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Spesa pubblica: il tratto 1 Lungomare Tintori viene rifatto due volte?
   

 20.02.2021

La Giunta Comunale ha approvato il 02/05/2019 il progetto definitivo-esecutivo Parco del Mare-tratto 1 Lungomare Tintori” e la relativa spesa di euro 2.385.386.

Le opere sono state aggiudicate con un ribasso d’asta del 10,66% al R.T.I composto da “Co.i.r. Consorzio Imprese Romagnole e Società Cooperativa Braccianti Riminese”, per l’importo di euro 1.817.952.

Durante l’esecuzione dei lavori, consegnati il 25/11/2019, secondo l’Amministrazione Comunale: “è emersa la necessità di introdurre alcune modifiche per circostanze dichiarate impreviste ed imprevedibili al momento della progettazione, attinenti principalmente: la realizzazione dei sottoservizi, predisposizioni e spostamenti di impianti e reti non previste in oggetto”.   

Nonostante ciò, i lavori sono proseguiti con la realizzazione, in superficie, della pavimentazione in legno, con la fornitura e posa in opera del tappeto erboso ”rotoprato” e la piantumazione degli alberi, con l’installazione di 13 nuovi pali per la pubblica illuminazione: tant’è che queste opere realizzate sono state inaugurate nell’agosto 2020;

Solo il 13/10/2020, la Giunta Comunale ha approvato la Perizia Suppletiva e di Variante lavori, per l’importo di euro 646.209, che aumenta la spesa di oltre il 30%;

la Perizia Suppletiva e di Variante lavori Lungomare Tintori, come risulta dagli Atti, riguarda in particolare:

•    “La necessità di eseguire lo spostamento dei sottoservizi e reti a  servizio delle aree di Lungomare Tintori e dell’arenile, quali reti di distribuzione gas, energia elettrica, fogna, ed acquedotto, non previsti in progetto, in quanto la loro esecuzione era stata procastinata a successivi interventi.  

Constatato, che dopo 6 mesi dall’inaugurazione lavori di Agosto 2020, il prato realizzato è stato sradicato, i camminamenti pedonali creati sono stati distrutti, il terreno è stato sventrato dagli scavi per la collocazione dei grossi tubi della condotta fognaria e della condotta dell’acquedotto;

Ho ritenuto necessario, con l’interrogazione al Sindaco nel Consiglio Comunale di giovedì scorso, evidenziare quanto segue:  

1)    L’avvio dei lavori del tratto del Lungomare Tintori doveva, come da prassi, essere preceduto dalla acquisizione dei pareri di legge e comunque dalla conoscenza della presenza delle reti dei servizi pubblici, quali acqua potabile, fognatura, rete elettrica e gas;

2)    Gli scavi, in corso, per installare i grossi tubi della nuova rete fognaria e dell’acqua, dovevano precedere le opere di rifacimento del tratto di Lungomare, effettuate con la copertura a prato e la realizzazione dei camminamenti pedonali;

3)    Una perizia di Variante e Suppletiva, non può essere approvata alla fine dei lavori, ma quando emerge l’esigenza di modificare le opere, la cui esecuzione per legge deve essere autorizzata dall’Amministrazione Comunale;

4)    Non sappiamo se tutte le opere completate, comprese quella della Perizia di Variante e Suppletiva, sono state collaudate con l’emissione del relativo Certificato di Collaudo e le motivazioni per cui una parte sono state eliminate (prato e camminamenti);


5)    I lavori completati nell’estate 2020, quali il rinterro, I camminamenti, il prato, sono stati praticamente eliminati per dare seguito ai lavori di scavo e posa delle nuove condotte che, invece, dovevano essere effettuati prima delle opere del nuovo lungomare;

6)    Le opere completate nell’estate 2020 che sono state eliminate o modificate in modo rilevante, se comportano una maggiore spesa non giustificata, o illegittima, possono essere oggetto di controllo sulla spesa pubblica della Corte dei Conti.  


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Autorizzate antenne “incompatibili” con il Regolamento Comunale all’Ina Casa, Via Ceccarelli e Palacongressi.
   

13/02/2021

E’ stata l’Amministrazione Comunale, tramite il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), a rilasciare al gestore le autorizzazioni per le installazioni delle antenne di Via Argelli, Via Ceccarelli, Palacongressi, senza il rispetto del proprio Regolamento Comunale per la telefonia mobile.  

