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Arco d’Augusto: l’Amministrazione Comunale deve fare la propria parte per liberare la città dallo spaccio della droga. Istituire le unità cinofile della P.M.
   

16/10/2017

Lo spaccio della droga, il degrado e l’insicurezza persistono, non solo nel Parco Cervi, ma anche di fianco all’Arco di Augusto,  davanti all’ingresso del liceo “ T. Valgimigli” lungo il Vicolo Montironi, il Vicolo dell’Onestà e l’inizio di Via Santa Chiara

Qui, gli “spacciatori”, una quarantina di varie nazionalità ed etnie, albanesi, rumeni, magrebini, sudamericani, con l’andirivieni tra Piazzale delle Poste, Arco di Augusto, Parco Olga Bondi, hanno stabilito una base  più ”defilata” e “riservata”,  per i loro traffici, nel pomeriggio dalle ore 16 alle 20: i clienti sono ragazzi riminesi perlopiù minorenni e ragazzine.

Il venerdì e il  sabato lo spaccio si protrae anche dopo cena, assieme alla presenza di persone in balia degli alcolici che diventano aggressive.  

Dopo la denuncia dei residenti con una lettera del 27 Febbraio 2017 alle Forze dell’Ordine, al Sindaco e al Preside del Liceo, rimasta senza seguito, ho rivolto il 28 settembre scorso una interrogazione al Sindaco (ancora in attesa di risposta scritta) per chiedere di intervenire e liberare questa  zona dallo spaccio, dal degrado e dalla illegalità.

Ritengo che la Amministrazione Comunale debba avere a cuore i problemi dei residenti e la vivibilità di questa zona della città.

E’ doveroso “sdradicare” lo spaccio di droga che avviene addirittura sulle gradinate di  una scuola .

Gli spacciatori stranieri catturati dalle Forze dell’Ordine non possono “ritornare” al loro “mercato”, vanno espulsi dall’Italia.

E’ necessaria l’installazione della video sorveglianza per la sicurezza di questa zona “nascosta”, alle prese non solo con lo spaccio ma anche con  i furti che hanno colpito anche la Chiesa di Santa Chiara.

Occorre che l’Amministrazione Comunale metta in campo azioni concrete, uomini e mezzi, per contrastare sul territorio comunale lo spaccio sempre più diffuso della droga a Rimini, a cominciare dai controlli sul  vicino Parco Cervi che non può continuare ad essere egemonizzato dagli spacciatori africani, sull’area della Stazione, davanti alle scuole, ovunque si presenti.

Ricordo l’esempio dei 53 spacciatori di droga arrestati e “messi in galera”con l’operazione “kebab connection” della Polizia Municipale nel Borgo Marina grazie al lavoro, da noi sostenuto, del Nucleo di Polizia Ambientale e l’utilizzo delle telecamere.

Per questo richiedo all’Amministrazione Comunale di istituire i Nuclei Cinofili della Polizia Municipale, attuando la proposta del sottoscritto presentata quattro anni fa nel 2013 e sulla quale nonostante la bocciatura della mia Mozione era stata dichiarata la disponibilità.

L’utilizzo dei cani addestrati quali ausiliari della Polizia Municipale, come dimostrano l’impiego dalle Forze dell’Ordine, è congeniale  contro  lo spaccio, per il controllo agevole dei parchi, aumenta la sicurezza degli Agenti nel fronteggiare le situazioni di rischio e illegalità, e consente di fronteggiare la carenza di organico della nostra Polizia Municipale ( 30 unità in meno rispetto agli standard regionali) .

Dinnanzi allo spaccio della droga che è diventata una calamità nella città l’Amministrazione Comunale deve fare la propria parte in collaborazione con le Forze dell'Ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, per il rispetto della legalità e sicurezza, la salvaguardia della salute dei cittadini, in particolare dei giovani,  oltrechè combattere il traffico  alimentato dalle organizzazioni criminali.


