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Le responsabilità dell’Amministrazione Comunale: cantieri sul lungomare di Rimini Nord, incompatibili con la stagione balneare.
   

 27.6.2020

Quest’estate, la stagione balneare a Rimini nord, è compromessa non solo dal “Corona Virus”, ma anche dai quattro “cantieri” per la riqualificazione dei Lungomari di Rivabella, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera, avviati in ritardo dall’Amministrazione Comunale il 23 Gennaio scorso.   

La “fine lavori” era prevista a fine giugno 2020, per i tratti di Via Polazzi-Via Roma a Viserba, Via Tolemaide-Via Tolmetta a Torre Pedrera, Via Adige-Via Astico a Rivabella, con la conclusione di tutti gli interventi entro novembre 2020.

Anche l’ampliamento dell’asse viario Mazzini, Caprara, Serpieri e Domeniconi, adiacente la Ferrovia, doveva concludersi entro l’inizio dell’estate Giugno 2020.

Lo stato attuale dei lavori, nonostante 5 mesi di meteo favorevole, smentisce le previsioni della Amministrazione Comunale, evidenziando tempi di esecuzione delle opere che rendono impraticabili i singoli tratti di lungomare nel centro di Viserba, Torre Pedrera, Rivabella.

1)    I marciapiedi, per oltre la metà della lunghezza e superficie non sono ancora stati pavimentati;

2)    I lampioni dell’illuminazione non sono stati installati;

3)    Gli alberi e il verde delle aiuole non sono stati piantumati;

4)     Il cantiere di Viale Roma a Viserba per il rifacimento della sede stradale, atteso da 20 anni, è stato avviato a fine Giugno;

5)    L’ampliamento dell’asse viario adiacente alla Ferrovia è da completare su Via Mazzini, proprio nel tratto a monte di Viserba;

6)    Il cantiere sul Lungomare di Torre Pedrera, la notte è avvolto nel buio, con pericoli per la sicurezza;

7)    I cantieri, in particolare quello nel centro di Viserba, rendono inaccessibili i lungomari, non solo con le transenne, anche con l’impatto di polveri, rumori, causando una situazione caotica, poco rispettosa delle attività circostanti (alberghi, negozi, pubblici esercizi) che protestano, la conseguenza è che i pochi turisti fuggono.

Dubitiamo che tutto sia ultimato fra due settimane, a metà luglio, come ha risposto l’Ass.ai Lavori Pubblici alla nostra interrogazione consigliare di giovedì scorso.

Come sono rimaste senza risposta, le nostre criticità sollevate relativamente alle dimensioni ristrette dei marciapiedi, che misurano appena un metro e mezzo a Viserba e Rivabella, a scapito di una pista ciclabile di 2,5 metri, con i pedoni costretti a procedere in “fila indiana”.

La “pedonalizzazione dei lungomari” di Viserba e Rivabella, era  l’obiettivo principale della riqualificazione, ma alla fine, è stata penalizzata dagli attraversamenti ciclabili.

Gli annunci dell’Amministrazione Comunale sulla “fine lavori”, si confermano azzardati ed incoerenti: i cantieri sul lungomare, “sono attualmente in corso”, incompatibili più che mai con la stagione balneare, con conseguenti danni alle attività economiche.

Sarebbe stata necessaria, una prudente programmazione, con cantieri avviati al termine della scorsa l’estate e la chiusura prima di Pasqua, per promuovere l’immagine e l’accoglienza della nostra riviera.
                                                       

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Contro l’oscena trasformazione della “rotonda del Grand Hotel” in un parcheggio di auto e moto.
   

 20.6.2020

La realizzazione in corso del tratto 1 del Parco del Mare, procede di male in peggio.

Per sopperire all’eliminazione dei posti auto sul lungomare è stata approvata la realizzazione di un’area di sosta “a raso”, “temporanea” sul sedime dell’attuale “rotonda del Grand Hotel”.

