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L'Amministrazione Comunale, checchè ne dica il Sindaco Gnassi, ha tollerato chi imbratta la città.
11/08/2014
Al di là del Sindaco “Superman” , magari con un po’ di “tara” alla propaganda personale, che mercoledì notte avrebbe messo in fuga i tre ”writer” nei dintorni del Grattacielo intenti ad “imbrattare con pennarelli i muri di recinzione privati e i cartelli stradali “, l’Amministrazione Comunale, checchè ne dica il Sindaco, di fatto, ha tollerato chi imbratta la nostra città.
Sono mesi che, nel Centro Storico, le facciate delle case private e dei palazzi pubblici sono imbrattate, non con i “pennarelli”, ma con “bombolette” di vernice spray, nelle Vie Sigismondo, Bertola, Corso d’Augusto, Corso Giovanni XXIII°, Via Mameli, Via Tonti ecc. con scritte “di metri” che deturpano gli immobili e l’immagine della città.
Non solo, molte di queste scritte, come quelle effettuate in occasione della manifestazione antifascista del 22.3.2014, nonostante inneggino all’odio politico, alla istigazione a delinquere, persino contro le Forze dell’Ordine, e siano trascorsi ormai 5 mesi, non sono state ancora rimosse.
Fin dal 3 Aprile scorso, in Consiglio Comunale, con una interrogazione, ho chiesto al Sindaco che il Comune provvedesse ad un piano di ripulitura di tutto il Centro Storico, con l’eliminazione di tutte le scritte e il ripristino diligente delle tinteggiature delle facciate danneggiate non solo dei palazzi pubblici ma anche degli edifici privati, facendosi carico dei danni subiti dai cittadini, senza nascondersi dietro l’alibi delle competenze, avendo solo a cuore il decoro della città.
Invece l’Amministrazione Comunale si è disinteressata completamente dei danni subiti dalle case dei cittadini , anzi ribadisce che non può intervenire se non con una ordinanza coattiva nei confronti dei privati, quindi sarebbero a carico dei proprietari oltre i danni, anche le beffe delle spese non lievi da sostenere.
I proprietari degli immobili, sono considerati dal Comune solo per pagare la TASI e l’IMU, guai a pensare da parte delle Istituzioni al rispetto dei loro beni e alla tutela della proprietà.
Né l’Amministrazione Comunale, ha predisposto tramite la Polizia Municipale uno specifico servizio di vigilanza, in orario notturno, contemplato a prevenire e reprimere il deturpamento e l’imbrattamento dei muri, usufruendo anche della video sorveglianza.
Lo stesso Regolamento di Polizia Urbana, di dieci anni fa, che all’art.6 vieta l’imbrattamento degli immobili pubblici e privati, non è rispettato, andrebbe aggiornato secondo l’attuale quadro legislativo e con provvedimenti adeguati a fare fronte alla situazione.
Infine, il Comune non ha mai sporto denuncia alle Forze dell’Ordine, quale parte “lesa”, sugli imbrattamenti subiti dagli edifici comunali e privati, per consentire le indagini , l’identificazione dei responsabili e il risarcimento dei danni.
Non basta l’attenzione particolare del Comune solo ai casi eclatanti dei Monumenti e Beni Culturali offesi da “ Amor vincit omnia”, e poi considerare “normale” e “tollerabile” l’imbrattamento degli edifici della città.
Installare i "tornelli" sugli autobus di Start Romagna contro l'evasione del biglietto e attivare la video sorveglianza per la sicurezza interna dei passeggeri.
08/08/2014
Nella nostra città, specie durante la stagione estiva, è sempre più esteso e disinvolto l’utilizzo degli autobus senza pagare il biglietto soprattutto dagli stranieri, in particolare magrebini, asiatici, e rumeni, anche perché sono rari i controllori sugli autobus.
