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Basta con gli annunci: i parcheggi “Scarpetti” e “Area Fox” quando saranno realizzati? Sono urgenti per la sopravvivenza dei negozi e del Centro Storico!
   

 21.11.2020

Con i lavori di riqualificazione attorno a Castelsismondo e in Piazza Malatesta, sono diminuiti 450 posti auto (-280 Piazza Malatesta, -80 Rocca, -90 Campone).

La Convenzione stipulata il 26/05/2011 tra il Comune di Rimini e la Società Parking Gest Srl, prevedeva la realizzazione, con la procedura del Project Financing su aree di proprietà comunale, di un parcheggio nell’area di Via Italo Flori e di un parcheggio multipiano nell’area Scarpetti.

Il Parcheggio “Italo Flori” è stato inaugurato nel febbraio 2014 con 254 posti a rotazione (+72 rispetto ai precedenti 173).

Mentre, il parcheggio multipiano “Scarpetti” (comprendente piano terra e primo piano), con 433 posti auto (+146 rispetto ai 287 esistenti), dopo ormai 10 anni dall’approvazione, non è ancora stato realizzato.

Neppure con la nostra interrogazione consigliare al Sindaco di giovedì,  abbiamo ricevuto risposta in merito a quali siano le ragioni che hanno impedito la sua realizzazione, quando inizieranno i lavori e quando il nuovo Parcheggio Scarpetti sarà finalmente disponibile, al di là dei ripetuti annunci dell’Amministrazione Comunale.

Così come, non è stata fatta luce sull’iter amministrativo del progetto di riqualificazione dell’area “Fox”, tra la Circonvallazione Meridionale e Via Bramante. Il progetto, approvato nel 2018, prevede la realizzazione di un parcheggio pluripiano (piano interrato e due piani superiori) di uso pubblico con circa 300 posti auto, a ridosso del Centro Storico, rispetto agli attuali 54 posti auto su area comunale.

Anche per il Parcheggio dell’area “Fox”, siamo rimasti senza risposte, riguardo a quando potranno iniziare i lavori e quando sarà a disposizione per consentire un altro importante ingresso al centro Storico.

Proprio per la necessità di garantire adeguata accessibilità al Centro Storico e consentire la sopravvivenza delle attività economiche, abbiamo ri-chiesto all’Amministrazione Comunale l’aggiornamento del Piano della Sosta, essendo trascorsi 11 anni dall’ultima approvazione del 2009!

I provvedimenti sui parcheggi sono divenuti tanto più urgenti dinnanzi alle difficoltà contingenti, conseguenti la pandemia Covid19, la concorrenza e-commerce e dei centri commerciali.  

Basta con gli annunci: chiediamo all’Amministrazione Comunale risposte concrete, il rischio è la desertificazione commerciale, l’impoverimento dei servizi, la perdita d’identità della nostra città, scongiuriamo il rischio di un Centro Storico fantasma!


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Spostata l’installazione dell’antennone da Via Baroni. Una bella battaglia!
   

 14.11.2020

La Giunta Comunale ha spostato l’installazione dell’antenna di telefonia mobile, precedentemente prevista in Via Baroni a Viserba, in una zona lontana dagli insediamenti abitati.

Ricordiamo che tale antenna, alta 30 metri, era stata precedentemente autorizzata nel mezzo di un centro residenziale con 100 palazzine e 500 abitanti, a una decina di metri dalle finestre e dai balconi di un condominio, vicino ad un Asilo e a un Centro Anziani.

Ci sono volute, la mobilitazione in strada degli abitanti di Via Baroni che hanno “impedito” il montaggio dell’antennone, la protesta in Piazza Cavour, sotto le finestre del Sindaco, le ragioni documentate dal Comitato di Viserba, le nostre ripetute interrogazioni in Consiglio Comunale, per “convincere” l’Amministrazione Comunale e il Gestore della Telefonia Mobile a “fare marcia indietro”.  

E’ stata una bella battaglia popolare, a cui ho partecipato con determinazione e responsabilità, nelle proteste in piazza e con gli interventi in Consiglio Comunale, in difesa dell’interesse generale dei cittadini.

L’Amministrazione Comunale, dopo aver assecondato con superficialità le logiche burocratiche, ha dovuto recepire la salvaguardia della salute pubblica e dell’impatto visivo-ambientale.  

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La mia proposta di un BONUS SPESA con DETRAZIONE FISCALE di 500 euro per la sopravvivenza dei negozi.
   

