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L’Amministrazione Comunale deve fare la sua parte per rendere accogliente la porta d’ingresso della Stazione
   

 9.9.2020

Ieri il Sindaco ha inaugurato, con la foto e il taglio del nastro,  il nuovo Piazzale della Stazione, realizzato e pagato 1,5 milioni di euro dalle Ferrovie dello Stato.

Le Ferrovie dello Stato, sempre a proprie spese, hanno anche ampliato il parcheggio “Metroprak” da 183 posti auto a 335, con previsione a 478, ed   entro l’autunno dovrebbero avviare i lavori di “sfondamento” del sottopasso centrale della Stazione verso il mare e ristrutturare il sottopassaggio del Grattacielo, con l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Da evidenziare che il Sindaco Gnassi nella sua “orazione” inaugurale non si è certo intrattenuto nei riconoscimenti per il soggetto attuatore delle opere, anzi, ha attaccato i vertici delle Ferrovie per i lavori da concludere entro il prossimo maggio, in vista della scadenza elettorale.

Di conseguenza, quale Consigliere Comunale sollecito per “coerenza”  il Sindaco   ad effettuare gli interventi di competenza del Comune, specifici per l’area della Stazione, chiesti ripetutamente in Consiglio Comunale ma rimasti senza risposta.  

A cominciare dall’ultima richiesta caduta nel vuoto:  l’istituzione di un Presidio mobile della Polizia Locale davanti la Stazione, sul nuovo Piazzale, lungo i marciapiedi a destra e sinistra di Viale Cesare Battisti, al parcheggio Metropark, per garantire il rispetto della legalità e sicurezza.

Infatti, permane nell’area della Stazione, la presenza di balordi, ubriachi, malavitosi, spacciatori, con comportamenti “fuori dalle regole”, che  creano una situazione di indecenza e insicurezza, per le migliaia di cittadini e turisti che ogni giorno usufruiscono della Stazione, del trasporto pubblico, del servizio taxi, dei parcheggi.

Scomparsa ogni vigilanza, Il Presidio della Polizia Locale può fare rispettare il Regolamento di Polizia Urbana riguardo i comportamenti vietati su un luogo pubblico e l’Ordinanza del Sindaco sul divieto di consumo di alcolici, previsto proprio davanti la Stazione.

Al riguardo, anche le Associazioni di volontariato che intervengono sul Piazzale della Stazione per l’assistenza alle cosiddette “marginalità sociali” devono educare alla responsabilità.

Oltre la sicurezza, l’Amministrazione Comunale deve sostenere la qualità ambientale: la pavimentazione del piazzale, appena ultimata, non può essere imbrattata dalle bevande o altro a ridosso delle banchine, occorre che sia pulita e curata quotidianamente da Hera e Anthea.   

Le “barriere stradali” mobili, collocate da mesi davanti al Piazzale, siano finalmente rimosse, con l’esecuzione dei lavori, ripetutamente annunciati, di definizione delle corsie stradali per il trasporto pubblico e privato, per agevolare l’accessibilità e transitabilità davanti la Stazione.   

Le rastrelliere per le bici collocate senza rispetto sull’aiuola verde spartitraffico di Via Dante, di fianco ai taxi, siano trasferite nell’area a ridosso del Bike Park.

Il prefabbricato della Cooperativa Taxisti, dopo tanti traslochi, sia sistemato definitivamente in un luogo funzionale per l’attività lavorativa e per l’accesso dei clienti.

Dopo la demolizione dell’ex Kebab di Viale C. Battisti, invocata per 10 anni,  è rimasto l’abbandono e il degrado, un brutta immagine a 50 metri dall’ingresso della Stazione, invece di cogliere l’opportunità di  riqualificare e valorizzare l’area verde dei Giardini della Stazione,  con i seguenti interventi:       

*La cura degli alberi, necessaria per i 90 platani del Viale della Stazione, del prato e delle aiuole;     

 •    Il rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi di Viale C. Battisti, con asfalto datato e rattoppato;  

•    La valorizzazione della Fontana storica, risalente al 1927, quasi sempre senz’acqua, ridotta a contenitore di fogliame e rifiuti;
•    L’eliminazione della vasca d’acqua rettangolare, utilizzata come servizio igienico dagli “irregolari”;
•     L’installazione di giochi per i bambini.

All’Amministrazione Comunale, oltre che alle Ferrovie dello Stato, spetta  di fare la parte di competenza per rigenerare l’area strategica della Stazione, rendendola una Porta d’Ingresso accogliente nella nostra città.    

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Chiediamo la riqualificazione identitaria di Piazza Malatesta !
   

 2.9.2020

I ritrovamenti nel cantiere di Piazza Malatesta per la realizzazione del Museo Fellini, nell’area tra Castel Sismondo e Teatro, riguardanti l’”antemurale” o “controscarpa” del “fossato” (la prima linea difensiva del Castello), da noi annunciati dinnanzi al silenzio dell’Amministrazione Comunale, sono stati seguiti dall’emersione di altre testimonianze archeologiche.

