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Giorno del Ricordo : una corona di alloro per il Giardino Vittime delle Foibe. Il Vice Sindaco Lisi condivide.
 
 

 8.02.2019

Domenica prossima, 10 Febbraio, si commemora il “ Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, nell’anniversario del vergognoso Trattato di Pace (10.2.1947) che impose all’Italia di cedere alla Yugoslavia le terre d’Istria, Fiume, e parte della Dalmazia, dalle quali esodarono 350.000 italiani.

La Legge votata dal Parlamento il 30.3.2004 che istituisce il Giorno del Ricordo prevede iniziative da parte delle Istituzioni e nelle scuole per fare conoscere dopo 60 anni di silenzio, di negazionismo, di giustificazionismo, questa pagina tragica della nostra storia nazionale.

La verità nascosta sugli eccidi di circa 12.000 italiani tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1947 attuati dai partigiani comunisti del maresciallo  Tito per eliminare  tutti coloro che si potevano opporre al disegno di annessione di quelle terre italiane alla Yugoslavia.

Le migliaia di italiani, colpevoli solo di essere tali, gettati nelle Foibe che da naturali inghiottitoi carsici si trasformarono in profonde fosse comuni.

L’Amministrazione Comunale tiene la commemorazione ufficiale del Giorno del Ricordo alla “ Biblioteca di Pietra” sul Molo di Rimini ma non ha mai deposto una corona d’alloro sulla targa del Giardino intitolato alle Vittime delle Foibe.

E’ stato sempre ignorato il Giardino Vittime delle Foibe, l’area verde dell’ex Piazzale Carso, contigua idealmente e territorialmente a Viale Trieste, Via Monfalcone, Via Pola, Via Fiume, Via Nazario Sauro, l’Eroe Medaglia d’Oro, Martire di Capodistria, la cui intitolazione fu approvata dal Consiglio Comunale il 25.11.2004, con l’ODG presentato dal sottoscritto.  

Per rispetto verso le Vittime delle Foibe, ho chiesto ieri sera con una interrogazione consigliare all’Amministrazione Comunale di deporre una corona di alloro sulla targa del Giardino Vittime delle Foibe che non può essere considerato un semplice segnale della toponomastica.

E’ un dovere morale della Amministrazione Comunale, a nome della Città di Rimini, onorare, senza riserve, le migliaia di italiani Martiri delle Foibe, per troppo tempo dimenticati

Apprezzo la risposta del Vice Sindaco Lisi che si è dichiarata completamente d’accordo.  

 
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Il Comune acquisti la Nuova Questura per “sbloccare la situazione” e realizzare la Cittadella della Sicurezza.
 
 

 30.01.2019

Dopo le dichiarazioni di Guerrino Mosconi ex liquidatore fallimentare della Nuova Questura  “se il Comune l’avesse acquistata, oggi la Polizia potrebbe già essere li”, ritengo utile rendere note le mie proposte in merito di Consigliere Comunale, allora  dopo  l’ultimazione dell’immobile e oggi.   

A cominciare dalla interrogazione del 13.5.2004 trasformata in Mozione discussa nel Consiglio Comunale del 22.7.2004 , respinta dalla maggioranza (DS, Margherita, Udeur, astenuto Lugaresi, a favore AN-FI) che all’Amministrazione Comunale chiedeva  testualmente di:

1)  “ valutare la prospettiva dell’eventuale esproprio per pubblica utilità dell’intero immobile realizzato , il cui valore accertato poteva essere pagato con la stipula di un apposito mutuo, le cui rate verranno sostenute mediante gli introiti derivanti dal canone di locazione”.

2)   “ accertare tramite appositi periti il costo effettivo sostenuto per la realizzazione dell’immobile in oggetto al fine di poter valutare una equa remunerazione del capitale investito e intervenire nella definizione della vertenza in atto che ha come oggetto proprio l’ammontare del canone di locazione ,tenuto conto che per immobili  con tale destinazione  il saggio medio di redditività corrisponde al 6,50%;”

3) “procedere, da subito, alla presa in possesso dell’intera struttura tramite l’occupazione d’urgenza della stessa, per il preminente interesse pubblico volto ad assicurare una idonea sistemazione alla Questura ed alle necessità intrinseche correlate al potenziamento estivo delle forze di Polizia di imminente arrivo a Rimini”    

L’intera operazione, dalla  approvazione il 5.8.98 del Piano Integrato di Intervento, alla Variante al PRG sull’intera area destinata a verde, alla stipula della  Convenzione attuativa il 23.4.99 tra Comune e  Dama Srl, la società privata realizzatrice, era stata giustificata solo al fine di poter conseguire un interesse pubblico rappresentato dalla costruzione della nuova sede della Questura e della Polizia Stradale  per una superficie utile di mq.23.732.

