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Rimini, Comune degli sprechi: spesi 400.000 euro per l’affitto di telecamere ZTL spente da 6 anni !
21/03/2025
Il 25 febbraio scorso, il Comune di Rimini ha comunicato, di avere affidato la gestione della video sorveglianza dei 13 varchi della Zona a Traffico Limitato (ZTL), alla società Engine Spa, a seguito di una gara pubblica.
L’appalto, del valore di 260.000 euro, suddiviso in più annualità, fino al 2030, comprende la fornitura, l’installazione, la manutenzione e il noleggio dei sistemi di controllo automatizzato degli accessi veicolari, nelle zone a traffico limitato (ZTL) del Centro Storico e Borgo San Giuliano.
Ricordo che:
-La Giunta Comunale aveva deliberato il 07/08/2018, l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato (ZTL) e comunicava la conclusione dell’installazione dei varchi elettronici nel Marzo 2019, ad opera della società di gestione Traffic Tecnology srl, aggiudicataria dell’appalto.
-Il Comune di Rimini chiedeva, il 27/01/2023, al Ministero delle Infrastrutture l’autorizzazione all’installazione dei sistemi di controllo degli accessi alla ZTL del Centro Storico, rilasciata, su interessamento del sottoscritto, il 12 ottobre 2023.
-Successivamente a tale autorizzazione, l’Amministrazione Comunale, rinviava al 2024 l’entrata in funzione della video-sorveglianza della ZTL, dichiarando che ”dovevano essere ancora apportate modifiche ad alcuni varchi e alla cartellonistica”.
Preso atto, di questa interminabile telenovela, che perdura dal 2019, riguardante la mancata entrata in funzione della nuova video sorveglianza ZTL, ho presentato interrogazione, ieri sera, al Sindaco e ritengo opportuno rendere pubblico che:
1) L’Amministrazione non ha fornito ragioni che motivino adeguatamente la mancata entrata in funzione del nuovo sistema di video-sorveglianza di 13 varchi elettronici per l’ampliata ZTL (10 nel Centro Storico e 3 nel Borgo San Giuliano) installata nel marzo 2019 dalla Società Traffic Tecnology srl, sostituita ora dalla società Engine Spa, nella gestione della video sorveglianza (con un costo di 260.000 euro fino al 2030, ripartito annualmente); 2) Le telecamere della video sorveglianza ZTL nei 13 varchi del Centro Storico e Borgo San Giuliano, rimaste spente da 6 anni, hanno comportato una spesa, a perdere, per il Comune di circa 400.000 euro, per il costo di affitto annuo di 53.497 euro l’anno+IVA, corrisposto all’installatore Traffic Tecnology; 3) Ai suddetti costi, per l’affitto delle telecamere spente, sostenuti dal Comune, vanno aggiunti i mancati introiti dalle sanzioni per l’assenza dei video controlli ai varchi della ZTL, con un danno economico complessivo al Comune, meritevole di richiamare l’attenzione della Corte dei Conti; 4) Il mancato funzionamento della video sorveglianza, inoltre, ha consentito agli autoveicoli di violare gli accessi delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) (Centro Storico e Borgo San Giuliano), invadendo le vie e piazze a scapito dei residenti, dei pedoni e della qualità ambientale; 5) L’Amministrazione, ancor oggi, non è in grado di affermare quando sarà previsto l’avvio del pre-esercizio e quello effettivo della video sorveglianza ZTL nei 13 varchi del Centro Storico e Borgo San Giuliano; 6) L’unica risposta positiva fornita dall’Amministrazione è la disponibilità di accogliere la nostra reiterata richiesta di ampliare l’orario della ZTL sul varco Corso d’Augusto-Via Ducale (attualmente vigente 20,30-7,30) di almeno 4 ore, durante il giorno, per ridurre il carico di traffico sul Rione Clodio. Anche per tale varco però non è noto sapere quando sarà possibile attivare la telecamera.
