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Sottoposto alla attenzione della Corte dei Conti il Lungomare Tintori!
 
 

 25.2.2021

Continuano gli scavi sul Lungomare Tintori per installare i  voluminosi tubi della nuova rete fognaria e dell’acqua, che avrebbero dovuto essere effettuati prima e non dopo l’inaugurazione del nuovo  tratto di lungomare.

I nuovi lavori delle condotte di fognatura e acqua si stanno realizzando eliminando le opere già completate, quali il rinterro, i camminamenti pedonali, e la copertura a prato.
Non si comprendono le ragioni per le quali, questi lavori preliminari non siano strati eseguiti effettivamente prima delle opere che hanno permesso l’inaugurazione e l’utilizzo del nuovo lungomare.

La Giunta Comunale ha approvato il 13 Ottobre 2020, quindi dopo l’inaugurazione e apertura del nuovo lungomare, la Perizia Suppletiva e di Variante, riguardante la necessità di eseguire lo spostamento delle reti a servizio delle aree del Lungomare Tintori e dell’arenile, per l’importo di Euro 646.209, che aumenta la spesa di oltre il 30%, opere che si stanno eseguendo solo ora.

A questo punto sorge il dubbio che il Comune non abbia acquisito tutti i pareri e la conoscenza delle reti dagli Enti erogatori dei servizi pubblici durante il progetto e comunque prima di avviare i lavori, che sarebbe un obbligo di legge e prassi.

Inoltre, è strano che la Perizia Suppletiva e di Variante sia stata approvata dopo la fine dei lavori del nuovo Lungomare, quando ha autorizzato tutti i lavori preliminari alle opere di completamento e finitura.

Per di più, dalla lettura della Perizia approvata, si apprende che sono stati autorizzati ulteriori nuovi lavori che hanno riguardato le piantumazioni, i corpi illuminanti e altre opere di finitura, con un ulteriore importante aumento della spesa, che andavano sicuramente studiati e progettati prima dell’appalto.

Alla luce dell’interrogazione presentata in Consiglio Comunale il 18 Febbraio scorso, senza ricevere una convincente risposta per rimuovere il dubbio su un aumento ingiustificato dei costi e di un non corretto uso  delle risorse pubbliche, ho ritenuto opportuno sottoporre le vicende all’attenzione dell’Autorità preposta al controllo della spesa pubblica.


 
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Spesa pubblica: il tratto 1 Lungomare Tintori viene rifatto due volte?
 
 

 20.02.2021

La Giunta Comunale ha approvato il 02/05/2019 il progetto definitivo-esecutivo Parco del Mare-tratto 1 Lungomare Tintori” e la relativa spesa di euro 2.385.386.

Le opere sono state aggiudicate con un ribasso d’asta del 10,66% al R.T.I composto da “Co.i.r. Consorzio Imprese Romagnole e Società Cooperativa Braccianti Riminese”, per l’importo di euro 1.817.952.

Durante l’esecuzione dei lavori, consegnati il 25/11/2019, secondo l’Amministrazione Comunale: “è emersa la necessità di introdurre alcune modifiche per circostanze dichiarate impreviste ed imprevedibili al momento della progettazione, attinenti principalmente: la realizzazione dei sottoservizi, predisposizioni e spostamenti di impianti e reti non previste in oggetto”.   

Nonostante ciò, i lavori sono proseguiti con la realizzazione, in superficie, della pavimentazione in legno, con la fornitura e posa in opera del tappeto erboso ”rotoprato” e la piantumazione degli alberi, con l’installazione di 13 nuovi pali per la pubblica illuminazione: tant’è che queste opere realizzate sono state inaugurate nell’agosto 2020;

Solo il 13/10/2020, la Giunta Comunale ha approvato la Perizia Suppletiva e di Variante lavori, per l’importo di euro 646.209, che aumenta la spesa di oltre il 30%;

la Perizia Suppletiva e di Variante lavori Lungomare Tintori, come risulta dagli Atti, riguarda in particolare:

•    “La necessità di eseguire lo spostamento dei sottoservizi e reti a  servizio delle aree di Lungomare Tintori e dell’arenile, quali reti di distribuzione gas, energia elettrica, fogna, ed acquedotto, non previsti in progetto, in quanto la loro esecuzione era stata procastinata a successivi interventi.  

