Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa sui cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa sui cookie. Cliccando OK, scorrendo questa pagina o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookies.
Il ⤽fallimento⤝ della Casa dei Matrimoni di Piazzale Boscovich !
11.06.2018
Ad un anno dalla inaugurazione della “Casa dei Matrimoni” in Piazzale Boscovich, alla luce della “sperimentazione” posso ribadire che le ragioni espresse contro la sua realizzazione avevano fondamento.
Ricordo che l’Amministrazione Comunale ha speso 200.000 euro per il manufatto di circa 30 mq. con servizio igienico al suo interno e la pedana in legno di circa 220 mq. sulla duna adiacente e altri 18.000 euro per la tensostruttura a vela per la copertura della pedana.
La struttura con un “design” più simile ad una “biglietteria” si è dimostrata poco funzionale e accogliente per celebrare il matrimonio , tant’è che nonostante la propaganda e la promozione turistica pochissime coppie di sposi l’hanno utilizzata.
Infatti, nella tanto denominata “Casa dei Matrimoni” non c’è neppure lo spazio per i matrimoni, che si tengono sulla pedana della duna compatibilmente con le condizioni meteo e la copertura precaria della tensostruttura, la cui tenuta dipende dal vento e dalle continue riparazioni.
In alternativa al progetto “infelice” di Piazzale Boscovich e per risparmiare i 220.000 euro, avevo avanzato in Consiglio Comunale la proposta di celebrare i matrimoni nel Giardino del Grand Hotel, con una immagine più qualificante per Rimini.
La Giunta Comunale, come al solito, ha respinto la mia proposta, dicendo che era impossibile, salvo poi realizzarla due anni dopo, nell’Ottobre 2017.
Resta, quindi, un nuovo “chiosco” nel Piazzale del Molo che danneggia l’intera visuale della spiaggia e del mare, ripristinata dopo la rimozione del “tendone dei libri” che mi ha impegnato per 12 anni.
Per questo, ho chiesto al Sindaco in Consiglio Comunale, se dopo il trasferimento dei “furgoni” da Piazzale Boscovich, anche l’inutile e incompatibile chiosco della Casa dei Matrimoni non debba essere collocato altrove con destinazioni ambientali più rispettose e con funzioni più utili.
Borgo Marina ⤽zona franca⤝ per i negozi afro-asiatici che continuano tranquillamente a non pagare la Tari!
31.05.2018
E’ arrivata la prima scadenza del pagamento della Tassa Rifiuti (TARI).
Una spesa a carico dei 75.000 contribuenti riminesi che ammonta a 42.037.406 euro, maggiorata per il 2018 del 2,90% per l’aumento dei costi di gestione di 1.586.022 euro rispetto a 40.451.384 euro del 2017 .
Un costo “imposto” dall’alto (Atersir) per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, gestito da HERA in regime di monopolio e di “prorogatio” da 7 anni, con la Convenzione scaduta il 14.3.2011, senza ancora la prevista gara europea per rispettare nell’affidamento le condizioni di trasparenza, efficienza, economicità, a vantaggio dei cittadini riminesi.
Resta il problema dell’insoluto TARI, previsto di 7 milioni di euro (oltre il 15%), costituito da coloro che non pagano la tassa, (principalmente gestori di attività stagionali, alberghi, bar, ristoranti, negozi, ecc), e la scaricano sui contribuenti onesti.
Così, a fronte dell’insoluto TARI, aumentano, tra i costi di gestione del servizio, il Fondo Svalutazione Crediti da 1.800.000 euro a 2.980.018 euro e il CARC ( Costi di Amministrazione e Recupero Contenzioso) da 717.453 a 1.338.658 .)
In attesa di un Governo e di un Parlamento che approvino uno strumento come il DURT per non consentire le attività economiche che non pagano i Tributi comunali, l’Amministrazione Comunale deve procedere con l’”accertamento” , la “messa a ruolo della tassa”, le misure coattive (ingiunzioni, pignoramenti, ipoteche ) per l’incasso della tassa dovuta.
Certamente, non è più tollerabile, ad esempio, che la quasi totalità dei negozi afro-asiatici del Borgo Marina, anche se sottoposti ad accertamento, continuino tranquillamente a non pagare la TARI e a svolgere tranquillamente la propria attività commerciale.
Sulla base della documentazione appena acquisita e aggiornata, sui 31 negozi con insoluti TARI per gli anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, a seguito dell’ “accertamento” hanno pagato la TARI solo due negozi e limitatamente per l’anno 2014, senza i versamenti dovuti per gli altri anni.