Abbiamo chiesto, con l’interrogazione consigliare del 15 luglio scorso al Sindaco, la revisione radicale del progetto esecutivo “Museo Fellini” di riqualificazione di Piazza Malatesta, per il rispetto della Storia della Piazza e della Città.

L’Amministrazione Comunale, ha aspettato fino a pochi giorni orsono, per limitarsi ad annunciare pubblicamente che i reperti emersi saranno sottoposti ai necessari approfondimenti, insieme alla Soprintendenza, questa settimana.  

Nel frattempo, l’Assessore alla Cultura, con la risposta scritta, ci conferma:

1.    la realizzazione, nello spazio tra il Castello e il Teatro, di un’ampia fontana, di circa 1000 mq. con una lama d’acqua e vaporizzatori per creare artificiali atmosfere felliniane, come il passaggio del Rex.

2.    Il vano tecnico della fontana verrà collocato ad una profondità di 4 metri nell’area del “fossato” di Castel Sismondo, perché, secondo l’Assessore, “è la zona in cui sarà più improbabile trovare strutture archeologiche, trattandosi di riempimento piuttosto recente e di un’area già indagata”.

L’Assessore, ci informa che il progetto ha ottenuto in data 18/02/2020 il parere favorevole della Soprintendenza Archeologica, ma non riferisce che la stessa Soprintendenza ha chiesto una serie di verifiche  archeologiche, così definite:

•    “in corrispondenza del vano tecnico della fontana nel fossato della Rocca sarà necessario verificare la presenza di strutture archeologiche, in quanto si ritiene possibile che le attività in progetto intercettino i “battiponte” di accesso alla Rocca”.

Infatti, diversamente da quanto ipotizzato dall’Assessore, la Soprintendenza Archeologica, il 19.6.2020 rileva:

•    ”Il sondaggio eseguito, ha evidenziato la presenza di strutture archeologiche, in corrispondenza della predisposizione del vano tecnico della fontana nel fossato.

•    Di conseguenza, sarà necessario ampliare e approfondire l’indagine archeologica in modo da individuare congiuntamente una soluzione progettuale che possa tutelare e conservare le strutture archeologiche individuate, sia relativamente alla predisposizione del vano, sia per le relative condutture”.

Dinnanzi all’incertezza della Soprintendenza, ribadiamo con chiarezza, quanto sostenuto in Consiglio Comunale:

Vista l’esistenza del Vincolo Archeologico del 29/10/1991, apposto sull’area della Rocca Malatestiana che comprende anche il “fossato”, è del tutto incompatibile la costruzione della fontana e del vano tecnico interrato nell’area tutelata e inedificabile del “fossato”.    

Il Sindaco Gnassi e la Giunta Comunale, quando il 12.3.2020 hanno approvato il progetto definitivo-esecutivo “Museo Fellini - IV Stralcio - II Lotto - Riqualificazione di Piazza Malatesta”, non sapevano che i lavori interessavano l’area a più alta potenzialità archeologica della città?

Non hanno tenuto in considerazione, che Piazza Malatesta è sottoposta:

- al Vincolo Archeologico del 29/10/1991 sull’area della Rocca Malatestiana;

- al Vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 2015, per assicurare la visibilità del Castello;

- alle Norme del Piano Strutturale Comunale per cui le nuove superfici, gli arredi, e più in generale il disegno della Piazza devono tenere in considerazione le risultanze delle indagini archeologiche.

E’ grazie all’insieme di questi vincoli e tutele, che le presenze archeologiche, storiche, diffuse su tutta la Piazza, a neanche mezzo metro dalla superficie, emerse dopo molti secoli, devono essere rispettate nell’esecuzione degli interventi, conservate e valorizzate.

Sarebbe opportuno informare con trasparenza i cittadini, rendendo i reperti visibili, apportando le conseguenti modifiche ai progetti, e mettere in risalto Piazza Malatesta quale area archeologica.

Quello che chiediamo responsabilmente è di riscoprire di più e valorizzare la storia millenaria di Piazza Malatesta, non di ricoprire tutto quanto rinvenuto, per realizzare velocemente la piazza delle “ambientazioni felliniane”.

Non sono necessarie tali realizzazioni, dopo la Cineteca di Fellini al Fulgor e la “riduzione” di Castel Sismondo a “contenitore” del Museo Fellini.    

Perduta l’occasione storica del recupero del “fossato”, che avrebbe fatto riemergere dagli interramenti di 5-6 metri, l’imponente Castel Sismondo progettato dal Brunelleschi, attraendo l’attenzione internazionale, non perdiamo, questa volta, l’opportunità della riqualificazione profonda e identitaria di Piazza Malatesta.   


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La caduta degli alberi non è solo colpa del vento!
   

 31.8.2020

La caduta degli alberi o dei loro rami sulle strade, marciapiedi, auto, come avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsa  è causata non solo dalle raffiche di vento ma anche dallo stato di precarietà e di trascuratezza delle piante.