 14.11.2020

La pandemia Covid 129 aggrava le difficoltà del commercio al dettaglio, evidenziate dalla continua chiusura dei negozi.

Oltre al lockdown imposto a Marzo e Aprile e agli effetti della pandemia sui consumatori, i negozi devono sostenere gli affitti, le tasse, l’Iva, la Tari, le spese per il personale, la concorrenza del commercio elettronico, e dei Centri Commerciali.

Le conseguenze della chiusura dei negozi sono la desertificazione, l’impoverimento commerciale e la perdita di identità della nostra città.

Il Comune deve sostenere i nostri negozi, soprattutto in questo periodo di pandemia, che produce l’azzeramento degli incassi e il rischio di chiusura definitiva delle attività.

Occorrono provvedimenti legislativi urgenti, mirati ad aumentare le vendite, per difendere il reddito e i posti di lavoro.

E’ possibile incentivare gli acquisti nei negozi con la detrazione fiscale, per renderli più convenienti rispetto agli acquisti on line, ( es. su Amazon) o nei Centri Commerciali della RSM.

Per questo, ho chiesto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, che il Sindaco, proponga urgentemente, tramite l’ANCI, al Governo, l’Istituzione di BONUS SPESA Natale 2020 e Gennaio 2021, con il beneficio della DETRAZIONE FISCALE di 500 euro per ciascuno esercizio, al fine di incentivare gli acquisti nei negozi di vicinato in Italia.

Le spese per acquisti nei negozi, sostenute nei mesi di Dicembre 2020 e Gennaio 2021, documentate con scontrini/fatture, potranno essere detratte dal contribuente, con reddito ISEE fino a 40.000 euro, nella Dichiarazione dei redditi, al fine di diminuire l’imposta IRPEF dovuta.

E’ una operazione virtuosa da tutti i punti di vista: incentiva il potere di acquisto dei consumatori, agevola l’incremento delle vendite nei negozi al dettaglio, con un rapporto fiscale trasparente.

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Le responsabilità nell’emergenza sanitaria e l’incapacità di decongestionare i nostri Ospedali.
   

 9.11.2020

Dinnanzi alla seconda ondata dei contagi Covid 19, gli Ospedali della Provincia di Rimini, sono di nuovo congestionati e a rischio di saturazione con l’aumento continuo dei pazienti ricoverati e in terapia intensiva .

L’Ausl ha sprecato mesi preziosi, dall’esperienza vissuta a Marzo e Aprile,  senza prepararsi al ritorno della pandemia.

Ha aspettato la seconda ondata COVID, per approvare e compiere i lavori di riorganizzazione dei “percorsi protetti” nei Pronto Soccorso di Rimini, Riccione, Novafeltria, e creare nuovi posti e impianti di terapia sub-intensiva.

Nel corso della nuova emergenza l’AUSL ha riconvertito i “reparti” dell’Ospedale di Infermi di Rimini (Medicina 1 e la Chirurgia del Padiglione Flaminio) e dell’Ospedale Ceccarini di Riccione in aree Covid, spostando il personale senza una specifica formazione, a scapito delle cure e visite specialistiche di altri ammalati che sono la maggioranza

Continuano le lunghe “file” di auto al “drive”  dell’Ospedale, per l’esecuzione dei  “tamponi” e ritardano i “risultati” per la concentrazione delle analisi nel Laboratorio Unico di Pievesistina a Cesena.  

Per evitare il collasso degli Ospedali, non è stata potenziata l’assistenza domiciliare, che è rimasta quella dei mesi scorsi, nonostante la propaganda del Presidente della Regione, Bonaccini, che aveva sbandierato l’obiettivo del 10% !     

Eppure, molti ricoveri in Ospedale potrebbero essere evitati con l’utilizzo delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), varate con il Decreto Cura Italia, già il 17 marzo scorso.

Le USCA, attivate dai medici di medicina generale, intervengono   rapidamente sui sospetti o contagiati dal Covid 19, per eseguire il tampone, l’ecografia polmonare, misurare l’ossigenazione, consegnare i farmaci, controllare l’andamento della cura.

La tempestività dell’intervento consente di accertare il contagio del virus, e di somministrare precocemente la cura al paziente, consentendogli di frenare l’infiammazione polmonare e di beneficiare a casa di una maggiore tranquillità psicologica.