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Castel Sismondo: la solita superficialità contro la Storia della città !
   

 7/10/2017

Nel Consiglio Comunale di giovedi sera la “maggioranza Gnassi” ha respinto la mia Mozione “No alla riduzione di Castel Sismondo a contenitore del Museo Fellini”.

L’Amministrazione Comunale prevede, infatti,  un uso “univoco” del Castello, con  le sale rinascimentali che diverranno “ botteghe” allestite per la ricostruzione  dei set felliniani.

Il Museo di Fellini si espanderà in tutta l’area, dalla Casa del Cinema Fulgor fin dentro il Castello e sulle cosiddette “arene” per spettacoli di Piazza Malatesta  con il CircAmarcord che prevede una specie di “luna Park”.

L’Amministrazione Comunale spende per questo progetto ben 9 milioni di euro ottenuti dal Ministero dei Beni Culturali.

Per il Sindaco Gnassi è più importante il Museo Fellini con il Circ- Amarcord e le arene spettacoli che Sigismondo Malatesta con il suo Castello e il Rinascimento italiano.
 
Tutto questo avviene proprio nel seicentenario della nascita di Sigismondo, quando Castel Sismondo, a maggior ragione, doveva essere valorizzato come il Museo naturale del Signore di Rimini  che lo realizzò, di Filippo Brunelleschi il grande architetto che lo progettò, dei protagonisti del Rinascimento italiano, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Matteo de’ Pasti che collaborarono con il Malatesta per realizzare il capolavoro del Tempio Malatestiano.

La stessa riqualificazione di Piazza Malatesta privilegia la realizzazione delle arene per spettacoli ( la prima tra il retro del Teatro e il Castello, la seconda con una cavea a ridosso del Campone, la terza a lato del Teatro di fronte a Santa Colomba), più che la valorizzazione di Castel Sismondo.

Non per niente insistono sulla Piazza Malatesta il vincolo di inedificabilità assoluta del 1915 per assicurare la prospettiva di Castel Sismondo e il vincolo archeologico del 1991 a tutela delle aree sovrastanti le mura tardo imperiali e l’antico fossato del Castello.

Ho sempre sostenuto in Consiglio Comunale la necessità di spostare il mercato ambulante e di liberare dalle auto Piazza Malatesta ( era nel mio programma di candidato a Sindaco del 2011 quando Gnassi era contrario), per riportare alla luce il fossato attorno al Castello, liberarlo dagli interramenti, per fare “riemergere” il Castello di 5-6 metri e “restituirlo” imponente, anche nel confronto con il Teatro ricostruito.     

Sarebbe stata un’opera di importanza storica per la città che avrebbe  fatto del Castello e di Piazza Malatesta un luogo di forte attrazione culturale e turistica e “cambiato la percezione” della città .

Invece, nonostante le previsioni dei PRG e del Piano Strategico, e la contrarietà degli studiosi, l’Amministrazione Gnassi ha realizzato,  davanti al Castello, un giardinetto delimitato da un  “poco compatibile” muretto di cemento armato di 50 cm. rivestito di  pietra “lessinia” che evoca malamente la “falsa braga” interrata.

La città ha perduto, ancora, una opportunità storica.

La politica “superficiale” della Amministrazione Comunale continua a prevalere sulla storia  identitaria della città( … Anfiteatro romano ecc…).  


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Bloccato l’ampliamento della Moschea nel Borgo Marina !
   

29/9/2017

Con l’accesso agli atti di questa mattina ho avuto ragione su quanto sostenuto con l’interrogazione in Consiglio Comunale del 14.9.2017 trasformata in Mozione contro il trasferimento e l’ampliamento della Moschea nel Borgo Marina.

E’ necessario il cambio di destinazione d’uso da officina (assentita  nella  FUNZIONE PRODUTTIVA-D e NON COMMERCIALE-C) a luogo di culto ( FUNZIONE DIREZIONALE–C) essendo diverse le classificazioni urbanistiche d’uso e non nell’ambito di una  stessa funzione.   