L’installazione dell’antenna in Via Argelli a 90 metri da due asili e vicino alle abitazioni esistenti nel quartiere INA CASA, è incompatibile con l’art.17 del Regolamento Comunale, in base al quale occorre:

“evitare l’installazione di antenne nel raggio di 200 metri da ricettori sensibili come le strutture scolastiche”;

“minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici con la  localizzazione dei nuovi impianti nella posizione più lontana dalle abitazioni esistenti “.

Le nuove installazioni:

-di una quarta antenna di telefonia mobile Iliad sul tetto del Palacongressi,
oltre a quella di Telecom, Vodafone, Wind 3;

-di un’antenna su un condominio di Via Ceccarelli,
a pochi metri dall’asilo nido “Il Girotondo”, oltre all’esistente antenna sopra l’Istituto Maccolini;

aumentano l’esposizione ai campi elettromagnetici delle zone residenziali circostanti.

Considerando il contributo di tutte le antenne presenti nel raggio di 200 metri, l’esposizione ai campi elettromagnetici aumenta, invece di minimizzarsi, come richiesto dall’art. 17 del Regolamento Comunale.  

Sulla base di queste osservazioni, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto al Sindaco, di revocare le suddette autorizzazioni e spostare la collocazione delle antenne in luoghi più distanti dalle abitazioni e dai luoghi sensibili, come gli asili. 

E’ doveroso salvaguardare prioritariamente la salute pubblica
, con opportune valutazioni sulla compatibilità delle installazioni.

L’Amministrazione Comunale deve compiere tali valutazioni prima del rilascio delle autorizzazioni
all’insediamento delle antenne, delle conseguenti giustificate proteste dei cittadini e del successivo “stop” ai lavori!
 

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Giorno del Ricordo : l’Amministrazione Comunale continua ad ignorare il Giardino Vittime delle Foibe!
   

 10/02/2021

Il 10 Febbraio, si commemora il “Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle Foibe e dell’esodio giuliano-dalmata”, nell’anniversario del vergognoso trattato di Pace (10.2.1947) che impose all’Italia di cedere alla Yugoslavia le terre d’Istria, Fiume, e parte della Dalmazia, dalle quali “esodarono” 350.000 Italiani.

Il Giorno del Ricordo è stato istituito con la Legge votata dal Parlamento il 30.3.2004 e prevede iniziative delle Istituzioni e delle Scuole per fare conoscere dopo 60 anni di silenzio, di negazionismo, di giustificazionismo, questa pagina tragica della nostra storia nazionale.

La verità nascosta sugli eccidi di circa 12.000 italiani tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1947 attuati dai partigiani comunisti del maresciallo Tito per eliminare tutti coloro che si potevano opporre al disegno di annessione di quelle terre italiane alla Yugoslavia.

Migliaia di Italiani, colpevoli solo di essere tali, furono gettati nelle Foibe che da naturali inghiottitoi carsici si trasformarono in profonde fosse comuni.

L’Amministrazione Comunale tiene la commemorazione ufficiale del Giorno del Ricordo alla Biblioteca di Pietra sul Molo di Rimini ma continua ad ignorare il Giardino Vittime delle Foibe, l’area verde dell’ex Piazzale Carso, così intitolato dal Consiglio Comunale il 25.11.2004, con l’approvazione dell’Ordine del Giorno presentato dal sottoscritto.

Chiedo, pertanto, all’Amministrazione Comunale di deporre nel Giorno del Ricordo un corona di alloro sulla targa del Giardino Vittime delle Foibe, che non può essere considerata una semplice indicazione stradale.

E’ un dovere morale della Amministrazione Comunale  di Rimini, onorare le migliaia di Italiani Martiri delle Foibe, per troppo tempo dimenticati.  

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No alla cementificazione del “fossato” di Castel Sismondo!
   

 28.1.2021

E’ in corso in questi giorni la costruzione del “vano tecnico” della cosiddetta “fontana felliniana”, interrato nel “fossato” di Castel Sismondo, ad una profondità di 4 metri, con muri perimetrali e divisori in cemento armato, comprendente il serbatoio, il locale di ispezione, la scala di accesso.

E’ incredibile come si possa realizzare una voluminosa costruzione di cemento armato, con una superficie di circa 100 mq, alta non meno di 3 metri, in un’area archeologica, nonostante vincoli insuperabili.

