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IL COMUNE DI RIMINI HA CIRCA 50 VIGILI URBANI IN MENO RISPETTO GLI STANDARD REGIONALI: A QUANDO L'ADEGUAMENTO?
19/03/2009 Il Consigliere Renzi nel Consiglio Comunale di Rimini di quest’oggi ha presentato un’interrogazione riguardante l’organico del Corpo di Polizia Municipale e per sapere quando verranno installate le telecamere, visto che oramai sono passati quasi due anni da quando il Sindaco si era assunto tale impegno. “In base agli standard essenziali stabiliti dalla Regione per il personale dei Corpi di Polizia Municipale, (Delibera di Giunta 1179 del 21 giugno 2004), infatti – spiega Renzi - il Comune di Rimini dovrebbe avere circa 166 operatori in base al numero dei residenti (138.000), circa 72 operatori in base al numero dei posti letto turistici (72.437) e circa 10 operatori in base al numero degli studenti universitari iscritti nella sede di Rimini, e quindi il Corpo di Polizia Municipale di Rimini, almeno durante la stagione estiva e non solo visto l’affluenza periodica di turisti per gli eventi fieristici e congressuali, dovrebbe disporre di un organico di circa 248 operatori.
Dal Sindaco Ravaioli, vogliamo sapere, perciò, se corrisponde al vero che attualmente il Corpo della Polizia Municipale è composto da circa 200 operatori, e quindi ha un organico ben al di sotto degli standard essenziali previsti dalla Regione; quanti agenti della Polizia Municipale saranno impiegati durante la stagione estiva; che cosa ha fatto il Comune di Rimini dal 2004 in poi per adeguarsi agli standard regionali per il personale della Polizia Municipale; a che punto si trova la realizzazione dei sistemi di video – sorveglianza, per i quali l’Amministrazione Comunale aveva assunto precisi impegni e aveva stanziato 400.000 euro nel Bilancio di Previsione 2008; in quali altre zone della città verranno installati oltre che nel Borgo Marina, e infine se corrisponde al vero che parte delle risorse destinate per il Progetto Miramare – parco Spadazzi risalente al 2003, verranno impiegate per l’installazione di alcune telecamere in città e per quale ragione sono avanzate tali risorse.”
LE PRESCRIZIONI SULLE ZPS ADOTTATE NEL CALENDARIO VENATORIO REGIONALE NON RISPETTANO LE NORMATIVE VIGENTI E SONO PIU' RESTRITTIVE
19/03/2009 Il Consigliere Regionale Gioenzo Renzi ha rivolto un’interrogazione alla Giunta Regionale per sapere se non ritenga opportuno, visto che l’attuale Calendario Venatorio Regionale rimarrà vigente fino alla stagione 2011/2012, modificare l’art. 9 comma 1, lettera c) annullando il divieto di poter cacciare, nel mese di gennaio, nelle Zone di Protezione Speciale, per tre giornate a scelta a settimana (escluso il martedì e venerdì) e non solo obbligatoriamente il giovedì e la domenica, in quanto il Decreto del Ministro Prestigiacomo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 febbraio 2009, ha eliminato la limitazione stabilita nel Decreto dell’Ex Ministro Pecoraro Scanio di consentire l’attività venatoria a sole due giornate a settimana da prefissare nel Calendario Venatorio.
“Siamo convinti – sottolinea Renzi - che la Regione, per evitare possibili fraintendimenti e confusione tra i cacciatori in relazione alle limitazioni nazionali e quelle regionali, oltre che penalizzazioni non giustificate per i cacciatori che hanno un appostamento fisso nelle ZPS, non possa esimersi dal riprendere in mano il Calendario Venatorio, tenendo conto, tra l’altro, che nel mese di gennaio non è determinante al fine del mantenimento e della protezione della specie avere la facoltà di poter cacciare due o tre giorni alla settimana nelle ZPS.
