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La condotta fognaria con il “microtunnelling”,invece dello “scavo a cielo aperto”, per salvare gli alberi dei Parchi Cervi, Bondi, Fabbri.
 
 

 6.11.2018

Ho sottolineato nella Commissione Consigliare di lunedi scorso il comportamento sbrigativo della Amministrazione Comunale che mentre si discuteva la  mia Mozione per realizzare la condotta fognaria con il “microtunnelling” all’interno dei Parchi Cervi, Bondi, Fabbri, per salvare 100  alberi dall’abbattimento, aveva già consegnato il cantiere per l’inizio lavori il 15 Ottobre scorso alla Cooperativa Braccianti Riminese.    

L’Assessore ha risposto che Il “procedimento va avanti”, senza neanche un minimo rispetto per il Consiglio Comunale.

Del resto, il Comune di Rimini nella Conferenza dei Servizi del 11.4.2017  aveva approvato il progetto definitivo di  Hera, respingendo le proposte della Provincia di modifica del tracciato, giustificandosi con le ripercussioni sul traffico delle strade adiacenti,  sulla fruibilità del percorso ciclo pedonale, sui significativi aumenti di costo per la presenza dei sottoservizi.

Sempre il Comune, tramite l’Ufficio Verde, il 26.3.2018,  aveva approvato  il progetto dell’abbattimento sicuro di 74 alberi, le verifiche di stabilità per altri 57 alberi, e  90 ripiantumazioni.  

Dopo la presentazione da luglio ad oggi di due interrogazioni consigliari e di una mozione consigliare da parte del sottoscritto,  le petizioni con migliaia di firme delle Associazioni ambientaliste nelle ultime settimane, l’Assessore, adesso, annuncia lo “spostamento marginale di pochi metri della condotta” e dichiara, alla  nostra domanda che non è necessario approvare ufficialmente la “ variante “ del nuovo tracciato sulle planimetrie .

Basta la Variante Orale “per bocca” dell’Assessore del tracciato della condotta per limitare l’abbattimento sicuro di 74 alberi, lasciando al tecnico Agronomo di valutare caso per caso la sopravvivenza degli altri  57 alberi a rischio durante i lavori di scavo vicino alle radici.   

Il “microtunnelling” è “ bocciato” anche se fino a ieri è stato propagandato per due anni dalla Amministrazione Comunale con grandi striscioni appesi sul cantiere della Via Roma, con il “pozzo di spinta “ profondo 20 m., il diametro del “tubone” di 180 cm., la lunghezza di 1.300 m.

Ora non è possibile utilizzare il “ Microtunnelling” per 400 m. sotto i parchi Cervi, Bondi, Fabbri con un pozzo di spinta di 10  m. scavato nell’attuale parcheggio, sottostante il ponte pedonale e spingere la condotta ad una quota di  6 metri di profondità..

L’Assessore cerca di mascherare la contraddizione, dopo i    “microtunnelling” sotto il Deviatore del Marecchia, la Via Roma, prossimamente sotto l’Ausa e la Statale 16, con gli “incerti” o minimi rischi “ dei “fanghi bentonitici”, a suo dire, sugli apparati radicali.

E’ stato pure riferito ai giornali anonimamente e senza fondamento che “ci sarebbero costi più alti di due milioni di euro optando per la tecnica del “microtunnelling”  invece dello scavo a cielo aperto”.

Una cosa è certa: lo scavo a cielo aperto, largo m.2,50, ad opera di un escavatore con un fronte di 4 m., comporterà sicuramente gli abbattimenti di molti alberi sovrastanti e nelle zone adiacenti, snaturando la fisionomia dei Parchi.

Mentre la soluzione proposta con ragione del “microtunneling” consentiva la realizzazione della condotta, compatibile con  la  salvaguardia di tutte le alberature esistenti e rispettava l’integrità dei Parchi.

 
   
 

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