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Dopo 7 anni dalla Convenzione è urgente la realizzazione del Parcheggio “Scarpettti”!.
   

 7.12.2018

L’inaugurazione del Teatro e i lavori di riqualificazione attorno a Castelsismondo e in Piazza Malatesta hanno ridotto di 450 i posti auto,  nei parcheggi di Piazza Malatesta (280), Rocca (80), Campone (90).

La Convenzione stipulata il 26.5.2011 tra il Comune di Rimini e la Parking Gest Srl prevedeva la realizzazione con la procedura del Project Financing su aree di proprietà comunale del Parcheggio di Via Italo Flori e del Parcheggio multipiano nell’area Scarpetti.

Il Parcheggio “Flori” è stato inaugurato nel febbraio 2014 con 245 posti auto (+72 rispetto ai precedenti 173) e con 109 box auto interrati da vendere ai privati.

Il Parcheggio multipiano “ Scarpetti”, ridotto nel 2013 da Arpa con la eliminazione dei due piani interrati a piano terra e primo piano,  di 433 posti auto (+ 146 rispetto ai 287 attuali) e 84 posti auto da vendere ai privati, dopo 7 anni  dalla firma della  Convenzione, non è ancora stato realizzato per la “controversia” in corso tra l’Amministrazione Comunale e la Parking Gest.

La causa è la mancata applicazione da parte del Comune, entro due anni dalla firma della Convenzione, del Piano della Sosta sulle strade adiacenti con i parcheggi a pagamento e i parcheggi agevolati per i residenti e titolari di attività economica della zona.

Una conseguenza della mancata “regolamentazione della sosta”, sarebbe il mancato versamento al Comune per rimborso spese e penali di circa 400.000 euro da parte del Concessionario per il danno economico subito dal funzionamento del Parcheggio “Flori” .

Difronte alla avvenuta riduzione di 450 posti auto nei Parcheggi di Piazza Malatesta e attorno a Castelsismondo, ieri sera con una interrogazione consigliare, ho chiesto di risolvere urgentemente la “controversia” tra  il Comune e la Parking Gest per realizzare il parcheggio  Scarpetti, “strategico” come collocazione insieme al “Flori”, per l’ingresso su Piazza Malatesta dalla Circonvallazione Occidentale.

Inoltre, è necessario che l’Amministrazione Comunale sottoponga alla approvazione del Consiglio Comunale il Piano della Sosta aggiornato rispetto a quello del 2009, per considerare particolarmente l’accessibilità al Centro Storico e consentire la sopravvivenza delle attività economiche in difficile competizione con gli iper proprio per la mancanza delle aree di sosta.

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Ho riproposto l’intitolazione del Campone di Castelsismondo al poeta Ezra Pound!
   

 5.12.2018

Nella Commissione Consiliare di questa mattina con l’esame delle aree da denominare, indicate dalla Commissione Toponomastica, ho rinnovato la mia proposta del 2015 di intitolare al Poeta Ezra Pound il Campone di Castel Sismondo che sarà prossimamente  destinato a verde con la riscoperta parziale del fossato.

Ritengo sia un atto di riconoscenza  della città verso Ezra Pound per il suo profondo rapporto culturale ed affettivo con Rimini quale ammiratore e studioso di Sigismondo Malatesta.

Pound, nato nel 1885 negli Stati Uniti, viene a Rimini, la prima volta, il 15 Maggio 1922 per approfondire la conoscenza storica di Sigismondo Malatesta, signore, condottiero e mecenate che chiama a Rimini i migliori artisti dell’epoca.

Rimane folgorato dal Tempio Malatestiano, in cui ammira la compenetrazione tra l’estetica cristiana e pagana.

Ritorna a Rimini il 23 Marzo 1923 per ulteriori ricerche bibliografiche sulla figura di Sigismondo Malatesta, le imprese militari, la vita di corte, gli amori, i complotti, i trionfi, le sconfitte, che diventeranno i riferimenti per i quattro Canti Malatestiani, l’VIII°,IX°,X°,XI°, dedicati al condottiero riminese.    

E’ sconvolto il 29 Gennaio 1944, quando le bombe distruggono il Tempio di Sigismondo, “letto arcano della divina Ixotta”, tanto da scagliarsi con una invettiva biblica contro i conterranei ”barbari” e compone l’ode a Guido Cavalcanti “sul sacrificio dell’eroina di Rimini”  che muore trascinando gli inglesi in un campo minato (Canti Pisani LXXII-LXXIV).


