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Case popolari: i nomadi in fila come le famiglie riminesi in difficoltà!
 
 

6.10.2020

Per la chiusura del campo nomadi illegale di Via Islanda, la Giunta Comunale aveva approvato il 29/5/2018 l’individuazione di cinque “ microaree” comunali (in Via Montepulciano, Via Cupa, Via Feleto, Via Della Lontra, Via Orsoleto), per l’insediamento di 6 nuclei famigliari Sinti (un totale di 32 persone).

Ricordo:

1.    le proteste dei cittadini, preoccupati per la sicurezza e il degrado delle aree vicino alle loro case;

2.    la spesa pubblica prevista per l’operazione era di circa 400.000 euro (per  l’acquisto di 12 casette -2 per nucleo- e l’urbanizzazione delle aree con luce, acqua, gas, recinzioni, ecc.);

3.    i miei ripetuti interventi (3 interrogazioni, 1 mozione, 1 Odg) per chiedere il ritiro della Delibera che prevedeva trattamenti preferenziali ai nomadi;    

4.    i 500 milioni di lire spesi nel 2000 per la chiusura del vicino Campo Nomadi di Via Portogallo con il versamento di 22 milioni di lire ad ognuna delle 23 famiglie di “rom” per lasciare il campo;

5.    le spese sostenute nei decenni nei Campi di Via Islanda e Via Portogallo per pagare acqua, luce, rifiuti, volontariato, assistenti sociali, personale del Comune ecc.

Ora, secondo le dichiarazioni pubbliche del capogruppo di  “Patto Civico  con Gnassi”, l’Amministrazione Comunale ha cambiato idea sulle “microaree” e chiesto all’ACER  (Azienda Casa Emilia-Romagna) la sistemazione dei nuclei Sinti negli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica per favorire la loro integrazione.  

Sottolineo, che l’accesso all’edilizia popolare (ERP) è determinato da un Regolamento che definisce la graduatoria in base alle condizioni  famigliari, di reddito, di residenza:

ci sono già 1700 famiglie in lista di attesa con una disponibilità di 40-50 alloggi all’anno, mentre il ricorso agli Alloggi di Emergenza Abitativa reperiti dai privati ad un canone medio di 500 euro mensili, è solo straordinario e momentaneo.

Quindi, i nuclei  Sinti si devono mettere in fila nella graduatoria, come le molte famiglie riminesi in difficoltà, senza corsie preferenziali, e poiché dicono di essere riminesi, dovrebbero conoscere e rispettare le regole della convivenza se vogliono integrarsi: lavorando, pagando le tasse e mandando i figli a scuola.

Chiedo alla Giunta Comunale di voltare pagina: Il campo nomadi abusivo e degradato di Via Islanda rappresenta il fallimento del permissivismo, dell’assistenzialismo, da parte delle Amministrazioni Comunali, e della irresponsabilità dei nomadi.  

 
   
 

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