Proprio in funzione di questo interesse pubblico era stata concessa alla DAMA Srl la possibilità di edificare n.5 palazzine a destinazione residenziale (tot.Su mq.3.800) e un fabbricato a destinazione mista direzionale/ commerciale ( Su mq.11.000 ).

E’ noto a tutti che l’immobile costruito in tre anni dal 2000 al 2003 con la destinazione ad uso pubblico (Questura)  approvata in origine  non è  stato consegnato al Ministero dell’Interno   per il mancato accordo sul canone di locazione di oltre 3.600.000 euro annui .

Da rilevare, peraltro,  secondo lo stesso Ufficio Legale del Comune, che    nella  Convenzione sottoscritta tra Comune e la DAMA Srl  quanto scritto nelle premesse , ”lo scopo della presente convenzione è quello di regolamentare, fra l’altro, tempi e modalità di realizzazione dell’opera pubblica e della sua effettiva destinazione alle finalità istituzionali indicate “  poi non è stato ripreso dall’articolato della Convenzione.

E’ incredibile, ma l’Amministrazione Comunale non ha previsto nella Convenzione i  tempi e le modalità dell’effettiva destinazione della sede della Questura.

Al Comune è rimasto solo intimare alla Soc.Dama di  dare effettiva destinazione all’opera pubblica entro 120 gg. e   revocare le previsioni edificatorie di 14.800 mq tra a residenziale, commerciale , direzionale.

Il resto è la storia che dura da quindici anni,  di immobilismo, latitanza, omissioni, ritardi, responsabilità del privato e del pubblico, tra Amministrazione Comunale e Governi di tutti i colori, di passerelle  dei Ministri degli Interni e di annunci, come quello folle del pre Bando di costruire un’altra Questura su un terreno della Fiera.

In quanto al tanto enfatizzato Patto della Sicurezza sottoscritto il 15 Dicembre 2017 dal Ministro Minnitti, insieme al prefetto, Questore, Sindaci della Provincia, come era possibile prevedere di realizzare finalmente la Cittadella della Sicurezza entro il 2020 ( il prossimo anno !), invocando l’INAIL per l’acquisto dell’immobile da ristrutturare senza neanche sapere che questo Istituto, per rispetto del proprio Statuto,  in quelle condizioni non poteva farlo  e senza avere una alternativa.  

Così, come si poteva annunciare il trasferimento temporaneo della Questura in Piazzale Bornaccini senza neanche considerare la durata del contratto di locazione dell’immobile che sarebbe stata richiesta dalla proprietà per ammortizzare gli alti costi di ristrutturazione che ammonterebbero a  600-000 euro .

Invece di continuare nel rimpallo delle responsabilità  e della provvisorietà chiedo al Sindaco Gnassi se non sia  opportuno una riflessione della Amministrazione Comunale su una offerta di acquisto da presentare al Tribunale per il complesso immobiliare di via Ugo Bassi e di tutta l’area circostante, da ristrutturare, essendo costruito nonostante tutto con le caratteristiche e finalità per una idonea e definitiva sistemazione della Cittadella della Sicurezza, e da cedere in locazione al Ministero degli Interni con un accordo preliminare in mano, per rimborsare con l’affitto l’impegno finanziario .  

Come nel 2004, dopo la bocciatura dell’esproprio di pubblica utilità,  non vedo altre proposte praticabili per sbloccare la situazione e conseguire  quell’interesse pubblico mancato fino ad oggi.
                                                                       

 
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Rotatoria pericolosa e attraversamento impraticabile per i disabili tra Corso Giovanni XXIII -Via Roma .
 
 

 24.01.2019

La rotatoria “sperimentale” all’incrocio Corso Giovanni XXIII-Via Dei Mille-Via Roma  realizzata nel 2014 con una spesa di 21.000 euro si trova in condizioni precarie.

I cordoli in gomma di colore giallo delimitanti l’entrata e l’uscita della rotatoria risultano divelti in continuazione dalle auto e in particolare dagli autobus.

I marciapiedi in selci agli angoli della Via Roma di accesso all’attraversamento pedonale sono sconnessi, stretti, tortuosi per i pedoni e impraticabili per le carrozzelle dei disabili senza rispetto della normativa di abbattimento delle barriere architettoniche.

Le catenelle dei fittoni, angolo Via Roma-Corso Giovanni XXIII, lato centro storico, sono state strappate per consentire alle carrozzelle dei disabili l’attraversamento dell’incrocio.   