Secondo quanto descritto nella Delibera di Giunta, “adeguamento Rotatoria Fellini”, approvata il 18.12.2019, si tratta:

“di rendere carrabile tutta l’area dell’attuale rotatoria, pavimentando l’area a verde al centro con materiali permeabili e mantenendo le pavimentazioni dei marciapiedi, della ciclabile e della carreggiata.

I posti auto saranno organizzati in anelli concentrici, che consentono l’inserimento negli anelli più piccoli, di stalli per motocicli.

In sintesi, su una superficie di 8.945 mq. si prevede possano essere realizzati 230 posti auto e 350 posti per motocicli.

Trattandosi di intervento a carattere temporaneo si ritiene che l’art.36 del Regolamento del Verde Pubblico possa essere derogato.

Il costo per la realizzazione dei lavori ammonta ad euro 200.000.“

Sin da subito ho ribadito con fermezza, nel Consiglio Comunale del 16 aprile scorso, in occasione della variazione al bilancio 2020, per il completamento dei tratti 1,2,3 del lungomare, che la suddetta soluzione era oscena per l’impatto ambientale, in un luogo con vincoli paesaggistici.  

A seguito della mia contestazione consigliare, la Giunta Comunale, 5 giorni dopo, il 21 Aprile 2020, ha approvato una nuova Delibera, in sostituzione della precedente del 18.12.2019, che recita testualmente:

“Verrà mantenuta carrabile tutta l’area dell’attuale rotatoria mantenendo gli stalli esistenti ed aumentadone il numero da 70 a 135 (65 posti auto aggiuntivi).

I posti auto saranno organizzati in parte in linea ed in parte inclinati a 60° lungo l’anello interno della rotatoria.

La realizzazione del parcheggio avverrà unicamente attraverso la cancellazione e il ridisegno di nuova segnaletica orizzontale e l’apposizione di nuova segnaletica verticale, solo ove necessaria.

Il costo totale dell’opera, si riduce da 200.000 a 100.000 euro.”

Ritengo che tale spesa, sia comunque eccessiva, tra vernice e pali, per indicare 65 posti auto aggiuntivi.   

Rimane inaccettabile, la trasformazione della rotonda del Gran Hotel in un parcheggio che snatura l’immagine della cartolina di Rimini, senza rispetto per la storia del luogo, della Rimini balneare, del Kursaal con i giardini, con un destino che non va oltre il parcheggio a raso o interrato.

L’intervento sul Parco Fellini si è risolto semplicemente con la minimale potatura degli alberi, senza dar seguito all’opportuna rimozione dell’area asfaltata ed  a una riqualificazione complessiva.

Il programma dell’Amministrazione Comunale del Sindaco Gnassi prevede nel Piazzale Fellini un parcheggio interrato di 300 posti auto con una spesa di 8.000.000 di euro.

Una spesa esorbitante, che poteva essere contenuta con la realizzazione contestuale dei parcheggi sottostanti il tratto 1 del lungomare, invece di sostenere i costi di decine di migliaia di metri cubi di terra per rialzare la quota del lungomare.

Inoltre, la Determina Dirigenziale del 12/12/2019 pubblicizzata sul cantiere (comprendente la “segnaletica Lungomare Tintori e strade di accesso“), è completamente reticente sulla realizzazione del parcheggio sull’area verde (ex Sangiovesa)  adiacente via Paolo e Francesca e sulla eliminazione di due fasce di verde a destra e sinistra di via a Vitelloni: serve trasparenza!

Anche su questo attendo risposta alla ultima interrogazione Consigliare di giovedi scorso..

L’Amministrazione Comunale improvvisa e continua con la realizzazione di parcheggi temporanei, addirittura sopra le aree verdi, in fregio al lungomare; il tutto in netta contraddizione con il tanto sbandierato principio del Parco del Mare: liberare il waterfront dalla presenza della viabilità carrabile!