Start Romagna, la società del trasporto pubblico, ha effettuato dal 16 al 28 giugno scorso una operazione contro l’evasione tariffaria sugli autobus di Rimini che nei primi 6 giorni ha visto il controllo di 15.287 passeggeri all’interno di 897 corse totali con l’accertamento di 1.027 evasori ( il 6,71% ) ai quali è stata elevata una sanzione da un minimo di 65 euro ad un massimo di 240 euro.
Non è stato reso noto ufficialmente il consuntivo dell’operazione ma dai confronti con gli anni passati la percentuale dell’evasione sui controlli effettuati è in continuo aumento e le sanzioni elevate sarebbero pagate limitatamente al 15%.
Al di là dei controlli estesi organizzati una tantum, l’evasione del biglietto continua perché non c’è la determinazione di adottare provvedimenti realmente efficaci in grado di debellare questo fenomeno.
Per questo nel Consiglio Comunale di giovedi scorso, ho chiesto, con una interrogazione al Sindaco, di installare sugli autobus i “ tornelli” per risolvere il problema evasione, come è stato fatto nei paesi anglosassoni dove l’evasione è stata praticamente sconfitta , per regolamentare con il possesso del biglietto la salita sugli autobus.
A fronte, poi, del problema sicurezza dei passeggeri con i borseggi, gli scippi e i furti sugli autobus, a cominciare dalla trafficata linea 11 Rimini-Riccione, servita dagli autobus elettrici acquistati nel 2011 dall’Olanda, i VANHALL che dispongono di telecamere ad alta definizione, non si comprende perché ancora manca l’autorizzazione alla video sorveglianza con le registrazioni e visualizzazioni per la sicurezza dei passeggeri.
Ricordo, nell’occasione, che Start Romagna, società partecipata dal Comune di Rimini, registra negli ultime tre anni perdite consecutive d’eserciziodi 2.411.837 euro nel 2011, di 1.941.900 euro nel 2012 e di 298.860 euro nel 2013.
A maggior ragione, dinnanzi ai suddetti disavanzi di bilancio, sarebbe necessario e doveroso eliminare l’evasione del biglietto, come avviene nelle linee del trasporto pubblico in concessione al “privato”.
Sull'area ex Fiera alla Conad: non è vero quello che dice il Sindaco Gnassi che ripropone la vecchia logica della rendita fondiaria e della cementificazione.
06/08/2014
Era noto da tempo l’interesse di Conad per le aree dell’ex Fiera e non a caso tre mesi fa con un’apposita la variante urbanistica la maggioranza di Gnassi aveva approvato la nuova destinazione commerciale su quei terreni ora aggiudicati con la migliore offerta infatti alla Conad.
Però, non è assolutamente vero quello che dice il Sindaco Gnassi “ abbiamo ridotto le superfici edificabili ”, “dimezzato le originarie previsioni urbanistiche e di cemento in questo quadrante di città”, perché al contrario con la “ Variante Gnassi” aumenta la cementificazione sull’area dell’ex Palacongressi di via della Fiera di 2.500 mq. di superfici utile damq. 15.000a mq. 17.500 e complessivamente, con il nuovo Palacongressi di 32.500 mq., da 47.500 a 50.000 mq. di SU.
Quello che non dice Gnassi è che per vendere quei terreni alla Grande Distribuzione, il Sindaco e la sua maggioranza hanno approvato la nuova destinazione a commerciale di 5.000 mq. e a direzionale di 2.500 mq. oltre a mantenere i previsti 8.500 mq. di residenziale , complessivamente fino a un tetto di 14.000 mq.di SU.
E’ in questo modo che il Sindaco ha rimesso in moto il motore immobiliare concordato con Rimini Fiera Spa, “ infiochettato” con la ciliegina della nuova piscina comunale che sarà realizzata a carico del Comune con 5.000.000.= di euro.
Il progetto per il quale Conad ha “sborsato” 16 milioni e 50.000 euro, prevedrebbe un “superstore” di 2.500 mq. destinati alla vendita, alimentare e con la maggior parte ad extra alimentare, oltre ai “ non detti” 2.500 mq a magazzino.
