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Progetto nuovo Mercato Centrale Coperto: a rischio la sopravvivenza economica degli operatori e la riqualificazione del contesto storico.
 
 

 05/08/2022

Il  progetto di realizzazione del nuovo Mercato Centrale Coperto mette in discussione la sopravvivenza economica e la continuità delle attività degli  operatori del Mercato Centrale Coperto.

Il percorso approvato dall’Amministrazione Comunale di procedere con la demolizione e ricostruzione del Mercato Centrale Coperto, nel sito attuale e con il progetto di finanza proposto da un soggetto privato, comporta pesanti conseguenze sugli operatori.

Innanzitutto il trasferimento provvisorio del Mercato, per due anni, nell’area, non definita, del Cinema Settebello, sulla Via Roma, in un’incerta struttura, comporterà per tutti gli operatori l’aumento irragionevole del 39% delle tariffe, con il canone annuo, a banco, che crescerà da 3.673 euro a 5.108 euro.

Invece, sarebbe stata più giustificata la diminuzione dei canoni, tenuto presente i costi logistici “a perdere” per le strutture di vendita “temporanee”, con i prevedibili disagi e le perdite di clienti.

Da considerare che il Mercato Provvisorio si riduce ad una superficie di 2.500mq, rispetto agli attuali 4.300 mq del Mercato Coperto, e l’attraversamento della Via Roma è sicuramente problematico per i circa 10.000 clienti giornalieri.

Il trasferimento temporaneo del Mercato Coperto, penalizzerà, inoltre, commercialmente le attività di Via Castelfidardo e Via Michele Rosa.

Per mitigare i danni, ho proposto il trasferimento provvisorio del Mercato Coperto nell’area di Piazza Gramsci, con una superficie di 7.500 mq, compatibile con il mercato ambulante di mercoledì e sabato mattina e il parcheggio.

Inoltre, gli operatori, nel Futuro Mercato Coperto definitivo, dovranno fare i conti con notevoli aumenti dei canoni:

-produttori, dovranno sostenere un aumento del +66%, con il canone annuo del banco che aumenterà da euro 3.673 a euro 6.098;

-commercianti, dovranno sostenere un aumento del +82%, con il canone annuo del banco che aumenterà da euro 3.673 a euro 6.674;

-negozi, dovranno sostenere un aumento del +82%, con il canone anno del banco che aumenterà da euro 3.673 a 6.674 euro;

-il supermercato, dovrà sostenere un aumento del +29%.

Il totale dei ricavi dai canoni annui incassati dagli operatori, pari a 1.200.000 euro annui, consentirà al soggetto privato realizzatore, la redditività annua del 7%, sull’investimento iniziale di 19 milioni di euro.

E’ stata approvata un’operazione di “privatizzazione” del Mercato Coperto, invece di ricorrere a finanziamenti strutturali pubblici, regionali, nazionali, europei; richiesti per il nuovo Mercato Ittico e per altre opere pubbliche Parco del Mare, Piazza Malatesta ecc..

Non sono state considerate le attuali concrete difficoltà economiche degli operatori, riscontrato che in diversi hanno cessato le attività e lasciato i banchi vuoti, con impoverimento dello stesso Mercato Coperto e dell’offerta commerciale.

La fisionomia del Mercato Centrale Coperto non si può ridurre a quella di un Centro Commerciale, che affitta a prezzi di mercato, gli spazi di vendita alle imprese.

Il Mercato Centrale Coperto è un mercato ambulante pubblico al chiuso, dove il Comune concede a produttori e commercianti, i posteggi, di dimensioni ridotte, a fronte del pagamento di un canone di occupazione di suolo pubblico, per salvaguardare l’offerta commerciale di un servizio pubblico.  

Diversamente da quanto sostiene l’Amministrazione, è assai difficile che il Bando Pubblico per la realizzazione del progetto, consenta di ottenere la riduzione delle tariffe agli operatori, né tanto meno consentirà di migliorare la progettazione architettonica, che al momento si prefigura poco compatibile con il contesto storico archeologico dell’ex Convento di San Francesco.      

 
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Il Giardino Vittime delle Foibe non può essere invaso dalle auto!
 
 

 19/7/2022

Il Giardino intitolato alle Vittime delle Foibe (ex Piazzale Carso), nei fine settimana viene costantemente invaso dalle auto ed utilizzato come parcheggio, dagli interessati a raggiungere la spiaggia o Marina Centro.

E’ un’immagine vergognosa, senza alcun rispetto per il verde di un giardino.

La mancanza di parcheggi auto (di cui è responsabile l’Amministrazione Comunale), non può esser giustificazione che legittima a parcheggiare in un giardino pubblico.

L’ingresso delle auto nel Giardino, purtroppo, avviene attraverso i varchi, del cantiere insediato per i lavori di realizzazione del sottopasso a mare della Stazione.

Il giardino vede precarie condizioni igieniche e di sicurezza, per la presenza, giorno e notte, di persone senza dimora ed è già mal ridotto a causa del cantiere, con apertura di varchi nelle siepi circostanti e per effetto dell’attraversamento di autocarri ed escavatori, che hanno ricoperto il prato e le piante da uno strato di polvere.