Per i suoi 120 radio discorsi tenuti tra il 21 Gennaio 1941 e il 25 Luglio 1943 per il programma “American Hour” di Radio Roma indirizzato agli ascoltatori di lingua Inglese, Pound fu imprigionato senza processo per 12 anni nel manicomio criminale di Saint Elizabeths (USA) fino al ritiro dell’accusa di alto tradimento della Corte Suprema e alla liberazione nel 1958.  

Le ricerche storiche nelle Biblioteche di Rimini, di Cesena e le visite nell’entroterra di Ezra Pound hanno “generato” 700 pagine di note e centinaia di riferimenti storici a personaggi ed eventi dell’epoca malatestiana che hanno reso possibile la conoscenza internazionale di Sigismondo Malatesta, del Tempio Malatestiano, delle terre malatestiane.   

Questa diffusa informazione, nella Rimini distrutta per il 90% dai bombardamenti, consentirà di ricostruire, subito, pietra su pietra, il Tempio Malatestiano con i 65.000 dollari della Fondazione americana Samuel Kress e il fattivo interessamento dello storico e critico d’arte Bernard Berenson.

Ezra Pound ritorna a Rimini nel “suo” Tempio ricostruito l’11 Settembre 1963 accompagnato dalla musicologa Olga Rudge per assistere alla inaugurazione della 14ma Sagra Malatestiana, salutato dal concittadino Luigi Pasquini, pittore e scrittore, con cui intratteneva una corrispondenza dal 1938.

Pound è il grande poeta del 900 con i CANTOS, la Divina Commedia per il nostro tempo, sostenitore dell’economia fondata sul lavoro e non sulla speculazione finanziaria, per il ruolo svolto nella letteratura con la scoperta di Eliot, Joyce, Hemingway, e con le correnti culturali dell’Imagismo e Vorticismo.

L’intitolazione a Pound del Campone di Castelsismondo,  che ho chiesto all’Ass.Montini, competente per la toponomastica, di portare in Giunta,   significherà un valore culturale aggiunto per Rimini.


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Ancora da restaurare e valorizzare la statua di Giulio Cesare.
   

30-11.2018

Perdura lo stato di abbandono della statua di Giulio Cesare all’angolo di Piazza Tre Martiri –Corso d’Augusto, con le lamiere del basamento in rame completamente staccate e tenute insieme con pezzi di “scotch” sullo sfondo del bancomat di Unicredit e delle biciclette di contorno.

La statua fu collocata e inaugurata il 10 settembre del 1933 nel sito sottostante la Torre dell’Orologio di Piazza Giulio Cesare, dove rimase per 12 anni fino al 20 Giugno 1945 quando fu rimossa e sepolta nel greto del fiume Marecchia, e dopo 50 anni di peripezie riportata nella Piazza dove ora si trova.

Nonostante la discussione consigliare avvenuta un anno fa (30.11.2017) della Mozione presentata dal sottoscritto per la valorizzazione della statua non vi è stato alcun intervento della Amministrazione Comunale al riguardo.

Pertanto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera,  ho sollecitato l’Amministrazione Comunale a :

1)    restaurare urgentemente il basamento di bronzo della statua di Giulio Cesare con le lamiere di bronzo distaccate che costituiscono anche un pericolo, per eliminare i ridicoli  e vistosi rattoppi con lo “ scotch”;

2)    “liberare” la statua di Giulio Cesare, ammirata e fotografata dai turisti, dallo sfondo del bancomat Unicredit e dalle biciclette di contorno;

3)    valorizzare la Statua di Giulio Cesare con la collocazione in un luogo più adeguato della Piazza, per evocare  che proprio qui, nell’allora Foro di Rimini, il 49 a.C., Giulio Cesare tenne il discorso ai suoi legionari, dopo aver varcato il Rubicone e pronunciato la storica frase “il dado è tratto” –alea iacta est” ( motto del gonfalone del Comune di Rimini  ) per marciare alla conquista di Roma e fondare l’Impero Romano;

4)    salvaguardare, inoltre, l’accessibilità e la visibilità dell’asola archeologica con la pavimentazione romana in Piazza Tre Martiri e in Via Novembre, dall’assedio irrispettoso delle biciclette e delle rastrelliere da collocare altrove e da incrementare.