Nonostante siano numerosi e costosi i servizi di raccolta e smaltimento del rifiuto da loro prodotto, superiore alla media della categoria economica di riferimento, classificata per la determinazione della tariffa.
Per molti mesi dell’anno, tutti i giorni della settimana, passano nel Borgo Marina il “cammion di Hera per lo svuotamento dei cassonetti ripieni di imballaggi, il cammioncino per la raccolta apposita del cartone dai negozi, un altro cammioncino per lo svuotamento dei cestelli sui marciapiedi intasati dagli involucri di plastica.
E’ inammissibile che Il Borgo Marina sia ridotto ad una specie di “zona franca”,dove le attività commerciali dei negozi afroasiatici insediate da 15 anni 20 anni, continuano ad essere “recidive” nel non pagare la tassa rifiuti.
Non possiamo accettare questa “integrazione di comodo” basata solo sui diritti degli extra comunitari( sanità, scuola, case popolari), senza i doveri, senza rispetto delle regole uguali per tutti, dai negozi degli afro-asiatici ai negozi dei riminesi, sottoposti a numerose e pesanti tasse (Irpef+ addizionali regionali e comunali, IMU, Irap, Tari) al versamento dell’IVA, ai contributi INPS.
E’ possibile fare pagare la Tari, anche alle attività degli extra comunitari, ma ci vogliono la volontà e la determinazione della Amministrazione Comunale, per ristabilire la legalità e il principio di equità.
Proposta divieto consumo sul suolo pubblico di bevande alcoliche
25.5.2018
Nel Consiglio Comunale di ieri sera ho chiesto all’Amministrazione Comunale di adeguare il Regolamento di Polizia Urbana difronte al consumo, sempre più diffuso, di bevande alcoliche sul suolo pubblico di vie, marciapiedi, piazze, somministrate dagli esercizi pubblici (bar) o vendute dai mini market, nel Centro Storico e nei viali della Marina.
Queste occupazioni del suolo pubblico da parte di persone con ”le bottiglie o il bicchiere in mano” alimentano una immagine diseducativa, il degrado urbano, creano disagio ai cittadini, causano problemi di ordine pubblico e sicurezza, danneggiamenti e imbrattamenti del patrimonio privato e pubblico, l’abbandono per terra dei contenitori di vetro, latta o plastica.
Mentre accade tutto ciò, il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini all’art. 3 vieta di “assumere bevande con contenuto alcolico superiore a ventuno gradi alcolici effettuata in luogo pubblico”.
L’attuale Regolamento, pertanto, si limita a vietare solo il consumo dei superalcolici (oltre i 21 gradi ) sul suolo pubblico, consentendo le altre bevande alcoliche.
Invece, l’Amministrazione Comunale dovrebbe saperlo, il divieto di consumo delle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico è la “Regola” nei Paesi del Nord Europa ed è sempre più adottato nelle città italiane a cominciare dall’Emilia Romagna ( es. Modena, Reggio Emilia).
Per questo ho proposto di modificare il nostro Regolamento di Polizia Urbana con i seguenti emendamenti:
1) E vietato consumare bevande di qualsiasi gradazione alcolica sul suolo pubblico, se non nelle pertinenze di bar, locali, luoghi di somministrazione, o aree pubbliche autorizzate da parte della Amministrazione Comunale ( Sanzioni da euro 100 a euro 600);
2) In deroga, il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico potrà essere autorizzato solo in occasione di iniziative e manifestazioni particolari di interesse collettivo, individuate dalla Giunta Comunale, sempre nel rispetto della vivibilità degli spazi pubblici e del consumo responsabile.
Al di là del permissivismo e del proibizionismo sotto o sopra i 21 gradi !
Riproposto dal Cons. Renzi il Tunnel sotto il fondale del Porto per collegare P.le Boscovich alla Darsena e a San Giuliano Mare.
17.05.2018
Ho richiamato nell’ultimo Consiglio Comunale l’attenzione della l’Amministrazione Comunale sull’esigenza di un collegamento pedonale tra Piazzale Boscovich e la Darsena, visto che non c’è alcun progetto in merito.
Infatti, i riminesi e i turisti che si trovano in Piazzale Boscovich e sul Molo di Levante, non possono accedere alla bella passeggiata sopraelevata della Nuova Darsena, all’ampia piazza di 5000 mq. per spettacoli, ai bar, ristoranti, e ridurre l’isolamento delle attività economiche e degli alberghi di San Giuliano Mare.
