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La Soprintendenza revochi l’autorizzazione all’obelisco sull’Arco di Augusto!
   

 12.10.2018

Sono ritornato con l’interrogazione al Sindaco nel Consiglio Comunale di ieri sera sullo spostamento dell’obelisco sovrastante l’Arco di Augusto.

L’A.C. chieda alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici la revoca dell’autorizzazione provvisoria di 1 anno rilasciata a Wind il 21 Marzo 2018, concessa  in via sperimentale, per valutare gli effetti visivi dell’enorme “cilindro” che ha mascherato il preesistente antennone e   peggiorato l’impatto sull’Arco di Augusto, sostenendo lo spostamento dell’antenna come unica soluzione.

Viste le risposte alle mie interrogazioni del 2001 e 2004, l’Amministrazione Comunale solleciti il gestore a dare seguito alla lettera nel Febbraio 2001 dell’allora Assessore all’Ambiente Ing. Ariano Mantuano di “spostare  l’antenna entro tre anni dal sito Arco d’Augusto per opportunità paesaggistiche”.

Ricordi a Wind la disponibilità espressa all’Ass. Mantuano nell’Aprile 2004  di “essere alla ricerca di nuovi siti per eliminare l’antenna sopra le Poste e in vicinanza dell’Arco”.

Ribadisca la richiesta dello spostamento dell’antenna nel contesto delle autorizzazioni richieste da Wind per nuove installazioni.

Infine, il Regolamento Comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile” approvato dal Consiglio Comunale il 18.3.2010 sia adeguato e aggiornato con la sopravvenuta legislazione nazionale e regionale per salvaguardare i siti della città di interesse storico, ambientale, paesaggistico.
                                                                     


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L’obelisco sull’Arco di Augusto !
   

 1.10.2018

E’ stato installato sul tetto dell’edificio delle Poste Centrali di Rimini un vistoso “obelisco” per la telefonia cellulare, che ha “mascherato” il  precedente “antennone”, peggiorando ancora di più l’impatto visivo sull’Arco d’Augusto.   

L’immagine dell’Arco d’Augusto, simbolo monumentale di Rimini, è condizionata dalla presenza di questa invadente  mega antenna.

Avevo già sollevato con una interrogazione consigliare il 25 Gennaio 2001, poi ripresa nel 2004,  il problema di questo ripetitore,   senza rispetto per  uno dei principali Beni Culturali che caratterizza la Storia della nostra Città.

Non essendoci la “minimizzazione dell’impatto visivo”, è incomprensibile come la Soprintendenza ai Beni Culturali e Paesaggistici abbia potuto dare il parere favorevole a questa forma e dimensione dell’impianto in questo contesto monumentale.
 
Il “Regolamento Comunale per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia Mobile” approvato nel 2010,  sarebbe superato da una Legge successiva e permissiva.

Per lo spostamento opportuno della antenna da sopra l’edificio delle Poste, purtroppo, non bastano le ragioni di interesse  storico, ambientale, paesaggistico.  

Comunque, il Comune deve sollecitare al Gestore questa soluzione nel contesto delle autorizzazioni richieste per nuove installazioni.      


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Condotta fognaria con il “Microtunneling” per salvare 100 alberi e l’identità dei Parchi Cervi, Bondi, Fabbri.
   

 27.09.2018

Il   sottoscritto Consigliere Comunale Gioenzo Renzi,

preso atto

che la realizzazione del collettore fognario PSBO Dorsale Sud 3°Stralcio prevede la  posa di una condotta di 80 cm. con lo “scavo a cielo aperto”  all’interno e lungo i parchi Cervi, Bondi e Fabbri;

che la Relazione Agronomica evidenzia il pesante impatto di questo intervento, secondo il tracciato approvato,  sulle essenze arboree dei tre Parchi con l’abbattimento sicuro di  74 piante  e il rischio per altre 57 piante che dovrà essere valutato, caso per caso, con il metodo VTA  da un tecnico agronomo, durante l’esecuzione dei lavori in prossimità degli apparati radicali.
Rilevato

