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Bilancio del Comune : nel Piano degli Investimenti zero risorse e niente programmi per l’Anfiteatro romano e per l’ex Convento di San Francesco!
 
 

 22.12.2018

Nel Bilancio di Previsione del Comune di Rimini, approvato giovedi sera,  comprendente il Piano Programma degli Investimenti 2018-2020,  ho evidenziato nel silenzio generale la mancanza di qualsiasi programma sul trasferimento dell’Asilo Svizzero per la riscoperta dell’Anfiteatro romano e per il recupero  dell’ex Convento di San Francesco.

Anfiteatro romano.
Dopo la bocciatura il 18.2.2016 da parte del Sindaco Gnassi e della sua maggioranza della mia Mozione
che chiedeva di individuare l’area, di programmare i tempi di attuazione, di individuare il reperimento delle risorse finanziare per il trasferimento dell’Asilo Svizzero, ora, l’Amministrazione Comunale dinnanzi agli accertamenti dei padiglioni CEIS realizzati senza titolo, non potrà più defilarsi ma dovrà assumere  le proprie responsabilità e i relativi provvedimenti.

Finalmente si intravedono i risultati della mia venticinquennale battaglia consigliare per la liberazione e valorizzazione dell’Anfiteatro romano, su un’area demaniale e di interesse archeologico tutelata da vincoli fin dal 1913-14.

Una battaglia iniziata nel 1994 quando l’Anfiteatro era sconosciuto persino ai Consiglieri Comunali, con la prima interrogazione al Sindaco Chicchi per realizzare il percorso pedonale di accessibilità  all’Anfiteatro, proseguita con le interrogazioni al Sindaco Ravaioli per la rimozione dell’autolavaggio e del Distributore Esso antistanti. Ricordo la mozione approvata all’unanimità per la “ripresa della campagna di scavi  archeologici e per riportare alla luce la parte interrata dell’Anfiteatro romano”, rimasta senza seguito.  

Non regge più la contraddizione tra la difesa ad oltranza del ruolo pedagogico del CEIS in contrasto con la riscoperta di un Bene culturale dell’importanza storica dell’Anfiteatro romano.

Non è più possibile giustificare o legittimare le sovrastanti costruzioni ”provvisorie” da 70 anni e realizzate addirittura in cemento armato.
 
Ex Convento di San Francesco
Dopo l’interrogazione del 8 Febbraio scorso e la mozione in attesa di discussione, ho rinnovato la necessità del recupero dell’ex Convento di San Francesco,   dopo 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, che presenta ancora le rovine dei bombardamenti, in pieno centro storico, di fianco al Tempio Malatestiano.

A parte l’immagine di abbandono e degrado nel cuore del Centro Storico, è un’opportunità per la città, scoprire e valorizzare la storia del Convento di San Francesco risalente al 1257,  nel quale si insediò nel 1400 la prima Biblioteca pubblica d’Italia, per volontà della Famiglia Malatesta, da Carlo a Sigismondo, che  la arricchirono con moltissimi volumi, come testimonia Roberto Valturio.  

Va sottolineato che la Biblioteca dei Francescani e Malatesta (1400)   è la più antica Biblioteca pubblica d’Italia, a cui seguono l’.Ambrosiana di Milano (1609), l’Angelica di Roma(1614) e la Gambalunga di Rimini (1619).

Nel Convento di San Francesco, negli anni ’30, si inaugurarono  il Museo Archeologico e la Pinacoteca.

Dell’originario Convento francescano rimane la parte verso il mare, una parte del piano terra e al 1° piano il corridoio centrale e una doppia fila di celle ai lati.

Mentre la parte del Convento di proprietà della Curia è stata ricostruita negli anni 70, la restante parte di proprietà comunale è rimasta un rudere.

Nel 2006 era stata approvata una variante urbanistica per il recupero filologico dell’Ex Convento con destinazione a Biblioteca dell’Università, progetto poi abbandonato e perseguito nell’ambito della ricostruzione dell’ex Palazzo Lettimi.
 