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Finalmente demolito l’ex Kebab, “sanificati” i Giardini della Stazione.
   

 13.6.2020

Ci sono voluti 10 anni di richieste, di ripetute interrogazioni consigliari al Sindaco, ma ieri finalmente è arrivata la demolizione dell’ex “KEBAB”, un’operazione che, da subito, migliora la “visuale” dell’area e contribuisce alla riqualificazione e alla “sanificazione” dei Giardini della Stazione.  

Il “Kebab”, per oltre un decennio, è stato, soprattutto di notte, “rifugio” di extra-comunitari, spacciatori di droga, malavitosi, ha rappresentato un problema di ordine pubblico, di insicurezza, di igiene pubblica, di degrado, per cittadini e turisti, una brutta immagine per la città a 50 metri dall’ingresso della Stazione.

Ricordo che il suddetto locale era stato costruito abusivamente negli anni ’60, su un’area delle Ferrovie dello Stato e del Comune; l’unica concessione edilizia era stata rilasciata nel 1948 per l’installazione di un chiosco “frutta”, in posizione totalmente diversa, antistante l’entrata della Stazione Ferroviaria.

Le Ferrovie dello Stato hanno revocato il 13.2.2017 la concessione al gestore con scadenza al 30.6.2018 per inadempienze contrattuali e il Comune di Rimini ha revocato il 17.7.2017 l’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande, per abusi edilizi.

Il ricorso della proprietaria del locale per l’annullamento dei provvedimenti emessi dal Comune è stato respinto dal TAR dell’Emilia Romagna il 31.5.2018.

Alla luce delle irregolarità edilizie e soprattutto per eliminare la situazione di illegalità, avevo sollecitato il Sindaco, con tre interrogazioni consigliari tra il 2018 e il 2019,  all’esecuzione coattiva dell’ingiunzione comunale di demolizione dell’ex kebab di viale C.Battisti.

L’avvenuta demolizione contribuisce ad una “liberazione” per i Giardini della Stazione da quella situazione illegalità, insicurezza, degrado che si estende nelle aree urbane vicine (es. Borgo Marina o antistanti la Stazione).

Dopo il nuovo Piazzale della Stazione e la ristrutturazione prossima del Sottopasso del Grattacielo ad opera di RFI, ora spetta all’Amministrazione Comunale la riqualificazione dei Giardini della Stazione con i seguenti necessari interventi:

-l’eliminazione della vasca d’acqua rettangolare utilizzata come servizio igienico e luogo d’incontro degli “irregolari”;

-la riattivazione e valorizzazione della Fontana storica, risalente al 1927, attualmente senz’acqua, ridotta a contenitore di rifiuti e fogliame;

-il rifacimento della pavimentazione del marciapiede lato mare, in condizioni penose con asfalto rattoppato e datato;

-la cura del “verde” dei Giardini, alberi, aiuole, prato ;

E’ l’occasione per l’Amministrazione Comunale di rigenerare un’area strategica, rendendola un accogliente biglietto di benvenuto nella nostra città.
                             
                                       

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Sollecitata la risposta dell’Amministrazione Comunale sullo spostamento dell’Antenna di Via Baroni.
   

 11.6.2020

Ricordo la manifestazione di protesta dei cittadini di Viserba svoltasi il 22 Maggio scorso in Piazza Cavour con la richiesta di spostare l’antenna della telefonia mobile, prevista in Via Baroni, a ridosso di una palazzina, nel mezzo di un centro residenziale con 500 abitanti, vicina ad un asilo ed ad un Centro Anziani.   

L’Amministrazione Comunale aveva assunto l’impegno nell’occasione di “procedere ad una verifica di tutti i passaggi dell’autorizzazione, alla luce dei rilievi sollevati dai cittadini”.  

Visto il tempo trascorso, ho chiesto ieri sera, con una interrogazione consigliare, di conoscere l’esito del “riesame del procedimento”, delle “incongruenze” rilevate rispetto al Regolamento Comunale, il recepimento o meno delle istanze dei residenti.

