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Casa Protetta per Anziani di Covignano: il Sindaco non può scaricare le colpe dell'Amministrazione Comunale sempre sugli gli altri.
   

03/02/2014

La discussione della mozione del sottoscritto “Casa Protetta per anziani di Covignano”   nella Commissione Consigliare terza di questa mattina ha confermato per bocca dei Dirigenti Comunali tutto quanto detto e scritto.

L’operazione Casa protetta è stata Deliberata dal Consiglio Comunale nel 1999;

nel 2000 è stato costituito il diritto di superficie ammontante a 1.800.183 euro oltre all’Iva ( in aumento nel frattempo  al  22%) sull’immobile adiacente il Convento   per la durata di 44 anni a partire dal 1° Gennaio 2000 con rate annuali di 49.444 euro, di cui già versate 10 annualita per 410.838 euro  e 34 annualità residue;,

ci sono voluti 3 anni al Comune per approvare nel 2003  il progetto di ristrutturazione dell’immobile comprendente tre piani ( interrato, terra , primo piano) ;

l’appalto è stato assegnato due anni dopo,  nel 2005, alla impresa costruttrice Deco Srl di Roma, a cui è subentrata nel 2006 la  Ditta CMR di Viterbo, subentrata a sua volta  nel 2007 dalla Comagei di Civitavecchia ;

i lavori sono durati 9 anni, e costati 3.870.621 ( in aumento di 1.304.000  euro dall’importo contrattuale di 2.565.751 ) ma  non sono ancora terminati, resterebbero quelli esterni, piazzale, illuminazione per circa 200.000 euro. ;

Il collaudo sarebbe previsto per il prossimo mese di Marzo 2014;

Alla fine la Casa Protetta Anziani di Covignano per 53 posti costerebbe 6.000.000 di euro, di cui già spesi 4.500.000 euro..

Ma, l’Assessore Lisi e i Dirigenti non hanno ancora indicato la data di apertura.

Dopo il collaudo, è stato detto, ci vorranno 8 mesi per il Bando per affidare la gestione, poi al gestore occorreranno altre 5-6 mesi per arredare e attrezzare la struttura, ( spesa 300-400.000 euro) e assumere il personale ( 40 unità) .

Insomma, salvo altri problemi, per aprire la Casa Protetta ci vorrà un altro anno e mezzo, bisognerà aspettare sicuramente il  2015.

E dire che c’è stata perfino una finta inaugurazione della Casa Protetta, senza luce, riscaldamento, scarichi fognari, nel maggio 2011 a ridosso della campagna elettorale. 

Nel frattempo, però, continuiamo ad essere gli ultimi in Regione, per posti letto degli anziani non autosufficienti nelle case protette e nelle RSA della nostra Provincia  , non rispettiamo il  previsto parametro regionale del 3%  anziani sopra i 75 anni, ci mancano almeno 100 posti, a  cui provvediamo in parte con un utilizzo  improprio delle casette di Via Ovidio dell’Ospedale Infermi.

Sarebbe stato responsabile, dopo i  6 milioni di soldi pubblici ( 1.800.000 euro della Regione), e i  15 anni  trascorsi, che  il nostro Sindaco invece di scaricare regolarmente le colpe sugli altri , avesse promosso una inchiesta, come ho detto in Commissione,  sui ritardi, le inefficienze, i mancati controlli, la limitatezza progettuale della  Amministrazione Comunale, per segnare finalmente una svolta. 


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Quando il Sindaco Gnassi trasferirà la Moschea del Borgo Marina? Occorre la volontà politica.
   

17/01/2014

Dopo l’operazione della Polizia Municipale nel Borgo Marina con l’arresto di 60 spacciatori di droga, sperando che il miglioramento della situazione su questo fronte non sia temporaneo ma durevole con la continuità dei controlli da parte della P.M. e delle Forze dell’Ordine, restano gli altri problemi che hanno snaturato il Borgo Marina in ghetto afro-asiatico.
    