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Rispettare i tempi previsi dal Patto della Sicurezza per il trasferimento temporaneo e definitivo della Questura.
   

 23.11.2018

Il Patto per la Sicurezza sottoscritto il 15 dicembre 2017 dal Ministro Minnitti insieme al Prefetto, Questore e i Sindaci della Provincia,  per il trasferimento temporaneo della Questura in Piazzale Bornaccini, a cominciare dall’Ufficio Immigrazione entro il 28 Febbraio 2018 e poi di tutti gli altri uffici entro l’Autunno in corso, deve ancora essere attuato.

Anche l’impegno successivo del Sindaco Gnassi dinnanzi ai Sindacati di Polizia di consentire almeno il trasferimento prioritario dell’Ufficio Immigrazione da Via Bonsi a Piazzale Bornaccini entro il Maggio scorso, non ha avuto seguito.

Il trasferimento nell’immobile di Piazzale Bornaccini sarà possibile dopo averlo liberato dall’Ufficio del Centro per l’Impiego  da collocare nel Palazzo Palloni in Corso d’Augusto.

Sui mancati trasferimenti previsti ha risposto l’Ass. Sadegholvaad alla mia interrogazione consigliare di ieri sera.

Il trasloco del Centro dell’impiego nel Palazzo Palloni avverrà nella terza settimana di Gennaio 2019, dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione entro Natale,  affidati in ritardo nel mese di luglio causa due offerte anomale nella gara di appalto e  per la necessità del consolidamento di due solai.

Comunque ciò “non ha inciso sul trasferimento”, in quanto manca la disponibilità dell’immobile di Piazzale Bornaccini, in attesa della Dichiarazione di Congruità del prezzo di locazione da parte della Agenzia del Demanio.

Solo dopo il suo  rilascio e la sottoscrizione del contratto tra la proprietà e il Ministero dell’Interno, l’Amministrazione Comunale porterà in Consiglio Comunale il permesso di deroga per i lavori di adeguamento del Palazzo di Piazzale Bornaccini.

Riguardo all’immobile di  Via Ugo Bassi, ( sede della Nuova Questura) l’Ass. ha risposto che l’INAIL ha  presentato la proposta di acquisto al Curatore fallimentare, per ristrutturarlo ed affittarlo alla Polizia di Stato e Guardia di Finanza.  

Chiediamo al Sindaco, in sinergia con il Prefetto e il Questore, di fare rispettare i tempi previsti dal Patto della Sicurezza e realizzare finalmente la Cittadella della Sicurezza entro il 2020,  nell’immobile ultimato 15 anni orsono (2003) per porre fine ai disagi sopportati dagli uomini in divisa e  dai  cittadini.


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Case Popolari: prima i Riminesi con l’anzianità di residenza !
   

 9.11.2018

La modifica del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di proprietà comunale in locazione a “canone calmierato” ha rimesso al centro del dibattito il riconoscimento dell’anzianità di residenza per il quale mi batto da 10 anni.

Mi fa piacere che sia stato recepito il criterio dell’anzianità di residenza, come già avvenuto nel Regolamento ERP,  anche se in modo non del tutto soddisfacente, per tutelare i cittadini residenti da lungo periodo   nel nostro Comune rispetto coloro appena arrivati.  
 
E’ un minimo di riconoscenza a coloro che sono nati, hanno vissuto e lavorato in questa città, pagato le tasse, contribuito al suo sviluppo e a costituire proprio il patrimonio pubblico delle case popolari.

E non è giusto che vengano  scavalcati nelle graduatorie ERP o in quella degli alloggi a Canone Calmierato che parlano da sole.

Graduatorie ERP (edilizia Residenziale Pubblica)

1.315 domande  nel 2008 composte da 1.136 italiani (86%)  e 179 stranieri (14%);

1.553 domande nel 2018 composte da 971 italiani (63%)  e 562 stranieri (37%)

 Alloggi a canone calmierato :

 145 domande nel 2015 composte da 107 italiani (76%) e 33 stranieri (24%).

414 domande nel 2018  composte da 269 italiani (65%) e 145 stranieri (35%)

Gli alloggi a Canone Calmierato assegnati a tutt’oggi vedono questa composizione :

216   a  italiani   (65%)
115   a stranieri (35%)

L’ultima assegnazione dei 27 nuovi alloggi a “canone calmierato” di Via Toni (ex Macello) ha visto come beneficiari 19 richiedenti stranieri (70%) e solo 8 italiani.