che la Conferenza dei Servizi a cui hanno partecipato i soggetti pubblici interessati ( Atersir, Provincia, Comune di Rimini ecc.) ha approvato l’11.4.2017 il suddetto progetto definitivo  elaborato da Hera;

che la Provincia nel parere scritto emesso il 7.4.2017 su questo progetto aveva espresso “ la necessità di modificare il tracciato, utilizzando il sedime delle strade adiacenti ai Parchi o del percorso ciclo pedonale del loro attraversamento per eliminare o ridurre gli abbattimenti degli alberi esistenti, molti dei quali di diametro superiore ai 40 cm. anche di pregio e meritevoli di salvaguardia “

che la Conferenza dei Servizi non ha accolto le suddette proposte della Provincia per le ripercussioni sul traffico, sulla fruibilità del percorso ciclo-pedonale, la presenza dei sottoservizi con significativi aumenti di costo;

che l’Ufficio Verde del Comune ha rilasciato il 26.3.2018 l’autorizzazione ad Hera di abbattere 74 alberature,  mentre altre 57 alberature  saranno soggette a verifiche di stabilità,  con la previsione di 90 ripiantumazioni;  

ricordato

che le opere sono previste nel Piano degli Investimenti di Atersir e sono finanziate sulla Tariffa del Servizio Idrico Integrato  pagata dai cittadini utenti;
ribadita

la contrarietà del sottoscritto con l’interrogazione consigliare del 19 Luglio scorso alle suddette modalità di realizzazione della condotta che comporta l’abbattimento di un centinaio di alberi, da un minimo di 74 ad un massimo di 131  e  visto anche l’appello di questi giorni al Sindaco dalle  Associazioni Ambientaliste  contro la “strage di alberi” ;

chiede

se la condotta fognaria lungo i Parchi Cervi, Bondi, Fabbri, invece del devastante scavo a cielo aperto,  non debba essere realizzata con la tecnica specialistica di perforazione del “ microtunnelling” ad una profondità di sicurezza per non interferire minimamente con l’apparato radicale delle alberature esistenti;

per le seguenti ragioni:

1.    la soluzione del “microtunnelling”  salvaguarda le alberature sovrastanti e nelle aree adiacenti e rispetta l’integrità dei Parchi;

2.    la modalità tecnica del “microtunneling” evita di snaturare l’immagine esistente dei Parchi  con gli abbattimenti e le ripiantumazioni delle nuove alberature peraltro “condizionate” nelle ridotte aree di pertinenza;

3.    la tecnica del  “microtunnelling”, fra l’altro, è stata  approvata per consentire alla condotta di superare il Deviatore Ausa e la Strada Statale 16 ed è già stata utilizzata per collocare “ il tubone” per un  tratto di circa 1.200 metri  sotto la Via Roma,  dall’Ospedale al nuovo Sovrapasso pedonale del Parco Cervi( mentre la lunghezza di attraversamento dei tre Parchi è di 1/3, circa 400 metri).


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Vietare il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico. Un passo in avanti !
   

 12.09.2018

Questa mattina, la Prima Commissione Consiliare ha esaminato la mia Mozione “Modifiche al Regolamento di Polizia Urbana: divieto di consumo sul suolo pubblico di bevande di qualsiasi gradazione alcolica”.

Il divieto di consumo delle bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico, è ormai la regola nei Paesi del Nord Europa ed è sempre più adottato nelle città italiane.

Il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Rimini ora vieta di “assumere bevande con contenuto alcolico superiore ai 21 gradi alcolici effettuata in luogo pubblico”, pertanto, si limita a vietare solo il consumo dei superalcolici (oltre i 21 gradi) sul suolo pubblico.