In particolare, la concentrazione dei  negozi asiatici, a cui si rivolgono nei mesi estivi i venditori abusivi sulla spiaggia, i phone center con i bivacchi sui marciapiedi, gli appartamenti affittati agli stranieri e riempiti di notte all’inverosimile.

E’ ancora irrisolto il trasferimento della Moschea di Corso Giovanni XXIII°  in un’altra zona della città, in un edificio più compatibile ed accessibile come luogo di culto , per eliminare l’impatto sulla zona dalla moltitudine dei suoi frequentatori.

Il problema del trasferimento della Moschea, insediatasi in Corso Giovanni XXIII° nel 2004, in una casetta, destinata catastalmente ad uso ufficio ma utilizzata come luogo di culto, inadeguata anche per ragioni di sicurezza a contenere molte persone, senza parcheggi per cicli, moto, auto e la conseguente occupazione dei marciapiedi , passi carrai ,strade, si trascina ormai da dieci anni, dall’impegno dell’ex Sindaco Ravaioli annunciato nel 2005 in occasione della sua visita ufficiale alla Moschea, fino all’impegno del Sindaco Gnassi  assunto nel settembre 2011 in un incontro con il rappresentante del Centro Islamico sig. Alessandro Cavuoti, e ribadito dal Sindaco  il 28 Aprile 2012 in occasione della fine lavori di riqualificazione delle Vie Mameli e San Nicolò.

Poiché le precedenti quattro  interrogazioni del 28.7.2011,  15.9.2011, 2.8.2012, 24.1.2013, che ribadivano la necessità del trasferimento della Moschea del Borgo Marina, sono rimaste senza esito, ho presentato giovedi scorso in Consiglio Comunale un’altra interrogazione al Sindaco con richiesta di risposta scritta  per chiedere:

1)    A che punto si trovano gli accordi tra l’Amministrazione Comunale e i rappresentanti del Centro Islamico per concretizzare, dopo le parole e gli impegni assunti in questi anni, il trasferimento della Moschea dal Borgo Marina in un’altra zona della città, per eliminare finalmente i disagi che i residenti subiscono da parecchi anni;

2)    Se il Sindaco non debba sollecitare in modo chiaro e determinato i responsabili della Moschea di Corso Giovanni XXIII° a trovare , in tempi brevi, una soluzione al problema, assecondando con il cambio di destinazione d’uso, se necessario, l’acquisto o affitto da parte loro di un capannone, possibile oggi sul mercato immobiliare a prezzi o affitti ridotti.

In attesa della risposta scritta,  l’Ass. Sadegholwaad ha riconosciuto l’esistenza del problema Moschea nel Borgo Marina. Ho ribadito, però,  che sono già trascorsi  oltre due anni dall’impegno del Sindaco Gnassi, quando, con la volontà politica  basterebbero pochi mesi per il trasferimento della Moschea  e migliorare, così,  l’immagine del Borgo Marina.


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Gnassi poteva evitare seriamente ai riminesi di pagare la mini-imu, invece ha fatto solo sceneggiate. Questa la verità!
   
13/01/2014
 
Il Sindaco di Rimini continua a “depistare” le proprie responsabilità sull’aumento dell’imu prima casa.

Nel Bilancio del Comune  2013, ha infatti  aumentato tutte le aliquote base stabilite dal Governo sugli immobili con 20 milioni di  addizionali comunali da 61 a 81 milioni di euro ma alla stampa  ha dichiarato, il 6 Dicembre scorso, “non abbiamo aumentato  l’aliquota IMU ” .

Ha dichiarato di essere contrario all’abolizione della IMU sulla prima casa, il cui aumento di aliquota ha confermato nel 2013 dallo 0,4% allo 0,5% , per ottenere un maggiore introito di 4 milioni di euro da 8.471.000 euro a 12.427.000 euro, ma poi protesta contro il Governo perché non ha confermato la totale abolizione dell’IMU sulla prima casa.

In occasione dell’approvazione definitiva del Bilancio di Previsione 2013  e delle aliquote IMU, nel Consiglio Comunale del 21 Novembre scorso, Gnassi e la sua maggioranza hanno votato contro il mio emendamento per ridurre l’aliquota IMU sulla prima casa dallo 0,5% allo 0,4% che avrebbe sicuramente evitato ai riminesi di pagare il 40% della addizionale comunale il 24 gennaio prossimo, anticipato dal   Decreto del Governo.