L’Amministrazione Comunale deve intervenire per consentire la vivibilità del Giardino “Vittime delle Foibe”, che non può essere snaturato a parcheggio di auto ed essere abbandonato al degrado.


 
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Ricostruiamo Palazzo Lettimi “com’era e dov’era”!
 
 

 14/7/2022

Il Ministero per i Beni e le attività Culturali non ha concesso parere favorevole al progetto di realizzazione degli alloggi agli studenti universitari nel Palazzo Lettimi; questa è la risposta del Vice-Sindaco, alla mia interrogazione del 5 Maggio scorso.

L’Amministrazione Comunale aveva approvato, frettolosamente, il 24/03/2017, la cessione del diritto d’uso gratuito e perpetuo del Palazzo Lettimi all’Università di Bologna, per la sua ristrutturazione in alloggi universitari, subordinata alla verifica dell’interesse culturale del Ministero dei Beni Culturali.   

Ero stato fortemente contrario a quella proposta deliberativa (rimasta nel silenzio per 5 anni), perchè non prevedeva alcun recupero, restauro, né una destinazione compatibile con la storia e la bellezza architettonica di Palazzo Lettimi e con la preesistenza archeologica dell’antico Teatro Romano…come è stato confermato successivamente dal Ministero.

Il Palazzo Lettimi era uno dei palazzi più belli di epoca rinascimentale, risalente al 1508, di proprietà delle famiglie patrizie, Maschi-Marcheselli-Lettimi, succedutesi nei secoli; fu donato dal Conte Giovanni Lettimi, insigne pianista, nel 1902 al Comune di Rimini, con il vincolo di destinazione a Scuole Musicali. Il palazzo venne distrutto dai bombardamenti anglo-americani del 28-29-30 Dicembre 1943.

Dopo le bombe, per altri 30 anni, fino agli anni 70, le Amministrazioni Comunali, come risulta dalle fotografie storiche, hanno continuato a demolire altri muri del Palazzo, invece di consolidarli, recuperarli, salvarli, a cui sono seguite le spogliazioni, solo alcune finite nei depositi comunali.

Il Palazzo è stato trattato come un rudere da eliminare, senza alcun riguardo al testamento di Giovanni Lettimi: ”Voglio che il mio Palazzo resti sempre di proprietà comunale, nè mai si spogli dei suoi pregi artistici” per sottolineare il lascito non solo materiale ma soprattutto culturale.

Ricordo che fra i ruderi di questa costruzione rinascimentale, nel corso degli anni a seguire, installò lo studio, il noto scultore riminese, Elio Morri, che continuò a lavorare fino alla fine (1992), mentre dalla parte opposta ci fu l’ampliamento dell’allora ristorante Pic Nic.

Solo, grazie ad un protocollo d’intesa tra l’Università degli studi di Bologna e il Comune di Rimini, sottoscritto il 31/10/2000, si prospettò la ricostruzione del Palazzo Lettimi, come sede di rappresentanza e presidenza dell’Università di Rimini; intesa che però non ebbe seguito.

Così è continuato lo stato di degrado e incuria di Palazzo Lettimi, nel cuore della città, come evidenziano le condizioni delle cornici marmoree con pregevoli sculture di delfini, attorno alle finestre, invase dalle erbe infestanti dall’interno, il portale del palazzo con formelle in pietra d’Istria con la rosa quadripetala malatestiana, e la caduta frequente di pezzi murari della facciata esterna del Palazzo sulla via Tempio Malatestiano.  

Per questo, negli ultimi dieci anni, sono intervenuto ripetutamente, con interrogazioni(3) e mozioni consigliari, per chiedere un progetto filologico di ricostruzione di Palazzo Lettimi e di valorizzazione dei resti del preesistente Teatro Romano.  

E’ possibile il progetto filologico di ricostruzione del Palazzo Lettimi, come avvenuto per il Teatro Poletti; sono infatti disponibili tavole, planimetrie, foto d’epoca, sulla storia di costruzione e distruzione del Palazzo, grazie a 7 anni di ricerca del Prof. Marco Musmeci (attuale Dirigente del Ministero della Cultura), oggetto della propria tesi di laurea in Architettura (libro acquistato dall’Amministrazione Comunale di Rimini il 13/05/1997).  

Dopo oltre 75 anni dalle distruzioni della guerra, chiediamo all’Amministrazione Comunale, di avviare urgentemente il recupero dal degrado e dall’abbandono di tale Bene Culturale, proponiamo la ricostruzione filologica, per la restituzione del Palazzo Lettimi al suo antico prestigio architettonico e la valorizzazione contestuale dei resti del Teatro Romano.  

 
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Risposta al Sindaco: è possibile, un tunnel sotto il Porto, per collegare Piazzale Boscovich alla Darsena e a San Giuliano Mare.
 