La mia proposta è di modificare il Regolamento di Polizia Urbana con i seguenti emendamenti:

1)    E’ vietato consumare bevande di qualsiasi gradazione alcolica sul suolo pubblico, se non nelle pertinenze di bar, locali, luoghi di somministrazione, o aree pubbliche autorizzate da parte della Amministrazione Comunale( Sanzione da euro 100 a euro 600);

2)    Il consumo di bevande alcoliche sul suolo pubblico potrà essere autorizzato, in deroga, solo in occasione di iniziative e manifestazioni particolari di interesse collettivo, individuate dalla Giunta Comunale, sempre nel rispetto della vivibilità degli spazi pubblici e del consumo responsabile.

Si tratta di adeguare e aggiornare  il Regolamento per contrastare i  comportamenti, sempre più diffusi, di consumare le  bevande alcoliche di qualsiasi gradazione sul suolo pubblico di vie, piazze, marciapiedi, nei pressi di minimarket, o esercizi pubblici che vendono e somministrano tali bevande.   

Le occupazioni del suolo pubblico da parte di persone “col bicchiere o la bottiglia in mano” o che “bivaccano” alimentano una immagine diseducativa, nuocciono al decoro e alla vivibilità urbana, creano disagio ai cittadini che attraversano gli spazi pubblici, causano problemi di ordine pubblico e sicurezza, disturbo della quiete pubblica, danneggiamenti e imbrattamenti, l’abbandono a terra dei contenitori di vetro, latta o plastica.

Bisogna poter intervenire sulle situazioni “fuori controllo” nei luoghi pubblici,  sempre più “stabilizzate” sotto gli occhi di tutti, come di fianco al Mercato Centrale Coperto, al parcheggio della Stazione ( Bike park), nei Giardini della Stazione, all’angolo di  Via dei Mille-Corso Giovanni 23°, sulle “gradinate” della Piazza Cavour, in Via Sigismondo ecc.   

L’Ass. Sadegholvaad si è dichiarato disponibile e “studierà”  un  provvedimento adeguato.

Basta vedere quello che hanno già fatto molti Comuni italiani.


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Giardini della Stazione : La Porta di ingresso di Rimini in uno stato di degrado, illegalità, insicurezza.
   

 31.08.2018

L’area dei Giardini della Stazione, “porta di ingresso” della città, si presenta a chi transita lungo viale C.Battisti in uno stato di degrado, di illegalità, di insicurezza.  

L’ex “kebab” a metà del Viale è il “rifugio multiculturale”, soprattutto la  notte, di extra comunitari, per la maggior parte africani, spacciatori di droga, ladri, ecc., ed è  cosparso da rifiuti di ogni genere.

La “vasca d’acqua rettangolare” realizzata assurdamente 15 anni orsono, funziona da servizio igienico ( lavandino, pediluvio, bidè, lavapanni ) e punto d’incontro per la “irregolare” clientela stanziale e di passaggio.

Il “sottopassaggio del grattacielo” l’unico attraversamento, Stazione -Centro Storico- Marina Centro e viceversa, è insicuro nelle ore notturne ma anche di giorno per le persone sole.

L’illegalità e insicurezza sono in sintonia con il degrado dell’arredo urbano.

Il “Marciapiede lato mare”, partendo dalla stazione, è in condizioni penose con un asfalto “rattoppato” e datato.

Le “aiuole” a fianco del marciapiede, di fatto,  sono sassi e terra battuta, il prato del giardino è trascurato.

La risposta scritta della Amministrazione Comunale alla mia Interrogazione Consigliare del 9 Agosto scorso che denunciava tutto ciò, è  superficiale,  non recepisce le necessità degli interventi proposti per migliorare la situazione.        

Invece di rimuovere i rifiuti  attorno all’ex Kebab,  sotto gli occhi dei “passanti”, la giustificazione è che ”Hera effettua regolarmente la pulizia della zona adiacente a tale area ma non entra nella proprietà data in concessione a terzi” .     