Esistono, infatti, il Vincolo Archeologico
del 29/10/1991 sull’intera area della Rocca Malatestiana comprendente il “fossato”, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo e il Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 1915 su tutta Piazza Malatesta.
    
Eppure, assistiamo alla costruzione invasiva nel “fossato” di Castelsismondo, che viene riempito, con muri e platee di cemento armato, senza nessuna considerazione e valorizzazione dei ritrovamenti archeologici emersi nello scavo, quali la “scarpa” delle mura difensive e i “battiponte” di accesso al Castello.

L’Amministrazione Gnassi, invece di riscoprire il “fossato” liberandolo dagli interramenti del 1800, per fare riemergere l’originario e imponente Castel Sismondo progettato dal Brunelleschi, realizza strutture incompatibili nell’area tutelata.

La fontana in superficie di 1.000 mq con una lama d’acqua per creare atmosfere felliniane e l’esteso vano tecnico interrato, snaturano l’integrità architettonica e la storia di Castel Sismondo.  

Dopo due interrogazioni al Sindaco Gnassi, una Mozione nel Consiglio Comunale, una interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni Culturali Franceschini, senza esito per ragioni politiche, ci rivolgiamo alla Procura della Repubblica per verificare la compatibilità dei lavori nel fossato di Castel Sismondo con i Vincoli di tutela esistenti.

Continua la nostra battaglia per la conservazione e la valorizzazione del fossato e di Castel Sismondo, patrimonio identitario della nostra città.  
                                                                

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La costruzione della Nuova Piscina Comunale stravolge il Parco Don Tonino Bello di Viserba
   

 22.01.2021

La Giunta Comunale ha approvato il 17/12/2020 il progetto della Nuova Piscina Comunale, da realizzarsi nell’area del Parco Don Tonino Bello a Viserba Monte, con una spesa di 7,5 milioni di euro.

La suddetta area di 25.590 mq confina con Via Sacramora, Via Bruno Baroni, Via Angelo Cenci, con adiacenti la Scuola per l’Infanzia Acquamarina, ed il Centro Sociale Viserba 2000.

La realizzazione dell’impianto natatorio occuperà la metà del Parco Don Tonino Bello, usufruito dai residenti per il gioco dei bambini e dalla Scuola d’Infanzia per l’attività all’aperto.

Nel parcheggio antistante, lato Via Baroni, si svolge settimanalmente il mercato ambulante.

Sull’altra metà del Parco, lato via Sacramora, insiste una vasca di laminazione interrata, di 10.000 metri cubi, su una superficie di 3.500 mq, la cui copertura in cemento armato non consente la piantumazione degli alberi.

Il progetto della piscina, che avrà una superficie lorda di 3.730 mq, altezza massima fino a 12 m e 4.100 mq di parcheggi, snatura il Parco Don Tonino Bello, senza alcun rispetto del verde pubblico.

Per l’accesso all’impianto natatorio, oltre al parcheggio esistente, utilizzato per il mercato ambulante, è prevista la realizzazione di altri 2 parcheggi, uno lato via Baroni, l’altro, lato via Cenci.

La Via Cenci, a senso unico, con la realizzazione del parcheggio è previsto venga allargata, mettendo a rischio la sicurezza nell’accessibilità alla Scuola d’Infanzia sulla stessa via.  

Non è noto se, e dove verrà trasferito il mercato ambulante settimanale, adiacente al Parco.

Dinnanzi a questi problemi, sollevati con una petizione sottoscritta dai cittadini residenti, con l’interrogazione consigliare di eri sera, ho chiesto:

1)    La salvaguardia del Parco Don Tonino Bello e il rispetto del verde pubblico, una dotazione prevista dal Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) per l’urbanizzazione dell’area densamente costruita e popolata;

2)    La revisione del progetto approvato dalla Giunta Comunale, con una diversa localizzazione della Nuova Piscina Comunale, sempre in un’area nel comparto Nord del territorio comunale (per sopperire alla mancanza decennale di impianti sportivi);

3)    Di considerare e valutare per l’ubicazione della nuova piscina comunale, a Rimini Nord:

a)    L’area a fianco del riqualificato campo del Baseball di Rivabella e del nuovo campo di Rugby, per creare un nuovo polo sportivo;

b)    La vicina area di via Padre Igino Lega-Via Matteini (a fianco dello Stabilimento Sacramora), destinata a strutture sportive mai realizzate;