Ho sottolineato che nelle Osservazioni conclusive della Unità Operativa e Sanità Pubblica della AUSL di Rimini “si fa presente che  non è stata effettuata in quanto non di competenza, la verifica delle planimetrie degli edifici, nel raggio di 200m. dall’impianto, fornite nella documentazione di progetto dal gestore”.

Anche nella Relazione Tecnica di ARPAE “ si specifica che la situazione planimetrica e le altezze degli edifici-elementi asseverasti dai tecnici incaricati dal gestore- non sono oggetto di verifica da parte di questa Agenzia”.  

Ho chiesto, pertanto, che gli Uffici Territorio-Ambiente e SUAP   del Comune di Rimini verifichino le planimetrie allegate al progetto con la l’urbanizzazione esistente.

In quanto, le planimetrie acquisite da  ARPAE per il progetto in esame risulterebbero anteriori al 2010, non comparendo l’Asilo costruito in Via Sacco e Vanzetti nel 2010, gli edifici costruiti negli ultimi 11 anni e la via W. Ceccaroni.

E’ da considerare, quindi, la presenza dell’asilo nido,  equidistante  a meno di  250 metri  tra la prevista SRB in via Baroni e l’altra SRB esistente  in Via Pasi, esposto alla sovrapposizione dei livelli di campo elettromagnetico.  

Al riguardo, Arpae ha già rilevato il superamento del Valore di Attenzione di 6V/m in due edifici abitativi di via Beltramini, distanti più di 200 m. dalla nuova SRB, a causa della sovrapposizione degli effetti dovuti alle due antenne.

Sono quindi fondate le considerazioni e le ragioni, in conformità al Regolamento Comunale, e al Principio di Precauzione dell’U.E. per  consentire all’Amministrazione Comunale di spostare la nuova SRB in un luogo più distante dalle abitazioni e da un luogo sensibile (asilo) per ridurre l’impatto visivo-ambientale e il rischio per la salute pubblica.   

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Il Distributore Automatico di alimenti e bevande, nel Borgo Marina, è inopportuno per ragioni di ordine pubblico.
   

 27.5.2020

Nell’Aprile scorso, durante la chiusura forzata di quasi tutte le attività produttive e commerciali con DCPM e Ordinanze Regionali causa l’emergenza sanitaria COVID 19, è stato realizzato e aperto nel  Borgo Marina, in un negozio all’inizio di Corso Giovanni XXIII°, un Distributore Automatico H24, per la vendita e la somministrazione di alimenti (snack),  caffè, acqua, birre fresche in lattina e altre bevande.

Considerato che nel Borgo Marina e nell’adiacente zona della Stazione  sono perduranti i problemi di ordine pubblico, dovuti allo spaccio della droga, alla prostituzione, agli “irregolari” di ogni genere, non era certo opportuna l’apertura di tale attività, aperta giorno e notte, priva della presenza di responsabili.

Tale Distributore Automatico, sta diventando un punto di riferimento di  “spacciatori di droga”, luogo di assembramento di extracomunitari e ritrovo di sbandati“ dell’area stazione, che non rispettano il  “distanziamento” e privi di “mascherine” bivaccano sui marciapiedi antistanti.

L’insediamento di questa attività causa l’aggravio del degrado e dei problemi di ordine pubblico.  

La stessa vendita pubblicizzata nel suddetto Distributore Automatico di birre fresche in lattina non può ignorare le leggi dello Stato in materia di bevande alcoliche,  riguardo il divieto di vendita ai minori  di 16 anni (Cod. Penale art.689 comma 1bis), ai soggetti trai 16-18 anni,( Legge 125/2001 art.14 ter) e il divieto di vendita nell’orario notturno dalle ore 24 alle ore 7 ( Legge 2125/2001 art.14 bis).    