Con riferimento alla nostra interrogazione di giovedi scorso, le USCA operanti nel territorio della Provincia di Rimini sono solo 9, costituite da 1 medico, supportato nella preparazione da un infermiere e da un operatore socio sanitario.

Il numero per essere considerato “sufficiente”, dovrebbe essere “modulato” in base alle richieste di intervento dei medici di medicina generale.

Purtroppo, risulterebbero solo una ventina le visite giornaliere effettuate attualmente dalle Usca. .  

L’impiego delle Usca e la cura del virus a casa, secondo le esperienze in altre città, è compatibile nel 95% dei casi,  in particolare per gli anziani.  

Le Usca sono centrali nella cura Covid e non richiedono una tecnologia costosa, come il ricorso alle terapie intensive.

I malati di Covid si possono curare a casa, l’ospedale rimane l’estrema “ratio”.

Con adeguata programmazione e organizzazione, a seguito dell’esperienza vissuta a primavera, poteva essere evitato l’attuale congestionamento degli Ospedali, che pone in serie difficoltà la diagnostica e la cura di altre patologie.

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Ho proposto il trasferimento della Sede unica degli Uffici del Comune nell’immobile abbandonato della “Nuova Questura” in Via Ugo Bassi.
   

 26.10.2020

Nel Consiglio Comunale di Giovedi scorso, i Consiglieri Comunali della maggioranza Gnassi hanno approvato con il loro silenzio “tombale” il Documento Unico di Programmazione (DUP) dell’Amministrazione Comunale e “respinto” i miei emendamenti (8) senza alcuna motivazione.

Nonostante l’arroganza del potere voglia eliminare ogni corretto e proficuo confronto sul merito dei problemi, continuo a proporre soluzioni nell’interesse città.  

1°Proposta di Emendamento: trasferimento della Sede Unica degli Uffici del Comune,prevista nell’area della Stazione Ferroviaria, all’immobile abbandonato e inutilizzato della Nuova Questura.

La previsione attuale della costruzione della Sede Unica degli Uffici Comunali, con una superficie complessiva di 15.000 mq, sul ristretto sedime, all’angolo tra la Via Dante e la Via Roma, che dovrebbe ospitare 1.000 impiegati e consentire l’accesso ai cittadini, è incompatibile per il carico edilizio e il congestionamento della mobilità.

La mia proposta è di trasferire la Sede Unica degli Uffici Comunali nel complesso immobiliare di Via Ugo Bassi, destinato in origine a sede della Nuova Questura, (che si trasferirà in Piazzale Bornaccini), inutilizzato e abbandonato al degrado dal 2003, con una superficie di mq. 23.000 e un ampio parcheggio esterno per l’accessibilità.

Per l’acquisto dell’immobile, nella procedura fallimentare, il Comune di Rimini vanta un credito di 7 milioni di euro, mentre per le spese di ristrutturazione il Comune può ricorrere ad un mutuo da rimborsare con i 2 milioni di euro, risparmiati ogni anno negli affitti.

Inoltre, il Comune risparmierebbe i costi di costruzione dell’edificio nell’area della Stazione Ferroviaria e recupererebbe un immobile e un’area strategica dall’attuale situazione di degrado e abbandono.

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Prosegue lo snaturamento culturale e identitario di Piazza Malatesta!
   

10.10.2020

Il Sindaco Gnassi e la sua maggioranza consigliare hanno votato contro la mia Mozione “Riscopriamo e valorizziamo la storia millenaria di Piazza Malatesta”.

Non hanno considerato la realizzazione della fontana di 1.000 mq lungo il perimetro del “fossato” di Castel Sismondo e il vano tecnico sottostante, interrato a 4 metri di profondità, strutture permanenti, invasive, incompatibili nell’area tutelata.

Invece di riscoprire il fossato, liberandolo dagli interramenti, come auspicato per decenni anche dai Piani Regolatori e dal Piano Strategico, si costruisce incredibilmente sul “fossato”, tra le mura difensive del Castello!   

Non sono rispettati il Vincolo Archeologico del 29/10/1991 sull’area di Castel Sismondo comprendente il “fossato”, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo e il Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 2015, su tutta la Piazza Malatesta, per assicurare la visibilità del Castello.

Neppure è stata presentata la soluzione progettuale, prevista dalla Soprintendenza, per valorizzare le strutture archeologiche emerse, quali la “controscarpa del fossato” e i “battiponte” di accesso al Castello.

