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Il divieto di assembramenti deve essere uguale per tutti!
 
 
17/04/2021
 
E’ iniziato martedì 13 Aprile per i Mussulmani, il mese del Ramadan che durerà fino al 12 Maggio.

L’accesso alle Moschee, come per gli altri luoghi di culto, deve avvenire nel rispetto di protocolli, tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire, ai frequentatori, la possibilità di rispettare le distanze di almeno un metro.

Considerato quello che vediamo, non sembra che questo avvenga nella Moschea di Corso Giovanni XXIII, nel Borgo Marina, insediata nel 2004 in una casetta accatastata ad uso ufficio, ma utilizzata come luogo di culto, tutti i venerdì della settimana dalle ore 12 alle 14 e nel mese del Ramadan.

Il suddetto immobile è piccolo, inadeguato a contenere le centinaia di persone che vi accedono da ogni parte della città, con i conseguenti assembramenti sui marciapiedi.

L’Amministrazione Comunale, non interviene, come altrove, per evitare gli assembramenti e prevenire il sovraffollamento; sarebbe necessario, soprattutto in questo periodo, il trasferimento della Moschea in un immobile adeguato, come sostengo invano da un decennio, con ripetuti interventi in Consiglio Comunale.

Proprio poche settimane fa, con l’approvazione definitiva del Rue, avevo sottolineato come fosse paradossale, in questo contesto, che il Sindaco e l’Amministrazione, avessero abrogato, le norme di carattere igienico sanitario per i luoghi di culto, come le Moschee, che prevedevano:
-la superficie minima dei locali di 200 mq;
-l’altezza minima di 4,50 metri;
-l’aumento del rapporto aerante minimo di 1/6;
Norme necessarie a disciplinare e contrastare il sovraffollamento e la salvaguardia della salute pubblica.

Mi rivolgo, pertanto, pubblicamente al Prefetto, perché vengano fatte rispettare le Ordinanze del Ministero della Salute e i protocolli di contrasto alla diffusione del Covid 19, nei confronti di quei luoghi di culto che continuano le attività senza le dovute tutele.

Il divieto di assembramenti deve essere uguale per tutti!


 
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Ritardi nell’ampliamento del Parcheggio Scarpetti per le inadempienze dell’Amministrazione Comunale.
 
 

10.4.2021

L’Amministrazione Comunale non è in grado di rispondere quando  inizieranno i lavori del Nuovo Parcheggio Scarpetti.

E’ rimasta,ancora, senza risposta l’interrogazione consigliare al Sindaco di giovedì  sera, come la precedente del 19.11.2020.

La Convenzione stipulata il 26.5.2011 tra il Comune di Rimini e la Società Parking Gest Srl, prevedeva la realizzazione, con la procedura del Project Financing, su aree di proprietà comunale, del Parcheggio di Via Italo Flori e del Parcheggio Scarpetti.  

Il Parcheggio Italo Flori è stato inaugurato nel Febbraio 2014 con 245 posti auto a rotazione (+72 rispetto ai precedenti 173).

Invece, il Parcheggio Scarpetti, in origine di 4 piani (2 piani interrati, piano terra e primo piano), ridimensionato nel 2013 da Arpa, per l’impatto ambientale, a 2 piani (piano terra e primo piano), dopo 8 anni non è ancora stato realizzato.    

Il grave ritardo è conseguente la mancata redazione da parte della Amministrazione Comunale del Piano-Sosta nelle aree adiacenti i due Parcheggi “Flori” e “Scarpetti”, che doveva avvenire entro due anni dalla firma della Convenzione del 26.5.2011.  

Come scritto nella Convenzione, il Piano-Sosta comportava il “divieto della sosta nelle  vie delimitanti la suddetta area”, “consentita solo ai residenti e ai titolari di attività della zona” per “consentire l’adeguata remunerazione” degli investimenti nella realizzazione dei due parcheggi ( circa 8 milioni di euro ciascuno).

Dopo 7 anni dalla inaugurazione del Parcheggio “Flori”, l’Amministrazione Comunale non ha ancora redatto il suddetto Piano-Sosta, condizione che impedisce di procedere con l’ampliamento del Nuovo Parcheggio Scarpetti  fino a 520 posti auto.