Con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto di verificare la regolare comunicazione SCIA per l’avvio di tale attività, di controllare i requisiti soggettivi (morali) e oggettivi come la conformità urbanistico edilizia del locale alla destinazione d’uso e quelli igienico sanitari con l’autorizzazione della ASL.

Non solo, per prevenire l’insorgenza di problemi di degrado e di ordine pubblico, già riscontrati nel Centro Storico, l’Amministrazione Comunale dovrebbe prevedere un Regolamento per l’insediamento dei Distributori Automatici per la vendita al pubblico di alimenti e bevande, in locali privi della presenza di responsabili.

Al riguardo, l’Amministrazione Comunale prenda l’esempio dall’Ordinanza emessa dal Sindaco di Ravenna del 4.2.2019, (la cui legittimità è stata confermata dal Tar dell’Emilia Romagna), sul divieto di installazione di un Distributore Automatico di alimenti e bevande nella zona della Stazione di Ravenna con presenti problemi di degrado e di ordine pubblico, per favorire la sua riqualificazione.

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L’Amministrazione Gnassi non ha eliminato nè ridotto la COSAP sulle edicole ignorando la mia proposta approvata dal Consiglio Comunale.
   

 20.5.2020

In occasione del provvedimento governativo che ha esentato fino al 31 Ottobre il pagamento della Cosap,  rendo noto  che l’Amministrazione Comunale Gnassi non ha ridotto il canone di occupazione del suolo pubblico per le edicole, ignorando la mozione del sottoscritto approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 14.3.2019 .

Nei tre mesi di chiusura forzata di quasi tutte le attività, in tempi di pandemia e di isolamento personale, tutti hanno riconosciuto l’importanza delle edicole, centro  di informazione e di socialità per i cittadini.

Ma gli Amministratori del Comune di Rimini non hanno fatto nulla di concreto per sostenerle.

Infatti, non hanno adempiuto alla richiesta principale  di dimezzamento del canone di occupazione del suolo pubblico, l’ampliamento dei servizi erogati dalle edicole, come l’informazione turistica.  

Nel Comune di Rimini, l’occupazione del suolo pubblico dalle edicole comporta un canone di 200 euro al mq., con un costo per un chiosco di 10 mq. di  2.000 euro l’anno, fino ai 6.000 euro annui per un chiosco di 30 mq., oltre l’IMU e la TARI.

Consideriamo che il reddito netto derivante dalla gestione di una edicola che impegna almeno due persone è di circa 1.000 euro mensili e con la chiusura di un’edicola viene meno il lavoro e il reddito di una famiglia, di solito impegnata in questa attività..

Non a  caso a Rimini, nell’ultimo anno, hanno cessato l’attività una quindicina di edicole storiche  ( Piazza Tre Martiri, Piazza Cavour, Ponte Dei Mille, Grattacielo, Viale Vespucci, Via Tripoli, Via della Fiera, ecc.).

In sintonia con la mia proposta, vicino a noi, i Comuni di Forli e Cesena hanno concordato con i giornalai un protocollo che prevede di esentare dal canone di occupazione suolo pubblico  le edicole che si impegnano a svolgere attività di informazione turistico, culturale e ricettivo, con la formazione personale e la consegna del materiale fornito dal Comune.    

A Rimini, basterebbe copiare, senza smanie di protagonismo, solo col desiderio di sostenere il ruolo pubblico delle edicole con l’informazione ai cittadini e ai turisti.   

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Antenna di Via Baroni: l’Amministrazione Comunale, dopo tanta superficialità, ascolti le ragioni fondate dei cittadini.
   

 13.5.2020

Ho partecipato questa mattina, come Consigliere Comunale, assieme alle centinaia di residenti, alla protesta contro l’installazione dell’antenna di telefonia mobile in via Baroni-Via Sacco Vanzetti, a Viserba.