Una risposta incredibile, alla faccia del Regolamento Comunale di Polizia Urbana per la custodia responsabile degli immobili commerciali non utilizzati, senza la minima attenzione ai problemi di ordine pubblico,  igiene, sicurezza, degrado, causati dall’ ex  kebab” a 50 metri dall’ingresso della Stazione.

Mentre l’Amministrazione Comunale, dovrebbe essere la prima interessata a “fare pulizia” in tutti i sensi, accelerando la demolizione dell’ex kebab, dopo le  revoche  della concessione da parte della proprietà della Ferrovie al gestore, e della autorizzazione comunale all’esercizio della somministrazione alimenti e bevande per  abusi edilizi.

Sulla eliminazione della vasca d’acqua rettangolare, utilizzata come servizio igienico e punto di incontro per “gli irregolari”, la risposta è   burocratica “non è prevista  l’eventuale rimozione nei programmi attuali della Amministrazione Comunale”.   

C’è voluta l’interrogazione consigliare per riattivare in Agosto,  la Fontana storica dei Giardini della Stazione, risalente al 1927, rimasta  senz’acqua in tutti gli altri mesi dell’anno, ridotta a contenitore di rifiuti e fogliame.

Ho chiesto, non da oggi, l’installazione delle “telecamere con occhio fisso” nel sottopassaggio del Grattacielo per la maggiore sicurezza del suo attraversamento, soprattutto notturno, considerato il mancato funzionamento della video sorveglianza ad opera della Polfer da oltre 10 anni.   

Così va potenziata la video sorveglianza sull’intera area dei Giardini della Stazione, che si avvale di una sola telecamera “brandeggiante “ per consentire un controllo continuo e più ampio .

Chiaramente la vivibilità del luogo non può prescindere dalla ordinaria manutenzione.

Il marciapiede lato mare, partendo dalla stazione, è sgretolato e pieno di rattoppi, ma per l’Amministrazione Comunale “si presenta in uno stato conservativo accettabile”.  

La cura del verde dei cosiddetti “ Giardini” le aiuole, il prato, gli alberi, sarebbe “naturale” ma rimane senza risposta.

Davanti al “muro” della sosta prolungata e invasiva degli autobus di Start Romagna e di linea, lungo viale C. Battisti, lato Giardini, “la programmazione della sosta è compito del gestore del TPL, ed è difficile trovare alternative”.

La  conclusione è che l’Amministrazione Comunale non ha la volontà di trasformare l’attuale situazione di illegalità, di insicurezza,   di degrado, in un biglietto da visita e di benvenuto nella nostra città..


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La “passerella galleggiante” un ostacolo alla circolazione delle acque e senza rispetto per il paesaggio e il Ponte di Tiberio.
   

 8.8.2018

La passerella galleggiante del Progetto Tiberio 4 dopo essere stata posizionata tra le banchine di destra e sinistra del Porto Canale, dinnanzi al Ponte di Tiberio, è “ancorata” da oltre 2 settimane parallelamente alla banchina di sinistra.  

Era stata annunciata la sua inaugurazione sabato 21 luglio ma non ha   ancora superato i necessari collaudi, come ha risposto l’Assessore Sadegholvaad alla mia interrogazione consigliare di giovedi scorso.

L’”attraversamento galleggiante” del Porto Canale costituisce infatti un pericoloso “sbarramento” al deflusso delle piene del fiume Marecchia che secondo gli studi idraulici registrano i massimi incrementi di livello proprio nel bacino del Ponte di Tiberio dove si è registrato un  sovralzo di m.2,7 sul livello medio mare e perciò obbliga ad una attenta vigilanza e ad una serie di “ manovre” in condizioni meteo avverse.

Infatti, per consentire l’apertura del canale in stato di necessità è previsto lo “sgancio” della passerella galleggiante dal 1°palo adiacente alla banchina di destra, la “rotazione” sul 2° palo della banchina di sinistra e l’”ancoraggio” ad un 3° palo parallelamente alla banchina di sinistra.  