Considerato che con i lavori di riqualificazione attorno a Castel Sismondo e in Piazza Malatesta, sono stati eliminati 450 posti auto, ho sollecitato, nuovamente, l’Amministrazione Comunale ad adottare i provvedimenti urgenti che consentano di “sbloccare” la realizzazione del Parcheggio “Scarpetti”.

Si tratta del Parcheggio più grande, necessario, per agevolare l’accessibilità al Centro Storico e consentire la sopravvivenza delle attività economiche, dinnanzi alla concorrenza dei centri commerciali e del commercio elettronico, e alle gravi conseguenze della pandemia.    

 
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SICUREZZA: spaccio di droga nel Borgo Marina, ho richiesto provvedimenti!
 
 

02/04/2021

Un anno fa, l’apertura  nel Borgo Marina, in Corso Giovanni XXIII°, di un Distributore Automatico di caffè, acqua, birre fresche in lattina e altre bevande, in un piccolo locale privo della presenza di responsabili.

Avevo espresso, in Consiglio Comunale, la preoccupazione per l’insediamento di tale attività, aperta giorno e notte, in un luogo con la perdurante presenza degli spacciatori di droga, di aggravare i problemi di ordine pubblico, di insicurezza sociale, di degrado.

Infatti, il Distributore Automatico sta diventando punto di riferimento degli spacciatori di droga e ritrovo degli “irregolari” della vicina area Stazione.

Per questo, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto all’Amministrazione Comunale di adottare i provvedimenti per contrastare lo spaccio della droga nel Borgo Marina.

Il Sindaco, per ragioni di ordine pubblico e di vivibilità urbana, disponga  la chiusura del suddetto Distributore Automatico nel Borgo Marina, come già effettuato dal Sindaco di Ravenna con  l’Ordinanza del 4.2.2019 ( legittimata dal Tar dell’Emilia Romagna) sul divieto di installazione di un analogo Distributore Automatico nella zona della Stazione di Ravenna, per prevenire il degrado.

Il Sindaco richiami l’attenzione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza sull’aggravarsi dello spaccio della droga nel Borgo Marina (in  Corso Giovanni XXIII°, Via Mameli, Via Vittime Civili) e attivi tutte le azioni di contrasto con l’impiego della Polizia Locale in coordinamento con le Forze dell’Ordine.

Nel Borgo Marina sia utilizzata ed adeguata la video sorveglianza, con telecamere ad “occhio fisso”, per riprendere e registrare lo spaccio della droga e degli spacciatori.

Vengano impiegate le unità cinofile, costituite nel 2018 (attuando dopo 4 anni la proposta del sottoscritto nel 2013), addestrate per individuare gli “spacciatori” e trovare le sostanze stupefacenti.

Inoltre, l’Amministrazione Comunale costituisca un apposito NUCLEO ANTIDROGA della Polizia Locale, specializzato, per condurre una efficace lotta alla droga nel Borgo Marina e in tutto il Comune di Rimini.

Dinnanzi alla diffusione preoccupante della droga (cocaina, cannabis, eroina) che è diventata una vera e propria calamità nella nostra città, l’Amministrazione Comunale dovrebbe promuovere campagne di informazione, sui danni irreversibili provocati dal consumo della droga alla salute delle persone, dai giovanissimi agli adulti, con i relativi costi sociali.
 
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RUE: sbagliato eliminare le norme igienico-sanitarie contro gli assembramenti nelle moschee
 
 
25/03/2021
 
In occasione dell’approvazione definitiva della Variante al RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio), l’Amministrazione Comunale ha incredibilmente abrogato d’ufficio le “Norme integrative di carattere igienico sanitario”.

La conseguenza è un inspiegabile vuoto normativo con immediate ripercussioni sull’attività edilizia del territorio e in particolare sui luoghi di culto come le Moschee.

Infatti, inspiegabilmente, le Moschee che aggregano parecchie persone e nelle quali si genera sovraffollamento, continuano le attività senza le dovute tutele (no agli assembramenti), visto anche il periodo contingente che stiamo vivendo, in spregio alle modalità di conduzione di tutte le altre confessioni religiose.

Al riguardo, sottolineo la sconcertante e incoerente risposta dell’Ass. Frisoni alla mia interrogazione consigliare di giovedì scorso, sull’abrogazione dell’art. 127 del RUE con le prescrizioni per contrastare il sovraffollamento e gli assembramenti.

