del genere, visto che è stato necessario superare anche il dislivello e la protezione  dei marciapiedi, fra l’altro nell’isola pedonale.

Speriamo che le telecamere della video sorveglianza abbiano registrato le cause e responsabilità di quanto accaduto.

Aspettiamo dall’Amministrazione Comunale un pronto ripristino per rispetto al Tempio Malatestiano, capolavoro del Rinascimento.

Nell’occasione, visto lo stato della pavimentazione in selce di Via Leon Battista Alberti, adiacente il Tempio Malatestiano, che si trova da anni sconnessa e piena di avvallamenti, causati in buona parte dalla percorrenza dell’autobus, con problemi anche per i pedoni e ciclisti, sarebbe necessario il rifacimento della pavimentazione della strada, peraltro di breve lunghezza.

Inoltre, ricordato il crollo di parte di un bancone in pietra d’Istria della Vecchia Pescheria, avvenuto nel novembre scorso, per quali ragioni non si è ancora provveduto al restauro.

Nonostante la nostra richiesta, allora, di un sopralluogo sullo stato di conservazione  di tutti i banconi della Vecchia Pescheria, che in base alle evidenze, necessitano di un doveroso intervento per prevenire  ulteriori crolli.

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Passeggiata sul Canale tombinato dell’Ausa, tratto spiaggia (tra il bagno 28 e il “Nettuno”): la pavimentazione rifatta, due volte. Chi paga?
   

 15/4/2022

La pavimentazione del tratto di spiaggia, sul tombinato canale Ausa (tra il bagno 28 e il “Nettuno”), era stata eseguita nel maggio 2016 dalla Società Hera, in calcestruzzo architettonico, per la passeggiata “dinamica” verso il mare e in ecolegno, per gli “ambiti di sosta e seduta”.

Nel maggio 2019, dopo appena tre anni dalla realizzazione, la pavimentazione in “ecolegno”, a livello dell’arenile, sconnessa e ammalorata, è stata rimossa e sostituita con la pavimentazione in calcestruzzo architettonico per garantire il decoro del percorso pedonale, la sicurezza dei passanti, con una spesa di almeno 50.000 euro.

Eppure, l’Amministrazione Comunale, nella risposta alla nostra interrogazione del 30/05/2019, enfatizzava le qualità dell’ecolegno, la durabilità, la resistenza all’invecchiamento, agli agenti atmosferici, gli elevati standard di sicurezza,il ridotto livello di manutenzione,e indicavala rampa in ecolegno,dal lungomare al camminamento, “in perfetto stato di conservazione e non oggetto di intervento“.

Come non detto, ora, nell’Aprile 2022, anche la pavimentazione della suddetta rampa è stata completamente smantellata e rifatta, ex novo, sempre in ecolegno, con un costo di 36.000 euro.

Da ricordare che la Giunta Comunale aveva approvato il 24/11/2015 il progetto esecutivo di Hera, con l’onere finanziario reperito dal gestore,  sulla tariffa del servizio idrico a carico degli utenti riminesi.

Tuttavia, dinnanzi alla realizzazione nel 2016 della pavimentazione in ecolegno sul canale Ausa, (spesa iniziale 145.000 euro), i maggiori oneri per gli interventi di sostituzione della suddetta pavimentazione effettuati, solo dopo tre anni, nel 2019 (spesa 50.000 euro) e, dopo 6 anni, nel 2022 (spesa 36.000 euro), sono discutibili e incomprensibili.

Per queste ragioni,chiediamo trasparenza all’Amministrazione Comunale sulle responsabilità di Hera in merito alla progettazione ed esecuzione lavori, e che le spese sul rifacimento delle opere, non siano a carico dei cittadini.

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