Oltre alle verifiche sul regolare “ funzionamento” o “spostamento” della passerella galleggiante, devono anche essere predisposti e approvati :

A)    Il Disciplinare Operativo che prevede lo sgancio dell’”attraversamento galleggiante” con la dichiarazione di criticità di preallarme ( codice arancione) da parte di Arpa Emilia Romagna per evitare l’aggravio del rischio idraulico;

B)    La “Sezione specifica del Piano di Protezione civile del Comune di Rimini “ che indichi le modalità di attivazione, le misure informative e di sicurezza, i dispositivi di segnalazione, i ruoli e le responsabilità in caso di evento di piena.

Ricordo che Il problema della sicurezza idraulica, sottolineato dalla Prefettura, aveva costretto l’Amministrazione Comunale a smantellare nel 2009 la preesistente “diga mobile” dell’arch. Viganò, un’opera fallimentare costata una decina di miliardi di lire, non funzionante , che non aveva superato i collaudi, e che perfino aveva visto la Sentenza di condanna della Procura Regionale della Corte dei Conti.  

Nonostante quell’esperienza disastrosa, 
sotto tutti gli aspetti, progettuali, ambientali, finanziari, oggi, l’Amministrazione Comunale “ritorna” sul  sedime dell’ex “diga mobile” a  costruire un “attraversamento galleggiante”, da “spostare” dinnanzi alle possibili “piene” del Marecchia e che comunque “ostacola” la già debole circolazione delle acque, stagnanti e melmose, nel bacino del Ponte e del Porto-Canale, a cui poco possono gli andamenti delle maree .

Mentre, come sostengo da 20 anni, l’intervento più necessario e naturale era  il ripristino di un flusso d’acqua dal Deviatore del Marecchia che avrebbe consentito il ricambio idrico e di ridare vita al Parco, al Ponte, al Porto-Canale.

Come la ex “diga mobile” la passerella galleggiante è inutile, poco rispettosa della vicinanza del Ponte di Tiberio, snatura l’ambiente, la visuale del paesaggio e del contesto storico.

Era più proficuo utilizzare i soldi pubblici spesi per rialzare e riqualificare le banchine allagate da decenni e degradate e restaurare le mura storiche del Porto Canale.

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Borgo Marina: regolamentare urgentemente l’apertura delle Moschee con la variante al RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio).
   

 1.08.2018

Dopo l’Ordinanza comunale del 29.9.2017 dal Comune di immediata sospensione  dei lavori in corso al piano terra dell’immobile sito in Via San Nicolo 11 8 con cambio di destinazione d’uso da officina ( categoria D) a Moschea ( luogo di culto- categoria C), non essendo idoneo come titolo abilitativo la semplice Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), è arrivata l’Ordinanza comunale di demolizione delle opere abusive realizzate e di ripristino dello stato dei luoghi.

Come sostenevo allora, Il cambiamento della destinazione d’uso con l’aumento del carico urbanistico è subordinato al reperimento degli standard urbanistici (es.parcheggi) come previsto dal Regolamento Urbanistico Edilizio.

Non essendo possibile nella zona del Borgo Marina il reperimento  degli standard urbanistici ( parcheggi) la possibilità della loro  monetizzazione è una facoltà della Amministrazione Comunale che può non essere concessa in relazione alla ampia superficie della ex officina di 226 mq., rendendo inattuabile il cambio di destinazione d’uso.

Comunque, va considerato l’impatto della Moschea, sottostante un condominio, all’incrocio di due strade strette con marciapiedi minimi, per accogliere 300-400 persone, senza possibilità di parcheggi per auto, moto, cicli, sulla vita dei residenti e del quartiere.