Ampliare il Parco Don Tonino Bello con l’acquisizione dell’adiacente area agricola per mitigare l’impatto della nuova Piscina Comunale.
12/03/2025
La costruzione della Nuova Piscina Comunale nel Parco Don Tonino Bello a Viserba, conferma le criticità e lo snaturamento del parco, come da noi sollevato in Consiglio Comunale, fin dall’approvazione del progetto nel Dicembre 2020.
Sottolineiamo che la superficie del verde effettivo del Parco di 26.000 mq, viene ridotta e dimezzata a 13.000 mq, in una zona Peep densamente popolata, usufruita dai residenti, dall’adiacente Scuola d’Infanzia “Acquamarina”, dai bambini, dagli anziani.
Siamo infatti a conoscenza che: la piscina comunale occupa la superficie di 3.730 mq (con l’altezza da 6 a 8 metri), i parcheggi si estendono per 4.770 mq, la vasca di laminazione esistente di 3.500 mq, interrata, in cemento armato, non consente la piantumazione degli alberi, il percorso ciclo-pedonale di 300 metri, il campo da basket e da calcio a 5, l’area fitness di 100 mq, l’area giochi di 350 mq, complessivamente assommano a non meno di 13.000 mq.
Inoltre, per l’accesso alla Nuova Piscina Comunale, da tutta la città, sono previste 700/1.000 auto al giorno, con l’intasamento delle strade circostanti (via Sacramora, via Baroni, via Cenci), e conseguente impatto rilevante sul Parco e sulle abitazioni vicine.
Ricordo che per ovviare a tali criticità, salvaguardare il verde del Parco Don Tonino Bello e la vivibilità del quartiere, avevo personalmente proposto che la realizzazione della nuova Piscina Comunale avvenisse nella vasta area del Polo Sportivo di Rivabella. Un luogo accessibile dall’intera città, con tutti i servizi necessari, a cominciare dai parcheggi e una superficie compatibile per realizzare un progetto di eccellenza, con una vasca olimpionica di 50 metri, per ospitare gare nazionali e internazionali. Purtroppo l’Amministrazione non ha ascoltato la nostra proposta e la città si dovrà accontentare di una nuova piscina, priva di tali caratteristiche.
Preso atto dello snaturamento del Parco Don Tonino Bello, con interrogazione consigliare, chiedo al Sindaco, l’acquisizione dell’adiacente area agricola di 6.000 mq, al fine di mitigare l’impatto della Piscina Comunale, preservare il verde, la fruizione e vivibilità del parco.
Riqualificare e valorizzare l’area storica dell’Arco di Augusto.
06/03/2025
L’Arco di Augusto è monumento tra i più importanti della città, eretto nel 27 a.C., dedicato all’imperatore Augusto, che realizzò le grandi strade d’Italia, tra cui, in particolare, la Via Flaminia, che inizia da Ponte Milvio a Roma e termina proprio all’Arco di Augusto di Rimini.
L’Arco di Augusto non è solo un monumento onorario, ma storicamente tra le principali porte d’ingresso di Rimini.
L’area attorno all’Arco di Augusto, dopo l’intervento di riqualificazione effettuato nel 2000, venticinque anni fa, con la sistemazione a verde delle aree circostanti, risulta, da tempo, sempre più trascurata, a scapito della sua valorizzazione storica.
Per questo, con la presentazione dell’interrogazione consigliare di questa sera, chiedo al Sindaco:
Il rifacimento della pavimentazione di Largo Giulio Cesare, dinnanzi all’Arco, comprendente la strada e i parcheggi, sostituendo l’asfalto deteriorato, con la pietra, utilizzata in Corso d’Augusto.
La realizzazione di un impianto di illuminazione dell’Arco di Augusto e di Largo Giulio Cesare compatibile con l’area storica e monumentale, eliminando gli attuali “pali”, più adatti ad una Circonvallazione.