Sono ormai passati 20 anni dalla inaugurazione della Nuova Darsena, ma rimane come collegamento pedonale il piccolo traghetto dal Faro al Ristorante Quattro Colonne, funzionante solo nei mesi estivi e ad orari discontinui.
La zona di San Giuliano è raggiungibile da Marina Centro dopo un lungo percorso attraverso il Ponte della Resistenza che molti turisti non conoscono e gli stessi riminesi solitamente non praticano.
Ricordo che l’Amministrazione Comunale, per l’approvazione nel 2001 della “ Variante per il complesso residenziale La Prua”, retrostante la Darsena, aveva ottenuto dalla proprietà 3.000.000 di euro come “oneri di urbanizzazione” da utilizzare per migliorare l’accessibilità di San Giuliano Mare che, però, è rimasta tale e quale.
Per questo, ho riproposto una Mozione, dopo le precedenti del 15.7.2010 e 12.3.2015 non discusse nel Consiglio Comunale, per progettare e realizzare “ un tunnel sottomarino, sotto il fondale del Porto Canale, per collegare Piazzale Boscovich alla Darsena.”
Sulla base del parere di esperti di “opere marittime” il progetto del “ tunnel sottomarino” è fattibile e compatibile in quanto consente il passaggio naturale delle barche da diporto e dei pescherecci, è rispettoso del paesaggio e dell’ambiente.
Altre idee progettuali sono improponibili come un Ponte alto 40 m. all’ingresso del Porto per gli alti costi di realizzazione e l’impatto ambientale, o un Ponte “mobile” per la continua e costosa manutenzione ( vedi il Ponte di Cattolica) e il rispetto degli orari di entrata e uscita del Porto:
Visto che nel 1994 è stato inaugurato il Tunnel sottomarino di 50 Km. sotto il Canale della Manica, costituito da tre gallerie parallele, collegate tra loro, due ferroviarie e una carrabile per il traffico su gomma, dopo 25 anni, nel 2018, con un pò di innovazione si possono attraversare i 50 metri del Porto Canale di Rimini.
Sarebbe un’opera qualificante per la nostra costa.
La valorizzazione dell�(TM)offerta commerciale sui Viali della Marina non può prescindere dalla riqualificazione urbana!
4.05.2018
L’approvazione del Regolamento Comunale per la valorizzazione dell’offerta commerciale non basta, ora deve essere attuato e fatto rispettare dai controlli della Polizia Municipale.
Come dovrebbe essere per il Regolamento di Polizia Urbana con i comportamenti vietati ( mendicanti nel Centro Storico, parcheggiatori abusivi all’Ospedale, lavavetri sulla Circonvallazione, ecc.) e con il Regolamento COSAP di occupazione del suolo pubblico senza regolari autorizzazioni.
Il Regolamento recepisce le nostre richieste avanzate per anni partendo dall’Osservatorio del Borgo Marina: le vetrine dei negozi utilizzate come “pareti” per l’esposizione della merce rivolta all’interno e non all’esterno, gli scatoloni di cartone ripieni di merce all’ingresso e all’esterno dei negozi, la merce appesa alle serrande,i carrelli parcheggiati sui marciapiedi, riservati ai pedoni.
Il carattere “generalista” del Regolamento con prescrizioni valide per tutto il territorio comunale è un limite che si potrebbe superare con l’approvazione dei Progetti di Area per zone urbane omogenee e con una Regolamentazione specifica di dettaglio, più compatibile con il luogo, riguardante la dimensione degli spazi espositivi, i numeri degli espositori, dei manichini, le caratteristiche tecniche ed estetiche delle attrezzature.
I Progetti d’Area sono previsti nel Regolamento, ma visto che i due emendamenti presentati dal Consigliere Renzi per procedere con la loro attivazione sono stati respinti ieri sera dalla maggioranza consigliare, dubito che la Giunta Comunale voglia approvarli.
Così, la riqualificazione commerciale, dei negozi, delle vetrine, non può prescindere da una riqualificazione urbana complessiva a cominciare dall’arredo urbano.
L’arredo urbano sui Viali della Marina è fatiscente o inesistente, occorrono interventi straordinari di vera e propria riqualificazione, di riprogettazione, di rifacimento e ampliamento dei marciapiedi, della illuminazione pubblica, dopo decenni di immobilismo delle Amministrazioni Comunali.
Occorrono parcheggi per cicli e moto che occupano disordinamente i marciapiedi.