Ricordo l’interrogazione del sottoscritto al Sindaco, nell’ultimo Consiglio Comunale del 30 Aprile scorso, appena erano partiti i lavori delle fondazioni e della base di cemento armato, su cui doveva essere installato l’antenna alta 30 metri: per conoscere la ragione dei pareri favorevoli espressi da ARPA e dal SUAP, chiedendo di valutare le osservazioni dei cittadini e sospendere l’installazione in corso.

Sono trascorsi ormai 15 giorni e non ho avuto ancora risposta dall’Amministrazione Comunale, nonostante la mia interrogazione fosse di estrema urgenza con risposta scritta entro 5 giorni, come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale.

Comunque, senza dubbio, la collocazione della nuova antenna doveva avvenire in una posizione lontana dalle abitazioni esistenti, come prevedono gli art. 16 (minimizzazione dell’impatto visivo) e l’art. 17 (minimizzazione dell’esposizione) del ”Regolamento Comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di telefonia mobile e la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici”.

Invece, l’installazione della nuova antenna, alta 30 metri, è stata autorizzata, dall’Ufficio SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di Rimini, su un terreno privato, ubicata:
- a circa 10 metri dalle finestre e dai balconi di una palazzina con 16 app.ti e 40 residenti;
- nel mezzo di un centro residenziale, in un raggio di 70 metri le onde elettromagneti interessano 60 palazzine e circa 300 persone;
-  in un raggio di 500 metri, sono comprese 100 palazzine e 500 residenti;
- con attorno all’antenna i parchi giochi per i bambini.

Inoltre, la nuova antenna si troverebbe a 200 metri da un asilo nido, da una scuola materna e a 100 metri da un Centro Anziani.

E’ incredibile: la cartografia presentata per il rilascio dell’autorizzazione sembra antecedente all’anno 2000, in quanto non risulta l’Asilo Nido e la Scuola per l’Infanzia costruiti nel 2009 e nemmeno la Via Ceccaroni risalente a 5-6 anni orsono.

Si suppone che l’Ufficio Tecnico del Comune di Rimini, non abbia fatto le necessarie verifiche della planimetria con l’esistente territorio abitato e urbanizzato, né sia stato compiuto un sopralluogo.  

Ancora, va considerata l’attuale esistenza di un’altra antenna per la telefonia mobile, alta 25 metri, nell’ambito di circa 200 metri, in via Pasi, le cui onde elettromagnetiche sommate a quella autorizzata in via Baroni supererebbero il limite di 6v/m in due edifici di via Beltramini.  

L’Amministrazione Comunale ha assecondato più le logiche burocratiche, che la salvaguardia della salute dei cittadini e dell’impatto ambientale.

Per ora, quest’oggi, “l’antennone” è arrivato a Viserba, ma dinnanzi alla protesta dei residenti, ha fatto marcia indietro!

Speriamo che l’Amministrazione Comunale, dopo tanta superficialità, recepisca le ragioni fondate dei cittadini.


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La maggioranza Gnassi vota contro la mia proposta di soppressione della Tassa Rifiuti per il periodo di mancato svolgimento delle attività
   
01/05/2020
 
Di fronte ad una devastante situazione economica, che non ha precedenti,  dovuta alla chiusura delle attività economiche, imposta da Decreti e Ordinanze del Presidente del Consiglio,  del Presidente della Regione e del Sindaco, ieri in Consiglio Comunale, la maggioranza Gnassi, ha votato contro la mia proposta  di soppressione straordinaria della Tassa Rifiuti (TARI).

Nonostante il grave “stato di necessità” hanno respinto l’emendamento al Regolamento Comunale della Tassa Rifiuti, proposto dal sottoscritto, con l’inserimento del nuovo Art. 19 Bis “Riduzione tariffaria per emergenza straordinaria”
 
L’articolo proponeva testualmente “la riduzione del 100% della Tariffa per il periodo di mancato svolgimento delle attività economiche ordinato dalle Autorità Istituzionali per ragioni di emergenza straordinaria sanitaria o altro.
La suddetta riduzione avviene a richiesta dell’interessato e decorre, nell’anno in corso, dalla cessazione ordinata dell’attività”.