L’installazione di panchine classiche con schienale di forma uniforme, adatte al contesto, al posto di quelle esistenti, scomode, di tre tipi diversi (a forma concava in legno, a “barchetta” in vetroresina, e in pietra).
Lo spostamento dell’antennone della telefonia mobile, che posto sopra il Palazzo delle Poste, da oltre 25 anni, sovrasta l’Arco di Augusto, deturpando la vista e valorizzazione del monumento.
Il trasferimento delle bancarelle del Mercato ambulante attualmente poste su Corso d’Augusto, che impattano sulla visuale dell’Arco, funzionale anche a migliorare il transito pedonale e veicolare dell’area.
I controlli della Polizia locale sul rispetto del divieto di sosta permanente degli autoveicoli, lungo il marciapiede di Largo Giulio Cesare, dinnanzi all’Arco, che spesso non viene rispettato.
La razionalizzazione dei parcheggi di auto, moto, cicli sui due piazzali davanti all’Arco di Augusto, al fine di porre ordine, all’attuale confuso e intasato assetto.
La vigilanza della Polizia Locale in Largo Giulio Cesare, nelle serate di fine settimana (venerdì, sabato, domenica), per garantire l’ordine pubblico.
Dopo 16 anni l’attesa apertura a mare della Stazione di Rimini.
27/02/2025
Il 19.3.2009 era stata approvata la Mozione inerente “Apertura a mare del sottopasso della Stazione di Rimini sul Piazzale Carso”, proposta dal sottoscritto e votata all’unanimità dal Consiglio Comunale.
Il dispositivo impegnava l’Amministrazione Comunale a “intraprendere le trattative con Rete ferroviaria Italiana (RFI), per prolungare il sottopassaggio della Stazione con l’apertura a mare su Piazzale Carso, che avrebbe consentito agli utenti ferroviari di raggiungere direttamente la Marina Centro e ai cittadini della zona mare di arrivare nel Centro Storico, evitando il sottopasso del Grattacielo”.
Ringraziamo RFI per la realizzazione di questo progetto, che ha comportato la spesa di 6 milioni di euro e che valorizza l’immagine della nostra Stazione.
L’importanza di tale opera è confermata dalle stime di RFI, che prevedono il transito del 30% degli utenti ferroviari, tramite l’apertura a mare.
Tale occasione, ha costretto l’Amministrazione Comunale a dar seguito alla riqualificazione di Piazzale Carso e del Giardino Vittime delle Foibe (più volte richiesta dal sottoscritto e dai residenti), con una spesa di 250.000 euro. Il Giardino si trova da decenni in una situazione di degrado e abbandono con gli alberi, la vegetazione cresciuti spontaneamente e scarsa illuminazione. Ricordo che il Giardino è stato intitolato alle Vittime delle Foibe nel 2004, grazie all’approvazione dell’Ordine del Giorno del sottoscritto, ma ci sono voluti 4 anni, fino al 2008, per l’installazione della targa con la sua denominazione.
Con l’apertura a mare della Stazione, l’area considerata oggi residuale, diventerà strategica per gli utenti in arrivo e partenza dalla Stazione.
Avremo una nuova Porta della Città, un importante collegamento tra il Centro Città e la Marina.
Il progetto prevede all’uscita del sottopasso, incrocio tra Via Monfalcone e Viale Trieste, la concentrazione dei servizi della Stazione: sosta breve, taxi, il deflusso della viabilità su Viale P. Amedeo, con la salvaguardia del verde del Giardino di 4.200 mq.
Considerato che il problema della Sicurezza riguarda molto spesso le Stazioni, abbiamo chiesto rassicurazioni che l’illuminazione e la video sorveglianza siano adeguate e realizzate subito con la riqualificazione del Giardino e del Piazzale.
Ci sono voluti ben 16 anni, finalmente Rimini, capitale balneare del turismo, avrà l’apertura a mare della stazione.
In ritardo i lavori e l’apertura del “sottopassaggio Grattacielo”, con disagi per i cittadini e turisti.