Ci vuole il Regolamento dell’Arredo Urbano specifico per i Viali della Marina che ripristini la presenza del verde, disciplini la raccolta dei rifiuti, la pulizia della pavimentazione.
L’ultima operazione di restayling degna di nota, è stata quella su Viale Vespucci, 28 anni orsono, con le “ capottine” sostenute da strutture in ferro che sopravvivono o sono abbandonate dalle attività cessate, assieme alle fioriere poche e non curate.
E’ ora che l’Amministrazione Comunale faccia la propria parte !
Sentenza della Corte dei Conti per il Capo di Gabinetto senza laurea. Pagano il Sindaco Gnassi e gli Assessori. Inascoltato il Cons. Renzi: danno al Comune evitabile!
30.04.2018
La Corte dei Conti ha respinto l’appello del Sindaco Gnassi e degli Assessori della sua prima Giunta, condannati nel dicembre 2014 per la nomina in cat. D del Capo di Gabinetto Sergio Funelli, senza il titolo necessario della laurea, con danno erariale al Comune di 61.481 euro.
Avevo sollevato con una prima interrogazione consigliare del 22.12.2011 il mancato rispetto del Regolamento Comunale per l’Organizzazione degli Uffici e dei Servizi, che prevede la laurea per i posti di categoria D, da parte del Sindaco e della Giunta che avevano approvato l’inquadramento del Capo di Gabinetto senza il prescritto titolo di studio.
Se il Sindaco mi avesse ascoltato sulle ragioni della irregolarità di quella nomina, il Comune di Rimini non avrebbe patito il danno di 61.481 euro , che, ora, il Sindaco e il Segretario Generale ciascuno per 16.457 euro e gli Assessori ciascuno per 4.081 euro, devono rifondere.
Dinnanzi alla presunzione e supponenza del Sindaco non mi era rimasto che presentare un esposto alla Corte dei Conti il 23.1.2012 per evitare il danno economico al Comune.
Avevo presentato, poi, una seconda interrogazione consigliare al Sindaco il 26.9.2013 trasformata in Mozione con la quale chiedevo di accertare, quantificare e rifondere il danno economico subito dal Comune da parte del Sindaco, Assessori e Segretario Generale responsabili per l’inquadramento del Capo di Gabinetto, riconosciuto irregolare dalla Corte dei Conti.
Anche la Mozione, discussa nel Consiglio Comunale del 5.6.2014, veniva respinta con il voto contrario dei tredici consiglieri di maggioranza, per appello nominale, (Allegrini, Bertozzi, Fraternali, Gallo, Galvani, Giorgetti, Mancini, Mazzocchi, Morolli, Pazzaglia, Piccari Enrico, Pironi e Zoffoli) difronte ai 7 voti favorevoli della minoranza ( Camporesi, Casadei, Franchini, Giudici, Mauro, Renzi, Tamburini).
Alla fine ci sono volute l’indagine e la sentenza della Corte dei Conti per ottenere il regolare inquadramento, in categoria C, del Capo di Gabinetto del Sindaco Gnassi e il rimborso del danno economico al Comune.
Un po�(TM) di cura e rispetto per due edifici della nostra Università!
27.04.2018
Ritengo doveroso segnalare lo stato di degrado del portone di legno d’ingresso della Facoltà di Farmacia del Campus Universitario di Rimini nell’ex immobile “Navigare Necesse “ di Via Dei Mille che presenta vistosi “ buchi” nella parte inferiore e l’assenza totale di ogni manutenzione.
Sono due tre anni che il “portone” continua a perdere i suoi “listelli” di legno e i suoi buchi si allargano e aumentano, nonostante mi sia rivolto 2/3 volte al personale dipendente addetto all’ingresso dell’Università per chiedere il necessario restauro ed evitare l’estendersi dei danni ad uno” storico”portone di legno, il cui rifacimento oggi costerebbe parecchie migliaia di euro.
Visto che perdura l’assenza di ogni intervento, non penso debba rivolgermi al Rettore del Campus Universitario di Rimini.
Nell’occasione, richiamo l’attenzione di Anthea sulle “erbacce” alte più di un metro di fronte all’ingresso di un altro edificio universitario, il Tecnopolo di Rimini di Via Dario Campana. Anche questa non è una bella immagine!
La cura e diligenza verso questi edifici pubblici per i quali il Comune di Rimini e la Regione hanno speso parecchi milioni per la loro ristrutturazione e destinazione a sedi della Università riminese non dovrebbero essere la normalità ?