La conseguenza, senza dubbio, sarà un altro “colpo” sui negozi di vicinato del Borgo Sant’Andrea, del Borgo San Giovanni, del Centro Storico, già alle prese con la presenza poco distante dell’IPER alle Befane e il calo dei consumi del 10%.
Conad realizzerà inoltre 2000 mq. di uffici e 7000 mq. di residenziale con 3 palazzoni alti fino a 23 metri ( 7 piani) , comprendenti non meno di 100 nuovi appartamenti, di fronte ad altrettanti palazzoni sulla “ ristretta” e “ senza uscita “ Via Simonini, già inadeguata a sopportare il traffico attuale dei residenti.
Gnassi, in questo caso, non ha detto che a Rimini ci sono 5.000 appartamenti invenduti e che “ bisogna invertire il senso di marcia”.
I parcheggi, invece, aumentano solo di 150 posti rispetto ai 400 previsti e insieme ai 500 posti auto nei piani interrati del Palacongressi, dovranno essere utilizzati , non solo dai congressisti , ma anche dagli utenti del commerciale e direzionale.
Lasciamo stare la valorizzazione identitaria del Parco Ausa, i richiami al “Masterplan”, al Piano Strategico , la compatibilità con il PSC e il RUE, che non prevedevano assolutamente un altro centro commerciale, altro direzionale, e neanche la piscina comunale.
La verità è che il Sindaco Gnassi invece della rigenerazione urbana e identitaria dell’ex “ Cava” ha perpetuato, come i suoi predecessori, la vecchia logica della rendita fondiaria.
La sinistra non sa più cosa dire per difendere i venditori abusivi
31/07/2014
Alle dichiarazioni sulla stampa del Consigliere Comunale Pazzaglia, neanche presente sui banchi del Consiglio Comunale durante il mio secondo intervento contro l’abusivismo commerciale, che utilizza in modo strumentale e politicamente scorretto una mia frase togliendola dal suo contesto, ribadisco per la completezza dell’informazione e la comprensione delle mie parole, riportando la frase completa e non tagliata da Pazzaglia, come si può ascoltare dalla registrazione di ICARO TV:
“E’ normale che i nostri bagnini, i nostri mosconai, siano offesi, minacciati dai venditori abusivi, che dovrebbero essere cacciati via a calci nel sedere subito da questa Nazione“
Ribadisco, se fossimo un paese normale, con Leggi e risorse adeguate, andrebbero cacciati via o espulsi, quegli stranieri che alla faccia della accoglienza o addirittura “clandestini” sono “tre volte fuorilegge” perché sono venditori abusivi , vendono merce contraffatta, minacciano e aggrediscono addirittura i riminesi che lavorano.
Non c’è solo la violazione delle Ordinanze dei Sindaci, delle Leggi sul Commercio o l’evasione fiscale totale, siamo al punto che anche i nostri Agenti della Polizia Municipale sono a rischio della incolumità personale, durante i sequestri della merce, o se si addentrano, la sera, sul camminamento di Rivazzurra, 1 Km. da Bellariva a Miramare, in mano completamente a 450 venditori abusivi.
Per questo dinnanzi a questi numeri chiedo più uomini per il Nucleo Antiabusivismo, le unità cinofile per la sicurezza personale degli Agenti, le sanzioni agli acquirenti:
Dopo 15 anni, al di là degli schieramenti e dei colori delle Amministrazioni come a Riccione e Bellaria, dobbiamo lanciare il segnale che a Rimini non è più tollerabile, questa illegalità che degrada l’immagine della spiaggia e della città, perché le leggi devono essere rispettate da tutti, stranieri compresi e, non possono valere solo per i riminesi.
La verità è che il Consigliere Pazzaglia, invece, per motivi ideologici, é rimasto ancora a difendere i venditori abusivi.
L'abusivismo commerciale si può sconfiggere: bisogna aumentare gli Agenti della Polizia Municipale per presidiare il territorio e impedire la vendita.