4)    L’elenco delle aree di proprietà del Comune, site a Rimini Nord, (Rivabella, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera) per esaminare altre eventuali possibili localizzazioni;

5)    Un Confronto con i cittadini residenti a Rimini Nord, che avrebbe dovuto precedere la Delibera approvata dalla Giunta Comunale, e in Consiglio Comunale (vista anche la spesa pubblica di 7, 5 milioni di euro), per consentire una scelta partecipata dell’ubicazione della Nuova Piscina Comunale, che non può essere una decisione solitaria ed autoritaria della Giunta Comunale.    


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Da sempre al fianco di San Patrignano nella lotta alla droga
   

05/01/2021

Oggi, così come nel marzo 1985 quando organizzai e accompagnai il Segretario del MSI-DN, Giorgio Almirante, nella visita alla Comunità di San Patrignano, mi sento di ribadire:

“San Patrignano era e resta una concreta isola di salvezza in mezzo ad un mare di demagogia, di speculazioni e di vuoti delle Istituzioni; un chiaro esempio di solidarietà, fondato sul lavoro e sul recupero di valori umani.”

A 35 anni di distanza, ancora una volta, i media cercano di svilire la figura di Vincenzo Muccioli, a cui va il merito di avere fondato la prima Comunità in Italia che ha recuperato alla vita, alle famiglie, alla società, migliaia di giovani dipendenti dalla droga.

Oggi come allora, resta il silenzio delle Istituzioni e della politica nell’intraprendere una chiara azione di contrasto alla droga. Per questo motivo propongo al Sindaco di Rimini, al di là dei commenti mediatici, di avviare un progetto condiviso con la Comunità di San Patrignano, per contrastare il consumo delle sostanze stupefacenti, dilagante nel nostro Comune.   


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La Giunta Comunale censura l’affissione dei manifesti PRO-VITA per ragioni ideologiche
   

18/12/2020

La Giunta Comunale ha vietato l’affissione di 100 manifesti della Associazione Pro Vita & Famiglia, che sensibilizzavano le donne contro l’uso della pillola abortiva RU486. Nonostante l’art. 21 della Costituzione tuteli la libertà di espressione con ogni mezzo.

E’ legittima l’espressione della visione culturale pro-vita, che considera il concepito come una persona a tutti gli effetti e l’aborto come la soppressione di una vita umana, non privo di conseguenze per la salute della donna.

In verità, è stata censurata ideologicamente una campagna di comunicazione sociale, promossa per la tutela del diritto fondamentale alla vita (art. 2 Cost.)  e del diritto alla salute (art. 32 Cost.), dinnanzi all’aborto farmacologico con la pillola RU486.

Si vogliono mettere a tacere i rischi collaterali per la salute delle donne, dovuti alla somministrazione della pillola RU486, noti nella letteratura scientifica.

L’affissione di questi manifesti, oltre al diritto alla manifestazione del pensiero, è finalizzata a suscitare la riflessione critica, senza ledere diritti e libertà personali previsti dalla Legge.

La legge 194/78 consente l’aborto nel nostro paese, ma non vieta la libertà di criticarlo, tant’è che prevede per gli stessi medici, la possibilità di fare obiezione di coscienza.

Per queste ragioni, con l’interrogazione consigliare al Sindaco di ieri sera, ho chiesto che la Giunta Comunale rispetti la libertà di espressione del pensiero con ogni mezzo, come sancito dalla Costituzione. Non è ammissibile censurare e vietare per ragioni ideologiche-politiche, l’affissione di manifesti dell’Associazione Pro-Vita e Famiglia contro l’uso della pillola abortiva RU486.

Considerato, fra l’altro, che gli aborti in Italia sono circa 90.000 ogni anno, e che si potrebbero ridurre, con politiche di aiuto economico e adozioni.

La Giunta Comunale, invece di praticare la censura, a fronte del calo delle nascite nel nostro Comune, 300 in meno nel 2019, nonostante l’aumento della popolazione di 10.000 abitanti negli ultimi 10 anni, sostenga le mamme, le famiglie, con bonus bebè, asili gratis, sgravi fiscali, incentivi per i figli e facilitazioni nei luoghi di lavoro.