Constatato, che dopo 6 mesi dall’inaugurazione lavori di Agosto 2020, il prato realizzato è stato sradicato, i camminamenti pedonali creati sono stati distrutti, il terreno è stato sventrato dagli scavi per la collocazione dei grossi tubi della condotta fognaria e della condotta dell’acquedotto;

Ho ritenuto necessario, con l’interrogazione al Sindaco nel Consiglio Comunale di giovedì scorso, evidenziare quanto segue:  

1)    L’avvio dei lavori del tratto del Lungomare Tintori doveva, come da prassi, essere preceduto dalla acquisizione dei pareri di legge e comunque dalla conoscenza della presenza delle reti dei servizi pubblici, quali acqua potabile, fognatura, rete elettrica e gas;

2)    Gli scavi, in corso, per installare i grossi tubi della nuova rete fognaria e dell’acqua, dovevano precedere le opere di rifacimento del tratto di Lungomare, effettuate con la copertura a prato e la realizzazione dei camminamenti pedonali;

3)    Una perizia di Variante e Suppletiva, non può essere approvata alla fine dei lavori, ma quando emerge l’esigenza di modificare le opere, la cui esecuzione per legge deve essere autorizzata dall’Amministrazione Comunale;

4)    Non sappiamo se tutte le opere completate, comprese quella della Perizia di Variante e Suppletiva, sono state collaudate con l’emissione del relativo Certificato di Collaudo e le motivazioni per cui una parte sono state eliminate (prato e camminamenti);


5)    I lavori completati nell’estate 2020, quali il rinterro, I camminamenti, il prato, sono stati praticamente eliminati per dare seguito ai lavori di scavo e posa delle nuove condotte che, invece, dovevano essere effettuati prima delle opere del nuovo lungomare;

6)    Le opere completate nell’estate 2020 che sono state eliminate o modificate in modo rilevante, se comportano una maggiore spesa non giustificata, o illegittima, possono essere oggetto di controllo sulla spesa pubblica della Corte dei Conti.  


 
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Autorizzate antenne “incompatibili” con il Regolamento Comunale all’Ina Casa, Via Ceccarelli e Palacongressi.
 
 

13/02/2021

E’ stata l’Amministrazione Comunale, tramite il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), a rilasciare al gestore le autorizzazioni per le installazioni delle antenne di Via Argelli, Via Ceccarelli, Palacongressi, senza il rispetto del proprio Regolamento Comunale per la telefonia mobile.  

L’installazione dell’antenna in Via Argelli a 90 metri da due asili e vicino alle abitazioni esistenti nel quartiere INA CASA, è incompatibile con l’art.17 del Regolamento Comunale, in base al quale occorre:

“evitare l’installazione di antenne nel raggio di 200 metri da ricettori sensibili come le strutture scolastiche”;

“minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici con la  localizzazione dei nuovi impianti nella posizione più lontana dalle abitazioni esistenti “.

Le nuove installazioni:

-di una quarta antenna di telefonia mobile Iliad sul tetto del Palacongressi,
oltre a quella di Telecom, Vodafone, Wind 3;

-di un’antenna su un condominio di Via Ceccarelli,
a pochi metri dall’asilo nido “Il Girotondo”, oltre all’esistente antenna sopra l’Istituto Maccolini;

aumentano l’esposizione ai campi elettromagnetici delle zone residenziali circostanti.

Considerando il contributo di tutte le antenne presenti nel raggio di 200 metri, l’esposizione ai campi elettromagnetici aumenta, invece di minimizzarsi, come richiesto dall’art. 17 del Regolamento Comunale.  

Sulla base di queste osservazioni, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto al Sindaco, di revocare le suddette autorizzazioni e spostare la collocazione delle antenne in luoghi più distanti dalle abitazioni e dai luoghi sensibili, come gli asili. 

E’ doveroso salvaguardare prioritariamente la salute pubblica
, con opportune valutazioni sulla compatibilità delle installazioni.

L’Amministrazione Comunale deve compiere tali valutazioni prima del rilascio delle autorizzazioni
all’insediamento delle antenne, delle conseguenti giustificate proteste dei cittadini e del successivo “stop” ai lavori!
 