La conferma, fra tanti crolli annunciati, è il grosso ramo del platano schiantatosi sul marciapiede di viale Cesare Battisti.

Non c’è bisogno di essere un arboricoltore, basta guardare il platano e constatare le sue cattive condizioni di salute con i lunghi e pesanti rami sorretti precariamente dal tronco tra buchi,  marciume, malattie e precedenti lesioni.

Sono almeno  30 i platani sul centinaio del   Viale della Stazione che  “vegetano” in queste condizioni senza cure e controlli.  

Sono anni che in Consiglio Comunale interrogo ripetutamente l’ Amministrazione Comunale e in particolare l’Assessore all’Ambiente per chiedere  la cura degli alberi in quello che era il Giardino della Stazione, all’ingresso di Rimini, abbandonato al degrado.

Nessuno interesse,  o intervento della Amministrazione Comunale.  

ll braccio destro di Anthea, come sempre avviene, si  limita  a portare via l’ingombrante ramo caduto a terra, senza pensare alle  possibili cure degli alberi danneggiati.  

Per l’Amministrazione Comunale è sempre colpa del vento !

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La rotatoria Viale Valturio-Via Marecchiese non deve penalizzare i residenti di via De’ Suriani.
   

 18.08.2020

Sono in corso di ultimazione le rifiniture estetiche alla nuova rotatoria sulle vie Marecchiese- Valturio-Montefeltro.

Per la cronaca ricordo di aver proposto con l’interrogazione consigliare del 26.7.2018 la realizzazione della “rotatoria” per evitare la deviazione “innaturale” su Viale Valturio del traffico veicolare proveniente dalla Via Montefeltro e diretto sulla Via Marecchiese.

Mi ero fatto portavoce dei residenti e titolari di attività della Via Montefeltro, condividendo l’eliminazione di uno spartitraffico realizzato “senza buonsenso”, che veniva spesso “sorpassato” irregolarmente e pericolosamente da cicli, moto, auto, per immettersi direttamente sulla Via Marecchiese, evitando  l’allungamento del percorso e l’intasamento del traffico su Viale Valturio.  

La risposta dell’Ass. Frisoni conveniva sulla proposta della rotonda per consentire la fluidificazione del traffico nella zona, sulla necessità di migliorare la sicurezza della circolazione, e in particolare sull’esigenza di garantire l’accessibilità a Via De’ Suriani, strada senza uscita , che si trova a ridosso della rotatoria.

Le modalità di realizzazione della rotatoria, però, non hanno visto   soddisfatte tutte le esigenze espresse e rispettate le promesse da parte della Amministrazione Comunale.  

Infatti, i veicoli provenienti da Viale Valturio verso monte, non possono più immettersi direttamente in Via De’ Suriani ma sono costretti a lunghe “deviazioni”:

1)     Da Viale Valturio, devono  immettersi su Via Marecchiese fino alla rotonda Caduti di Marzabotto, da aggirare e ripercorrere  in senso inverso fino alla svolta su Via De’ Suriani;

2)    In alternativa, devono aggirare la nuova rotonda, verso Via Montefeltro, svoltare  in via Bilancioni, poi via Di Mezzo, fino a Via Caduti di Marzabotto, o alle vie laterali per raggiungere via Marecchiese e Via De’ Suriani.

Da considerare che i veicoli provenienti da Viale Valturio, aggirando la nuova rotatoria verso via Montefeltro-Borgo Mazzini, comportano la  “fermata temporanea” dei veicoli da Via Marecchiese.

Come la “sola uscita” consentita dei veicoli da  via De’ Suriani, comporta la stessa “fermata temporanea” dei veicoli da Via Marecchiese.

Pertanto, si può consentire ai veicoli che percorrono Viale Valturio verso monte, l’immissione diretta su Via De’ Suriani, sempre, con la “fermata temporanea” dei veicoli da Via Marecchiese.

Per rispetto dei residenti in Via De’ Suriani, una strada già senza via d’uscita, che con la realizzazione   della rotatoria hanno visto peggiorata l’accessibilità alle loro abitazioni.   

Chiedo pertanto all’Amministrazione Comunale le necessarie modifiche alla nuova rotatoria, voluta nell’interesse di tutti, a cominciare dalla riduzione dell’invadente spartitraffico, per eliminare le  nuove “deviazioni”  ed i disagi creati ai cittadini di via De’ Suriani.
                                             

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L’Amministrazione Comunale non sostiene il ruolo pubblico delle edicole, l’informazione ai cittadini e ai turisti.
   

 6.8.2020

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, giovedi scorso, è stata approvata la riduzione del 50%  del canone COSAP  per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche dalle attività commerciali e artigianali.

Sottolineo che è  un provvedimento transitorio solo per l’anno 2020 per ridurre i danni economici subiti dalle attività che hanno subito la chiusura durante l’emergenza sanitaria; dopo l’esenzione con il “Decreto Rilancio” dei pubblici esercizi di somministrazione  alimenti e bevande dal canone COSAP, per le occupazioni con dehors e tavolini dal 1 Maggio al 31 Ottobre 2020.