Per queste ragioni non è perseguibile il cambio di destinazione d’uso da officina a luogo di culto e Moschea in via San Nicolo’ con lo spostamento di poche decine di metri da quella esistente in Corso Giovanni XXIII°-

Permane il problema del trasferimento della Moschea sita dal 2004 in una casetta di poco più di 100 Mq. ad uso ufficio di Corso Giovanni 23° in un’altra zona più idonea della città, come a Ravenna, e in un immobile compatibile per eliminare l’impatto delle centinaia di Mussulmani che vi accedono sul Borgo Marina.

Per questo chiedo di approvare urgentemente, alla luce dell’esperienza nel Borgo Marina, la Variante al RUE per regolamentare l’apertura dei luoghi di culto o Moschee, stabilendo gli standard urbanistici, indici di affollamento, classificazione acustica, requisito della visitabilità, norme igienico sanitarie e della sicurezza, parcheggi e indicare possibili localizzazioni per evitare l’impatto sui residenti.

Come già chiedevo con la Mozione consigliare, per la salvaguardia della  vivibilità e identità dei luoghi nella nostra città, ma respinta dalla maggioranza appena due settimane fa.  

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Eliminare la Deviazione del traffico di Via Montefeltro su Viale Valturio, diretto sulla Via Marecchiese, con la realizzazione di una piccola rotatoria.
   

 27.07.2018

Il traffico di cicli, moto, autoveicoli, provenienti dalla Via Montefeltro  e diretti sulla Via Marecchiese, è costretto da uno spartitraffico a deviare sul Viale Valturio da percorrere fino alla rotatoria con la Via Bastioni Occidentali, da aggirare, e ripercorrere in senso inverso fino ad immettersi sulla Via Marecchiese.

I residenti e titolari di attività della Via Montefeltro ritengono innaturale questa deviazione tant’è che spesso cicli, moto  si immettono direttamente sulla Via Marecchiese sorpassando irregolarmente e pericolosamente lo spartitraffico, per evitare l’allungamento notevole del percorso.

Gli autoveicoli provenienti dalla Via Montefeltro e diretti sulla Via Marecchiese, invece, per evitare  la suddetta deviazione su Viale Valturio preferiscono la svolta sulla Via Bilancioni, poi sulla Via Di Mezzo, fino alla  Via Caduti di Marzabotto, o alle vie laterali per immettersi sulla Via Marecchiese.

Per eliminare la suddetta Deviazione sul Viale Valturio del traffico di  Via Montefeltro diretto sulla Via Marecchiese, ho proposto, ieri sera con una interrogazione consigliare, di realizzare una “rotondina” all’incrocio tra Via Montefeltro, Viale Valturio e Via Marecchiese con la rimozione dell’attuale spartitraffico.

Così non correranno più rischi e pericoli i ciclisti e motociclisti che superano irregolarmente l’attuale spartitraffico per evitare la Deviazione ed immettersi direttamente sulla Via Marecchiese.

L’eliminazione dello spartitraffico e della Deviazione su Viale Valturio   eviterà l’allungamento e i tempi del percorso, ma anche l’intasamento del traffico sul Viale Valturio e sulla rotatoria di Via Bastioni Occidentali;

Con la soluzione proposta si previene pure il dirottamento del traffico sulla Via Bilancioni e sulla Via Di Mezzo dove tra l’altro si trovano la Residenza Anziani “Valloni” e un Asilo Comunale.

Ho preso atto con piacere dalla risposta dell’Ass. Frisoni che l’Amministrazione Comunale è ben disposta a valutare la suddetta soluzione e realizzazione.  

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Alla faccia del Consiglio Comunale, per realizzare la condotta della Dorsale Sud all’interno e non all’esterno dei Parchi Cervi e Fabbri si abbattono 95 alberi !
   