Tali politiche sono necessarie per contrastare l’anemia demografica e garantire il futuro del nostro popolo e della nostra identità.

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Il lungomare più incompiuto del mondo!
   

 12.12.2020

La riqualificazione dell’area, che riguarda lo storico e principale tratto del Lungomare, da Piazzale Boscovich alla rotonda del Grand Hotel, era stata rinviata al 2021, dopo la scadenza delle concessioni, rinnovate fino al 31/12/20.

A 20 giorni da tale scadenza, non è noto se verranno rinnovate le concessioni e sino a quando; neppure è stato indetto un Bando per le “manifestazioni di interesse”, come avvenuto per i restanti tratti di Lungomare.

Per tali ragioni, abbiamo proposto di indire urgentemente un regolare Bando o Concorso internazionale di idee, per la riqualificazione urbana e architettonica dell’area strategica di Marina Centro, compresa tra Piazzale Boscovich, Rotonda del Grand Hotel, Lungomare Tintori, Viale Cristoforo Colombo.

Inoltre, constatiamo che non sono ripartiti, i lavori di completamento del tratto di Lungomare Tintori, da Piazzale Fellini a Piazzale Kennedy (tratto 1) e del Lungomare Spadazzi a Miramare (tratto 8). Lavori che prevedono la realizzazione “a monte” della pista ciclabile e la pavimentazione. Il rischio concreto è l’incompatibilità delle realizzazioni con la prossima stagione balneare.

Riscontriamo, ancora, che non sono stati approvati i progetti esecutivi di realizzazione del tratto di Lungomare, da Piazzale Kennedy a Piazzale Tripoli (secondo tratto), e da Piazzale Tripoli a Piazzale Pascoli (terzo tratto), che prevedono l’eliminazione di 250 posti auto e di 200 posti motocicli, senza individuare soluzioni alternative.

Non abbiamo ricevuto alcuna risposta all’interrogazione consigliare di giovedì, sulle conclusioni delle negoziazioni con i soggetti privati, per la cessione dei diritti di superficie e le costruzioni previste nei suddetti tratti di lungomare (negozi, bar, ristoranti, e altri esercizi).

Allo stesso modo, l’Amministrazione è stata reticente sull’iter progettuale del parcheggio interrato di Piazzale Fellini (spesa prevista: 8 milioni di euro), la cui realizzazione era stata annunciata per il 2021.

In conclusione, il Parco del Mare, annunciato 5 anni fa, procede con forti ritardi, sono stati realizzati, parzialmente, solo 2 tratti su 9.

Quello che era stato annunciato essere il Lungomare più bello del Mondo, rimane la più importante opera incompiuta dell’Amministrazione Gnassi e non è possibile sapere come e quando potrà essere ultimata.

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La pulizia delle strade nelle ore notturne rispetti il sonno dei cittadini.
   

 5.12.2020

Molti cittadini di diverse zone della città (Centro Storico, Marina Centro, ecc.) protestano da anni, per le emissioni rumorose disturbanti durante le operazioni di pulizia delle strade, svolte da Hera nelle ore notturne con l’utilizzo di spazzatrici, che producono una rumorosità che supererebbe il limite dei 3 db previsto dalla Legge (DPCM 14.11.1997).

Questo rumore, oltre a superare i limiti della normale tollerabilità, avviene nelle ore riservate al sonno di migliaia di persone, residenti lungo le strade, nelle piazze, tale da ipotizzare il reato di disturbo alla quiete pubblica previsto dall’articolo 659 del Codice penale.

Peraltro, queste attività rumorose non sono contemplate dal “Regolamento per la tutela dall’inquinamento acustico”.

L’Amministrazione Comunale, dinnanzi alle emissioni sonore disturbanti, deve tutelare e assicurare la quiete pubblica e privata delle persone, quale presupposto per la qualità della vita nella nostra città.

Per queste ragioni, con l’interrogazione consigliare di giovedi, ho chiesto al Sindaco:

1)    L’Amministrazione Comunale incarichi A.R.P.A. per accertare i decibel di rumorosità dei macchinari a benzina o diesel, utilizzate da Hera per la pulizia delle strade e piazze;

2)    Hera, visti gli utili milionari d’esercizio, utilizzi macchinari più innovativi e silenziosi, come le spazzatrici elettriche aspiranti per l’abbattimento delle emissioni acustiche e inquinanti, come avviene da tempo a Milano;

3)    Hera provveda ad organizzare un corretto servizio di pulizia delle strade, in orari diversi e più compatibili da quelli praticati nel cuore della notte, per rispettare il riposo dei cittadini.


