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Il Nuovo Parco del Mare: una “sardina” da 193.000 euro !
 
 

 18.10.2018

Visto che l’inizio lavori è stato rinviato alla primavera 2019, con l’interrogazione consigliare di ieri sera ho chiesto notizie sullo stato di attuazione  del  Parco del Mare.

Sono trascorsi un anno dall’assegnazione dell’incarico e  10 mesi dai tempi di consegna ma non è stato ancora reso pubblico il progetto Parco del Mare dello  Studio Miralles Tagliabue.

Ho chiesto, l’altro ieri, al Dirigente Responsabile dell’Ufficio di Pianificazione Urbanistica del Comune di Rimini  di conoscere il progetto consegnato ma non mi è stato consentito la visione e l’Accesso agli Atti nonostante la spesa pubblica di 193.000 euro dalla Amministrazione Comunale   per la sua redazione.  

Nessuna risposta sul perché il progetto viene tenuto nascosto e alla domanda di renderlo pubblico con un nuovo  “ rendering” in Piazza Cavour come avvenuto per due anni nel 2016-2017 con il precedente progetto del Sindaco Gnassi.

Riguardo i lavori dei tre lotti da avviare con la prossima primavera “ Parco Fellini”, “Lungomare Fellini-Kennedy”,”Lungomare Spadazzi”, considerate le tempistiche tecniche “ per la redazione del progetto esecutivo 6 mesi, per la gara d’appalto e contratto 6-8 mesi, per l’esecuzione dei lavori 10-12 mesi, non  saranno  realisticamente ultimati entro il 31.12.2019 con il pericolo di perdere il finanziamento regionale di 2.850.000 euro. ”

Sono ancora da ultimare le ”negoziazioni” per la vendita del suolo pubblico del lungomare ai privati e manca la trasparenza sui progetti che verranno da loro realizzati ( negozi, bar, ristoranti, appartamenti, ecc.).

Non valeva la pena spendere 193.000 per il progetto Miralles Tagliabue che riproporrebbe quasi totalmente l’iniziale progetto del Parco del Mare con le solite dune artificiali di cemento armato, caratterizzate ora dalla forma a “ sardina “ che continuano ad impedire la vista del mare.

Le modalità di realizzazione, porteranno ad un “mezzo lungomare”, spettando al Comune l’opera pubblica con il verde e lasciando  ai privati i campi di intervento per i loro progetti e opere.

La riqualifichiamo del Lungomare di Rimini Sud ( i 9 tratti) non la vedremo neanche in questo mandato del Sindaco.


 
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La Soprintendenza revochi l’autorizzazione all’obelisco sull’Arco di Augusto!
 
 

 12.10.2018

Sono ritornato con l’interrogazione al Sindaco nel Consiglio Comunale di ieri sera sullo spostamento dell’obelisco sovrastante l’Arco di Augusto.

L’A.C. chieda alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici la revoca dell’autorizzazione provvisoria di 1 anno rilasciata a Wind il 21 Marzo 2018, concessa  in via sperimentale, per valutare gli effetti visivi dell’enorme “cilindro” che ha mascherato il preesistente antennone e   peggiorato l’impatto sull’Arco di Augusto, sostenendo lo spostamento dell’antenna come unica soluzione.

Viste le risposte alle mie interrogazioni del 2001 e 2004, l’Amministrazione Comunale solleciti il gestore a dare seguito alla lettera nel Febbraio 2001 dell’allora Assessore all’Ambiente Ing. Ariano Mantuano di “spostare  l’antenna entro tre anni dal sito Arco d’Augusto per opportunità paesaggistiche”.

Ricordi a Wind la disponibilità espressa all’Ass. Mantuano nell’Aprile 2004  di “essere alla ricerca di nuovi siti per eliminare l’antenna sopra le Poste e in vicinanza dell’Arco”.

Ribadisca la richiesta dello spostamento dell’antenna nel contesto delle autorizzazioni richieste da Wind per nuove installazioni.