Nell’occasione, ho ribadito che la Giunta Comunale, continua ad ignorare la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 14.3.2019, proposta dal sottoscritto l’8.3.2018, che chiedeva  il dimezzamento  del canone COSAP di occupazione del suolo pubblico per le edicole.

E’ inconcepibile che la Giunta Comunale, non abbia adempiuto alla Deliberazione del Consiglio Comunale con un provvedimento specifico per le edicole, non “transitorio”, ma permanente, come la modifica al Regolamento Comunale COSAP .

Tutti hanno riconosciuto l’importanza delle edicole, punti di informazione e di socialità per i cittadini,  soprattutto nei mesi di chiusura delle attività, durante  la pandemia e l’isolamento personale.

Ma l’Amministrazione del Comune di Rimini continua a non fare nulla di concreto,  per sostenerle.

Nonostante nel Comune di Rimini, l’occupazione del suolo pubblico dalle edicole comporti un esoso canone di 200 euro al mq, con un costo per un chiosco di 10 mq di 2.000 euro l’anno, fino ai 6.000 euro annui per un chiosco di 30 mq, oltre l’IMU e la TARI.

Un costo che incide sul reddito netto derivante dalla gestione di una edicola di circa 1.000 euro mensili,  che impegna almeno due persone.

L’Amministrazione Comunale non considera che a Rimini, nell’ultimo anno, hanno cessato l’attività una quindicina di edicole storiche (Piazza Tre Martiri, Piazza Cavour, Ponte dei Mille, Grattacielo, Viale Vespucci, Via Tripoli, Via Dela Fiera, ecc.).

Non ha neppure recepito la proposta attuata nei Comuni di Forlì e Cesena di esentare dal canone di occupazione suolo pubblico le edicole che si impegnano a svolgere attività di informazione turistica culturale, ricettiva, previo apposito corso di formazione personale e la consegna del materiale fornito dal Comune.

L’Amministrazione Comunale di Rimini dimostra che non è interessata a sostenere il ruolo pubblico delle edicole, l’informazione ai cittadini e ai turisti.

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L’Amministrazione Comunale contraria alla proposta di riqualificazione complessiva del Mercato Centrale Coperto in Piazza Gramsci.
   

 1.8.2020

E’ necessario riqualificare il Mercato Centrale Coperto, realizzato 50 anni orsono, per rivitalizzare contestualmente il centro commerciale della città.

Ma il percorso della Amministrazione Comunale, di procedere con il progetto di demolizione e ricostruzione del Mercato Centrale Coperto nel sito attuale, è irrazionale per i seguenti motivi:

A)    Un centinaio di attività dovrebbero trasferirsi dall’attuale Mercato Coperto per almeno 2-3 anni nell’area vicino al Cinema Settebello, sulla Via Roma, sostenendo notevoli costi logistici a “perdere” per strutture di vendita “temporanee”, con disagi e perdite dei clienti;

B)    Il trasferimento “temporaneo” del Mercato Coperto, nell’area del “Cinema Settebello”, occuperebbe “stabilmente”, una superficie di circa 5.000 mq, considerato la superficie di vendita attuale al piano terra (4.500 mq.) e la superficie al piano interrato di circa 500 mq. dove sono le celle frigorifere;

C)    I progetti presentati, negli ultimi 3 anni, prima dalla Società CONAD e poi dalla Società RENCO, sono condizionati dal sedime attuale e dalle superfici esistenti:
gli operatori del Mercato Coperto non condividono le destinazioni preferenziali delle superfici al piano terra, proposte rispettivamente nei due progetti:
-il MARKET CONAD al posto della “PESCHERIA”;
-la “RISTORAZIONE” di 1.000 mq al piano terra con il MARKET CONAD al piano superiore (da realizzare);

D)    La spesa di realizzazione dei suddetti interventi, di circa 15-20 milioni di euro, sostenuta all’inizio dal soggetto privato con il “project financing”, ricadrebbe sui costi di affitto delle attività, raddoppiandoli o triplicandoli, mettendo a rischio la loro continuità;

E)    Il trasferimento del Mercato Coperto nell’area Cinema Settebello, anche se temporaneo, penalizzerebbe commercialmente le attività di Via Castelfidardo, Via Michele Rosa e il Mercato Ambulante, congestionando ancor di più il traffico veicolare sulla Via Roma.

Dinnanzi ai progetti presentati, non condivisi dagli operatori del Mercato Coperto, accantonati (CONAD) o non decollati (RENCO), comunque non realizzabili, l’Amministrazione Comunale non può ignorare le ragioni evidenziate e perseverare su una strada impraticabile.