I lavori di manutenzione straordinaria avviati con una semplice comunicazione inizio lavori (CIL), verranno, quindi, immediatamente  bloccati dal Comune con una ordinanza urgente.

Aggiungo per la migliore comprensione le altre considerazioni effettuate :  

Il cambiamento della destinazione d’uso con l’aumento del carico urbanistico è subordinato al reperimento degli standard urbanistici ( es. parcheggi) come previsto dalla L.R. e dai piani urbanistici.

Non essendo possibile il reperimento degli standard urbanistici( es. parcheggi), ed essendo una facoltà dell’Amministrazione Comunale la loro monetizzazione che può non essere concessa, visto l’ampia superficie dell’officina e per l’aumento non previsto del carico urbanistico, di conseguenza  è  inattuabile il cambio di destinazione d’uso.  

Il Sindaco, perciò, ha la possibilità di impedire lo spostamento e l’ampliamento della Moschea nell’ex officina in via San Nicolò angolo via Mameli e l’opportunità di sostenere la necessità del suo trasferimento dal Borgo Marina rispettando gli impegni assunti nel 2011 e 2012.

Alla luce dell’esperienza nel Borgo Marina, resta la necessità di approvare una VARIANTE al RUE per regolamentare l’apertura dei luoghi di culto e Moschee stabilendo standard, indice di affollamento, classificazione acustica, norme igienico-sanitarie e sulla sicurezza e  di  indicare le possibili localizzazioni, per evitare che il loro insediamento avvenga a nome dei centri culturali islamici compatibili più facilmente con le destinazioni d’uso degli immobili, senza considerare l’impatto sulla vita dei residenti.  
 

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Ass. Frisoni : meno polemiche e più risposte sul Parco del Cemento
   

21/09/2017

L’ass. Frisoni invece della superficiale difesa d’ufficio, avrebbe dovuto contraddire le quantità delle superfici di nuova edificazione sul lungomare(1°tratto) proposte con le manifestazioni di interesse dei privati, e motivare perché l’Amministrazioone Comunale le ha valutate e classificate come “  strategiche( mq. 9.775 ), e adattabili  ( mq. 3.027) cioè pienamente o parzialmente aderenti alle Linee guida del cosiddetto parco del Mare.

Le nuove migliaia di mq. di superficie di cemento sul lungomare accolte dalla Amministrazione Gnassi come manifestazioni strategiche e adattabili, non sono nuovo consumo di suolo pubblico ?   

 Certamente l’Amministrazione Comunale preferiva che le manifestazioni di interesse dei privati, dopo ormai due anni dalla presentazione, non venissero a “galla” per non  fare conoscere la reale cementificazione del lungomare, i cui diritti di superficie sul suolo pubblico saranno venduti ai privati .

E’ incredibile, infatti, che il progetto del Sindaco Gnassi preveda addirittura di vendere letteralmente il suolo pubblico del lungomare ai privati !

Roba neanche degli anni peggiori della “riminizzazione” con la cementificazione della costa !

L’Assessore all’Urbanistica sa benissimo che quello che conta è la fase  della negoziazione di quelle manifestazioni d’interesse strategiche che verrà gestita dalla Amministrazione Comunale, con gli accordi approvati dalla Giunta Comunale, e solo quando tutto sarà stato deciso, verrà interessato forse alla fine il Consiglio  Comunale, per un voto scontato  di una maggioranza “silenziosa” sempre agli ordini del Sindaco Gnassi.

Pertanto, l’Ass. Frisoni invece di scaricare le responsabilità politiche ed amministrative sue e della Giunta Comunale sul Consiglio Comunale, sarebbe bene intervenisse nel merito delle criticità sollevate e che riguardano in particolare  il primo tratto di lungomare.