Infine, il Regolamento Comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile” approvato dal Consiglio Comunale il 18.3.2010 sia adeguato e aggiornato con la sopravvenuta legislazione nazionale e regionale per salvaguardare i siti della città di interesse storico, ambientale, paesaggistico.
                                                                     


 
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L’obelisco sull’Arco di Augusto !
 
 

 1.10.2018

E’ stato installato sul tetto dell’edificio delle Poste Centrali di Rimini un vistoso “obelisco” per la telefonia cellulare, che ha “mascherato” il  precedente “antennone”, peggiorando ancora di più l’impatto visivo sull’Arco d’Augusto.   

L’immagine dell’Arco d’Augusto, simbolo monumentale di Rimini, è condizionata dalla presenza di questa invadente  mega antenna.

Avevo già sollevato con una interrogazione consigliare il 25 Gennaio 2001, poi ripresa nel 2004,  il problema di questo ripetitore,   senza rispetto per  uno dei principali Beni Culturali che caratterizza la Storia della nostra Città.

Non essendoci la “minimizzazione dell’impatto visivo”, è incomprensibile come la Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici abbia potuto dare il parere favorevole a questa forma e dimensione dell’impianto in questo contesto monumentale.
 
Il “Regolamento Comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia Mobile” approvato nel 2010,  sarebbe superato da una Legge successiva e permissiva.

Per lo spostamento opportuno della antenna da sopra l’edificio delle Poste, purtroppo, non bastano le ragioni di interesse  storico, ambientale, paesaggistico.  

Comunque, il Comune deve sollecitare al Gestore questa soluzione nel contesto delle autorizzazioni richieste per nuove installazioni.      


 
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Condotta fognaria con il “Microtunneling” per salvare 100 alberi e l’identità dei Parchi Cervi, Bondi, Fabbri.
 
 

 27.09.2018

Il   sottoscritto Consigliere Comunale Gioenzo Renzi,

preso atto

che la realizzazione del collettore fognario PSBO Dorsale Sud 3°Stralcio prevede la  posa di una condotta di 80 cm. con lo “scavo a cielo aperto”  all’interno e lungo i parchi Cervi, Bondi e Fabbri;

che la Relazione Agronomica evidenzia il pesante impatto di questo intervento, secondo il tracciato approvato,  sulle essenze arboree dei tre Parchi con l’abbattimento sicuro di  74 piante  e il rischio per altre 57 piante che dovrà essere valutato, caso per caso, con il metodo VTA  da un tecnico agronomo, durante l’esecuzione dei lavori in prossimità degli apparati radicali.
Rilevato

che la Conferenza dei Servizi a cui hanno partecipato i soggetti pubblici interessati ( Atersir, Provincia, Comune di Rimini ecc.) ha approvato l’11.4.2017 il suddetto progetto definitivo  elaborato da Hera;

che la Provincia nel parere scritto emesso il 7.4.2017 su questo progetto aveva espresso “ la necessità di modificare il tracciato, utilizzando il sedime delle strade adiacenti ai Parchi o del percorso ciclo pedonale del loro attraversamento per eliminare o ridurre gli abbattimenti degli alberi esistenti, molti dei quali di diametro superiore ai 40 cm. anche di pregio e meritevoli di salvaguardia “

che la Conferenza dei Servizi non ha accolto le suddette proposte della Provincia per le ripercussioni sul traffico, sulla fruibilità del percorso ciclo-pedonale, la presenza dei sottoservizi con significativi aumenti di costo;

che l’Ufficio Verde del Comune ha rilasciato il 26.3.2018 l’autorizzazione ad Hera di abbattere 74 alberature,  mentre altre 57 alberature  saranno soggette a verifiche di stabilità,  con la previsione di 90 ripiantumazioni;  

ricordato

che le opere sono previste nel Piano degli Investimenti di Atersir e sono finanziate sulla Tariffa del Servizio Idrico Integrato  pagata dai cittadini utenti;
ribadita

la contrarietà del sottoscritto con l’interrogazione consigliare del 19 Luglio scorso alle suddette modalità di realizzazione della condotta che comporta l’abbattimento di un centinaio di alberi, da un minimo di 74 ad un massimo di 131  e  visto anche l’appello di questi giorni al Sindaco dalle  Associazioni Ambientaliste  contro la “strage di alberi” ;

chiede

se la condotta fognaria lungo i Parchi Cervi, Bondi, Fabbri, invece del devastante scavo a cielo aperto,  non debba essere realizzata con la tecnica specialistica di perforazione del “ microtunnelling” ad una profondità di sicurezza per non interferire minimamente con l’apparato radicale delle alberature esistenti;

per le seguenti ragioni:

1.    la soluzione del “microtunnelling”  salvaguarda le alberature sovrastanti e nelle aree adiacenti e rispetta l’integrità dei Parchi;

2.    la modalità tecnica del “microtunneling” evita di snaturare l’immagine esistente dei Parchi  con gli abbattimenti e le ripiantumazioni delle nuove alberature peraltro “condizionate” nelle ridotte aree di pertinenza;

3.    la tecnica del  “microtunnelling”, fra l’altro, è stata  approvata per consentire alla condotta di superare il Deviatore Ausa e la Strada Statale 16 ed è già stata utilizzata per collocare “ il tubone” per un  tratto di circa 1.200 metri  sotto la Via Roma,  dall’Ospedale al nuovo Sovrapasso pedonale del Parco Cervi( mentre la lunghezza di attraversamento dei tre Parchi è di 1/3, circa 400 metri).


 
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Vietare il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico. Un passo in avanti !
 
 

 12.09.2018

Questa mattina, la Prima Commissione Consiliare ha esaminato la mia Mozione “Modifiche al Regolamento di Polizia Urbana: divieto di consumo sul suolo pubblico di bevande di qualsiasi gradazione alcolica”.

Il divieto di consumo delle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico, è ormai la regola nei Paesi del Nord Europa ed è sempre più adottato nelle città italiane.

Il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini ora vieta di “assumere bevande con contenuto alcolico superiore ai 21 gradi alcolici effettuata in luogo pubblico”, pertanto, si limita a vietare solo il consumo dei superalcolici (oltre i 21 gradi) sul suolo pubblico.

La mia proposta è di modificare il Regolamento di Polizia Urbana con i seguenti emendamenti:

1)    E’ vietato consumare bevande di qualsiasi gradazione alcolica sul suolo pubblico, se non nelle pertinenze di bar, locali, luoghi di somministrazione, o aree pubbliche autorizzate da parte della Amministrazione Comunale( Sanzione da euro 100 a euro 600);

2)    Il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico potrà essere autorizzato, in deroga, solo in occasione di iniziative e manifestazioni particolari di interesse collettivo, individuate dalla Giunta Comunale, sempre nel rispetto della vivibilità degli spazi pubblici e del consumo responsabile.

Si tratta di adeguare e aggiornare  il Regolamento per contrastare i  comportamenti, sempre più diffusi, di consumare le  bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico di vie, piazze, marciapiedi, nei pressi di minimarket, o esercizi pubblici che vendono e somministrano tali bevande.   

Le occupazioni del suolo pubblico da parte di persone “col bicchiere o la bottiglia in mano” o che “bivaccano” alimentano una immagine diseducativa, nuocciono al decoro e alla vivibilità urbana, creano disagio ai cittadini che attraversano gli spazi pubblici, causano problemi di ordine pubblico e sicurezza, disturbo della quiete pubblica, danneggiamenti e imbrattamenti, l’abbandono a terra dei contenitori di vetro, latta o plastica.

Bisogna poter intervenire sulle situazioni “fuori controllo” nei luoghi pubblici,  sempre più “stabilizzate” sotto gli occhi di tutti, come di fianco al Mercato Centrale Coperto, al parcheggio della Stazione ( Bike park), nei Giardini della Stazione, all’angolo di  Via dei Mille-Corso Giovanni 23°, sulle “gradinate” della Piazza Cavour, in Via Sigismondo ecc.   

L’Ass. Sadegholvaad si è dichiarato disponibile e “studierà”  un  provvedimento adeguato.

Basta vedere quello che hanno già fatto molti Comuni italiani.


 
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