Inoltre dalla Giunta Errani – conclude Renzi – vogliamo sapere se non ritenga un gravissimo errore che la Regione Emilia Romagna abbia approvato il 25 febbraio 2009 una Legge Regionale che regolamenta l’attività venatoria nelle Zone di Protezione Speciale, avendo preso come riferimento non il testo del Decreto Ministeriale vigente, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio 2009 e quindi ben 15 giorni prima dal voto in Assemblea Legislativa, ma quello superato.”
E' LEGITTIMO ASSEGNARE DIRETTAMENTE AD AMFA SPA LA NUOVA FARMACIA OPZIONATA DAL COMUNE, SENZA L'INDIZIONE DI UNA GARA AD EVIDENZA PUBBLICA?
05/03/2009 Il Consigliere Comunale Gioenzo Renzi ha presentato quest'oggi in Comune, un'interrogazione riguardante la nuova pianta organica delle Farmacie comunali e in particolare sull'esercizio del diritto di prelazione sulla sede farmaceutica n. 34 in zona Ghetto Turco (Delibera di Giunta n. 10 del 20/01/2009).
"Nella suddetta delibera, infatti - evidenzia il Consigliere - il Comune ha approvato di affidare ad AMFA spa, già affidataria dal 01/01/1995, per la durata di 99 anni, del servizio pubblico di gestione delle sei farmacie comunali, l'istituzione e gestione della nuova farmacia, in base ad un obbligo generico assunto dal Comune di Rimini, al punto 6.3, del contratto di cessione di azioni sottoscritto in data 02/06/1999
"E proprio riguardo a tale affidamento ad AMFA spa, società a capitale misto pubblico-privato di cui il Comune di Rimini è socio di minoranza, vogliamo sapere dal Sindaco Ravaioli – spiega Renzi - se la nuova farmacia non debba essere considerata una singola entità autonoma, gestita da chiunque ne abbia i necessari requisiti, e quindi non come un criterio di completamento della precedente operazione di cessione di quote azionarie, e se per la scelta del socio privato non si dovrebbe svolgere l’espletamento di una gara con procedura ad evidenza pubblica, così come è previsto dal nuovo testo unico sugli enti locali. In particolare chiediamo alla Giunta Comunale se la clausola di assegnazione automatica all’AMFA, della gestione delle nuove farmacie opzionabili da parte del Comune di Rimini, vigente nel contratto di cessione di azioni, era presente anche nel relativo bando di gara ad evidenza pubblica; se tale affidamento diretto ad AMFA, della nuova farmacia, non sia in contrasto con il D.lgs 267/2000 sugli enti locali; se l’asserzione generica introdotta nel contratto, ancorché ritenuta legittima, non debba configurarsi come un semplice diritto di prelazione attribuito all’AMFA, la quale, in tal caso, dovrebbe comunque essere tenuta a partecipare alla gara di evidenza pubblica, insieme a tutti coloro che ne fossero interessati; quali criteri verranno adottati dal responsabile dell’U. O. Partecipazioni Societarie riguardo alla determinazione del periodo temporale dell’affidamento e del corrispettivo dovuto dall’AMFA, al fine di riflettere il reale valore di mercato e di tutelare l’interesse pubblico generale; se l’AMFA ha già manifestato il suo intendimento ad accettare o meno l’assegnazione della settima farmacia; e se non si corre il rischio di subire tempi molto lunghi di assegnazione della gestione all’AMFA, nella deprecata ipotesi in cui vengono presentati dei ricorsi con istanza di sospensiva presso il T.A.R.”