28/07/2014
Oggi si terrà il Consiglio Comunale sul tema dell’abusivismo commerciale, come da mia richiesta, sottoscritta dai Consiglieri Giudici, Gennaro, Cingolani, Piccari V., Casadei, Tamburini e Brunori.
I Consiglieri di maggioranza si sono “lamentati” per questa nuova seduta consigliare sull’abusivismo commerciale, ma dovrebbero prendere atto, nonostante siano trascorsi tredici anni, che il problema è ancora irrisolto e anzi questa estate sono in aumento i venditori abusivi sulla nostra spiaggia e sui marciapiedi della nostra marina.
Al mattino e il pomeriggio, a Rimini Sud, sulla battigia, dal bagno 60 fino al bagno 130, si possono contare fino a 800 venditori abusivi con la distesa di banchi di cartone e teli per terra ricoperti di merce perlopiù contraffatta che con arroganza rendono difficile il lavoro dei “ salvataggio” , dei “ mosconai”, e il passeggio dei “ bagnanti” .
La sera, a Rivazzurra, il camminamento pedonale sulla spiaggia, retrostante le cabine, da Bellariva a Miramare, continua ad essere la “ zona franca “ per circa 450 venditori abusivi, una “passeggiata per turisti tra l’illegalità”, evitata dagli Agenti della Polizia Municipale per ragioni di sicurezza personale .
Sempre la sera, a Marina Centro, tra Piazzale Kennedy e Piazza Marvelli, un centinaio di venditori abusivi occupa ogni spazio libero del marciapiede di Viale Vespucci mentre a Rivabella altri centocinquanta invadono Piazzale Adamello e Viale Toscanelli.
Questa estate, è stato costituito, dopo tante nostre richieste, il nucleo antiabusivismo commerciale, con sole 20 unità , divise in tre turni 8-14, 14-20, 20-24, ma con una squadra di 6/7 unità non si è in grado assolutamente di impedire ai venditori abusivi l’occupazione della battigia di giorno e dei marciapiedi della marina, la sera.
Ricordo che il compito di contrastare l’abusivismo commerciale spetta innanzitutto al Comune, competente per legge in materia di commercio, che può chiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine per ragioni di ordine pubblico.
Senza dubbio, le leggi in Italia, dal commercio all’evasione fiscale, devono essere rispettate da tutti, stranieri compresi, e così a Rimini, non possono valere solo per i riminesi.
Regolamentare il parcheggio delle auto in Via Vezia che impediscono ai residenti l'entrata e uscita dalle proprie abitazioni.
26/07/2014
I residenti di Via Vezia dal numero civico 23 al 29, sono alle prese, da anni, con le auto parcheggiate a “filo” dei muri e dei cancelli delle proprie case che impediscono l’entrata o l’uscita dalle proprie abitazioni.
Nonostante le petizioni ripetutamente rivolte dai residenti al Sindaco negli ultimi 7 anni e precisamente il 5.6.2007, il 15.12.2008, il 10.6.2014 per regolamentare la sosta degli autoveicoli in questo tratto di Via Vezia, ancora non sono stati realizzati interventi concreti dalla Amministrazione Comunale per risolvere questi problemi.
Anche gli alberelli preesistenti antistanti le case che delimitavano sommariamente lo spazio di transito riservato ai pedoni sono stati eliminati da tempo e definitivamente con la successiva asfaltatura della strada.