Nessun interesse per Piazza Malatesta-area archeologica, anche se a pochi metri di distanza, sotto la platea del Teatro Poletti, i reperti archeologici rinvenuti, documentino la storia di Rimini, dalla nascita della città (220 A.C.), passando per il periodo romano, medievale, i Malatesta, fino all’Ottocento.

ll Progetto “Museo Fellini” va avanti, senza remore, con lo snaturamento culturale e identitario di Piazza Malatesta che, dopo le trasformazioni, potrebbe anche chiamarsi “Piazza  Fellini”.  

Un progetto Iniziato con Castel Sismondo “ridotto”, a “contenitore” del Museo Fellini, e le sale rinascimentali allestite a set felliniani; dalla Cineteca Fellini del “Fulgor” si espande alla Piazza Malatesta, che diventa la Piazza delle “ambientazioni felliniane”: le scene rurali della campagna, la fontana con una lama d’acqua per evocare il passaggio del Rex, l’arena cinematografica di 8 e 1/2 con “l’americana” impattante sullo sfondo.

Per il Sindaco Gnassi è più “importante” il “Museo Fellini” con il “Circ Amarcord” che Sigismondo Malatesta con il Castello, progettato dal Brunelleschi, e i protagonisti del Rinascimento italiano, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Agostino di Duccio, Matteo de Pasti che, con il Signore di Rimini, realizzarono il capolavoro del Tempio Malatestiano.

Una scelta “strumentale”, uno snaturamento culturale, invece di valorizzare la storia identitaria di Piazza Malatesta, specifica della nostra Città.

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Riscopriamo e valorizziamo la storia Millenaria di Piazza Malatesta.
   

 8.10.2020

Dopo le due interrogazioni consigliari, ho presentato la Mozione “Riscopriamo e valorizziamo la storia millenaria di Piazza Malatesta”, iscritta al primo punto del Consiglio Comunale tematico di domani, giovedì 8/10/2020.

Premesso che, il Progetto del Museo Fellini in Piazza Malatesta, tra il Castello e il Teatro, prevede :

1)     La realizzazione di un’ampia fontana, di circa 1.000 mq, lungo il perimetro del “fossato” di Castel Sismondo, con una lama d’acqua e vaporizzatori per evocare atmosfere felliniane, come il “passaggio del Rex”;

2)    Il vano tecnico della fontana, collocato ad una profondità di 4 metri nell’area del “fossato”.  

che, nella stessa area tra il Castello e il Teatro, gli scavi in corso hanno fatto emergere l’”antemurale” o “controscarpa” del “fossato”, la prima linea di mura difensive, e i “battiponte” di accesso a a Castel Sismondo, come annunciato con la prima interrogazione consigliare del 16 Luglio scorso, dinnanzi al silenzio della Amministrazione Comunale;

che, la Soprintendenza, in base al sondaggio eseguito, ha confermato, nella nota al Comune del 19.6.2020, la presenza di “strutture archeologiche”, in corrispondenza del vano tecnico della fontana nel  “fossato”, come evidenziato nella seconda interrogazione consigliare del 24 Settembre scorso;   

che, sempre la Soprintendenza, ha ritenuto, oltre tre mesi fa, necessario ampliare e approfondire l’indagine archeologica per individuare una soluzione progettuale che possa tutelare e conservare le strutture archeologiche individuate;

ricordato, il Vincolo Archeologico del 29.10.1991 sull’area della Rocca Malatestiana comprendente il “fossato”, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo;  il Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 2015 su tutta Piazza Malatesta, per assicurare la visibilità del Castello;  il Piano Strutturale Comunale per cui le nuove superfici, gli arredi e più in generale il disegno della Piazza deve tenere in considerazione le risultanze delle indagini archeologiche;

la Mozione impegna il Sindaco

1)    A rendere pubblico l’esito dell’ampliamento e approfondimento dell’indagine archeologica richiesta dalla Soprintendenza;

2)    A considerare oggettivamente la fontana di 1.000 mq. lungo il perimetro del fossato e il vano tecnico sottostante, interrato a 4 metri di profondità, strutture permanenti, invasive, incompatibili nell’area tutelata del Castello e del “fossato”, non certo opere “leggere e amovibili”;

3)    Ad elaborare la soluzione progettuale per recuperare e valorizzare le strutture archeologiche emerse, quali: “l’antemurale” o  “controscarpa” del “fossato”, i “battiponte” di accesso al Castello e quelle che stanno venendo alla luce in tutta la piazza, (come avvenne nel 1989 con la scoperta della Domus del Chirurgo durante i lavori di ripavimentazione del Giardino Ferrari);  