NO ALLA CHIUSURA DELLA BIGLIETTERIA DELLA STAZIONE DI BELLARIA: LA REGIONE CHIEDA A TRENITALIA DI RIVEDERE LA CONVENZIONE CON GLI ALBERGATORI
03/03/2009 Il Consigliere Renzi appreso che l'Associazione degli Albergatori di Bellaria e Turismohotels sono stati costretti a chiudere la biglietteria della stazione di Bellaria dal 1 marzo 2009, a causa di una modifica unilaterale della convenzione da parte di Trenitalia, ha rivolto un'interrogazione alla Giunta Regionale, per chiedere se non ritenga doveroso chiedere urgentemente un incontro con Trenitalia e sollecitare la stessa Trenitalia a stabilire un nuovo accordo con le Associazioni di Categoria Bellariesi interessate, prima dell'avvio della stagione turistica, ed evitare così la chiusura della biglietteria della stazione di Bellaria.
Le Associazioni deglia Albergatori, infatti, per gestire la stazione ferroviaria di Bellaria: servizio di biglietteria, pulizia, mantenimento del riscaldamento e custodia della stazione, sono disposti ad accollarsi la maggior parte dei costi, ma con la nuova convenzione imposta da Trenitalia per loro diventa insotenibile sostenere i costi del servizio bilgietteria.
Nella convenzione precedente - spiega Renzi - il 5 0 6% del ricavo del biglietto di vendita era trattenuto dalle suddette associazioni, in accordo con Trenitalia, e tale entrata permetteva di coprire il 50% del costo del servizio di biglietteria. Ora Trenitalia ha ridotto tale margine dal 5 o 6% all'1,5%, e ha autorizzato le Associazioni che gestiscono la stazione di Bellaria ad effettuare aumenti extratariffari.
Aumenti che le Associazioni degli Albergatori di Bellaria si sono rifiutati di applicare, in quanto non lo ritengono rispettoso nei confronti dei cittadini bellariesi e dei turisti. Ci auguriamo, perciò - sottolinea Renzi - che la Regione riesca a risolvere questa situazione, dal momento che la chiusura della biglietteria non sarebbe un bel biglietto da visita per il servizio di accoglienza turistico della stazione di Bellaria e dal momento che tale servizio non può essere rimpiazzato solo dalle biglietterie automatiche o dalle agenzie viaggi.
Infine - conclude il Consigliere - alla Regione abbiamo anche chiesto di verificare se anche le stazioni di Cervia e Cesenatico si trovino nella stessa situazione di quella di Bellaria e quante stazioni ferroviarie verrebbero penalizzate in tutta la Regione Emilia Romanga dalle nuove convenzioni di Trenitalia.
RIMINI E LA ROMAGNA PENALIZZATE NELLE PROCEDURE DI ACCERTAMENTO SUI LAVORATORI CHE FANNO USO DI DROGA
26/02/2009 Il Consigliere Regionale Gioenzo Renzi ha rivolto un'interrogazione alla Giuntaper sapere, per quale motivo in Regione solo l'Ausl di Bologna, Modena, e Ferrara hanno a disposizione un gascromatografo per eseguire i test di secondo livello, di quei casi risultati positivi al primo controllo diagnostico, riguardante l'accertamento per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, sui lavoratori addetti a mansioni che compartono particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute di terzi, come ad esempio autisti di autobus, corrieri, carrellisti, autotrasportatori, ecc... .
"Tale accertamento, infatti - sottoliena il Consigliere - in base all'Accordo Stato e Regioni del 18 settembre 2008 è previsto con cadenza annuale, e mentre il test di primo livello viene eseguito presso i laboratori analisi privati autorizzati o presso le strutture sanitarie competenti, il test di secondo livello può essere effettuato solo presso le strutture sanitarie che dispongono di un gascromatografo.
Questa procedura, perciò, comporta che attualmente in Emilia Romagna, i medici responsabili dei laboratori anailisi privati o delle altre strutture sanitarie, e i medici professionisti che si occupano di medicina del lavoro, qualora risulti positivo un test di primo livello, devono inviare tramite corriere o portare direttamente i campioni biologici presso l'Ausl di Bologna, Ferrara o Modena, al fine di effettuare il test di secondo livello.
In poche parole maggiori costi per i datori di lavori, dal momento che tali accertamenti sono a carico loro.