Per “ liberare” gli ingressi delle case dall’assedio delle auto, nel Consiglio Comunale di Giovedì scorso, ho quindi chiesto con una interrogazione al Sindaco :
1) La realizzazione di una fascia di rispetto o percorso pedonale protetto da fittoni o di un marciapiede in sicurezza con cordolo a ridosso delle abitazioni nel tratto di Via Vezia, lato destro, dall’incrocio con Via Sabinia fino al termine della strada, per il transito dei pedoni;
2) Prevedere gli stalli per parcheggi auto sul lato opposto di Via Vezia, con altrettanta fascia di rispetto pedonale verso l’Asilo Svizzero, riservando i parcheggi di Via Vezia solo ai residenti del suddetto tratto dal civico 23 al 29 , visto la disponibilità per i “non residenti “ dei vicini parcheggi di Piazza Gramsci, Parco Cervi, Cinema Settebello;
3) Il ripristino delle alberature preesistenti eliminate con l’asfaltatura della strada;
4) La salvaguardia e messa in sicurezza con fittoni anche per i percorsi pedonali sulla contigua via Sabinia, dall’incrocio con Via Vezia all’incrocio peraltro spesso“incidentato” per la poca visibilità di Via Bastioni Orientali , visto che i percorsi pedonali su ambedue i lati della strada, nonostante i divieti di sosta, sono invasi dalle auto, a danno dei pedoni e delle abitazioni.
In attesa della richiesta risposta scritta , l’Ass. e Vice Sindaco Lisi ha comunicato di che l’Amministrazione è stata interpellata oltre che dai residenti di Via Vezia anche dai genitori dei bambini dell’Asilo Svizzero sull’opportunità di un percorso pedonale in sicurezza attorno alla scuola e che è d’accordo sull’ intervento proposto dal sottoscritto.
Ho replicato e ribadito che i percorsi pedonali, in questo caso, non è sufficiente indicarli con la segnaletica sulla strada, ma devono essere protetti con i fittoni.
La maggioranza di sinistra vota contro la Mozione Renzi per l'istituzione e utilizzo dei nuclei cinofili nel contrasto all'abusivismo commerciale.
25/07/2014
Respinta ieri sera in Consiglio Comunale la mia Mozione, presentata il 17.10.2013, che prevedeva l’impiego delle unità cinofile , contro l’abusivismo commerciale, nella vigilanza dei parchi e giardini pubblici, vicino alle scuole, nel contrasto allo spaccio e uso di sostanze stupefacenti, nei posti di controllo stradale, nei parcheggi pubblici, nelle operazioni di soccorso e protezione civile ecc.
Gli Agenti della Polizia Municipale sono costretti spesso a fronteggiare situazioni di rischio con carenza di uomini e mezzi.
Ho richiamato proprio le operazioni di contrasto all’abusivismo commerciale, in città come Milano e Torino, dove ,l’utilizzo del cane, statisticamente, ha azzerato le colluttazioni degli Agenti con i venditori extracomunitari che si verificano quando si procede al sequestro della merce.
Per questo dall’anno scorso chiedo di costituire e addestrare 4 unità cinofile da impiegare sulla nostra spiaggia e sui viali della marina a tutela della sicurezza personale degli Agenti di Polizia Municipale nel contrasto ai venditori abusivi e per supplire alle carenze di organico.
L’utilizzo delle unità cinofile permetterebbe i seguenti vantaggi:
a) L’Agente della P.M., conduttore, con il cane esercita una pressione psicologica, moltiplica le forze, può sostituire un gruppo di Agenti;
b) Consente uno straordinario rapporto costi-benefici ( un Agente di P.M.) costa 30.000 euro l’anno contro i circa 4.000 euro/ anno del cane e compensa in fase operativa l’impiego di almeno 3/5 uomini);
c) Aumenta la sicurezza del personale operante;
d) Offre un servizio qualificato ai cittadini, crea rispetto e simpatia.
Quindi l’integrità fisica del personale sommata al risparmio economico dimostrano la convenienza dell’impiego dell’unità cinofila.
Non comprendo, pertanto, la contrarietà dichiarata dall’Ass. Sadegholvaad alla mia proposta di impiegare le unità cinofile nel contrasto all’abusivismo commerciale, che consentirebbero di presidiare in modo agevole la spiaggia, i camminamenti, i lungomari , ottenendo sicurezza e risparmio del personale.
Naturalmente le modalità di impiego delle unità cinofile nella Polizia Municipale, come già detto, possono essere molteplici .
L’istituzione dei nuclei cinofili qualificherebbe l’immagine della nostra Polizia Municipale e della nostra città che dimostrerebbe di avere a cuore i problemi della legalità e sicurezza.