Ancora, il 22 dicembre invita i riminesi a non pagare la mini-imu , poi esulta come protagonista dell’emendamento proposto al Governo e non accolto per una tassa sul gioco d’azzardo  a copertura della mini-imu, infine annuncia, con la contrarietà del Ministero dell’Economia,   di fare slittare la data di scadenza della mini imu dal 24 Gennaio stabilita dal Governo  al 16 Giugno 2014 indicata dal Comune.

Per nascondere le proprie responsabilità sull’aumento dell’aliquota imu prima casa, in compagnia del suo fido scudiero l’Ass.Brasini,  ha sollevato un polverone, una confusione, un caos totale, mai visti
.

Ai  40.000 riminesi proprietari della prima casa, oltre ai sacrifici per pagare le tasse    imposte dal Governo nazionale Letta- Alfano e rincarate dalla Giunta Gnassi , resta  così anche l’incertezza della scadenza di pagamento della mini imu, addirittura con  il rischio di  sanzioni per i contribuenti e per lo stesso Comune.

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Gnassi, dopo 2 anni e mezzo di immobilismo, rilancia le promesse sulla Circonvallazione di Santa Giustina al 2016.
   

10/01/2014

C’è voluto il Consiglio Comunale di ieri sera richiesto dai Consiglieri di opposizione,( tutt’altro che inutile come aveva detto il capo gruppo PD Agosta !)    e la partecipazione dei cittadini di Santa Giustina per costringere il Sindaco Gnassi, dopo due anni e mezzo del suo mandato, ad uscire dall’immobilismo e impegnarsi  a realizzare la Circonvallazione  di Santa Giustina nel 2016.
 
Chiaramente il suo annuncio con gli effetti speciali è stato il frutto dell’improvvisazione dell’ultimo momento, con una soluzione di massima   del tracciato della circonvallazione dalla zona artigianale di Santarcangelo all’innesto sulla Via Emilia a ridosso del Cimitero, per cui controlleremo che il tracciato sia conforme al PTCP e al PSC adottato, che il progetto preliminare sia presentato entro Agosto , e l’approvazione di quello definitivo avvenga entro l’anno, secondo il cronoprogramma.

Viste i tanti “ tracciati” e le tante promesse elettorali andate a vuote in 20 anni  , le ultime con la Varante del 27.1.2011, approvata dal Consiglio Comunale e poi “ sospesa” in modo unilaterale e anomalo dalla stessa Amministrazione Comunale, senza controdeduzioni alle osservazioni della Provincia e  delle aziende agricole interessate, che hanno fatto  perdere altri tre anni, vogliamo ,come i cittadini di Santa Giustina, che alle parole seguano il rispetto delle regole e i fatti.

Anche perché l’Ordine del Giorno presentato e votato,  dalla maggioranza, non recepisce e “formalizza” gli impegni annunciati dal Sindaco sul tracciato della nuova circonvallazione, sui tempi , sul finanziamento.

Lo stesso ODG della maggioranza prevede poi l’utilizzo provvisorio  della pista  in sponda sinistra del Fiume Marecchia riservato solo agli autocarri per i lavori di raddoppio del Depuratore fino al al 30.6.2015.

Cosicchè  le migliaia di autocarri pesanti con i carichi di liquami e fanghi a servizio del Depuratore e di foraggi a servizio del Biodigestore saranno costretti a transitare  ancora per il centro di Santa Giustina,  su Via Carpinello e Via Fiumicino, fino alla realizzazione della nuova circonvallazione e alla ipotizzata bretella di collegamento ai suddetti impianti, o comunque di un’altra strada.

Naturalmente la mia mozione che oltre alla riadozione della “variante” della Circonvallazione con le modifiche imposte dal PTCP, nell’attesa della sua realizzazione  e di un collegamento agli impianti, prevedeva l’utilizzo temporaneo della  parallela al Marecchia,  per il transito dei mezzi necessari al raddoppio del Depuratore e comunque a servizio del Depuratore e del Biodigestore è stato bocciata dalla maggioranza di sinistra.