Dinnanzi alla necessità di spazi della Biblioteca Gambalunga ho proposto di riprendere il progetto di recupero dell’ex Convento di San Francesco,  vicino e funzionale, con una superficie di mq.2260.

Con un intervento di restauro e ripristino tipologico si può ridare vita a quella che era la prima Biblioteca pubblica d’Italia, riqualificando un altro importante luogo della storia della città.    
                                                                       

 
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Dopo 7 anni dalla Convenzione è urgente la realizzazione del Parcheggio “Scarpettti”!.
 
 

 7.12.2018

L’inaugurazione del Teatro e i lavori di riqualificazione attorno a Castelsismondo e in Piazza Malatesta hanno ridotto di 450 i posti auto,  nei parcheggi di Piazza Malatesta (280), Rocca (80), Campone (90).

La Convenzione stipulata il 26.5.2011 tra il Comune di Rimini e la Parking Gest Srl prevedeva la realizzazione con la procedura del Project Financing su aree di proprietà comunale del Parcheggio di Via Italo Flori e del Parcheggio multipiano nell’area Scarpetti.

Il Parcheggio “Flori” è stato inaugurato nel febbraio 2014 con 245 posti auto (+72 rispetto ai precedenti 173) e con 109 box auto interrati da vendere ai privati.

Il Parcheggio multipiano “ Scarpetti”, ridotto nel 2013 da Arpa con la eliminazione dei due piani interrati a piano terra e primo piano,  di 433 posti auto (+ 146 rispetto ai 287 attuali) e 84 posti auto da vendere ai privati, dopo 7 anni  dalla firma della  Convenzione, non è ancora stato realizzato per la “controversia” in corso tra l’Amministrazione Comunale e la Parking Gest.

La causa è la mancata applicazione da parte del Comune, entro due anni dalla firma della Convenzione, del Piano della Sosta sulle strade adiacenti con i parcheggi a pagamento e i parcheggi agevolati per i residenti e titolari di attività economica della zona.

Una conseguenza della mancata “regolamentazione della sosta”, sarebbe il mancato versamento al Comune per rimborso spese e penali di circa 400.000 euro da parte del Concessionario per il danno economico subito dal funzionamento del Parcheggio “Flori” .

Difronte alla avvenuta riduzione di 450 posti auto nei Parcheggi di Piazza Malatesta e attorno a Castelsismondo, ieri sera con una interrogazione consigliare, ho chiesto di risolvere urgentemente la “controversia” tra  il Comune e la Parking Gest per realizzare il parcheggio  Scarpetti, “strategico” come collocazione insieme al “Flori”, per l’ingresso su Piazza Malatesta dalla Circonvallazione Occidentale.

Inoltre, è necessario che l’Amministrazione Comunale sottoponga alla approvazione del Consiglio Comunale il Piano della Sosta aggiornato rispetto a quello del 2009, per considerare particolarmente l’accessibilità al Centro Storico e consentire la sopravvivenza delle attività economiche in difficile competizione con gli iper proprio per la mancanza delle aree di sosta.

 
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Ho riproposto l’intitolazione del Campone di Castelsismondo al poeta Ezra Pound!
 
 

 5.12.2018

Nella Commissione Consiliare di questa mattina con l’esame delle aree da denominare, indicate dalla Commissione Toponomastica, ho rinnovato la mia proposta del 2015 di intitolare al Poeta Ezra Pound il Campone di Castel Sismondo che sarà prossimamente  destinato a verde con la riscoperta parziale del fossato.

Ritengo sia un atto di riconoscenza  della città verso Ezra Pound per il suo profondo rapporto culturale ed affettivo con Rimini quale ammiratore e studioso di Sigismondo Malatesta.

Pound, nato nel 1885 negli Stati Uniti, viene a Rimini, la prima volta, il 15 Maggio 1922 per approfondire la conoscenza storica di Sigismondo Malatesta, signore, condottiero e mecenate che chiama a Rimini i migliori artisti dell’epoca.