Per questo, nel Consiglio Comunale di giovedì scorso, ho presentato una proposta alternativa e fattibile, di riqualificazione complessiva commerciale e urbanistica dell’area del Mercato Coperto, che prevede:  

1.    La realizzazione del Nuovo Mercato Centrale Coperto nell’area di Piazza Gramsci, circondata da quattro strade, che lo rendono meglio accessibile, con parcheggi interrati o sopraelevati, a servizio dei clienti e di chi accede al Centro Storico;

2.    La superficie di Piazza Gramsci di 7.500 mq, molto più vasta della superficie di 4.500 mq su cui insiste l’esistente Mercato Coperto, consente l’insediamento più ampio, razionale, accessibile, al piano terra, di tutti i punti vendita, dei pubblici esercizi, della ristorazione, dei servizi, con spazi circostanti per piazzette, parcheggi cicli-moto, verde;

3.    Si elimina, finalmente, lo “squarcio urbano” di Piazzale Gramsci, dopo la distruzione della Caserma Castelfidardo, a causa dei bombardamenti aerei della Seconda Guerra Mondiale, occupato da decenni da un “superficiale” parcheggio; per recuperare e rigenerare il disegno urbanistico;

4.    Gli attuali banchi del Mercato Ambulante in Piazzale Gramsci, possono essere trasferiti sull’area dell’attuale Mercato Centrale Coperto, dopo la demolizione, consentendo un “ricompattamento” del Mercato Ambulante e una ripresa commerciale di quelle attività oggi emarginate e in difficoltà;

5.    L’intervento rispetta lo storico ex Convento di San Francesco e favorisce la sua possibilità di recupero e valorizzazione chiesti da anni, rimuovendo le rovine e le distruzioni ancora esistenti della Seconda Guerra Mondiale, che degradano la Via IV Novembre, di fianco al Tempio Malatestiano, capolavoro del Rinascimento;

6.    Il Comune dovrebbe indire un Bando Pubblico indicando le esigenze e le condizioni del “progetto di finanza” per scegliere il soggetto privato, realizzatore del Mercato Centrale Coperto;

7.    Il Comune nel “progetto di finanza” può contemplare la gestione dei parcheggi e la partecipazione con finanziamenti pubblici, propri, regionali, nazionali, per ridurre i costi “privati” di realizzazione. E’ necessario che i costi di affitto  siano sostenibili per gli operatori, salvaguardare in Convenzione le attività economiche e il servizio pubblico del Mercato Coperto;  

8.    E’ possibile realizzare, con questa proposta, il Mercato Centrale Coperto attraente architettonicamente e commercialmente, per cittadini e turisti, valorizzando la nostra offerta “alimentare”, il commercio al dettaglio, il nostro Centro Storico.

L’Amministrazione Comunale invece di una superficiale e frettolosa contrarietà di maniera, espressa nella risposta alla mia interrogazione, rifletta consapevolmente, nell’interesse prioritario della Città.
    


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Le mie proposte concrete per la riqualificazione del Mercato Centrale Coperto.
   

 25.7.2020

 

La risposta dell’Ass. Sadegholvaad alla mia interrogazione di giovedì scorso evidenzia che sulla riqualificazione del Mercato Centrale Coperto, l’Amministrazione Comunale è “ferma al palo”.

Dopo la “sfilata” nel gennaio scorso di Bonaccini, in campagna elettorale, con l’annuncio agli operatori del Mercato Coperto della messa a disposizione di risorse milionarie della Regione per il “progetto” di rifacimento del mercato, e del Sindaco Gnassi, con l’annuncio inizio lavori nel prossimo anno (2021) con un project financing; diciamo come stanno le cose:

1)    Il “Project Financing” presentato da CONAD, 2 anni fa, per la demolizione e ricostruzione del Mercato Coperto con la riorganizzazione dei punti vendita al piano terra, per “fette” longitudinali,  i banchi della pescheria lato duomo, la frutta al centro, i box alimentari lato stazione, e un piano superiore per la degustazione dei prodotti tipici; è stato abbandonato dalla stessa CONAD, per la mancata condivisione degli operatori, in quanto troppo targato e preferenziale: in particolare per l’insediamento del “MARKET CONAD” al posto della “pescheria”;

2)    Il progetto presentato, nell’ultimo anno, dalla Società di costruzioni RENCO, non è neanche decollato, sempre per una soluzione progettuale non condivisa dagli operatori, perché prevede una consistente superficie al piano terra, di circa 1000 mq, su un totale di 3.700 mq, destinati alla ristorazione (fra l’altro in crisi), a scapito dei punti vendita attuali, a cominciare dal “MARKET CCONAD”, che verrebbero trasferiti al piano rialzato.

Dinnanzi a questi due progetti, comprensibilmente e motivatamente non condivisi dagli operatori e che non possono essere realizzati, l’Amministrazione Comunale non può, però, rimanere inerte e nell’immobilismo.

Teniamo presente, inoltre, che per realizzare questi due maxi progetti di demolizione e ricostruzione in sito, un centinaio di attività dell’attuale mercato si dovrebbero trasferire per due-tre anni nell’area sulla via Roma vicino al Cinema Settebello, sostenendo costi per le strutture di vendita temporanee.