 19.07.2018

Il Piano di Salvaguardia della Balneazione (PSBO) con la realizzazione del progetto Dorsale Sud elaborato dal gestore HERA Spa ha lo scopo di collettare al Depuratore Marecchiese le portate di acque nere provenienti da tutto il bacino sud del territorio comunale ;

Il progetto Dorsale Sud è suddiviso in tre stralci funzionali e il Consiglio Comunale ha approvato il 9.2.2017 il terzo stralcio che comprende le seguenti opere:

•    la realizzazione di un collettore con un diametro interno di 80 cm.  in adiacenza ed esterno ai Parchi Cervi, Bondi e Fabbri;

•    il collettore proseguirà su via Bramante, via Melozzo da Forli, via Saffi, via Covignano, via dell’Allodola, via di Mezzo, via Aldo Moro, il deviatore Ausa, la Strada Statale 16 Adriatica, il quartiere Padulli , la Marecchiese, fino al collegamento nell’area del Depuratore;

Sottolineo che il  Consiglio Comunale il 9.2.2017 ha espresso il parere favorevole al progetto definitivo che prevedeva di realizzare il tracciato del collettore sul sedime delle adiacenti Via Bastioni Orientali, Via Bastioni Meridionali e Via Bramante e non all’interno dei Parchi Cervi, Bondi e Fabbri ;

La Conferenza dei Servizi di cui fanno parte i soggetti pubblici interessati (Comune, Provincia, Atersir ecc.), invece, ha approvato l’11.4.2017 un progetto definitivo, elaborato sempre da Hera, che prevede di realizzare la condotta all’interno dei tre Parchi.

Rilevo che la stessa Provincia, nel parere scritto emesso il 7.4.2017 su quest’ultimo progetto sottoposto all’esame della Conferenza dei Servizi,  ha evidenziato :

•    “l’importante impatto della posa della condotta, con scavo a cielo aperto e nel tracciato proposto, con l’abbattimento di 95 alberi, di cui 70 nel Parco Cervi e 25 nel Parco Fabbri,  quasi tutti di prima grandezza, molti di diametro superiore ai cm.40, anche di pregio e meritevoli di salvaguardia, con riferimento alla Relazione Agronomica ”.

•    “la necessità di modificare il tracciato, utilizzando il sedime  delle strade adiacenti ai Parchi o del percorso ciclo pedonale di  attraversamento per eliminare o ridurre gli abbattimenti delle alberature esistenti “.  

Ma la Conferenza dei Servizi nella seduta del 11.4.2017 non ha accolto le suddette osservazioni della Provincia.

Ho rivolto ieri sera al Sindaco una interrogazione di estrema urgenza con risposta scritta entro 5 giorni  per chiedere spiegazioni su quanto incredibilmente avvenuto.

1)    il parere favorevole del Consiglio Comunale di Rimini che ha approvato il progetto definitivo del tracciato della condotta della Dorsale Sud sul sedime delle adiacenti Vie Bastioni Orientali, Bastioni Meridionali e Via Bramante non è stato minimamente rispettato.

2)      La Conferenza dei Servizi ha approvato un diverso e successivo  progetto che prevede il passaggio della condotta all’interno dei Parchi che non è  stato mai visto e approvato dal Consiglio Comunale.  

3)    Ritengo irregolare e priva di effetti  l’approvazione da parte della Conferenza dei Servizi di un progetto definitivo che non è quello approvato dal Consiglio Comunale di Rimini ;

4)    Non conosco le ragioni  in base alle quali la Conferenza dei Servizi non ha accolto le proposte della Provincia di delocalizzare la condotta sulla sede stradale adiacente ai Parchi o sul sedime del percorso ciclo pedonale   per limitare i danni alle alberature.

5)    Non sappiamo  chi ha rappresentato il Comune di Rimini nella Conferenza dei Servizi e se si è fatto portavoce del progetto definitivo approvato dal  Consiglio Comunale.

6)   
Ho chiesto al riguardo di conoscere  il verbale della seduta della Conferenza dei Servizi del 11.4.2017, il tracciato della condotta approvato in quella sede,   e la Relazione Agronomica.

7)    ATERSIR ( l’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici a cui partecipa il Comune di Rimini e la Provincia )con la Determina n.93 del 19.6.2017 ha approvato il Terzo stralcio della Dorsale Sud su un tracciato approvato dalla Conferenza dei Servizi diverso da quello approvato dal Consiglio Comunale.