Sottolineo che i richiedenti stranieri rappresentano il 12% della popolazione residente ma attualmente dispongono delle case dell’edilizia popolare pubblica nella misura del 35% con tendenza in forte aumento.

Per questo era necessario recepire il criterio dell’anzianità di residenza, approvato dalla Regione nel 2015 e già nel Regolamento ERP.

Anche se ho sostenuto l’attribuzione di un punteggio maggiore a quello stabilito di 7.300 punti, corrispondenti a 2 punti per ogni giorno di anzianità di residenza a partire dal 5° anno di iscrizione anagrafica nel Comune,  per non limitare il riconoscimento della residenza al massimo di  10 anni.

Certo dinnanzi al problema dell’emergenza abitativa non bastano le modifiche di buon senso al Regolamento per la gestione del patrimonio residenziale pubblico che va ampliato e potenziato rispetto ai 1.195 alloggi ERP con un turnover annuo di circa  50/60 alloggi e ai 318 alloggi a Canone Calmierato con un turnover annuo di circa 10 alloggi.

L’Amministrazione  Gnassi, dal suo insediamento nel 2011 ad oggi, si è limitata a “tagliare i nastri” per la consegna degli alloggi di Via Toni e Tomba Nuova, gli ultimi del programma edilizia residenziale “ 20.000 abitazioni in affitto” deliberato dalla Regione nel lontano 2003.

E nei Bilanci del Comune non si è visto un soldo né un progetto di alloggi pubblici per il presente ed il futuro.   


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La condotta fognaria con il “microtunnelling”,invece dello “scavo a cielo aperto”, per salvare gli alberi dei Parchi Cervi, Bondi, Fabbri.
   

 6.11.2018

Ho sottolineato nella Commissione Consigliare di lunedi scorso il comportamento sbrigativo della Amministrazione Comunale che mentre si discuteva la  mia Mozione per realizzare la condotta fognaria con il “microtunnelling” all’interno dei Parchi Cervi, Bondi, Fabbri, per salvare 100  alberi dall’abbattimento, aveva già consegnato il cantiere per l’inizio lavori il 15 Ottobre scorso alla Cooperativa Braccianti Riminese.    

L’Assessore ha risposto che Il “procedimento va avanti”, senza neanche un minimo rispetto per il Consiglio Comunale.

Del resto, il Comune di Rimini nella Conferenza dei Servizi del 11.4.2017  aveva approvato il progetto definitivo di  Hera, respingendo le proposte della Provincia di modifica del tracciato, giustificandosi con le ripercussioni sul traffico delle strade adiacenti,  sulla fruibilità del percorso ciclo pedonale, sui significativi aumenti di costo per la presenza dei sottoservizi.

Sempre il Comune, tramite l’Ufficio Verde, il 26.3.2018,  aveva approvato  il progetto dell’abbattimento sicuro di 74 alberi, le verifiche di stabilità per altri 57 alberi, e  90 ripiantumazioni.  

Dopo la presentazione da luglio ad oggi di due interrogazioni consigliari e di una mozione consigliare da parte del sottoscritto,  le petizioni con migliaia di firme delle Associazioni ambientaliste nelle ultime settimane, l’Assessore, adesso, annuncia lo “spostamento marginale di pochi metri della condotta” e dichiara, alla  nostra domanda che non è necessario approvare ufficialmente la “ variante “ del nuovo tracciato sulle planimetrie .

Basta la Variante Orale “per bocca” dell’Assessore del tracciato della condotta per limitare l’abbattimento sicuro di 74 alberi, lasciando al tecnico Agronomo di valutare caso per caso la sopravvivenza degli altri  57 alberi a rischio durante i lavori di scavo vicino alle radici.   

Il “microtunnelling” è “ bocciato” anche se fino a ieri è stato propagandato per due anni dalla Amministrazione Comunale con grandi striscioni appesi sul cantiere della Via Roma, con il “pozzo di spinta “ profondo 20 m., il diametro del “tubone” di 180 cm., la lunghezza di 1.300 m.

Ora non è possibile utilizzare il “ Microtunnelling” per 400 m. sotto i parchi Cervi, Bondi, Fabbri con un pozzo di spinta di 10  m. scavato nell’attuale parcheggio, sottostante il ponte pedonale e spingere la condotta ad una quota di  6 metri di profondità..