4)    Ad operare la revisione radicale del progetto esecutivo “Museo Fellini-Piazza Malatesta”, riscoprendo di più e valorizzando la storia millenaria di Piazza Malatesta, quale naturale area archeologica compresa tra il Castello, il Teatro e la ex Cattedrale di Santa Colomba;  

5)    A non ricoprire tutto quanto rinvenuto, per realizzare velocemente la Piazza delle “ambientazioni felliniane”, incompatibili con la valorizzazione del patrimonio storico, in particolare di Castel Sismondo, progettato dal Brunelleschi, e non necessarie dopo la Cineteca di Fellini al Fulgor e la “riduzione” anche di Castel Sismondo a “contenitore“ del Museo Fellini.

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Case popolari: i nomadi in fila come le famiglie riminesi in difficoltà!
   

6.10.2020

Per la chiusura del campo nomadi illegale di Via Islanda, la Giunta Comunale aveva approvato il 29/5/2018 l’individuazione di cinque “ microaree” comunali (in Via Montepulciano, Via Cupa, Via Feleto, Via Della Lontra, Via Orsoleto), per l’insediamento di 6 nuclei famigliari Sinti (un totale di 32 persone).

Ricordo:

1.    le proteste dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e il degrado delle aree vicino alle loro case;

2.    la spesa pubblica prevista per l’operazione era di circa 400.000 euro (per  l’acquisto di 12 casette -2 per nucleo- e l’urbanizzazione delle aree con luce, acqua, gas, recinzioni, ecc.);

3.    i miei ripetuti interventi (3 interrogazioni, 1 mozione, 1 Odg) per chiedere il ritiro della Delibera che prevedeva trattamenti preferenziali ai nomadi;    

4.    i 500 milioni di lire spesi nel 2000 per la chiusura del vicino Campo Nomadi di Via Portogallo con il versamento di 22 milioni di lire ad ognuna delle 23 famiglie di “rom” per lasciare il campo;

5.    le spese sostenute nei decenni nei Campi di Via Islanda e Via Portogallo per pagare acqua, luce, rifiuti, volontariato, assistenti sociali, personale del Comune ecc.

Ora, secondo le dichiarazioni pubbliche del capogruppo di  “Patto Civico  con Gnassi”, l’Amministrazione Comunale ha cambiato idea sulle “microaree” e chiesto all’ACER  (Azienda Casa Emilia-Romagna) la sistemazione dei nuclei Sinti negli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica per favorire la loro integrazione.  

Sottolineo, che l’accesso all’edilizia popolare (ERP) è determinato da un Regolamento che definisce la graduatoria in base alle condizioni  famigliari, di reddito, di residenza:

ci sono già 1700 famiglie in lista di attesa con una disponibilità di 40-50 alloggi all’anno, mentre il ricorso agli Alloggi di Emergenza Abitativa reperiti dai privati ad un canone medio di 500 euro mensili, è solo straordinario e momentaneo.

Quindi, i nuclei  Sinti si devono mettere in fila nella graduatoria, come le molte famiglie riminesi in difficoltà, senza corsie preferenziali, e poiché dicono di essere riminesi, dovrebbero conoscere e rispettare le regole della convivenza se vogliono integrarsi: lavorando, pagando le tasse e mandando i figli a scuola.

Chiedo alla Giunta Comunale di voltare pagina: Il campo nomadi abusivo e degradato di Via Islanda rappresenta il fallimento del permissivismo, dell’assistenzialismo, da parte delle Amministrazioni Comunali, e della irresponsabilità dei nomadi.  

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Chieste le modifiche alla nuova rotatoria di Viale Valturio -Via Marecchiese per eliminare le nuove lunghe deviazioni agli abitanti di Via De’ Suriani.
   

 2.10,2020

Con la realizzazione della nuova rotatoria di Viale Valturio-Via Marecchiese si è eliminata, come richiesto, la deviazione su Viale Valturio  per i veicoli provenienti da Via Montefeltro e diretti sulla Via Marecchiese, ma si sono create nuove lunghe deviazioni, eliminando  l’immissione diretta su via De’ Suriani, ai veicoli provenienti da Viale Valturio.