Rimane folgorato dal Tempio Malatestiano, in cui ammira la compenetrazione tra l’estetica cristiana e pagana.

Ritorna a Rimini il 23 Marzo 1923 per ulteriori ricerche bibliografiche sulla figura di Sigismondo Malatesta, le imprese militari, la vita di corte, gli amori, i complotti, i trionfi, le sconfitte, che diventeranno i riferimenti per i quattro Canti Malatestiani, l’VIII°,IX°,X°,XI°, dedicati al condottiero riminese.    

E’ sconvolto il 29 Gennaio 1944, quando le bombe distruggono il Tempio di Sigismondo, “letto arcano della divina Ixotta”, tanto da scagliarsi con una invettiva biblica contro i conterranei ”barbari” e compone l’ode a Guido Cavalcanti “sul sacrificio dell’eroina di Rimini”  che muore trascinando gli inglesi in un campo minato (Canti Pisani LXXII-LXXIV).


Per i suoi 120 radio discorsi tenuti tra il 21 Gennaio 1941 e il 25 Luglio 1943 per il programma “American Hour” di Radio Roma indirizzato agli ascoltatori di lingua Inglese, Pound fu imprigionato senza processo per 12 anni nel manicomio criminale di Saint Elizabeths (USA) fino al ritiro dell’accusa di alto tradimento della Corte Suprema e alla liberazione nel 1958.  

Le ricerche storiche nelle Biblioteche di Rimini, di Cesena e le visite nell’entroterra di Ezra Pound hanno “generato” 700 pagine di note e centinaia di riferimenti storici a personaggi ed eventi dell’epoca malatestiana che hanno reso possibile la conoscenza internazionale di Sigismondo Malatesta, del Tempio Malatestiano, delle terre malatestiane.   

Questa diffusa informazione, nella Rimini distrutta per il 90% dai bombardamenti, consentirà di ricostruire, subito, pietra su pietra, il Tempio Malatestiano con i 65.000 dollari della Fondazione americana Samuel Kress e il fattivo interessamento dello storico e critico d’arte Bernard Berenson.

Ezra Pound ritorna a Rimini nel “suo” Tempio ricostruito l’11 Settembre 1963 accompagnato dalla musicologa Olga Rudge per assistere alla inaugurazione della 14ma Sagra Malatestiana, salutato dal concittadino Luigi Pasquini, pittore e scrittore, con cui intratteneva una corrispondenza dal 1938.

Pound è il grande poeta del 900 con i CANTOS, la Divina Commedia per il nostro tempo, sostenitore dell’economia fondata sul lavoro e non sulla speculazione finanziaria, per il ruolo svolto nella letteratura con la scoperta di Eliot, Joyce, Hemingway, e con le correnti culturali dell’Imagismo e Vorticismo.

L’intitolazione a Pound del Campone di Castelsismondo,  che ho chiesto all’Ass.Montini, competente per la toponomastica, di portare in Giunta,   significherà un valore culturale aggiunto per Rimini.


 
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Ancora da restaurare e valorizzare la statua di Giulio Cesare.
 
 

30-11.2018

Perdura lo stato di abbandono della statua di Giulio Cesare all’angolo di Piazza Tre Martiri –Corso d’Augusto, con le lamiere del basamento in rame completamente staccate e tenute insieme con pezzi di “scotch” sullo sfondo del bancomat di Unicredit e delle biciclette di contorno.

La statua fu collocata e inaugurata il 10 settembre del 1933 nel sito sottostante la Torre dell’Orologio di Piazza Giulio Cesare, dove rimase per 12 anni fino al 20 Giugno 1945 quando fu rimossa e sepolta nel greto del fiume Marecchia, e dopo 50 anni di peripezie riportata nella Piazza dove ora si trova.

Nonostante la discussione consigliare avvenuta un anno fa (30.11.2017) della Mozione presentata dal sottoscritto per la valorizzazione della statua non vi è stato alcun intervento della Amministrazione Comunale al riguardo.