L’Assessore cerca di mascherare la contraddizione, dopo i    “microtunnelling” sotto il Deviatore del Marecchia, la Via Roma, prossimamente sotto l’Ausa e la Statale 16, con gli “incerti” o minimi rischi “ dei “fanghi bentonitici”, a suo dire, sugli apparati radicali.

E’ stato pure riferito ai giornali anonimamente e senza fondamento che “ci sarebbero costi più alti di due milioni di euro optando per la tecnica del “microtunnelling”  invece dello scavo a cielo aperto”.

Una cosa è certa: lo scavo a cielo aperto, largo m.2,50, ad opera di un escavatore con un fronte di 4 m., comporterà sicuramente gli abbattimenti di molti alberi sovrastanti e nelle zone adiacenti, snaturando la fisionomia dei Parchi.

Mentre la soluzione proposta con ragione del “microtunneling” consentiva la realizzazione della condotta, compatibile con  la  salvaguardia di tutte le alberature esistenti e rispettava l’integrità dei Parchi.

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IV NOVEMBRE 2018
   

IV NOVEMBRE 2018

CENTENARIO DELLA VITTORIA DELL'ITALIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE 

ONORE

AI CADUTI, AI COMBATTENTI 

A MIO PADRE RENZI ALBERTO

DELL'VIII° REGGIMENTO BERSAGLIERI, 1461 COMPAGNIA MITRAGLIERI FIAT

NELLE TRINCEE DAL 24.5.1915 al 1.1.1919

CON IL DOVERE E IL SACRIFICIO UN POPOLO INTERO SI SENTI' NAZIONE E SCOPRI' LA PATRIA !

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Procedere con l’eliminazione dell’ex kebab dei Giardini della Stazione
   

 31.10.2018

La Polizia di Stato ha effettuato, la scorsa settimana,  un “ blitz” nell’ex kebab dei Giardini della Stazione in Viale Cesare Battisti, diventato la  centrale dello spaccio di cocaina ed eroina da parte di immigrati irregolari nordafricani e un locale degradato in condizioni igienico sanitarie preoccupanti,  cosparso da rifiuti di ogni genere.

Il suddetto Kebab, base logistica degli spacciatori di droga, di malavitosi, rappresenta un problema di ordine pubblico, di sicurezza, di igiene pubblica a 50 metri dall’ingresso della Stazione e all’ingresso della città, pericoloso, non solo nelle ore notturne, per il passaggio antistante  dei cittadini e turisti e  con una brutta immagine per la città.   

Ricordo che il suddetto locale è stato costruito abusivamente negli anni ‘60  su un’area di proprietà delle Ferrovie dello Stato e in minima parte del Comune, in quanto l’unica concessione edilizia era stata rilasciata nel 1948 per l’installazione di un chiosco ”frutta” in posizione totalmente diversa antistante l’entrata della Stazione Ferroviaria.

Le Ferrovie dello Stato hanno revocato il 13.2.2017  la concessione al gestore con scadenza al 30.6.2018 per inadempienze contrattuali e il Comune di Rimini ha revocato il 17.7.2017  l’autorizzazione comunale alla  somministrazione di alimenti e bevande per abusi edilizi.

Il ricorso della proprietaria del locale per l’annullamento dei provvedimenti emessi dal Comune di Rimini è stato respinto dal TAR dell’Emilia Romagna il 31.5.2018.

Alla luce di queste irregolarità edilizie ma soprattutto per eliminare questa preoccupante situazione di illegalità, ho sollecitato, ieri sera,  con una  interrogazione consigliare l’intervento del Sindaco.  

Il Sindaco deve chiedere al Prefetto la  convocazione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza per attivare urgentemente la demolizione dell’ex Kebab sulla base delle ragioni di ordine pubblico, sicurezza, igiene pubblica, evidenziate dalla Questura di Rimini.

La suddetta demolizione è fondamentale per liberare i Giardini della Stazione dallo stato di illegalità, insicurezza, degrado, che si estende nelle vicine aree urbane.

Per le stesse ragioni è da rimuovere anche la vasca d’acqua rettangolare
punto di incontro degli “irregolari” e utilizzata per i loro servizi igienici (lavandino, pediluvio, bidè, lavapanni);

Contestualmente deve essere potenziata la video sorveglianza sull’intera area dei Giardini della Stazione per consentire un controllo continuo e più ampio.