Cosa c’entrano con il lungomare e come possano essere considerate strategiche le proposte di 5.700 mq. con destinazione residenziale ?

Come può essere considerata rigenerazione urbana o ambientale quella che prevede su tutto il lungomare una serie continua di dune di cemento armato alte quattro metri con un fronte dai 65 ai 120 metri per contenere pubblici esercizi e negozi ?

Come si può parlare di rinaturalizzazione del Lungomare con “colline” di cemento armato fuori terra che non consentono neanche la vista del mare e della spiaggia?

Dinnanzi all’aumento delle migliaia  di metri cubi di cemento e del numero delle attività economiche sul lungomare, diminuiscono solo  i parcheggi pubblici ( meno 164 posti auto nel primo tratto) che invece, con la pedonalizzazione del lungomare, erano gli unici che dovevano aumentare per l’accesso dei residenti e turisti, salvo quelli inventati dall’Ass. all’ultimo momento per salvare la faccia.

Sarebbe necessario, inoltre, fare chiarezza sul calcolo dell’indice edificatorio per renderlo inferiore alla luce delle omissioni delle superfici dei servizi alberghieri.

Dopo l’approvazione dalla Giunta delle Linee guida, dello studio di fattibilità, del progetto preliminare, ora si vuole delegare l’Arch. Paesaggista per sistemare il Progetto del Parco del Mare, anche se questo non rientra nel Bando Pubblico di assegnazione dell’incarico ( (verde pubblico, piste ciclabile e pedonali, arredo).

Sarebbe utile per l’interesse della città che l’Ass. rispondesse puntualmente.  


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Le 155 manifestazioni di interesse: dal Parco del Mare al Parco del Cemento !
   

 20/09/2017

A distanza di due anni dalla presentazione delle 155 manifestazioni di interesse per il Parco del Mare, dopo la loro classificazione il 21.3.2017 in “strategiche, adattabili, non pertinenti ”, i cittadini sono ancora all’oscuro di quello che sarà il futuro del Lungomare di Rimini.

Resta solamente il “rendering” di 20 metri da due anni in Piazza Cavour ad illudere le attese della città.

Dopo tanti mesi, sono riuscito finalmente ad “accedere agli atti” e prendere visione dei progetti e di tutte le manifestazioni di interesse.

Ritengo, perciò, opportuno informare pubblicamente e fare una buona volta trasparenza su quello che si nasconde dietro il nome Parco del Mare e al posto di quel “ rendering verde” tanto propagandato.  

E’ da oltre un anno che denunciamo il progetto del Sindaco Gnassi di vendere letteralmente il suolo pubblico del lungomare ai privati.

Ora con la presa visione delle manifestazioni di interesse, posso confermare che avevamo ragione.

Lo dimostrano i numeri : 5.700 mq. di residenziale, 4.686 mq. di ristoranti e bar, 1.416 mq. di servizi agli alberghi, 1.000 mq. di negozi.

Questo solo nel 1° tratto dal Grand Hotel a Piazzale Kennedy, senza considerare l’eliminazione di 164 posti auto attualmente presenti sul lungomare.

E’ evidente il consumo di suolo pubblico e la vera e propria cementificazione del lungomare alla faccia del “ritornello” della rigenerazione urbana, della riqualificazione ambientale, del verde, del sea-welness, della resilienza, delle vocazione identitarie del Parco del Mare, che invece diventerà il Parco del Cemento.

Infatti, le manifestazioni di interesse accolte dalla Amministrazione Comunale come “strategiche” ed “adattabili” prevedono solamente nel  tratto di lungomare Grand Hotel-Piazzale Kennedy, 12.800 mq. di nuova edificazione per un totale di 38.000 metri cubi di cemento senza dimenticare le dune artificiali di cemento armato alte 4 metri e ognuna con un fronte che va dai 65 m. ai 120 m..