E’ inconcepibile che le imprese debbano pagare la Tassa Rifiuti per il periodo di cessazione ordinata delle attività e della conseguente inesistente produzione del rifiuto.

Ricordo che la Tariffa viene applicata nel rispetto del principio “chi inquina paga” ed è commisurata alle quantità di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte, nonché al costo dei servizi sui rifiuti.

Sottolineo che alla chiusura temporanea delle attività economiche corrisponde la mancata produzione del rifiuto, l’interruzione del servizio di conferimento e smaltimento del rifiuto, la diminuzione dei costi di gestione.

Sulla base di queste ragioni la Tassa Rifiuti per il periodo di chiusura delle attività non può essere imposta, nel rispetto del principio di giustizia contributiva.

Ritengo improprio, che il gestore, HERA, possa richiedere il pagamento per un servizio non espletato.  

A maggior ragione anche il “colosso” che ha la gestione in “monopolio” dei rifiuti, con utili d’esercizio milionari (tra i cui soci a maggioranza pubblica c’è anche il Comune di Rimini), dovrebbe “fare i conti” con l’attuale situazione di drammatica emergenza economica e sociale.  

Ma deve essere, innanzitutto, l’Amministrazione Comunale di Rimini a fare la sua parte, non limitandosi alla proroga della Tassa Rifiuti al 31 Luglio, ma consentendo subito, alle attività forzatamente chiuse, la soppressione al 100% della Tassa Rifiuti.
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Over 65 chiusi in casa fino a Natale? Essere anziani non è una colpa.
   

23.4.2020

La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in previsione della cosiddetta “fase 2” di convivenza con il Covid 19, la settimana scorsa, ha ipotizzato “ la chiusura in casa degli anziani, per altri 9 mesi fino a Natale” , mentre tutti riprendono la vita sociale.

E’ una dichiarazione “non ponderata”, addirittura  “brutale” per l’impatto psicologico sugli anziani, già preoccupati e provati nei due mesi trascorsi di pandemia.

Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e non si può limitare agli anziani la possibilità di muoversi che costituirebbe un abuso discriminatorio.

Due mesi di “quarantena” hanno prodotto effetti fisici e psichici su tutti, a cominciare dagli anziani.

Il problema per contrastare il “virus” non è anagrafico, ma servono strumenti per capire il livello di immunità della popolazione e cure precoci a domicilio per tutti.

Una persona anziana, più di altri, ha bisogno di uscire, di camminare, di respirare, in particolare chi soffre di diabete, ipertensione, obesità, come del resto consigliano i medici.

Le alte temperature dei prossimi mesi estivi, inoltre, non si conciliano con gli anziani “chiusi in casa”:

Per questo, ho chiesto questa mattina con una interrogazione consigliare al Sindaco di respingere pubblicamente l’ipotesi “ anziani chiusi in casa fino a Natale” avanzata dalla Presidente della Commissione EU, che a Rimini riguarderebbe 36.000 persone (over 65 ), il 24% dei residenti.

Sia ascoltato il volere degli anziani di “ non essere più reclusi” nelle case, di uscire, di camminare, di respirare, di relazioni famigliari e sociali.

Non è una colpa essere anziani !    
                               

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“Il Lungomare più incompiuto del mondo”
   

 21.4.2020

La variazione al Bilancio di Previsione per complessivi 18.320.400 euro per l’attuazione del Parco del Mare, (di cui 8.320.400 euro   dallo Stato, 8.000.000 di euro dalla Regione, 2.000.000 di euro da Mutui del Comune per il completamento del tratto 1 del Lungomare da Piazzale Fellini a Kennedy, per la realizzazione del tratto 2 da Kennedy a Tripoli, del tratto 3 da Tripoli a Pascoli), ha consentito in Commissione Consigliare di fare alcune osservazioni al progetto esecutivo.