4)    Il Regolamento Comunale per la tutela dall’inquinamento acustico, preveda che la pulizia delle strade nelle ore notturne, dalla  ore 24 alle ore 6, rispetti la quiete pubblica e il diritto al sono delle persone, come stabilito anche dalla Convenzione Europea.  

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Chiusura campo nomadi di Via Islanda: Il Sindaco e la Maggioranza votano contro regole uguali per tutti!
   

28/11/2020

Nel Consiglio di Giovedì sera, Il Sindaco e la sua maggioranza hanno votato contro la Mozione del sottoscritto che chiedeva:

la revoca della Delibera di Giunta che individuava le cinque micro aree per l’insediamento di 6 nuclei famigliari di nomadi Sinti;
il rispetto del Regolamento vigente e della graduatoria in essere per l’accesso all’edilizia popolare (ERP) da parte dei nuclei nomadi;
la regolamentazione per l’assegnazione degli alloggi di “emergenza abitativa” ai nomadi. 

L’Amministrazione Comunale è stata costretta a fare marcia indietro sulla realizzazione delle cinque micro aree per nomadi dinnanzi alle proteste dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e il degrado vicino alle loro case.

Ma l’Ordine del Giorno della maggioranza di inserire i nuclei famigliari Sinti e rumeni, oggi occupanti il campo di Via Islanda, in alloggi convenzionali reperiti da ACER sul libero mercato, non può essere un percorso privilegiato.

Ho chiesto, invece, all’Amministrazione un percorso responsabile e regolamentato che potrà essere praticabile solo se i nomadi accetteranno e rispetteranno tali regole uguali per tutti e nel rispetto della convivenza.

Questo, chiedevo con l’emendamento proposto all’ODG della maggioranza, per rispetto del principio di uguaglianza verso tutte le famiglie riminesi che vivono in situazioni di disagio e povertà.

Ho proposto che il Comune, prima di Deliberare l’assegnazione degli alloggi, preveda, che i responsabili dei nuclei nomadi sottoscrivano precise condizioni di locazione.

L’ assegnazione a ciascun nucleo nomade degli alloggi convenzionali, non può essere indefinito come scrive la maggioranza nell’Odg: “per un congruo periodo di tempo”; ma come per gli alloggi di emergenza abitativa, deve essere per un periodo definito e limitato, non superiore a due anni.

Se il ricorso agli alloggi dell’emergenza abitativa per le famiglie riminesi in difficoltà è momentaneo e straordinario, altrettanto deve essere per i nuclei nomadi; per evitare discriminazione verso le famiglie riminesi!

Ho proposto che gli alloggi concessi ai nuclei nomadi, comportino a loro carico il pagamento delle utenze (acqua, luce, gas) e di una percentuale minima (20%) del canone di locazione, coerentemente con i canoni sostenuti nell’edilizia popolare dai residenti riminesi.

Ho chiesto al Comune di vigilare sul regolare utilizzo degli alloggi da parte dei nomadi, nel rispetto della convivenza, dei Regolamenti condominiali, delle Leggi, pena la revoca degli appartamenti ai beneficiari.

L’Amministrazione Comunale deve garantire e salvaguardare la vivibilità dei riminesi negli immobili e nelle zone dove verranno alloggiati i nuclei nomadi; ribadiamo che le regole devono essere uguali e rispettate da tutti.

Le soluzioni abitative in alloggi convenzionali, finalizzate alla chiusura del Campo abusivo e degradato di Via Islanda, non deve essere un trattamento preferenziale per pochi e discriminatorio verso le 1.800 famiglie riminesi in graduatoria per un alloggio di edilizia popolare (Erp) e per le 410 famiglie in graduatoria per un alloggio a “canone calmierato”.

Il mancato rispetto di regole, il permissivismo, l’assistenzialismo, hanno consentito l’occupazione abusiva e il degrado del parcheggio di Via Islanda, l’Amministrazione impari dai propri errori e non scarichi problemi e costi sui cittadini riminesi!  

 

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