Recepite le richieste del Consigliere Renzi nel Regolamento Comunale contro il degrado dei ⤽bazar⤝.
24.04.2018
E’ stato discusso e approvato questa mattina in Commissione Consigliare il Regolamento Comunale per la valorizzazione dell’offerta commerciale del Comune di Rimini.
Riconosco con piacere che negli art. 4 e 5 sono state recepite le mie richieste reiterate dal 2015 al 2017 con le interrogazioni consigliari per contrastare il degrado dei “bazar” dal Borgo Marina alle attività similari in altre luoghi della città.
E’ da anni, sotto gli occhi di tutti, l’esposizione selvaggia delle merci senza rispetto per il decoro e l’immagine dell’ambiente urbano, che con il Regolamento è finalmente vietata :
I negozi dei “bengalesi”, con gli scatoloni di cartone riempiti di merce a terra e all’esterno delle vetrine dei negozi
Le vetrine dei negozi ridotte a pareti cariche di merci rivolte all’interno invece di essere utilizzate per l’esposizione .
I “carrelli” per il trasporto degli imballaggi o delle merci parcheggiati “normalmente” sui marciapiedi di Corso Giovanni XXIII, spazio pubblico riservato al passaggio dei i pedoni.
Gli imballaggi svuotati della merce accantonati all’esterno dei negozi sui marciapiedi in attesa della raccolta rifiuti.
La merce, soprattutto dei negozi lungo i viali della nostra marina, appesa alle serrande e a tutti i possibili appigli esterni.
Indubbiamente, Il Regolamento ha un carattere “generalista”, per cui sarebbe necessaria la regolamentazione delle attività, specifica per le zone omogenee, come i Viali della nostra Marina, con i previsti Progetti di Area, per consentire quella urgente riqualificazione nell’interesse di tutti gli operatori ( commercianti, ristoratori, albergatori), e nell’interesse pubblico della città.
Certo, non basta il Regolamento, sono fondamentali per il suo rispetto i controlli della Polizia Municipale con un adeguato organico, e le Sanzioni, oltre a quelle minime pecuniarie da 100 a 600 euro, che per i “recidivi” devono prevedere la chiusura immediata dell’esercizio e il sequestro delle merci esposte.
Comunque, dopo il mancato accoglimento delle mie Mozioni “Regolamento per la tutela e la promozione della identità di Rimini”, “Viale Vespucci e Marina da riqualificare”, “ Borgo Marina: interventi contro il “bazar afro-asiatico”, mi sembra già un passo in avanti.,
Restaurare e valorizzare le ⤽dimenticate⤝ Mura ⤽federiciane⤝ di Via Bastioni Settentrionali del Borgo Marina.
20.04.2018
Dinnanzi al progetto di valorizzazione e recupero di Porta Galliana, approvato dalla Amministrazione Comunale, ho ricordato ieri sera in Consiglio Comunale che la Porta faceva parte della cinta muraria costruita per volere dell’Imperatore Federico II di Svevia tra il 1225 e il 1248 per includere i nuclei abitati di Santa Maria al Mare e San Cataldo, sorti al di fuori delle Mura Aureliane (III Sec.) per difendere la città sul lato rivolto al mare.
Delle Mura “federiciane”, costruite in laterizi, alte più di 5 metri, è sopravvissuto solo il tratto lungo la Via Bastioni Settentrionali dalla Porta Galliana all’incrocio con l’attuale Corso Giovanni XXIII°, dove era la Porta di San Cataldo, poi Porta dei Cavalieri o Militum, di San Giorgio, di Marina, fino alla costruzione nel 1863 della Barriera di Marina, con due edifici simmetrici ornati con colonne ioniche, distrutta dai bombardamenti aerei dell’ultima guerra.
Il Borgo Marina era delimitato verso il centro della città proprio dalle Mura “federiciane” di Via Bastioni Settentrionali e dalla Barriera Marina.
Eppure, nonostante la loro importanza storica, è sotto gli occhi di tutti, lo stato di degrado e abbandono delle superstiti Mura “federiciane” di Via Bastioni Settentrionali, che nel tratto verso Corso Giovanni XXIII sono state addirittura demolite della parte chiamata la “battagliera”, cioè lo spazio occupato dai difensori, da Amministrazioni Comunali culturamente “ignoranti” per creare posti auto, mentre nel tratto verso Porta Galliana sono rovinate dai crolli, dai rovi, dall’incuria, da osceni rattoppi.