21/02/2025
E’ trascorso un anno dall’inizio lavori di rifacimento delle rampe di accesso, lato mare e monte, al Sottopassaggio pedonale Grattacielo di Viale Prinicipe Amedeo, ad opera di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), con costo di 4 milioni di euro.
Un intervento necessario, da noi richiesto in Consiglio Comunale, con ripetute interrogazioni dal 2000 al 2020, fino alla promozione di una petizione popolare, sottoscritta da 2.494 cittadini, per l’urgente riqualificazione funzionale del sottopassaggio, con l’abbattimento delle barriere architettoniche, utilizzato ogni giorno da migliaia di cittadini e turisti, che collega il Centro Storico alla Marina Centro.
Teniamo presente che il 2 Dicembre 2024, per la prosecuzione dei lavori (iniziati a Febbraio 2024), è avvenuta la chiusura totale del sottopasso, con la deviazione obbligata del percorso dei pedoni, per un tratto di circa 400 metri, lungo via Graziani, sottopasso della ferrovia, viale Rodi. La riapertura del sottopassaggio, era stata quindi annunciata, per il 18 Aprile 2025, a completamento dei lavori.
Constatiamo, a tutt’oggi, purtroppo, che i lavori sono in grave ritardo:
• Lato mare, dopo le opere funzionali allo scavo, sono ancora da realizzare: le due rampe di scale per l’accesso pedonale in via Monfalcone, viale Rodi e la rampa dedicata al transito di persone con disabilità e ciclisti;
• Lato monte, non è neppure stata avviata la realizzazione della rampa continua di raccordo con il marciapiede di Piazzale Cesare Battisti, angolo Corso Giovanni XXIII;
• Risulterebbe ultimata l’infrastruttura sotterranea che attraversa il fascio binari, dal lato città al lato mare, ma senza l’inserimento dei sottoservizi, cavi telefonici e fibra ottica.
Con l’interrogazione consigliare di ieri sera, ho chiesto di sollecitare i lavori, per evitare il protrarsi di disagi, per altri mesi, a cittadini e turisti, costretti ad allungare, di circa 400 metri il proprio percorso a piedi, per raggiungere il Centro Storico o la Marina, sui marciapiedi di via Graziani, viale Rodi, stretti, sconnessi, e insicuri per la poca illuminazione nelle ore notturne.
A fronte della nostra richiesta, vista la prossimità della stagione estiva, è stata confermata la riapertura, anche se solo parziale, del sottopassaggio del Grattacielo per il 18 aprile 2025, in assenza delle rifiniture delle pareti, della pavimentazione, dell’adeguamento rampe per l’accesso.
Da evidenziare che l’implementazione dell’infrastruttura sotterranea, con i cavi telefonici e la fibra ottica, è prevista non prima di 6 mesi, per le ragioni operative della società di servizio.
Solo dopo avere completato il suddetto intervento tecnologico sarà possibile realizzare la rampa a mare, per il transito delle persone con disabilità e ciclisti nel sottopassaggio.
Per l’ultimazione dei lavori e la riapertura del sottopassaggio Gratacielo, bisognerà attendere la primavera del 2026, oltre un anno in più rispetto a quanto originariamente annunciato e previsto!
Valorizziamo il Giardino Vittime delle Foibe,con un monumento dedicato a Norma Cossetto, simbolo di quella tragedia.,
06/02/2025
Rete Ferroviaria Italiana (RFI) sta ultimando i lavori di prolungamento del sottopasso della Stazione Centrale di Rimini con il nuovo accesso lato mare, dinnanzi al Giardino Vittime delle Foibe, in Piazzale Carso.
L’Amministrazione Comunale ha la necessità di riqualificare il Giardino Vittime delle Foibe, dal punto di vista ambientale e renderlo fruibile ai residenti ed ai passeggeri in transito da/verso la stazione.