Il risultato sarà un indice edificatorio pari allo 0,22 mq./mq superiore al limite dello 0,12 mq./mq imposto dal Comune, considerando le reali superfici interessate e non quelle calcolate per convenienza dall’Amministrazione.  

Il Comune, in questo modo, incasserebbe dalla vendita dei diritti di superficie del lungomare ai privati quasi 16 milioni di euro da sommare ai circa 25 milioni di euro dei costi di costruzione sempre a carico dei privati.

Il Comune introiterebbe così una enorme somma di denaro per la realizzazione del Lungomare che graverà esclusivamente sui privati.

La conseguenza sarà un lungomare in cui la superficie pubblica sarà ricoperta da migliaia di metri cubi di cemento e totalmente nelle mani degli interessi privati con un grande aumento delle attività, senza un numero adeguato di parcheggi pubblici a scapito della accessibilità del lungomare e delle attività stesse.  

E’ doveroso, inoltre, fare chiarezza sulle ultime dichiarazioni pubbliche della Amministrazione Comunale
riguardo alla definizione delle linee di indirizzo progettuali da parte dell’architetto paesaggistico scelto.

E’ inutile declinare la responsabilità progettuale all’ultimo consulente incaricato, quando l’impostazione progettuale era sbagliata in origine.

Oltre un anno fa, con la presentazione della mia Mozione Consigliare  denunciavo i limiti del progetto e della sua realizzazione, ma la discussione è sempre stata volutamente rinviata dalla maggioranza consigliare, fino ad oggi.

In conclusione, il progetto di lungomare si fonda sull’interesse economico della Amministrazione Comunale con la vendita del lungomare ai privati e non sull’interesse pubblico della città.

Il progetto, infatti, non consente la vista del mare e della spiaggia, non prevede nessuna difesa dalle mareggiate, e non realizza un numero adeguato di parcheggi pubblici per i residenti e i turisti.

Questo che è l’unico e vero progetto del Sindaco Gnassi ( a differenza del Teatro Galli e del Cinema Fulgor)  si ridurrà molto probabilmente alla realizzazione di un solo tratto di lungomare, pregiudicando la sua intera riqualificazione, il futuro turistico della città, scaricando il problema ancora una volta sulle Amministrazioni successive.  
 


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Il progetto traballante per Rimini Nord !
   

 12/08/2017

A seguito delle dichiarazioni pubbliche degli Ass. Jamil Sadegholvaad e Roberta Frisoni nella presentazione del progetto per Rimini Nord, riteniamo doveroso per la trasparenza verso i cittadini le seguenti precisazioni.

I posti auto attualmente a disposizione degli utenti sulla litoranea da Rivabella a Torre Pedrera e che verrebbero meno con la pedonalizzazione non sono 200  ma 500.

Non è assolutamente vero che verranno compensati da quelli a monte lungo il tracciato della ferrovia che restano quelli esistenti tutt’ora.

Quindi i 500 posti auto attualmente a disposizione su cosiddetto “lungomare” non verranno “ ricollocati” ma semplicemente soppressi.

Infine non vi sarà un aumento dei posti auto col parcheggio “ Mercatale” perché quei posti auto sono già a disposizione degli utenti.

Quindi per la correttezza  dell’informazione l’Ass.Sadegholvaad non dovrebbe raccontare le favole, ma attenersi alla realtà.

Detto ciò, le tre gambe che, secondo gli Assessori Frison-Sadegholvaad, avrebbero dovuto sorreggere il progetto per Rimini Nord, in verità si riducono ad una gamba e un quarto, per cui possiamo tranquillamente parlare di un “Progetto molto traballante” per non dire “zoppo”, a parte le altre criticità già evidenziate. 

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Rimini Nord: 18 milioni di euro per il Lungomare che non ci sarà!
   