Spero, quindi, che anche a Rimini si possano istituire i nuclei cinofili come in altre città italiane, superate le pregiudiziali ideologiche o di schieramento.
Ho chiesto di intitolare la Rotonda del Grand Hotel all'Avv. Pietro Palloni - Podestà di Rimini 1929-1933 - Realizzatore del Lungomare- e di altre importanti opere pubbliche per ricordare ai Riminesi il Grande Amministratore della Città.
21/07/2014
Ricordare un grande Amministratore di Rimini negli anni ’30, ricorrendo all’intitolazione di un luogo pubblico, significa il riconoscimento doveroso della città, dopo tanti anni di silenzio, il recupero della memoria storica e dell’identità perduta.
Tra i personaggi riminesi dimenticati dalle Istituzioni, c’è l’Avv. Pietro Palloni (1876-1956), Podestà di Rimini dal 24 Aprile 1929 al 29 Settembre 1933, di cui sono ancora “proverbiali” e “popolari” l’onestà e la capacità, quel sentire comune “an so’ miga Paloni”, come ha riconosciuto lo studioso Liliano Faenza, nel suo saggio del 1992 “Paga Palloni “ (Guaraldi Editore).
Le scelte della sua Amministrazione straordinaria furono decisive e lungimiranti per un nuovo, moderno e funzionale assetto socio –urbanistico della città e per promuovere il nostro turismo.
Realizzò nell’ottobre 1932 il pareggio di Bilancio del Comune, ereditato in disavanzo, con una revisione generale “ante-litteram” delle finanze e delle spese della macchina comunale.
Affiancò al risanamento finanziario un intenso programma di lavori pubblici, con la realizzazione di grandi idee, con la creazione di migliaia di posti di lavori e di migliaia di giornate lavorative a fronte della disoccupazione, tant’è si disse che la “ città era diventata un operoso cantiere a direzione municipale “.
Attento alle esigenze della città, dalle sue frazioni alla zona balneare, promosse lavori di viabilità, di pavimentazione, di fognatura, di condutture dell’acqua, di illuminazione, igienici e di edilizia pubblica.
Nel quinquennio della sua Amministrazione, ricordiamo: la ristrutturazione delle palazzine Roma e Milano, la trasformazione a monte e a mare dei piazzali del Kursaal, l’acquisto e il riammodernamento del Grand Hotel, costruito nel 1908, la realizzazione nelle adiacenze di Villa Adriatica, con la cessione di un’area di sua proprietà, di un teatro provvisorio in legno capace di mille posti, chiamato anche Arena del Mare per gli spettacoli di opera leggera e varietà, l’allargamento e illuminazione di viale Regina Elena insieme alle vie limitrofe.
L’opera più importante dell’Amministrazione Palloni, storica, resta il Lungomare, che a lavori conclusi, apparve ai riminesi e ai forestieri come “una fascinosa terrazza, ai margini di un ampio e vellutato arenile, un poco sopraelevato rispetto ad esso, ed affiancato da due spaziosi marciapiedi “.
Il Lungomare di Palloni si realizzò con il primo tratto dal Porto canale al Kursaal nel 1932 e con il secondo tratto dal Kursaal all’Ausa nel 1932-1933.
Quest’opera qualificò l’immagine di Rimini, città balneare, fece scoprire agli stessi Riminesi quella “marina” poco frequentata, cambiò le loro abitudini con il piacere del passeggio e dell’incontro sul lungomare.
La Notte Rossa a Rivabella promozionata dal Sindaco Gnassi.
17/07/2014
Il sito ufficiale di Informazione Turistica della città di Rimini aveva pubblicizzato tra gli eventi della Notte Rosa 2014 , la “Notte Rossa-No panic hostel“ in una ex pensione di Rivabella, “ Villa Manzi “, sita sulla spiaggia, in mezzo ad altri alberghi, in condizioni strutturali pericolanti e transennata per ragioni di sicurezza.