 
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Giorno del Ricordo : l’Amministrazione Comunale continua ad ignorare il Giardino Vittime delle Foibe!
 
 

 10/02/2021

Il 10 Febbraio, si commemora il “Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle Foibe e dell’esodio giuliano-dalmata”, nell’anniversario del vergognoso trattato di Pace (10.2.1947) che impose all’Italia di cedere alla Yugoslavia le terre d’Istria, Fiume, e parte della Dalmazia, dalle quali “esodarono” 350.000 Italiani.

Il Giorno del Ricordo è stato istituito con la Legge votata dal Parlamento il 30.3.2004 e prevede iniziative delle Istituzioni e delle Scuole per fare conoscere dopo 60 anni di silenzio, di negazionismo, di giustificazionismo, questa pagina tragica della nostra storia nazionale.

La verità nascosta sugli eccidi di circa 12.000 italiani tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1947 attuati dai partigiani comunisti del maresciallo Tito per eliminare tutti coloro che si potevano opporre al disegno di annessione di quelle terre italiane alla Yugoslavia.

Migliaia di Italiani, colpevoli solo di essere tali, furono gettati nelle Foibe che da naturali inghiottitoi carsici si trasformarono in profonde fosse comuni.

L’Amministrazione Comunale tiene la commemorazione ufficiale del Giorno del Ricordo alla Biblioteca di Pietra sul Molo di Rimini ma continua ad ignorare il Giardino Vittime delle Foibe, l’area verde dell’ex Piazzale Carso, così intitolato dal Consiglio Comunale il 25.11.2004, con l’approvazione dell’Ordine del Giorno presentato dal sottoscritto.

Chiedo, pertanto, all’Amministrazione Comunale di deporre nel Giorno del Ricordo un corona di alloro sulla targa del Giardino Vittime delle Foibe, che non può essere considerata una semplice indicazione stradale.

E’ un dovere morale della Amministrazione Comunale  di Rimini, onorare le migliaia di Italiani Martiri delle Foibe, per troppo tempo dimenticati.  

 
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No alla cementificazione del “fossato” di Castel Sismondo!
 
 

 28.1.2021

E’ in corso in questi giorni la costruzione del “vano tecnico” della cosiddetta “fontana felliniana”, interrato nel “fossato” di Castel Sismondo, ad una profondità di 4 metri, con muri perimetrali e divisori in cemento armato, comprendente il serbatoio, il locale di ispezione, la scala di accesso.

E’ incredibile come si possa realizzare una voluminosa costruzione di cemento armato, con una superficie di circa 100 mq, alta non meno di 3 metri, in un’area archeologica, nonostante vincoli insuperabili.

Esistono, infatti, il Vincolo Archeologico
del 29/10/1991 sull’intera area della Rocca Malatestiana comprendente il “fossato”, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo e il Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 1915 su tutta Piazza Malatesta.
    
Eppure, assistiamo alla costruzione invasiva nel “fossato” di Castelsismondo, che viene riempito, con muri e platee di cemento armato, senza nessuna considerazione e valorizzazione dei ritrovamenti archeologici emersi nello scavo, quali la “scarpa” delle mura difensive e i “battiponte” di accesso al Castello.

L’Amministrazione Gnassi, invece di riscoprire il “fossato” liberandolo dagli interramenti del 1800, per fare riemergere l’originario e imponente Castel Sismondo progettato dal Brunelleschi, realizza strutture incompatibili nell’area tutelata.

La fontana in superficie di 1.000 mq con una lama d’acqua per creare atmosfere felliniane e l’esteso vano tecnico interrato, snaturano l’integrità architettonica e la storia di Castel Sismondo.  

Dopo due interrogazioni al Sindaco Gnassi, una Mozione nel Consiglio Comunale, una interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni Culturali Franceschini, senza esito per ragioni politiche, ci rivolgiamo alla Procura della Repubblica per verificare la compatibilità dei lavori nel fossato di Castel Sismondo con i Vincoli di tutela esistenti.

Continua la nostra battaglia per la conservazione e la valorizzazione del fossato e di Castel Sismondo, patrimonio identitario della nostra città.  
                                                                

 
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