 12/08/2017

E’ stato approvato ieri sera dal Consiglio Comunale il progetto della Amministrazione Comunale per l’area turistica di Rimini Nord, nonostante le criticità sollevate e le proposte del sottoscritto con la presentazione degli emendamenti e di una mozione.  

Si spendono 18 milioni di euro per un progetto di “pseudo riqualificazione” che :

•    si riduce ad una parziale ripavimentazione dell’attuale strada litoranea;

•    la pedonalizzazione da Viserba a Torre Pedrera impedisce ai turisti l’accessibilità ai 255 alberghi e mette a rischio la sopravvivenza delle 180 attività economiche ;

•    sposta i parcheggi auto dalla litoranea alla ferrovia ed elimina 350 posti auto, offrendo l’unica possibilità di sosta a 250 m. dalla spiaggia, con gravi disagi ai turisti, albergatori, negozianti e residenti;

•    non prevede nuovi parcheggi ma il riutilizzo di quelli già esistenti “Foglino” e “ Mercatale”, peraltro difficilmente accessibili per la presenza dei “passaggi a livello”, di cui l’A.C. non prevede  l’eliminazione;

•    il trasferimento del servizio di trasporto pubblico con gli autobus da mare a monte , nel tratto Viserba-Torre Pedrera, non consente di raggiungere la spiaggia e il mare.

 Ai suddetti problemi non sono state date le risposte dalla Giunta e dai consiglieri della maggioranza  ma rinviati poco responsabilmente al futuro.

Tutto questo si poteva evitare realizzando un NUOVO e VERO LUNGOMARE, degno di questo nome, sul sedime dell’arenile con una nuova ed ampia passeggiata che permetteva la vista della spiaggia e del mare.   

La Mozione del sottoscritto con questa proposta del NUOVO LUNGOMARE,   bocciata dalla Giunta e dalla maggioranza, avrebbe consentito la riqualificazione ambientale e paesaggistica del fronte mare ( alberghi, residenze, ville ) la riorganizzazione della spiaggia, liberata dalle obsolete cabine di cemento armato, la svolta necessaria della immagine turistica e promozionale della costa di Rimini Nord.

Teniamo presente che nel resto del mondo la riqualificazione delle città sul mare è incominciata dal fronte mare con i “lungomare”, e non dal rifacimento di due strade come a Rimini Nord.

A Rimini, purtroppo, si continua imperterriti all’insegna del “purchè si faccia, va bene tutto !” mentre, non va bene tutto!

Non meravigliamoci, poi,  se a Rimini da Nord a Sud, con questa logica, abbiamo ottenuto solo la mediocrità e il declassamento della nostra offerta turistica.


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Benvenuto il sequestro preventivo degli immobili sovraffollati, richiesto dal sottoscritto Consigliere Comunale al Sindaco da oltre un anno.
   

 04/08/2017

Complimenti all’Autorità Giudiziaria, ai Carabinieri, agli Agenti della Polizia Municipale, agli Ispettori della AUSL  per il sequestro dell’appartamento in Via Gambalunga e del magazzino in via Coletti a fronte delle ripetute violazioni negli immobili e dagli occupanti, delle norme sul sovraffollamento abitativo,  delle   vergognose condizioni igienico sanitarie con parassiti all’interno e all’esterno dei locali, sulla mancanza dei  requisiti per l’agibilità e l’abitabilità.

E’ un segnale importante per quei proprietari o affittuari degli immobili che senza scrupoli lucrano migliaia di euro al mese e decine di migliaia di euro all’anno , in spregio alle Leggi dello Stato, al  Regolamento di Igiene Comunale, al Regolamento Edilizio, all’Ordinanza Comunale, e che mettono a rischio la situazione igienico sanitaria pubblica, la vivibilità nei condomini e nei quartieri, l’immagine della città.

E’ il giusto provvedimento chiesto dal sottoscritto Consigliere Comunale con l’interrogazione consigliare al Sindaco del 28.7.2016 per dare efficacia ai ripetuti controlli svolti e per impedire la continuazione o il protrarsi dei reati con la disponibilità dell’immobile da parte dei proprietari o affittuari “recidivi”.