Non solo, la realizzazione dei suddetti interventi, comporterebbero per il soggetto privato realizzatore (project financing) una spesa prevedibile di 15-20 milioni di euro, che ricadrebbe conseguentemente sui costi di affitto delle attività: raddoppierebbero o triplicherebbero, mettendo a rischio la loro continuità.

Per questo, dinnanzi a due progetti non condivisi, ho detto in Consiglio Comunale: una via perseguibile sarebbe “un progetto di manutenzione straordinaria dell’esistente”, da parte del Comune, con una ricaduta più sostenibile dei costi sulle attività degli operatori e senza le difficoltà e i costi aggiuntivi “a perdere” del trasferimento temporaneo nell’area del Settebello, sulla via Roma.  

E’ fuori dubbio che il Mercato Centrale Coperto, dopo 50 anni dalla sua costruzione, deve essere riqualificato dal punto di vista strutturale e della riorganizzazione della superficie commerciale ridotta di mq. 200 per la cessata attività di diversi operatori.    

Se poi vogliamo perseguire il maxi progetto della demolizione e ricostruzione radicale, sottopongo al Sindaco e alla Giunta Comunale la seguente proposta di una riqualificazione commerciale e urbanistica di questa vasta area del Centro Storico, che prevede:

La realizzazione del Nuovo Mercato Centrale Coperto nell’area di Piazza Gramsci, circondata da quattro strade che lo rendono ancora più accessibile, con la realizzazione del parcheggio interrato preferibilmente pluripiano, a servizio dei clienti del mercato sovrastante e di chi accede al Centro Storico.
                                                                    
Teniamo presente che la superficie di Piazza Gramsci è di 7.500 mq, molto più vasta della superficie di 4.500 mq, su cui insiste l’attuale mercato.

Questo consentirebbe l’insediamento più ampio, razionale, accessibile al piano terra di tutti i punti di vendita, dei pubblici esercizi, della ristorazione, dei servizi, con spazi circostanti e parcheggi di cicli e moto.

Eliminerebbe finalmente uno “squarcio urbano” dopo la distruzione della Caserma Castelfidardo, nella seconda Guerra Mondiale, riempito con la vista di un banale parcheggio, recuperando e rigenerando il costruito preesistente.

Il Comune potrebbe indire un Bando pubblico, nazionale, coinvolgendo sin dall’inizio gli operatori del Mercato Coperto per conoscere le esigenze e definire le condizioni di realizzazione del Mercato Coperto e del progetto di finanza.

Il Comune, nel “project financing”, potrebbe contemplare la gestione del parcheggio interrato, e la partecipazione del Comune a fronte di  finanziamenti locali, Regionali, Nazionali, per contenere i costi di realizzazione e di ricaduta sugli operatori, ma anche per continuare a salvaguardare in Convenzione le attività degli operatori e il servizio pubblico del Mercato.

Gli attuali banchi del Mercato Ambulante, di Piazza Gramsci, potrebbero essere trasferiti sull’area dell’attuale Mercato Centrale Coperto demolito, consentendo un compattamento del Mercato Ambulante e una ripresa di quelle attività oggi emarginate e in difficoltà.

Tale intervento consentirebbe anche il recupero dello storico ex Convento di San Francesco, che chiedo invano da anni all’Amministrazione, senza risposta, rimuovendo le rovine e le distruzioni dei bombardamenti, che degradano la Via IV Novembre, di fianco al Tempio Malatestiano, capolavoro del Rinascimento.

Potremmo realizzare un Mercato Centrale Coperto attraente architettonicamente e commercialmente, per tutti cittadini e turisti, che riqualificherebbe e rilancerebbe tutto il Centro Storico.

Queste le mie proposte che responsabilmente sottopongo all’attenzione dell’Amministrazione Comunale, per la valorizzazione del commercio al dettaglio e del nostro Centro Storico.  
                                     

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La riqualificazione di Piazza Malatesta deve avvenire nel rispetto della storia della città.
   

 17.7.2020

Sono in corso i lavori del 2° lotto -IV Stralcio Museo Fellini “Riqualificazione Piazza Malatesta”con la spesa di 3.000.000 di euro , oltre ai 4 stralci realizzati o in corso di ultimazione per 9.000.000 di euro, che ammontano complessivamente a 12.000.000 di euro.

Nel suddetto lotto lavori, Hera sta eseguendo il rifacimento dei sotto servizi, mentre la pavimentazione sovrastante della Piazza è di competenza del Comune.

In base alle norme del PSC (Piano Strutturale Comunale), le nuove superfici, gli arredi, e più in generale il disegno della Piazza devono    tenere in considerazione le risultanze delle indagini archeologiche.