Ed per questo motivo che alla Regione, abbiamo anche chiesto - prosegue Renzi - se corrisponde al vero che inizialmente si pensava di dotare un gascromatografo anche l'Ausl di Rimini e in caso affermativo perchè tale strumento non è stato attualmente ancora adottato. Se è previsto che anche in una Ausl della Romagna possa essere adottato un gascromatografo, al fine di evitare maggiori costi per le aziende private situate in questo territorio, e in particolar modo per quelle della Provincia di Rimini, lontane più di 120 Km da Bologna. Se la Regione sta predisponendo la possibilità di accreditamento anche per i poliambulatori privati che volessero eseguire questo servizio di test di secondo livello con il gascromatografo.
Se la Regione, infine, - conclude Renzi - non ritenga opportuno estendere l'opportunità di effettuare tale procedura di accertamento di secondo livello anche in altre Aziende Sanitarie o poliambulatori privati del territorio regionale, al fine di scongiurare che le aziende private, per evitare di sostenere costi troppo elevati, non richiedano ai propri dipendenti di sottoporsi ai suddetti controlli, comportando maggiori rischi per la sicurezza e l'incolumità pubblica."
COSTA DI CATTOLICA: LA REGIONE FINANZIERA' IL RIPASCIMENTO, MA NON INTERVERRA' SUBITO SULLE SCOGLIERE
25/02/2009 “Questa mattina, in Assemblea Legislativa, attraverso un’interrogazione a risposta immediata, - ha dichiarato il Consigliere Regionale Gioenzo Renzi di AN-PDL - abbiamo chiesto all’Assessore Regionale Bruschini, se la Regione, prima dell’inizio della stagione turistica, ha in programma di eseguire degli interventi per la salvaguardia della costa, nel litorale di Cattolica.
Nello specifico abbiamo domandato all’Assessore: 1) se la Regione non ritenga opportuno intervenire sulle scogliere di Cattolica, ripristinando le testate e aumentando la profondità dei varchi centrali all’interno delle scogliere stesse, al fine di facilitare la movimentazione delle acque; 2) in quale anno è stato eseguito l’ultimo intervento da parte della Regione sulle scogliere; 3) se prima dell’avvio della stagione turistica è in programma un intervento di ripascimento; 4) se la Regione per contrastare il fenomeno erosivo, soprattutto nella zona vicino alle colonie, sta esaminando altre tipologie di intervento, oltre il ripascimento stesso, come ad esempio l’utilizzo delle barriere soffolte a livello dell’acqua posizionate a treno parallelo a 100 mt di distanza l’uno dall’altro.
L’Assessore, anche se ci ha risposto in maniera molto evasiva, ha evidenziato che le scogliere di Cattolica necessitano di interventi di ordinaria manutenzione al corpo delle scogliere ed al piede dei varchi, e che tali interventi saranno attuati nell’ambito dei prossimi programmi manutentivi regionali a cadenza annuale, quindi purtroppo – precisa Renzi – non è chiaro se la Regione interverrà entro quest’anno o nel 2010.
Per quanto riguarda il ripascimento, invece, l’Assessore ha affermato che prima dell’inizio della stagione estiva verrà effettuato un intervento, con lo scopo di compensare le zone in erosione con la sabbia prelevata nei punti del litorale dove vi è un eccessivo accumulo. Il costo di tale operazione sarà per il 50% a carico della Regione e per il 50% a carico del Comune di Cattolica. Infine l’Assessore ha preannunciato che è stato redatto un progetto definitivo per rendere soffolte le scogliere comprese fra le foci del Conca e del Ventena.