Con il sequestro degli immobili viene meno il tornaconto economico di chi si comporta al di fuori delle regole e si ripristina la legalità a tutela dell’interesse  pubblico.   

Grazie ancora a tutte le Istituzioni per il lavoro svolto e per questo  provvedimento autorevole ed educativo che auspichiamo sia adottato in tutte le situazioni di degrado. 
 
                                                                       


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L'idea di un Nuovo Lungomare per la riqualificazione ambientale e la nuova immagine turistica di Rimini Nord!
   

 02/08/2017

Riteniamo opportuno fare chiarezza sul progetto di riqualificazione dell’area turistica di Rimini Nord, rispetto ai titoli propagandistici della Amministrazione Comunale di recupero delle “ vocazioni identitarie dei luoghi”, della “rigenerazione urbana” , della “resilienza”, del “welness”, ecc.  


La cosiddetta riqualificazione di Rimini Nord si riduce ad una parziale ripavimentazione dell’attuale “lungomare”, alla pedonalizzazione di alcuni tratti, alla realizzazione di percorsi ciclopedonali,  al trasferimento del traffico veicolare lungo la ferrovia con un nuovo sottopasso.

Per la ripavimentazione del “ lungomare” è previsto l’utilizzo del materiale lapideo esclusivamente negli accessi al mare.

Risulta problematica nei mesi estivi l’accessibilità dei turisti negli alberghi, ed è  approssimativa la valutazione sulla “pedonalizzazione “ nei restanti periodi dell’anno con il rischio sopravvivenza delle attività economiche.

Per il trasferimento del traffico veicolare a ridosso della ferrovia, verrà ampliata la sede stradale con l’acquisto oneroso dei terreni lungo il tracciato ferroviario.

I suddetti interventi comportano lo “spostamento” dei posti auto dall’attuale lungomare alla ferrovia.   

Le conseguenze saranno l’eliminazione di oltre 350 posti auto con l’unica possibilità di sosta lungo la ferrovia a 250 m. dalla spiaggia, con disagi ai turisti, albergatori, residenti, negozianti: non ci sarà più un parcheggio vicino al mare !

Inoltre, l’Amministrazione Comunale annuncia la creazione di due nuovi parcheggi  (Mercatale e Foglino)  situati in posizione decentrata a nord , nonostante siano già disponibili da anni.

Da evidenziare che i due suddetti parcheggi si trovano a monte della ferrovia, peraltro difficilmente accessibili a causa dell’ esistenza dei passaggi a livello su via Gaza e Via Gebel .

Riguardo all’attraversamento dell’intera barriera ferroviaria ( 6 Km.) è solo prevista la realizzazione del sottopasso di collegamento al Centro Studi, mentre restano tutti i passaggi livelli esistenti (4) di cui non è prevista la chiusura. 

Anche il servizio del trasporto pubblico con gli autobus si trasferisce da mare a monte nel tratto Viserba - Torre Pedrera  creando disagio per il raggiungimento degli alberghi e della spiaggia.  

L’Amministrazione Comunale per la riqualificazione della area turistica di Rimini Nord si è limitata da un lato a ripavimentare parzialmente una strada e dall’altro solo a rappresentare delle macchie di verde sulla spiaggia attualmente occupata dagli stabilimenti balneari, di cui non ha la diretta disponibilità, senza avere concordato con i titolari alcuna riorganizzazione o intervento sull’arenile (Piano Spiaggia) .

Invece, secondo noi, il fondamentale intervento di riqualificazione di Rimini Nord, doveva essere la creazione di un vero e proprio Lungomare, degno di questo nome, con una nuova e ampia passeggiata pedonale continua tra il verde con la vista della spiaggia e del mare.     