Nonostante il pericoloso e fatiscente stato dell’edificio, questo è stato il contenitore della cosiddetta Casa della Cultura Indipendente, da venedi 4 Luglio a domenica 6 luglio, con accesso gratuito, dalle 15 a tarda notte, di “mostre- drink & food- live music- performance- a cura di Opificio Beccadelli e No panic Therapy.
La Notte Rossa- No Panic Hostel per tutta la notte di Sabato 4 luglio fino alle ore sei del mattino di domenica, a detta degli albergatori, ha visto musica sparata a tutto volume sulla spiaggia dell’ex pensione a pochi metri dalle camere degli alberghi vicini con la reazione rabbiosa dei turisti, costretti ad una intera notte in bianco.
Anche il Sindaco Gnassi ha presenziato all’ “evento” sembra verso le due del mattino.
Pure le Forze dell’Ordine sono intervenute, ma queste chiamate dagli Alberghi vicini, per calmare i turisti esasperati, dichiaravano di non potere “fare nulla” in quanto tutto ciò era stato regolarmente autorizzato con tanto di permessi.
RENZI: SENTENZA O NON SENTENZA, ERRANI SE AVESSE VOLUTO SALVAGUARDARE LA DIGNITA' DELLA REGIONE SI SAREBBE DOVUTO DIMETTERE GIA' 4 ANNI FA.
09/07/2014
“Le dimissioni di Vasco Errani sono un atto dovuto e, a mio modo di vedere, sarebbero dovute arrivare, già da qualche anno, cioè da quando la Magistratura ha presentato il rinvio a giudizio per suo fratello, dopo l’esposto presentato dal sottoscritto il 7.1.2010, alla Procura della Repubblica di Bologna e alla Procura Regionale della Corte dei Conti, sulla vicenda Terremerse.
In Italia siamo tutti innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma quando ci sono dei documenti inconfutabili, almeno per onestà intellettuale e sicuramente per rispetto delle Istituzioni, un passo indietro e dire “ ho sbagliato” sarebbero sì, atti dovuti.
Se veramente Vasco Errani avesse voluto salvaguardare la dignità dell’Istituzione Regione Emilia Romagna, innanzitutto non avrebbe fatto bocciare la mia richiesta di una commissione d’inchiesta presentata in Consiglio Regionale, nel novembre 2009, nella quale chiedevo di valutare la revoca del contributo di 1 milione di euro erogato dalla Regione alla Cooperativa Terremerse, per la realizzazione di una cantina vinicola.
Cantina, che in base al certificato di conformità edilizia ed agibilità rilasciato dal Comune di Imola, vedeva attestata la sua ultimazione dei lavori, ben 18 mesi dopo, dal termine previsto per ricevere il finanziamento.
E qui caro Presidente Errani, non è questione di falso ideologico o meno, di condanna od assoluzione, ma è questione di amministrare la Regione nel rispetto delle normative vigenti.
Non a caso, il Tar di Bologna ha chiesto la restituzione del milione di euro alla Regione, da parte dell’attuale società che ha incorporato la Cooperativa Terremerse, in quanto, in base alla documentazione fotografica risultante dalle indagini, quella cantina, nell’aprile del 2006, era molto distante dalla sua ultimazione. Sottolineo stiamo parlando di documentazione fotografica.
Non a caso, la condanna di Selva Casadei, in data 21 settembre 2013, il funzionario dei Servizi Aiuti alle Imprese della Regione Emilia Romagna, che firmò il verbale, riconosciuto dal giudice falsamente, dell’ultimazione lavori dello stabilimento enologico entro il 31 maggio 2006 (termine perentorio per ottenere i finanziamenti suddetti) conferma che la truffa ai danni della Regione ci sia stata.
Sentenza o non sentenza, perciò, sulla vicenda Terremerse, l’interesse della Regione Emilia Romagna non è stato tutelato e Vasco Errani non si può esimere da questa responsabilità.
Ecco perché le sue dimissioni sarebbero state già un atto dovuto almeno 4 anni fa.”