Da parte nostra, - puntualizza Renzi - abbiamo rilevato all’Assessore che la revisione della sistemazione e della manutenzione delle scogliere deve rientrare nelle priorità della Regione. Perché è evidente che se in certe zone l’accumulo eccessivo di sabbia tra le scogliere e la spiaggia, produce una profondità dell’acqua di appena 30 cm, rendendo difficile la balneazione, mentre in altre c’è l’erosione, il posizionamento e la tipologia di quelle scogliere non potrà continuare a rimanere invariato. E proprio su questo punto, dopo la risposta dell’Assessore Bruschini, ci sembra che la Regione non stia affrontando tale questione con molta determinazione.”
LA REGIONE INTERVENGA SULLE SCOGLIERE DI VISERBA E RIMINI NORD PER MIGLIORARE LA MOVIMENTAZIONE DELLE ACQUE
18/02/2009 La Regione intervenga al più presto sulle scogliere di Viserba, soprattutto nella Fossa dei Mulini in prossimità dello scarico a mare, e di tutta Rimini Nord per migliorare la movimentazione delle acque ed evitare che si accumuli la melma sul bagno asciuga. Questa una delle richieste che ha rivolto quest'oggi il Consigilere Renzi alla Giunta Errani, attraverso un'interrogazione.
"Dalla Regione, inoltre, vogliamo sapere - ha proseguito Renzi, se corrisponde al vero che il Comune di Rimini non abbia ancora definito, con la Regione stessa, un progetto di revisione e manutenzione strutturale per le scogliere di Viserba e di tutta la zona di Rimini Nord, nonostante siano già stati stanziati 300 mila euro per eseguire tali interventi oltre che un'operazione di ripascimento.
Infatti - precisa Renzi - mentre i lavori di ripascimento su aree limitate, rientrano tra le competenze di manutenzione ordinaria del Comune, per le modificazioni strutturali sulle scogliere, il Comune deve stabilire tali interventi insieme alla Regione.
Per questo motivo, se il Comune non si è ancora attivato, chiediamo alla Regione di effettuare subito un sopralluogo a Viserba e nella zona di Rimini Nord, e cercare, prima dell'inizio della stagione estiva 2009, di rivedere la disposizione delle scogliere e il prolungamento del molo, nonchè valutare se cambiare il tipo di barriera utilizzata o meno, al fine di assecondare tra le scogliere e la spiaggia, quelle correnti marine in grado di rendere l'acqua più limpida, eliminare la formazione di zone di insabbaimento ed evitare l'accumulo di melma sulla spiaggia."
CHI DEVE PAGARE L'OSSIGENO DI CUI NECESSITA UN PENSIONATO RIMINESE 24 ORE AL GIORNO? LA REGIONE VERIFICHI PERCHE' NON E' A CARICO DEL SISTEMA SANITARIO
13/02/2009 Il Consigliere Renzi appreso dalla stampa che un pensionato riminese di 67 anni, con un assegno sociale di 408 euro, deve sostenere lui stesso i costi delle bombole di ossigeno, di cui necessita 24 ore al giorno, a causa di una grave difficoltà respiratoria, ha rivolto un'interrogazione alla Giunta Regionale al fine di verificare per quale motivo tali bombole non sono a carico del servizio sanitario regionale.
Ci auguriamo - ha spiegato il Consigliere - che la Regione faccia chiarezza su questo caso, e sulle modalità in base al quale il servizio sanitario regionale in alcuni casi sovvenziona completamente l'utilizzo dell'ossiengo e in altri casi no.
LA REGIONE HA APPROVATO LA NOSTRA PROPOSTA DI FINANZIARE PROGETTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO PER I RIFUGIATI TIBETANI IN INDIA
12/02/2009 "Mercoledì mattina la commissione V dell’Assemblea Legislativa ha approvato la nostra proposta di inserire, nel piano triennale 2009-2001 per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo della Regione, anche le zone meridionali dell’India dove ci sono gli insediamenti e i monasteri dei profughi tibetani, fuggiti dalla loro terra natia, a causa dell’occupazione cinese nel 1959.