Il Nuovo Lungomare, dopo 70 anni di rattoppi, consentirebbe la riqualificazione ambientale e paesaggistica del fronte mare  e la svolta necessaria nella immagine turistica e promozionale della costa di Rimini Nord.                                                
                                                                                 

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I costi per le aree urbanizzate e le casette in legno ai nomadi sono pagati dal Comune di Rimini.
   

28/07/2017

In merito all‘individuazione concordata tra la Giunta e la sua maggioranza consigliare delle 5 aree per nomadi ( Via della Lontra (grotta Rossa) , Via Montepulciano (Gaiofana) , Via Cupa (Corpolo), Via Tomari (Viserba), Via Feleto ( suula Via Coriano=) e in particolare ai costi “annunciati “di urbanizzazione delle aree sui 30.000 euro ciascuna e di  costruzione delle casette sui 20-25.000  ognuna, per un totale di circa 300.000  euro, sostenuti totalmente dal Comune, ho presentato ieri sera in Consiglio Comunale una interrogazione al Sindaco per alcuni chiarimenti.

L’Ass. Lisi ha risposto che, gli Uffici del Comune non hanno ancora stimato, nè annunciato,  i costi di urbanizzazione delle aree e di costruzione delle  casette prefabbricate in legno.

Le uniche valutazioni esistenti, sono quelle allegate alla Delibera di Giunta del 29.11.2016 riguardanti il costo totale di 125.354,81 euro per l’urbanizzazione delle tre aree ( Via della Lontra, Via Maceri, Via Islanda),  richiamate dal sottocritto, che con una spesa media di 40.000 euro, comporterebbero per 5 aree una spesa totale di 200.000 euro.

Il costo delle casette in legno, secondo i costruttori del settore interpellati dal sottoscritto, si aggira tra grandi e piccole, mediamente sui 60.000 euro, per un totale di 300.000 euro.

Ai suddetti costi sono da aggiungere i 143.000 euro, secondo la Delibera di Giunta del 29.11.2016
, di cui 64.800 per assegnazione alloggi emergenza abitativa per tre nuclei famigliari, 24.000 euro per contributi economici ad altri tre nuclei famigliari, 55.000 euro per accompagnamento, sostegno alla scolarizzazione ed alla formazione professionale, all’inserimento lavorativo.

La spesa totale per il Piano Nomadi arriva così ai 650.000 euro, più del doppio di  quanto comunicato ufficiosamente (300.000 euro) ai giornali e alla opinione pubblica.

Dopo le reticenze, le ambiguità dell’Amministrazione Comunale, e la risposta   dell’Ass. e Vice Sindaco Lisi  alla mia interrogazione del 28.3.2017 che sottocriveva “ le spese di realizzazione dei manufatti sono a carico degli utilizzatori”,  ho avuto ragione ad affermare che “ le casette di legno per i nomadi sono pagate dal Comune “.  

Comunque, è  anomalo il comportamento del nostro Comune che spenderà ben oltre il mezzo milione di euro per urbanizzare le aree e costruire le casette ai nomadi in cambio di un minimo e incerto affitto, nonostante il loro stato di morosità per il mancato rimborso   al Comune di 33.000 per lavori eseguiti oltre un anno fa nel campo di Via Islanda e la procedura in corso di recupero coattivo.

Così  è discriminatorio il comportamento del Comune verso i mille cittadini in graduatoria per un alloggio popolare, sottostanti ai punteggi per le condizioni famigliari, di reddito, di residenza, che invece cede ai nomadi i terreni di proprietà comunale, cambia le destinazioni urbanistiche, costruisce per loro le nuove casette prefabbricate in legno, senza rispetto per il Regolamento Erp con cui devono fare i conti tutti i cittadini bisognosi di una casa.

Il Piano Nomadi dell’Amministrazione Comunale conferma gli evidenti trattamenti preferenziali per i nomadi e che a Rimini Leggi e Regole non sono uguali per tutti.


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