 

Il Sindaco, in occasione dell’incontro con il Comitato Turistico per la riqualificazione e promozione di San Giuliano, ha dichiarato: “per il collegamento tra San Giuliano Mare e Marina Centro l’unica cosa possibile è potenziare il servizio del traghetto, svolto attualmente da un privato, affidandone la gestione a Start, la società  del trasporto pubblico locale”.

La verità è che sono trascorsi 20 anni dall’inaugurazione della Nuova Darsena, nulla è stato fatto, manca ancora un collegamento pedonale con Piazzale Boscovich.

L’Amministrazione Comunale, ha speso altrove i 3.000.000 di euro, incassati nel 2001 come “oneri di urbanizzazione” dalla “Variante per il complesso residenziale La Prua”, invece di progettare e realizzare nuovi collegamenti con San Giuliano Mare.

Nei due mesi estivi, è rimasto il collegamento ciclo pedonale, con il piccolo traghetto a pagamento dal Faro, al Ristorante Quattro Colonne.  

Per il resto San Giuliano Mare è raggiungibile, dalla destra del Porto, solo attraverso il Ponte della Resistenza, che molti turisti non conoscono e che gli stessi riminesi poco praticano.

Così i riminesi e i turisti che si trovano in Piazzale Boscovich e sul Molo, non possono accedere alla passeggiata panoramica della Nuova Darsena, all’ampia piazza di 5.000 mq per spettacoli, ai bar, ai ristoranti, agli alberghi, ai pochi negozi superstiti di San Giuliano Mare.

Per questo, ho presentato ripetutamente, nel 2010, 2015 e nel 2021, in Consiglio Comunale, la proposta di progettare e realizzare un “tunnel” sotto il fondale del Porto Canale, per collegare Piazzale Boscovich alla Darsena.

Il progetto, sentito un esperto di opere marittime, è fattibile con un “tubone” sotto il fondale del porto-canale collegato a due “pozzi” di entrata e uscita, uno sul lato piazzale Boscovich, l’altro della Darsena, realizzati con scale a chiocciole e ascensori.

Il progetto è compatibile con il passaggio naturale delle barche da diporto e dei pescherecci ed è rispettoso del paesaggio e dell’ambiente; non comporta alti costi di realizzazione, di manutenzione, impatto ambientale, orari di entrata e uscita, come un Ponte fisso o mobile sul Porto.

Considerato che nel 1994 è stato inaugurato il tunnel sottomarino di 50 Km sotto il Canale della Manica, con due gallerie ferroviarie e una carrabile, dopo ormai 30 anni, è certamente possibile la realizzazione di un collegamento sottomarino per i pedoni e l’attraversamento dei 50 metri di larghezza del porto -canale di Rimini.

E’ ora di valorizzare la passeggiata sulla Darsena, oggi isolata, in continuità diretta e naturale con il Lungomare, per consentire la promozione turistica di San Giuliano Mare.  

 
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Parco del Mare- Marina Centro: finire i lavori in via Paolo e Francesca, e rimuovere il degrado dell’ex McDonald’s abbandonato!
 
 

 10.6.2022

Ho sollecitato, con l’interrogazione consigliare di eri sera, l’Amministrazione Comunale a concludere i lavori di sistemazione di Via Paolo e Francesca, in corso da due anni, fin dal giugno 2020.

La pavimentazione dell’intera strada è ancora da realizzare nei tratti mancanti, di fronte all’Hotel Ambasciatori e all’incrocio con Via Vitelloni, per potere predisporre la segnaletica, più che mai urgente, per il parcheggio necessario delle moto.

Il  primo tratto “Tintori” del Parco del Mare resta da completare con le previste due fontane, i cui lavori sono stati approvati nel marzo 2021, avviati e sospesi nel maggio 2022.

L’area di circa 200 mq, tra l’Hotel Valdorf e il Centro Sportivo  “padel”, si presenta non riqualificata, con il divieto di parcheggio di auto e moto, in quanto di proprietà privata, con un contenzioso in essere con il Comune.

Sarebbe possibile allargare la strada spostando la “batteria dei cassonetti rifiuti e la cabina dell’energia elettrica che occupano il sedime centrale di Via Paolo e Francesca, nel tratto tra l’ex Sangiovesa e via Beccadelli.

E’ poco praticabile l’ingresso delle auto in  Via Paolo e Francesca  da Via Beccadelli, ristretto tra un condominio privato e l’ex Mc Donald, regolato addirittura da un semaforo con l’accesso a senso unico alternato.

Inoltre, evidenzio che la struttura del Mc Donald, angolo Via Beccadelli -Parco del Mare, da diversi anni, si presenta abbandonata, svuotata all’interno delle sue attrezzature, con l’ingresso diventato rifugio dei “senza dimora”.

E’ una immagine  di degrado incompatibile con il Lungomare riqualificato e nel cuore della Marina Centro.

Chiedo all’Amministrazione Comunale di interpellare la proprietà per  rimuovere, al più presto, responsabilmente e di comune accordo tale  situazione, prevedendo anche la demolizione della struttura.


 
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