 E’ stata installata una “selva” di 22 pali della segnaletica verticale agli angoli dell’incrocio.

Gli autoveicoli sull’asse Via Roma-Via Dei Mille transitano nell’incrocio ad alta velocità, all’insegna del “ fila dritto” senza rispettare il “ dare  la precedenza” previsto nella rotatoria.

Ricordato che l’Amministrazione Comunale realizzò l’intervento nel 2014 considerandolo “ sperimentale e temporaneo”  in attesa di eseguirlo in maniera definitiva “ solo a conclusione della sperimentazione”, ho chiesto con l’interrogazione consigliare di giovedì scorso i seguenti interventi :

1)L’eliminazione dei cordoli di gomma assurdi che hanno ristretto ancora di più l’area di quella che non è “rotatoria” ma una semplice “coppa rotatoria” e ridotto gli spazi di manovra agli autoveicoli;

2)Il rifacimento e allargamento dei marciapiedi in selci agli angoli di Via Roma -Corso Giovanni XXIII sconnessi e stretti da decenni per renderli agevoli ai pedoni e praticabili ai disabili nell’attraversamento pedonale dell’incrocio  con  rispetto della normativa di abbattimento delle barriere architettoniche;

3)La realizzazione dei “dossi” di rallentamento prima degli attraversamenti pedonali dell’incrocio, in particolare sulla Via Roma e Via dei Mille, per limitare la velocità dei veicoli e prevenire gli incidenti;

4)La riduzione dei 22 pali della segnaletica verticale per l’attraversamento veicolare e pedonale dell’incrocio.

Ritengo necessario risolvere i problemi evidenziati dell’incrocio di Corso Giovanni XXIII che è una delle poche possibilità di percorrenza pedonale a marina -centro storico e viceversa e veicolare mare -monte   con la Via Roma-Via Dei Mille su cui transitano 20.000 veicoli al giorno che sta diventando la nuova Circonvallazione di attraversamento della città con l’aumento del traffico e dell’inquinamento ambientale.

 
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Bilancio del Comune : nel Piano degli Investimenti zero risorse e niente programmi per l’Anfiteatro romano e per l’ex Convento di San Francesco!
 
 

 22.12.2018

Nel Bilancio di Previsione del Comune di Rimini, approvato giovedi sera,  comprendente il Piano Programma degli Investimenti 2018-2020,  ho evidenziato nel silenzio generale la mancanza di qualsiasi programma sul trasferimento dell’Asilo Svizzero per la riscoperta dell’Anfiteatro romano e per il recupero  dell’ex Convento di San Francesco.

Anfiteatro romano.
Dopo la bocciatura il 18.2.2016 da parte del Sindaco Gnassi e della sua maggioranza della mia Mozione
che chiedeva di individuare l’area, di programmare i tempi di attuazione, di individuare il reperimento delle risorse finanziare per il trasferimento dell’Asilo Svizzero, ora, l’Amministrazione Comunale dinnanzi agli accertamenti dei padiglioni CEIS realizzati senza titolo, non potrà più defilarsi ma dovrà assumere  le proprie responsabilità e i relativi provvedimenti.

Finalmente si intravedono i risultati della mia venticinquennale battaglia consigliare per la liberazione e valorizzazione dell’Anfiteatro romano, su un’area demaniale e di interesse archeologico tutelata da vincoli fin dal 1913-14.

Una battaglia iniziata nel 1994 quando l’Anfiteatro era sconosciuto persino ai Consiglieri Comunali, con la prima interrogazione al Sindaco Chicchi per realizzare il percorso pedonale di accessibilità  all’Anfiteatro, proseguita con le interrogazioni al Sindaco Ravaioli per la rimozione dell’autolavaggio e del Distributore Esso antistanti. Ricordo la mozione approvata all’unanimità per la “ripresa della campagna di scavi  archeologici e per riportare alla luce la parte interrata dell’Anfiteatro romano”, rimasta senza seguito.  

Non regge più la contraddizione tra la difesa ad oltranza del ruolo pedagogico del CEIS in contrasto con la riscoperta di un Bene culturale dell’importanza storica dell’Anfiteatro romano.

Non è più possibile giustificare o legittimare le sovrastanti costruzioni ”provvisorie” da 70 anni e realizzate addirittura in cemento armato.
 
Ex Convento di San Francesco
Dopo l’interrogazione del 8 Febbraio scorso e la mozione in attesa di discussione, ho rinnovato la necessità del recupero dell’ex Convento di San Francesco,   dopo 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, che presenta ancora le rovine dei bombardamenti, in pieno centro storico, di fianco al Tempio Malatestiano.