Infatti, i veicoli provenienti da Viale Valturio, diretti in Via De’ Suriani, devono immettersi su Via Marecchiese fino alla rotonda Caduti di Marzabotto, da aggirare e ripercorrere in senso inverso, fino alla svolta su Via De’ Suriani.  

In alternativa, devono aggirare la nuova rotonda, verso Via Montefeltro, svoltare in Via Bilancioni, poi, via Di Mezzo, fino a Via Caduti di Marzabotto, o alle vie laterali per raggiungere Via Marecchiese e infine Via De Suriani.

Risultato: i residenti in Via De’ Suriani, una strada già senza via d’uscita, con la realizzazione della rotatoria, hanno visto peggiorata l’accessibilità alle loro abitazioni con nuove lunghe deviazioni.

Invece, bastava considerare :    

a)    che i veicoli provenienti da Viale Valturio, aggirando la rotatoria verso via Montefeltro-Borgo Mazzini, comportano la “fermata temporanea”  dei veicoli da Via Marecchiese;

b)    che la “ sola uscita “ consentita dei veicoli da Via De Suriani, comporta la stessa “fermata temporanea”  dei veicoli da Via Marecchiese;

e adottare la soluzione analoga:    

c)    consentire ai veicoli che percorrono Viale Valturio verso monte, l’immissione diretta su Via De’ Suriani, comportando la stessa ”fermata temporanea” ai veicoli provenienti da Via Marecchiese.

Ho chiesto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, il ”ripensamento” della Amministrazione Comunale sulla realizzazione della rotatoria, per eliminare le nuove deviazioni, i disagi creati ai cittadini di via De’ Suriani, e per migliorare anche la fluidificazione del traffico, in particolare sulla Via Marecchiese.

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L’ordinanza “temporanea e limitata” del Sindaco per contrastare il consumo dell’alcol sul suolo pubblico è un provvedimento insufficiente.
   

 19.9.2020

L’ordinanza del Sindaco per contrastare il consumo di alcol sul suolo pubblico, temporaneamente, dal   10 ottobre al 31 maggio e limitatamente ad un perimetro del Centro Storico, è un provvedimento  insufficiente.

Il contrasto al consumo dell’alcol sul suolo pubblico non può ridursi ad alcuni mesi dell’anno,  né può essere circoscritto all’interno di una parte del Centro Storico, delimitata da alcune vie, trascurando il restante territorio comunale.

Bisogna contrastare “sempre e ovunque” il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico,  di vie, piazze, marciapiedi, aree mercatali, parcheggi, aree verdi, nei pressi di supermercati o minimarket che vendono tali bevande.

Le occupazioni del suolo pubblico da parte di persone con il bicchiere o le   bottiglie in mano che bivaccano, nuociono al decoro e alla vivibilità urbana: creano disagi ai cittadini, causano problemi di ordine pubblico e sicurezza, disturbo della quiete, danneggiamenti, imbrattamenti e l’abbandono a terra dei contenitori di vetro, latta o plastica.

Mentre in diversi luoghi pubblici della città  avviene tutto ciò, il vigente Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini, all’art.3, si limita a vietare solo il consumo dei superalcolici (oltre 21 gradi) sul suolo pubblico, consentendo le altre bevande alcoliche.   

Per questo, oltre 2 anni fa,  ho presentato,  il 24.5.2018, la Mozione consigliare di modifica al Regolamento di Polizia Urbana, discussa in Commissione il 12.9.2018, che attualmente vieta solo il consumo dei superalcolici (oltre i 21 gradi), con i seguenti emendamenti :

1)    E’ vietato consumare bevande di qualsiasi gradazione alcolica sul suolo pubblico, se non nelle pertinenze di bar, locali, luoghi di somministrazione, o aree pubbliche autorizzate da parte della Amministrazione Comunale (Sanzione da euro 100 a euro 600);

2)    Il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico potrà essere autorizzato, in deroga, solo in occasione di iniziative e manifestazioni particolari di interesse collettivo, individuate dalla Giunta Comunale, sempre nel rispetto della vivibilità degli spazi pubblici e del consumo responsabile.

Invece di ricorrere per la terza volta a “Ordinanze temporanee e limitate”, che non possono essere definite “contingibili e urgenti”, dinnanzi a situazioni persistenti; è necessario, modificare “coerentemente” il Regolamento di Polizia Urbana per vietare nell’intero Comune di Rimini il consumo delle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico, che è Regola adottata nei paesi del Nord Europa e sempre più nelle città italiane.

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