Sulla cima delle Mura non vi sono più i merli, molti caduti per i terremoti, sostituiti nel Seicento e Settecento da un cordolo con blocchi di pietra calcare di San Marino, che si trova in una condizione di precaria stabilità come i mattoni e sassi della parte inferiore delle mura.
Per questo, nel contesto dei lavori per la valorizzazione di Porta Galliana, ho chiesto con una interrogazione consigliare:
1) Il consolidamento e restauro delle contigue Mura “federiciane” di Via Bastioni Settentrionali;
2) una minima fascia di rispetto a verde per le suddette Mura, assediate dai parcheggi di auto e moto;
3) la sostituzione dei banali pali della illuminazione pubblica “ modello circonvallazione “ con lampioni adeguati alla storicità del luogo;
4) la pavimentazione di Via Bastioni Settentrionali in “armonia ” con le antiche Mura della città, al posto dell’asfalto;
5) l’eliminazione della dismessa centrale elettrica di Via Bastioni Settentrionali per migliorare l’immagine della strada e dell’ambiente circostante.
Le ragioni della nostra proposta, avanzata nel 2010 e 2015, di spostare il Mercato ambulante nell�(TM)area del Settebello-Ferrovieri.
29.03.2018
Il trasferimento del mercato ambulante attuato dalla Amministrazione Comunale nell’ottobre 2015 da Piazza Malatesta in Piazza Tre Martiri, Corso d’Augusto, Via IV Novembre Via Dante, Via Castelfidardo e sui parcheggi Gramsci, Santa Rita, Padane ha confermato sotto gli occhi di tutti le previste criticità :
1) La frantumazione e dispersione del mercato ambulante con un allungamento ad “intermittenza” della distribuzione dei 430 banchi dall’Arco di Augusto alle Ex Padane ha penalizzato il lavoro del 70% dei venditori ambulanti, soprattutto nelle zone Gramsci, Santa Rita, ex Padane, con conseguenze sulla sopravvivenza delle loro attività;
2) L’eliminazione di tre importanti parcheggi ( Gramsci, Santa Rita, ex Padane) nei giorni di mercoledì e sabato dalle prime ore del mattino fino all’inizio del pomeriggio, comporta la diminuzione di circa 500 posti auto e intasa la viabilità circostante, rendendo più difficile l’accesso al Centro Storico;
3) La collocazione dei banchi davanti alle abitazioni di Via Dante ( tra cui di alcuni medici), all’Hotel Cardellini, preclude ai residenti e ai clienti dell’albergo l’agibilità dei passi carrai e l’uso dell’auto;
4) E’ ridotta o condizionata l’accessibilità ai bambini dell’Asilo Svizzero, e agli studenti della Scuola Media Panzini e del Liceo Classico in Via Tonini;
5) I “banchi” in Corso d’Augusto, Via IV Novembre, Via Dante, Via Castelfidardo “impattano” sulle vetrine dei negozi, e l’occupazione di Piazza Tre Martiri ne impedisce la fruibilità e le manifestazioni di pubblico interesse;
6) I “banchi” difronte all’Arco di Augusto, di fianco al Tempio Malatestiano, nell’area archeologica dell’Anfiteatro romano, davanti alle Mura romane e medievali, dimostrano il poco rispetto verso i nostri Beni Culturali e monumentali.
Per questo, in Consiglio Comunale, con una interrogazione trasformata in mozione, ho chiesto alla Amministrazione Comunale di “rivedere” la scelta adottata nel 2015.
Recuperando la nostra proposta avanzata nel 2010 (quale candidato a Sindaco) e nel 2015 ( a differenza degli altri Consiglieri della minoranza ) di “ spostare il mercato ambulante nella vasta area del Settebello –Campo dei Ferrovieri “ per le seguenti ragioni: .
1) L’ area “Settebello –Ferrovieri, di circa 30.000 mq., consente una riqualificazione complessiva, recupera la coesione e l’unità del mercato ambulante, non riduce il Centro Storico ad un caotico“bazar”, migliora l’immagine e l’accessibilità, è baricentrica e di collegamento tra il Centro Storico e la Marina Centro;
2) La suddetta area può essere attrezzata con tutti i servizi necessari per il mercato ambulante e poi utilizzata come un grande parcheggio di oltre 1.000 posti auto al servizio del Centro Storico e della Marina Centro;
3) la disponibilità di questa area, oggi in concessione da RFI al Dopolavoro Ferroviario, è fattibile fin da ora, senza attendere i tempi lunghi delle trattative tra Amministrazione Comunale e Ferrovie dello Stato .