L’area verde di Piazzale Carso è stata intitolata al Giardino Vittime delle Foibe, grazie all’approvazione del Consiglio Comunale, il 25.11.2004, dell’Ordine del Giorno, presentato dal sottoscritto.
La proposta di intitolazione avvenne durante l’approvazione della Legge 30 Marzo 2004 che istituiva il 10 Febbraio, il “Giorno del Ricordo” in memoria delle Vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”.
Una data da non dimenticare, il 10/02/1947, in cui un vergognoso trattato, impose all’Italia di cedere alla Yugoslavia, le terre d’Istria, Fiume e parte della Dalmazia, dalle quali esodarono oltre 350.000 italiani.
Era stato naturale pensare a quell’area verde, lato mare della Stazione, denominata Piazzale Carso, contigua idealmente e fisicamente con Viale Trieste, Via Monfalcone, Via Pola, Via Fiume, Viale Nazario Sauro, Medaglia d’Oro, Martire di Capodistria.
Soprattutto, era un dovere della nostra città di Rimini ricordare e onorare le migliaia di Italiani, gettati nelle Foibe, inghiottitoi carsici diventati fosse comuni, deportati, fatti sparire, eliminati, vittime dell’odio politico ed etnico dei partigiani comunisti di Tito, che la storiografia ufficiale ha voluto ignorare o addirittura giustificare.
Purtroppo, l’Amministrazione Comunale ha sempre ignorato, fin dalla intitolazione del 2004, il Giardino Vittime delle Foibe, anche nel Giorno del Ricordo.
Per questo, in occasione della riqualificazione, ho chiesto con una interrogazione consigliare al Sindaco di valorizzare il Giardino Vittime delle Foibe con la realizzazione di un semplice monumento (una roccia dell’Istria) dedicato a Norma Cossetto.
Un simbolo di quella tragedia, la giovane studentessa universitaria, arrestata dai partigiani titini, torturata con ferocia inaudita, violentata ripetutamente e infine gettata viva in una foiba.
Ricordo che nel 2005, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, conferì a Norma Cossetto, la Medaglia d’Oro al merito civile, ricordandone la “luminosa testimonianza di coraggio e amor patrio”.
Nel Comune di Rimini, TARI in aumento del +5,88% nel 2025, ma il servizio di raccolta rifiuti è meno efficiente con le isole ecologiche.
19.12.2024
Nel Centro Storico è in corso la sostituzione progressiva dei tradizionali cassonetti e contenitori dei rifiuti con le isole ecologiche interrate, dotate di cinque “torrette” per la raccolta differenziata di vetro, plastica/lattine, carta, organico, e indifferenziato.
Le isole ecologiche interrate realizzate e già operative sono nove( in via Bastioni Meridionali, Bastioni Occidentali, Bastioni Settentrionali, via D’Azeglio, via Mameli, Largo Gramsci-piazzetta Santa Rita, via Oberdan-presso via Dante, via Castracane, via Tonti), e cinque in corso di realizzazione o completamento (in via Bertani, via Cornelia, via Oberdan-presso via Gambalunga, via Montefeltro), per un totale di 14 isole ecologiche interrate previste nel Centro Storico con una spesa di 1.900.000 euro.
Dal 25 Novembre scorso è incominciata la graduale rimozione dei “cassonetti” nelle aree già coperte dalle “isole ecologiche interrate”, e in particolare sono stati rimossi i “cassonetti” in via Santa Chiara, via Fratelli Bandiera, via Molini, via Bastioni Settentrionali.
Il progetto mira a migliorare la raccolta differenziata e la qualità ambientale del Centro Storico, riducendo il numero dei contenitori e dei passaggi degli automezzi di raccolta o svuotamento.
L’intervento è finanziato da Hera, mediante il pagamento dai cittadini utenti della TARI (tariffa per il servizio pubblico di gestione rifiuti), aumentata del 4,15% nel 2024 e prevista in aumento del 5,88% nel 2025.