8)    Le opere sono previste nel Piano degli Investimenti di ATERSIR e finanziati sulla Tariffa del Servizio Idrico Integrato pagata dai cittadini utenti.

9)    Per l’abbattimento di ben 95 alberature esistenti, quasi tutte piantumate 50 anni orsono, il Comune dovrebbe di conseguenza rilasciare le autorizzazioni nel rispetto del Regolamento Comunale del Verde;

10)    Ritengo necessario che l’Amministrazione Comunale  riporti in Consiglio Comunale il diverso tracciato della condotta all’interno dei Parchi per ristabilire l’autorevolezza del Consiglio .  

12 ) Viene realizzata una importante opera pubblica nel Comune di Rimini non conforme alla approvazione del Consiglio Comunale, eletto dai cittadini .

Per il Sindaco Gnassi, campione della salvaguardia dell’ambiente  e del territorio, va tutto bene  ?  


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Via Garibaldi: dalle “transenne” permanenti alla rimozione del degrado!
   

 17.07.2018

Il mese scorso avevo chiesto con una interrogazione consigliare al Sindaco di rimuovere la situazione di degrado e pericolosità dei due edifici di Via Garibaldi, ai numeri civici 59 e 50-52, con il rischio di caduta sulla strada pubblica di cornicioni, davanzali, intonaci, e inabitabili per le condizioni  fatiscenti,  diventati l’habitat di colonie di ratti e piccioni.

La risposta scritta dell’Amministrazione Comunale è stata quella di avere effettuato alcuni interventi nel  2013 e 2014 di bonifica e messa in sicurezza interna dell’edificio al numero 59 con una spesa di 14.694 euro per la quale si è proceduto inutilmente alla riscossione coattiva.

Nei quattro anni successivi, dal 2014 ad oggi, l’intervento del Comune si è ridotto alle sei transenne, a salvaguardia dei passanti, collocate davanti agli edifici ai  civici 59 e 50-52 di Via Garibaldi angolo Via Bertola,  con il restringimento della Via Garibaldi e le difficoltà al transito di pedoni, biciclette, moto, auto.  

Il problema è che le transenne come risposta all’emergenza e il conseguente restringimento della Via Garibaldi non possono diventare  permanenti, a  danno alle attività degli esercizi pubblici, dei negozi circostanti, dei residenti in zona, dei cittadini e di tutti coloro che percorrono la Via Garibaldi per lavoro e per entrare nel Centro Storico.  

Né ci si può limitare ad una Ordinanza Sindacale Contingibile e Urgente di sei anni fa, rimasta inottemperata dal proprietario,  e ai minimi interventi di pulizia ordinati dal Comune ad  Anthea all’interno dell’immobile al n. 59 di Via Garibaldi.

Il dovere del Comune è di eliminare questo degrado in una via commerciale e frequentata del Centro Storico, come Via Garibaldi, a poche decine di metri da Piazza Tre Martiri, attuando  il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) che testualmente recita:” Qualora i proprietari non provvedano, l’Amministrazione Comunale ordinerà l’esecuzione delle opere necessarie al fine del mantenimento delle condizioni di sicurezza e di decoro delle costruzioni”.

Nel caso specifico, proprio per le ragioni del pubblico interesse,  l’Amministrazione Comunale dovrebbe almeno restaurare le facciate esterne degli edifici (nell’edificio al civico 52 si trova, fra l’altro, l’unica bottega medievale superstite a Rimini!), mettere in sicurezza i cornicioni infestati dalle erbacce per ripristinare l’immagine di normalità  e il transito in questo tratto di Via Garibaldi.

Per il recupero delle spese con le sanzioni previste si potrebbe procedere al pignoramento degli immobili appartenenti al proprietario.

Senza aspettare le soluzioni dal Cielo !

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