A parte l’immagine di abbandono e degrado nel cuore del Centro Storico, è un’opportunità per la città, scoprire e valorizzare la storia del Convento di San Francesco risalente al 1257,  nel quale si insediò nel 1400 la prima Biblioteca pubblica d’Italia, per volontà della Famiglia Malatesta, da Carlo a Sigismondo, che  la arricchirono con moltissimi volumi, come testimonia Roberto Valturio.  

Va sottolineato che la Biblioteca dei Francescani e Malatesta (1400)   è la più antica Biblioteca pubblica d’Italia, a cui seguono l’.Ambrosiana di Milano (1609), l’Angelica di Roma(1614) e la Gambalunga di Rimini (1619).

Nel Convento di San Francesco, negli anni ’30, si inaugurarono  il Museo Archeologico e la Pinacoteca.

Dell’originario Convento francescano rimane la parte verso il mare, una parte del piano terra e al 1° piano il corridoio centrale e una doppia fila di celle ai lati.

Mentre la parte del Convento di proprietà della Curia è stata ricostruita negli anni 70, la restante parte di proprietà comunale è rimasta un rudere.

Nel 2006 era stata approvata una variante urbanistica per il recupero filologico dell’Ex Convento con destinazione a Biblioteca dell’Università, progetto poi abbandonato e perseguito nell’ambito della ricostruzione dell’ex Palazzo Lettimi.
 
Dinnanzi alla necessità di spazi della Biblioteca Gambalunga ho proposto di riprendere il progetto di recupero dell’ex Convento di San Francesco,  vicino e funzionale, con una superficie di mq.2260.

Con un intervento di restauro e ripristino tipologico si può ridare vita a quella che era la prima Biblioteca pubblica d’Italia, riqualificando un altro importante luogo della storia della città.    
                                                                       

 
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Dopo 7 anni dalla Convenzione è urgente la realizzazione del Parcheggio “Scarpettti”!.
 
 

 7.12.2018

L’inaugurazione del Teatro e i lavori di riqualificazione attorno a Castelsismondo e in Piazza Malatesta hanno ridotto di 450 i posti auto,  nei parcheggi di Piazza Malatesta (280), Rocca (80), Campone (90).

La Convenzione stipulata il 26.5.2011 tra il Comune di Rimini e la Parking Gest Srl prevedeva la realizzazione con la procedura del Project Financing su aree di proprietà comunale del Parcheggio di Via Italo Flori e del Parcheggio multipiano nell’area Scarpetti.

Il Parcheggio “Flori” è stato inaugurato nel febbraio 2014 con 245 posti auto (+72 rispetto ai precedenti 173) e con 109 box auto interrati da vendere ai privati.

Il Parcheggio multipiano “ Scarpetti”, ridotto nel 2013 da Arpa con la eliminazione dei due piani interrati a piano terra e primo piano,  di 433 posti auto (+ 146 rispetto ai 287 attuali) e 84 posti auto da vendere ai privati, dopo 7 anni  dalla firma della  Convenzione, non è ancora stato realizzato per la “controversia” in corso tra l’Amministrazione Comunale e la Parking Gest.

La causa è la mancata applicazione da parte del Comune, entro due anni dalla firma della Convenzione, del Piano della Sosta sulle strade adiacenti con i parcheggi a pagamento e i parcheggi agevolati per i residenti e titolari di attività economica della zona.

Una conseguenza della mancata “regolamentazione della sosta”, sarebbe il mancato versamento al Comune per rimborso spese e penali di circa 400.000 euro da parte del Concessionario per il danno economico subito dal funzionamento del Parcheggio “Flori” .

Difronte alla avvenuta riduzione di 450 posti auto nei Parcheggi di Piazza Malatesta e attorno a Castelsismondo, ieri sera con una interrogazione consigliare, ho chiesto di risolvere urgentemente la “controversia” tra  il Comune e la Parking Gest per realizzare il parcheggio  Scarpetti, “strategico” come collocazione insieme al “Flori”, per l’ingresso su Piazza Malatesta dalla Circonvallazione Occidentale.

Inoltre, è necessario che l’Amministrazione Comunale sottoponga alla approvazione del Consiglio Comunale il Piano della Sosta aggiornato rispetto a quello del 2009, per considerare particolarmente l’accessibilità al Centro Storico e consentire la sopravvivenza delle attività economiche in difficile competizione con gli iper proprio per la mancanza delle aree di sosta.

 
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