Rileviamo che a seguito della prima eliminazione dei “cassonetti” in via Santa Chiara e via Fratelli Bandiera, parecchi residenti, in particolare gli anziani, hanno manifestato difficoltà personali di dovere percorrere diverse centinaia di metri per conferire i rifiuti alle distanti “isole ecologiche interrate” di via Castracane e di via Bastioni Meridionali.
Il problema riguarda le migliaia di utenze (5.000) domestiche e non domestiche di altre zone del Centro Storico, distanti dalle isole ecologiche, decentrate.
Secondo i criteri di posizionamento, le isole ecologiche dovrebbero essere “baricentriche” rispetto al bacino di utenza e le distanze dal domicilio dei residenti non dovrebbero superare i 200 metri.
Poiché queste distanze non sono sempre rispettate, per evitare disagi ai residenti, che pagano il servizio, chiediamo il mantenimento di alcuni cassonetti e/o servizi di raccolta sostitutivi-integrativi.
In alternativa, il rischio è di veder abbandonati a terra sacchetti di rifiuti lungo strade e marciapiedi. Tale fenomeno, preoccupante anche da un punto di vista igienico-sanitario, si sta già registrando nelle aree dove le isole ecologiche sono operative!
Al fine del miglioramento del servizio delle isole ecologiche, siamo inoltre a dover evidenziare che l’apertura, nella “torretta” per il conferimento del rifiuto “indifferenziato”, dovrebbe essere più ampia, al fine di consentire l’agevole inserimento dei sacchetti di tali rifiuti, ed evitare che i sacchetti di più grandi dimensioni vengano abbandonati a fianco dell’isola ecologica.
E’ imprescindibile il senso civico di residenti e turisti, ma in considerazione della tassa rifiuti pagata ( aumentata tutti gli anni), è importante che sia garantito un servizio efficiente, accessibile e di prossimità di raccolta rifiuti, prioritario per la riqualificazione ambientale del Centro Storico.
Il dramma di Villa Verucchio non poteva essere evitato?
04/01/2025
In base a quanto appreso dai media, il 23enne egiziano, avente status di protezione internazionale, autore delle aggressioni, la sera del 31 dicembre, con 4 persone accoltellate a Villa Verucchio (RN), poche ore prima, nel pomeriggio, si trovava a Rimini, nei pressi della Moschea di Corso Giovanni XXIII, nel Borgo Marina, adiacente al Centro Storico.
In base alle dichiarazioni rese dal presidente della comunità egiziana, apprendiamo che, anche nel pomeriggio del 31 dicembre, era apparso in stato confusionale e, addirittura cercasse dei soldi per “riempire una bottiglietta di plastica con della benzina e dare fuoco a qualcosa”, un gesto eclatante per poter essere rimpatriato in Egitto dalle autorità italiane, in conseguenza della propria situazione di disagio.
La prima domanda da porsi è: perchè nessuno è intervenuto per tempo, nonostante fossero a conoscenza dei disagi di tale individuo?
In base alle notizie apprese, il ragazzo avrebbe dato segnali di squilibrio mentale, anche nei giorni e mesi precedenti. La cooperativa che aveva in carico tale ragazzo, nonostante tali elementi, perché non è intervenuta con le cure? Se il ragazzo voleva esser rimpatriato, come emergerebbe dalle parole del presidente della comunità egiziana, per quale motivo non gli è stata prospettata tale possibilità dalla medesima cooperativa? E’ stato fatto il necessario per evitare quanto avvenuto la sera del 31 dicembre?
Le Cooperative di accoglienza immigrati, al di là del denaro percepito per i soggetti ospitati (richiedenti asilo, o oggetto di protezione internazionale), compiono gli adeguati controlli e adempiono a quanto previsto dai bandi?
Naturalmente il nostro pensiero e la nostra piena solidarietà va alle vittime delle aggressioni, alcune delle quali ancora in ospedale, e a tutta la comunità di Villa Verucchio, sconvolta da tali accadimenti.