La Piazza Malatesta ha un forte valore storico, architettonico ed archeologico e per questo è soggetta ai seguenti vincoli:

Il vincolo di inedificabilità assoluta del 14 Marzo 2015, è finalizzato ad assicurare la prospettiva del Castello Malatestiano;

Il Vincolo Archeologico del 29 Ottobre 1991 è finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo delle aree incidenti sul tracciato delle mura tardo imperiali e sull’area occupata dell’antico “fossato” difensivo del Castello.

Gli interventi da realizzare, anche in superficie, devono essere compatibili con i rinvenimenti archeologici.

I sondaggi conoscitivi, svolti negli ultimi 30 anni, hanno evidenziato presenze archeologiche diffuse mediamente a solo mezzo metro dalla superficie della Piazza.

Nell’area tra il Castello e il Teatro, corrispondente al “fossato”, gli scavi avevano già riscontrato nel 1988 e nel 1992 il muro di “controscarpa” o “antemurale” (la prima linea di mura difensive del Castello) e uno dei “ battiponte” ( del Ponte Levatoio) ad una quota di appena 20 centimetri sotto il piano della Piazza.  

Gli scavi in corso in questa area stanno facendo emergere, in questi giorni, proprio la parte del sistema difensivo “antemurale” del Castello Malatestiano,  a ridosso del “fossato” e della “falsa braga”( la cinta muraria  della Corte a Mare).   

Per questo, ieri sera con l’interrogazione consigliare, ho chiesto, alla luce di queste importanti testimonianze archeologiche, da valorizzare,  di rivedere radicalmente l’attuazione del progetto esecutivo approvato, che prevede:

1)    La realizzazione, ridicola, di una fontana calpestabile  in forma di piazza allagabile lungo il perimetro del “fossato” con una profondità di 5 cm. e con vaporizzatori per creare “suggestioni oniriche” felliniane:

2)    La localizzazione dei vani tecnici della fontana ad una profondità di 4 m., sotto la fontana, addirittura, nell’area tutelata e inedificabile  del “fossato”;

3)    Che venga “spianata la schiena d’asino” che si frappone tra il Castello e il Teatro, dovuta alle presenze archeologiche fino alla superficie, in spregio al vincolo archeologico.

4)    Come possano i suddetti interventi, essere compatibili con le testimonianze storiche e archeologiche di Castel Sismondo, (progettato da Filippo Brunelleschi), rispettare i vincoli di tutela, e avere il parere favorevole della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Emilia Romagna per le province di Ravenna, Forli-Cesena e Rimini.

Sostengo da anni in Consiglio Comunale, che invece dei suddetti fantasiosi interventi, a cominciare dal “giardinetto” realizzato  davanti al Castello  con i muretti di cemento armato  che evocano le mura della “falsa braga”, era più naturale, semplice e molto meno costoso, riscoprire  il “fossato” tutto attorno al Castello, liberarlo dagli interramenti, per fare riemergere il Castello originario di 5-6 metri e ritrovarlo imponente anche nel confronto con il Teatro ricostruito.

Abbiamo perso una occasione storica.               

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Istituire un Presidio della Polizia Municipale e delle Forze dell’Ordine sul nuovo Piazzale della Stazione, per rispettare legalità, sicurezza e decoro.
   

 4.07.2020

E’ stata ultimata da poche settimane la nuova Piazza antistante la Stazione di Rimini, costata oltre un milione e mezzo di euro, a carico di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

Nonostante l’ingente somma investita, per la riqualificazione e la trasformazione urbana dell’intera area, purtroppo, davanti alla Stazione continua lo “spettacolo”: balordi, ubriachi, nullafacenti “sdraiati a terra”, malavitosi e anche spacciatori, che con l’espletamento dei propri bisogni corporali, il vomito, le risse, urla, furti, degradano il nuovo Piazzale d’ingresso della città.

Si ripresenta la “solita” situazione di “indecenza”, di “insicurezza”, senza rispetto per le migliaia di cittadini e turisti che ogni giorno usufruiscono della Stazione di Rimini, del trasporto pubblico, del servizio taxi.  

Non è ammissibile per il decoro e l’immagine della rinnovata Stazione di Rimini!

Ho chiesto, pertanto, con l’interrogazione consigliare di giovedì scorso, di istituire un Presidio della Polizia Municipale, per il rispetto del Regolamento di Polizia Urbana, riguardo i comportamenti vietati su un luogo pubblico e dell’Ordinanza del Sindaco che vieta il consumo di alcolici sul suolo pubblico, proprio davanti alla Stazione.

Per dare continuità ed efficacia al Presidio a sostegno della legalità e sicurezza, ritengo opportuno il supporto delle Forze dell’Ordine e dell’Esercito, coinvolgendo il Prefetto e il Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico sulle “criticità “dell’area Stazione.  

Anche il prossimo utilizzo dell’adiacente parcheggio, ampliato da 183 a 478 posti auto, ad opera della Società delle Ferrovie “Metropark”, deve avvenire, rispetto al passato, in migliori condizioni di vigilanza e sicurezza   per gli utenti.