Per consentire la vista del mare e della spiaggia, la nuova passeggiata, viene rialzata a circa 285 cm sul livello medio mare, ovvero di circa 80 cm in più rispetto all’attuale quota.

Siamo lieti di poter riscontrare che l’attuale soluzione contraddice il primo progetto del Sindaco Gnassi, che prevedeva il lungomare a quota zero, a livello della spiaggia, pubblicizzato con il rendering installato in Piazza Cavour per tutta la campagna elettorale 2016 (e oltre).

Avevo ripetutamente sostenuto, con interrogazioni, mozioni consigliari e conferenze stampa, le ragioni del rialzo del lungomare, non solo per valorizzare la vista del mare e dell’arenile, ma anche per accogliere nella zona sottostante, i servizi attualmente sulla spiaggia, per la sua riqualificazione paesaggistica e per realizzare i parcheggi necessari.

In merito al rialzo del lungomare, conta poco o niente la mitigazione del rischio idraulico, invocata dall’Amministrazione per giustificare il finanziamento del Ministero dell’Ambiente, riscontrato, che un apposito studio idraulico ha valutato il rischio mareggiate assai remoto, con tempi di ritorno maggiori di 100 anni.

Riteniamo che rialzare il livello del lungomare fosse funzionale e compatibile alla realizzazione di parcheggi interrati sottostanti, che invece sono completamente scomparsi con l’attuale progetto esecutivo, a discapito dell’offerta ricettiva e della mobilità.

Invece di realizzare servizi e parcheggi, il Comune si trova ora a sostenere i costi di migliaia di metri cubi di sabbia per rialzare la quota di lungomare!

L’Amministrazione Comunale si limita ad annunciare, per l’anno corrente, la soluzione temporanea di parcheggi a raso nella rotonda del Grand Hotel, che ritengo indubbiamente oscena per l’impatto ambientale.

Relativamente all’attuale progetto in esecuzione sono inoltre a dover rilevare che:

-Le dune di sabbia, previste a ridosso del lungomare, esporranno la passeggiata pedonale all’invasione della sabbia trasportata dal vento;

-La pavimentazione del lungomare, in doghe di legno, è a rischio di usura e di manutenzione (un intervento così importante dovrebbe pensare al futuro e prevedere l’impiego di materiali durevoli);

-Il verde del lungomare, al di là delle suggestioni dei “rendering” con gli alti pini marittimi, dovrà limitarsi agli attuali tamerici e alla vegetazione che resiste all’ambiente marino;

-Sulla riqualificazione del tratto iniziale di Lungomare da Piazzale Boscovich alla rotonda del Grand Hotel, il cuore storico della nostra marina, non c’è traccia, non c’è progetto e l’Ass. Frisoni non risponde (negli anni ’30, quando il Podestà Palloni realizzò il lungomare, l’inizio lavori fu dal porto, 90 anni dopo l’Amministrazione locale si è dimenticata del tratto iniziale!);

-Sul centrale Parco Fellini l’unico intervento si è risolto con la potatura degli alberi, sarebbe stata auspicabile la rimozione dell’area asfaltata e la riqualificazione complessiva. 

In verità, il Parco del Mare annunciato 5 anni fa, procede con forte ritardo, con stravolgimenti e ad intermittenza, come sostenevo dall’inizio era sbagliata l’impostazione progettuale di vendere ai privati i diritti di superficie del lungomare per incassare 40 milioni di euro e realizzare la parte pubblica dell’opera.

Non a caso non sono ancora note le risultanze delle negoziazioni con i soggetti privati.

Per il momento ci sono i finanziamenti pubblici di Stato, Regione, Comune, (ammontanti a circa 23 milioni di euro) per realizzare 4 tratti su 9 di quello che era annunciato essere il Lungomare più bello del Mondo e che rimarrà la più importante opera incompiuta dell’attuale Amministrazione.   
                                                                             

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