Un doveroso ringraziamento va al Luogotenente dell’Arma dei Carabinieri, Luciano Masini, che con prontezza è dovuto intervenire per fermare l’azione criminosa del giovane egiziano, che in alternativa avrebbe potuto colpire e ferire altre persone. Ci auguriamo che il Carabiniere, venga prosciolto al più presto nelle indagini in corso, in merito all’eccesso di difesa.
Chiedo al Sindaco di Rimini, che le registrazioni della videosorveglianza nei pressi della Moschea di Corso Giovanni XXIII, del giorno 31 dicembre, vengano messe a disposizione degli inquirenti, per verificare le frequentazioni del soggetto e consentire di avere la maggiore completezza informativa nelle indagini e a tutela della cittadinanza.
Più volte ho personalmente richiesto adeguati controlli nel quartiere del Borgo Marina, a fronti di tali accadimenti, sono a rinnovare la richiesta al Sindaco e al Prefetto.
Inoltre aspettiamo che venga istituito il tavolo di confronto per il trasferimento della Moschea, e la messa in sicurezza del quartiere, promesso dal Sindaco stesso.
Il Nuovo Mercato Coperto non parte e non è sostenibile.
13/12/2024
La progettazione, realizzazione e gestione del Nuovo Mercato Coperto di Rimini, che era stata aggiudicata nell’aprile 2023 alla Società Renco non va avanti.
Il progetto preliminare del Nuovo Mercato di via Castelfidardo prevede la demolizione della struttura esistente e la ricostruzione, sul medesimo sito, di un edificio con una superficie complessiva di circa 8.000 mq, su quattro piani (interrato, piano terra, primo, secondo).
L’intervento da realizzarsi in due anni (6 mesi per il trasferimento del “mercato temporaneo” nell’area del Settebello e 18 mesi per la nuova costruzione), comporta un costo di euro 22.465.440 e la concessione gratuita dal Comune del diritto di Superficie del valore di euro 5.908.073, per 49 anni.
In base agli annunci dell’Amministrazione, i lavori dovevano già essere iniziati e invece non si hanno più notizie dell’avvio, motivo per cui con una interrogazione consigliare al Sindaco ho cercato di avere risposte e chiesto trasparenza relativamente alla realizzazione di tale importante opera.
La Conferenza di Servizi decisoria, indetta dall’Amministrazione Comunale il 3 Novembre 2023, trascorso un anno, non si è ancora conclusa, con il parere di approvazione del progetto esecutivo.
Sarebbero state chieste modifiche al progetto, anche per recepire le osservazioni pervenute da AUSL e Vigili del Fuoco, in merito agli spazi dei banchi, alla circolazione interna e sicurezza della struttura.
Le modifiche, non ancora risolte, sarebbero la causa dello stallo nelle decisioni della Conferenza dei Servizi e della mancata approvazione del progetto esecutivo per iniziare i lavori del Nuovo Mercato.
Non sappiamo come e quando si sbloccherà questa situazione paralizzante e l’Amministrazione Comunale non riesce a dare risposte.
Si tenga, inoltre, in considerazione che l’Amministrazione Comunale, da Gennaio 2025, non potrà neanche più prorogare la Convenzione in essere con il Consorzio Operatori della Gestione del Mercato (in scadenza al 31/12/24) e di conseguenza, dovrà prendere in carico la gestione del Mercato Coperto, burocratica ed onerosa, perché la struttura è obsoleta e fatiscente.
Purtroppo l’Amministrazione Comunale, che oggi si trova a fare i conti con ritardi e problematiche nella realizzazione del Nuovo Mercato Coperto, non ha mai prestato attenzione alle nostre proposte di realizzare l’opera in Piazzale Gramsci, con un progetto più sostenibile.
Questa nostra proposta non richiedeva il “trasferimento temporaneo” del Mercato Coperto nell’area del Settebello, in una struttura provvisoria, che comporta l’aumento del canone del 39% per tutti gli operatori e al ritorno nella nuova struttura notevoli aumenti dei canoni: per i produttori del 66%, i commercianti e negozi dell’82%, il supemercato del 29%.