Pertanto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera,  ho sollecitato l’Amministrazione Comunale a :

1)    restaurare urgentemente il basamento di bronzo della statua di Giulio Cesare con le lamiere di bronzo distaccate che costituiscono anche un pericolo, per eliminare i ridicoli  e vistosi rattoppi con lo “ scotch”;

2)    “liberare” la statua di Giulio Cesare, ammirata e fotografata dai turisti, dallo sfondo del bancomat Unicredit e dalle biciclette di contorno;

3)    valorizzare la Statua di Giulio Cesare con la collocazione in un luogo più adeguato della Piazza, per evocare  che proprio qui, nell’allora Foro di Rimini, il 49 a.C., Giulio Cesare tenne il discorso ai suoi legionari, dopo aver varcato il Rubicone e pronunciato la storica frase “il dado è tratto” –alea iacta est” ( motto del gonfalone del Comune di Rimini  ) per marciare alla conquista di Roma e fondare l’Impero Romano;

4)    salvaguardare, inoltre, l’accessibilità e la visibilità dell’asola archeologica con la pavimentazione romana in Piazza Tre Martiri e in Via Novembre, dall’assedio irrispettoso delle biciclette e delle rastrelliere da collocare altrove e da incrementare.

 
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Rispettare i tempi previsi dal Patto della Sicurezza per il trasferimento temporaneo e definitivo della Questura.
 
 

 23.11.2018

Il Patto per la Sicurezza sottoscritto il 15 dicembre 2017 dal Ministro Minnitti insieme al Prefetto, Questore e i Sindaci della Provincia,  per il trasferimento temporaneo della Questura in Piazzale Bornaccini, a cominciare dall’Ufficio Immigrazione entro il 28 Febbraio 2018 e poi di tutti gli altri uffici entro l’Autunno in corso, deve ancora essere attuato.

Anche l’impegno successivo del Sindaco Gnassi dinnanzi ai Sindacati di Polizia di consentire almeno il trasferimento prioritario dell’Ufficio Immigrazione da Via Bonsi a Piazzale Bornaccini entro il Maggio scorso, non ha avuto seguito.

Il trasferimento nell’immobile di Piazzale Bornaccini sarà possibile dopo averlo liberato dall’Ufficio del Centro per l’Impiego  da collocare nel Palazzo Palloni in Corso d’Augusto.

Sui mancati trasferimenti previsti ha risposto l’Ass. Sadegholvaad alla mia interrogazione consigliare di ieri sera.

Il trasloco del Centro dell’impiego nel Palazzo Palloni avverrà nella terza settimana di Gennaio 2019, dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione entro Natale,  affidati in ritardo nel mese di luglio causa due offerte anomale nella gara di appalto e  per la necessità del consolidamento di due solai.

Comunque ciò “non ha inciso sul trasferimento”, in quanto manca la disponibilità dell’immobile di Piazzale Bornaccini, in attesa della Dichiarazione di Congruità del prezzo di locazione da parte della Agenzia del Demanio.

Solo dopo il suo  rilascio e la sottoscrizione del contratto tra la proprietà e il Ministero dell’Interno, l’Amministrazione Comunale porterà in Consiglio Comunale il permesso di deroga per i lavori di adeguamento del Palazzo di Piazzale Bornaccini.

Riguardo all’immobile di  Via Ugo Bassi, ( sede della Nuova Questura) l’Ass. ha risposto che l’INAIL ha  presentato la proposta di acquisto al Curatore fallimentare, per ristrutturarlo ed affittarlo alla Polizia di Stato e Guardia di Finanza.  

Chiediamo al Sindaco, in sinergia con il Prefetto e il Questore, di fare rispettare i tempi previsti dal Patto della Sicurezza e realizzare finalmente la Cittadella della Sicurezza entro il 2020,  nell’immobile ultimato 15 anni orsono (2003) per porre fine ai disagi sopportati dagli uomini in divisa e  dai  cittadini.


 
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