Attualmente, infatti, spiega il Consigliere Regionale Gioenzo Renzi di AN-PDL, in India vivono circa 180.000 rifugiati tibetani, di cui 50.000 bambini, in condizioni di assoluta miseria e malnutrizione. In pratica la commissione assembleare ha deciso che il nostro emendamento presentato e condiviso anche dal Consigliere Pironi, verrà trasformato in un Ordine del Giorno da far votare all’Assemblea Legislativa insieme al suddetto piano triennale, al fine di permettere alla Regione già da quest’anno, di poter finanziare interventi volti sia a cercare di ridurre le condizioni di povertà, di mortalità infantile e di malnutrizione dei tibetani in esilio, sia per sostenere lo sviluppo di attività famigliari sia nel settore agricolo che artigianale, nelle regioni del Mungdod (Ganden), Mysore-Bylakuppe (Seralaki), a Dharamsala (Dalai Lama Village) e a New Delhi (New Tibetan Colony)."
CE L'ABBIAMO FATTA! L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA RIMANE DI 50 CONSIGLIERI REGIONALI ELETTI, INVECE DEI 67 PREVISTI
06/02/2009 "Ce l’abbiamo fatta! Questo è quanto dichiarato dal Consigliere Regionale Gioenzo Renzi di AN-PDL, dopo l’approvazione in aula, avvenuta ieri pomeriggio, in prima lettura, della modifica dello Statuto della Regione Emilia – Romagna, che riporta i consiglieri regionali eletti dai 67 previsti, a partire dal 2010, a 50, cioè il numero in cui è composta attualmente l’Assemblea Legislativa. Non posso che esprime soddisfazione dal risultato di questa battaglia durata quasi 16 mesi, dal 12 ottobre 2007 (il giorno in cui abbiamo presentato la nostra Proposta di Legge ) fino ad oggi.
Una battaglia portata avanti quasi in solitudine, ma che alla fine permette agli emiliano romagnoli di risparmiare circa 7 milioni di euro all’anno, il costo di 17 consiglieri regionali in più, assolutamente non necessari.
Siamo convinti che l’approvazione di questa modifica dello Statuto della Regione, con la quale l’Assemblea Legislativa rimane costituta da 50 consiglieri, così come prevedeva il primo articolo del Progetto di Legge di cui il sottoscritto è il primo firmatario, sia una doverosa e rigorosa risposta verso il rispetto dell’interesse generale, verso il sentire dell’opinione pubblica che chiede la riduzione dei costi della politica superflui, e sia un segnale di buon esempio e di assunzione di responsabilità dinanzi all’attuale crisi economica.
Dal’atra parte, - precisa però Renzi - ieri abbiamo sì ottenuto un importantissimo risultato, ma si poteva ottenere ancora di più.
Ci dispiace, infatti, che il centro sinistra abbia respinto i nostri due emendamenti presentati, uno riguardante l’abolizione dei monogruppi, e l’altro che prevedeva la scelta degli assessori regionali, tra i consiglieri regionali eletti, e non come oggi a discrezione del Presidente della Giunta.
Sui monogruppi, - spiega il Consigliere di AN-PDL, proponevamo di modificare l’art. 36 dello Statuto, inserendo la disposizione che un gruppo debba essere composto da almeno due consiglieri, e coloro che non fanno parte di nessun gruppo entrano nel Gruppo Misto.
Attualmente nell’Assemblea Legislativa ci sono 7 monogruppi, con il nostro emendamento, sarebbe stata prevista la loro abolizione e la costituzione di un gruppo misto da 7 consiglieri, con un conseguente risparmio di circa 879.000 euro all’anno, e più di 4 milioni in 5 anni.
Crediamo che permettere la formazione dei monogruppi sia veramente un’assurdità, perché oggi, tra l’altro, il sistema di finanziamento dell’Assemblea Legislativa, favorisce la loro proliferazione, in quanto maggiormente sovvenzionati, rispetto ai gruppi più numerosi.
Ma chiaramente – conclude Renzi - il PD non poteva rompere con tutti i "cespugli" della sua coalizione."