Infatti, l’Assessore sostiene, che le norme relative ai luoghi di culto, come le Moschee, prima adottate con la Variante del 2018 al RUE, ed ora abrogate, che prevedevano la superficie minima dei locali di mq. 200, l’altezza minima di metri 4,50, il rapporto aerante minimo di 1/6, non sarebbero di competenza della “disciplina igienico-sanitaria di natura edilizio urbanistica”.    

Una normativa che avevo chiesto ripetutamente, visto l’insediamento dal 2004 della Moschea di Corso Giovanni XXIII° in una “casetta”, destinata catastalmente ad uso ufficio
, ma utilizzata come luogo di culto, tutti i venerdi della settimana dalle ore 12 alle 14 e nel mese del “ramadam”.

Il suddetto piccolo immobile è inadeguato a contenere le centinaia di persone all’interno che vi accedono da ogni parte della città, con i conseguenti assembramenti sui marciapiedi, strade, e senza l’ausilio di parcheggi per auto, moto, cicli.

L’Amministrazione Comunale, dovrebbe, come altrove, prevenire gli assembramenti nella Moschea di Borgo Marina, e chiedere il suo trasferimento in un immobile adeguato.

Infatti i DPCM emessi e le Ordinanze regionali, di contrasto alla diffusione del Covid 19, in zona rossa, prevedono di potersi recare ai luoghi di culto, sempre evitando gli assembramenti e rispettando le distanze dalle altre persone di almeno un metro. 
 

Inoltre, faccio notare, che immediatamente dopo l’approvazione definitiva della Variante al RUE, in ogni condominio di Rimini, tutte le unità immobiliari fino a 99 mq potranno essere utilizzate come luoghi di culto, attraverso un uso improprio dei Centri Culturali, consentiti dal RUE, a causa dell’abrogazione delle specifiche Norme Igieniche.

Per questo non doveva essere abrogato l’art.127 del RUE, per di più senza la contestuale sostituzione con un Regolamento d’Igiene di cui il Comune di Rimini è mancante dal 1973!
 
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Approvazione definitiva della Variante al RUE ( Regolamento Urbanistico Edilizio): gli emendamenti del Sindaco tolgono ai cittadini la possibilità di esprimere osservazioni!
 
 

 19.3.2021

Ieri sera, il Consiglio Comunale aveva in oggetto l’approvazione definitiva della Variante normativa al RUE(Regolamento Urbanistico Edilizio), adottata il 17.10.2019.

In particolare dovevano essere approvate le “controdeduzioni” della Amministrazione Comunale con i relativi emendamenti alle 286 “Osservazioni” dei cittadini, pervenute dopo la pubblicazione della Variante, e alle riserve della Provincia.

All’inizio dei lavori, ho sollevato l’eccezione sulla regolarità della presentazione dei 36 emendamenti del Sindaco (26 sostitutivi, 8 aggiuntivi, 2 soppressivi), con modifiche sostanziali al testo del RUE.

Ritengo, infatti, il procedimento amministrativo a rischio di legittimità, in quanto gli emendamenti del Sindaco alla Variante al RUE, al momento della approvazione definitiva, tolgono ai cittadini la possibilità di esprimere le osservazioni alle modifiche apportate con gli emendamenti.  I

Il percorso amministrativo di approvazione degli Strumenti Urbanistici e loro Varianti, prevede: l’“adozione”, la pubblicazione per 60 giorni, le osservazioni dei cittadini, le “controdeduzioni” della Amministrazione alle “osservazioni” dei cittadini e alle “riserve” della Provincia, l’approvazione definitiva.

Quindi, se il Sindaco vuole, ormai in ritardo, apportare le modifiche a questa stessa Variante al RUE, non può presentare emendamenti finalizzati a modificare il testo adottato, ma deve procedere con l’adozione di una nuova Variante, la successiva pubblicazione, per consentire ai cittadini di potere esercitare il diritto a presentare le osservazioni alle ulteriori modifiche, diritto che, in questo caso, viene loro negato, con la “scorciatoia” degli emendamenti del Sindaco.  

Senza considerare, il poco rispetto istituzionale verso l’apposita Commissione Consigliare, riunita una decina di volte per l’esame delle Osservazioni e Controdeduzioni.


 
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