E’ importante, oltre la sicurezza, sostenere la qualità ambientale: il nuovo e vasto piazzale, non può essere già imbrattato, occorre che sia pulito e curato quotidianamente e con scrupolo da Hera e Anthea.   

L’Amministrazione Comunale, in sinergia con le Ferrovie dello Stato, deve fare gli interventi di sua competenza:

Le “barriere stradali” mobili, da mesi davanti al Piazzale siano rimosse al più presto, con la definizione delle corsie stradali per il trasporto pubblico e privato, per agevolare l’accessibilità e transitabilità davanti la Stazione.  

La spaziosa superficie con asfalto rosso all’angolo del Bike Park può essere attrezzata con le rastrelliere per il parcheggio bici, eliminando le infelici rastrelliere sull’aiuola verde spartitraffico di Via Dante.

Il prefabbricato della Cooperativa Taxisti, dopo tanti traslochi, sia sistemato definitivamente, in un luogo funzionale per l’attività lavorativa e per l’accesso dei clienti.
Dopo la demolizione dell’ex Kebab di Viale C. Battisti, è ora di valorizzare l’area verde dei Giardini della Stazione, trascurata da decenni.

Aspettiamo entro l’anno, che Rete Ferroviaria Italiana (RFI), avvii i lavori di riqualificazione del Sottopassaggio del Grattacielo, con l’abbattimento delle barriere architettoniche, la video sorveglianza, e l’apertura a mare della Stazione, con il prolungamento del sottopasso centrale fino al Giardino “Vittime delle Foibe”.  

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Le responsabilità dell’Amministrazione Comunale: cantieri sul lungomare di Rimini Nord, incompatibili con la stagione balneare.
   

 27.6.2020

Quest’estate, la stagione balneare a Rimini nord, è compromessa non solo dal “Corona Virus”, ma anche dai quattro “cantieri” per la riqualificazione dei Lungomari di Rivabella, Viserba, Viserbella, Torre Pedrera, avviati in ritardo dall’Amministrazione Comunale il 23 Gennaio scorso.   

La “fine lavori” era prevista a fine giugno 2020, per i tratti di Via Polazzi-Via Roma a Viserba, Via Tolemaide-Via Tolmetta a Torre Pedrera, Via Adige-Via Astico a Rivabella, con la conclusione di tutti gli interventi entro novembre 2020.

Anche l’ampliamento dell’asse viario Mazzini, Caprara, Serpieri e Domeniconi, adiacente la Ferrovia, doveva concludersi entro l’inizio dell’estate Giugno 2020.

Lo stato attuale dei lavori, nonostante 5 mesi di meteo favorevole, smentisce le previsioni della Amministrazione Comunale, evidenziando tempi di esecuzione delle opere che rendono impraticabili i singoli tratti di lungomare nel centro di Viserba, Torre Pedrera, Rivabella.

1)    I marciapiedi, per oltre la metà della lunghezza e superficie non sono ancora stati pavimentati;

2)    I lampioni dell’illuminazione non sono stati installati;

3)    Gli alberi e il verde delle aiuole non sono stati piantumati;

4)     Il cantiere di Viale Roma a Viserba per il rifacimento della sede stradale, atteso da 20 anni, è stato avviato a fine Giugno;

5)    L’ampliamento dell’asse viario adiacente alla Ferrovia è da completare su Via Mazzini, proprio nel tratto a monte di Viserba;

6)    Il cantiere sul Lungomare di Torre Pedrera, la notte è avvolto nel buio, con pericoli per la sicurezza;

7)    I cantieri, in particolare quello nel centro di Viserba, rendono inaccessibili i lungomari, non solo con le transenne, anche con l’impatto di polveri, rumori, causando una situazione caotica, poco rispettosa delle attività circostanti (alberghi, negozi, pubblici esercizi) che protestano, la conseguenza è che i pochi turisti fuggono.

Dubitiamo che tutto sia ultimato fra due settimane, a metà luglio, come ha risposto l’Ass.ai Lavori Pubblici alla nostra interrogazione consigliare di giovedì scorso.

Come sono rimaste senza risposta, le nostre criticità sollevate relativamente alle dimensioni ristrette dei marciapiedi, che misurano appena un metro e mezzo a Viserba e Rivabella, a scapito di una pista ciclabile di 2,5 metri, con i pedoni costretti a procedere in “fila indiana”.

La “pedonalizzazione dei lungomari” di Viserba e Rivabella, era  l’obiettivo principale della riqualificazione, ma alla fine, è stata penalizzata dagli attraversamenti ciclabili.

Gli annunci dell’Amministrazione Comunale sulla “fine lavori”, si confermano azzardati ed incoerenti: i cantieri sul lungomare, “sono attualmente in corso”, incompatibili più che mai con la stagione balneare, con conseguenti danni alle attività economiche.

Sarebbe stata necessaria, una prudente programmazione, con cantieri avviati al termine della scorsa l’estate e la chiusura prima di Pasqua, per promuovere l’immagine e l’accoglienza della nostra riviera.
                                                       

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