Alla porta di ingresso di Rimini non è più tollerabile il kebab con lo spaccio della droga, l’insicurezza e il degrado.    

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Il Triangolone SI …Ma ai soldi delle Concessioni, Non al Parco del Mare !
   

 28.10.2018

Il Comune di Rimini in data 18.5.2017 è entrato pienamente nel possesso giuridico dell’area “ Marina Centro”, il cosiddetto “Triangolone”, compresa tra Il Viale Cristoforo Colombo, Lungomare Tintori, Largo Boscovich, Piazzale Fellini.

Dopo un anno e mezzo dal trasferimento  della proprietà dallo Stato al Comune, tanto sollecitata dal Sindaco Gnassi, però, l ’Amministrazione Comunale si è limitata alla determinazione dei canoni per 395.568 euro annui e al rinnovo delle Concessioni demaniali per tre anni sino al 31.12.2020.

La tanta propagandata riqualificazione è stata  completamente dimenticata anche se riguarda lo storico e principale tratto del Lungomare dalla rotonda del Grand Hote al Piazzale Boscovich.  

Non è stata indetto neanche il Bando per la presentazione delle “manifestazioni di Interesse” da parte degli operatori assecondando il cosiddetto Progetto Parco del Mare.

La riqualificazione dell’area è rinviata, dopo la scadenza delle Concessioni, al 2021.

Con questi ritardi, come ho  fatto presente con l’interrogazione consigliare di ieri sera,  dopo tre anni dal trasferimento dell’area dallo Stato, senza utilizzo del Comune, vi è il rischio che la stessa area rientri nella proprietà dello Stato.

Non si può perdere più altro tempo e visto il paralizzante progetto del Parco del Mare, è meglio indire subito un Concorso internazionale di idee per un progetto di riqualificazione urbana e architettonica dell’area di Marina Centro” che valorizzi la vista del mare e della spiaggia.   


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Il Nuovo Parco del Mare: una “sardina” da 193.000 euro !
   

 18.10.2018

Visto che l’inizio lavori è stato rinviato alla primavera 2019, con l’interrogazione consigliare di ieri sera ho chiesto notizie sullo stato di attuazione  del  Parco del Mare.

Sono trascorsi un anno dall’assegnazione dell’incarico e  10 mesi dai tempi di consegna ma non è stato ancora reso pubblico il progetto Parco del Mare dello  Studio Miralles Tagliabue.

Ho chiesto, l’altro ieri, al Dirigente Responsabile dell’Ufficio di Pianificazione Urbanistica del Comune di Rimini  di conoscere il progetto consegnato ma non mi è stato consentito la visione e l’Accesso agli Atti nonostante la spesa pubblica di 193.000 euro dalla Amministrazione Comunale   per la sua redazione.  

Nessuna risposta sul perché il progetto viene tenuto nascosto e alla domanda di renderlo pubblico con un nuovo  “ rendering” in Piazza Cavour come avvenuto per due anni nel 2016-2017 con il precedente progetto del Sindaco Gnassi.

Riguardo i lavori dei tre lotti da avviare con la prossima primavera “ Parco Fellini”, “Lungomare Fellini-Kennedy”,”Lungomare Spadazzi”, considerate le tempistiche tecniche “ per la redazione del progetto esecutivo 6 mesi, per la gara d’appalto e contratto 6-8 mesi, per l’esecuzione dei lavori 10-12 mesi, non  saranno  realisticamente ultimati entro il 31.12.2019 con il pericolo di perdere il finanziamento regionale di 2.850.000 euro. ”

Sono ancora da ultimare le ”negoziazioni” per la vendita del suolo pubblico del lungomare ai privati e manca la trasparenza sui progetti che verranno da loro realizzati ( negozi, bar, ristoranti, appartamenti, ecc.).

Non valeva la pena spendere 193.000 per il progetto Miralles Tagliabue che riproporrebbe quasi totalmente l’iniziale progetto del Parco del Mare con le solite dune artificiali di cemento armato, caratterizzate ora dalla forma a “ sardina “ che continuano ad impedire la vista del mare.

Le modalità di realizzazione, porteranno ad un “mezzo lungomare”, spettando al Comune l’opera pubblica con il verde e lasciando  ai privati i campi di intervento per i loro progetti e opere.

La riqualifichiamo del Lungomare di Rimini Sud ( i 9 tratti) non la vedremo neanche in questo mandato del Sindaco.


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