Rimarchiamo ancora oggi la necessità di tutelare i commercianti del Mercato Coperto e dell’area limitrofa del Centro Storico.
Il Mercato Coperto costituisce un’opera di pubblica utilità, fruita da cittadini e turisti per l’acquisto di generi alimentari e in quanto tale deve essere salvaguardata.
Teatro Galli: dopo 6 anni dalla sua inaugurazione, attende il recupero delle sue dotazioni storiche.
04/12/2024
Sono trascorsi 6 anni dall’inaugurazione, avvenuta il 28 Ottobre 2018, del ricostruito Teatro Poletti, che ha ridato vita ad uno dei più belli teatri ottocenteschi.
Nell’ambito della ricostruzione “filologica”, non è ancora avvenuto il recupero di alcune “dotazioni storiche” del nostro Teatro.
Dopo lo studio di fattibilità commissionato, nel 2017, alla ditta Leonardo di Bologna e l’incarico iniziale alla restauratrice Laura Ugolini, infatti non hanno avuto seguito gli interventi annunciati per il restauro del Sipario Storico del Teatro.
Lo spettacolare Sipario Storico resta invisibile, rinchiuso in una cassa lunga 12 metri, nei depositi del Museo Comunale, senza sapere se e quando verrà restaurato, valorizzato e reso visibile ai Riminesi.
Tra i Sipari Storici è ”uno dei più pregiati e preziosi”, di alto valore artistico e spettacolare, raffigurante “Cesare al passaggio del Rubicone”, opera in tempera su tela di metri 17,70x11,30 di Francesco Coghetti, dipinta nel 1857.
Il Sipario fu salvato dalle distruzioni della guerra per merito del custode del Teatro, Aldo Martinini, che lo trasportò precauzionalmente a San Marino; nel dopoguerra è rimasto abbandonato per decenni, arrotolato sul pavimento del salone del Palazzo dell’Arengo, poi in una cassa dei depositi comunali di via della Gazzella, e ora nel Museo della città.
Sottolineo che l’Amministrazione Comunale non ha stanziato alcuna risorsa per il restauro del Sipario Storico, a fronte di una spesa quantificata nel 2019 di 320.000 euro, prevista nel Bilancio 2019-2021 con i finanziamenti privati Art-Bonus, poi addirittura eliminata.
Con interrogazione Consigliare al Sindaco, ho chiesto:
1) all’Amministrazione Comunale di provvedere al restauro del Sipario Storico, con ilcofinanziamento del Comune e dei Privati (tramite Art Bonus), e dar seguito alla sua ricollocazione naturale nel Teatro, per tornare ad essere ammirato dal pubblico.
Come ha fatto, proprio quest’anno, il Comune di Spoleto reperendo le risorse proprie e dei privati per il restauro del Sipario Storico del Teatro Menotti, opera di Francesco Coghetti del 1861, raffigurante “Annibale sconfitto sotto le mura di Spoletto”.
2) il restauro e la ricollocazione, con parere della Soprintendenza, del busto di marmo del Poletti, opera dello scultore carrarese Pietro Tenerani (1798-1869), posizionato nel 1857 sopra la porta principale d’ingresso alla sala del Teatro, tutt’ora rinchiuso in una cassa per i lavori di ricostruzione del Teatro.
3) l’acquisto e la ricollocazione nel Teatro, del pianoforte storico, utilizzato da Giuseppe Verdi per le prove e la prima assoluta dell’Aroldo, in occasione dell’inaugurazione, avvenuta il 16 Agosto 1857, del Teatro Vittorio Emanuele II di Rimini, attualmente di proprietà di un noto collezionista e commerciante di pianoforti di Misano Adriatico.
Tali interventi sono richiesti per la restituzione alla città di opere di interesse storico, la completa valorizzazione del patrimonio culturale e delle radici identitarie del nostro Teatro.