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Giovedì 9 Gennaio 2014 Consiglio Comunale tematico sulla situazione ambientale del traffico a Santa Giustina richiesto da Renzi e da altri consiglieri comunali. All'odg la mozione Renzi.
   

03/01/2014

Informo che Giovedi prossimo 9 Gennaio 2014 si terrà il Consiglio Comunale “tematico” con all’ODG la “ Situazione ambientale e del traffico a Santa Giustina”, come da richiesta ai sensi dell’art.39 del TUEL, presentata dal sottoscritto in qualità di primo firmatario e sottoscritta da un quinto dei Consiglieri Comunali 1) Gioenzo Renzi, 2) Gianluca Tamburini, 3) Luigi Camporesi, 4) Carla Franmchini, 5) Marco Casadei, 6) Fabio Pazzaglia, 7) Nicola Marcello, 8) Valeria Piccari, 9) Giuliana Moretti, 10) Gennaro Mauro, 11) Eraldo Giudici, 12) Stefano Murano Brunori.

Tale seduta consigliare si doveva tenere entro il 5 Dicembre 2013, ma solo per consentire la partecipazione di tutti i Consiglieri, in parte per impegni nel mese scorso con il Congresso  del PD, e del Sindaco a  Roma, di comune accordo, è stata aggiornata alla prima seduta utile del Consiglio Comunale,  con la ripresa dei lavori ,dopo le festività di fine anno.

Nel merito, per la discussione consigliare,  ho presentato una mozione  che affronta in sintesi i seguenti problemi:

1)    Santa Giustina subisce l’inquinamento atmosferico e ambientale  causato dai circa 30.000 autoveicoli che circolano   ogni giorno sulla Via Emilia  che la attraversa;

2)    In aggiunta,  sono migliaia gli automezzi pesanti all’anno che transitano per il centro  di Santa Giustina e sulle sue stradine poderali  con il carico di fanghi per accedere al Depuratore e con foraggi per alimentare il Biodigestore ;

3)    È stato realizzato nel 2012 il Biodigestore e incominciano i lavori di raddoppio del Depuratore senza che siano state previste le strade di accesso;

4)    Il Comune di Rimini , dopo anni di dibattiti e previsioni, il 27.1.2011, tre mesi prima delle elezioni, ha adottato la Variante al PRG del nuovo tracciato della Circonvallazione di Santa Giustina dalla zona artigianale di Santarcangelo a San Martino in Riparotta;

5)    Dopo le promesse fatte in campagna elettorale nel 2011 dal candidato a Sindaco Gnassi in compagnia del Presidente della Regione Vasco Errani, il 28.4.2011, però,  l’Amministrazione Comunale con lettera alla Provincia  ha chiesto di “sospendere l’esame della variante  in quanto è emersa la necessità di ulteriori approfondimenti ed eventuali modifiche”;


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Borgo Marina: Bravi i nostri Agenti della Polizia Municipale per i 53 spacciatori di droga arrestati. Bisogna continuare per liberare il Borgo Marina da tutte le illegalità.
   

12/12/2013

A nome del Comitato dei Residenti del Borgo Marina ringrazio l’intero Corpo della Polizia Municipale di Rimini, Ufficiali e Agenti per l’impegno profuso martedi e mercoledi, giorno e notte, negli arresti di 53 spacciatori di droga nel Borgo Marina ( 35 tunisini,7 marocchini, 2 del Senegal, 4 del Bangladesh, e uno ciascuno d’Egitto, Polonia, Pakistan, Romania, Palestina, comprese tre donne).

Ringrazio in particolare gli Agenti del Nucleo Ambientale della Polizia Municipale che con migliaia di ore di registrazione video (43.200) e migliaia di ore di registrazione ambientale  audio (9.500)  hanno “documentato”  i 640 episodi di spaccio di droga in tre mesi e hanno fornito gli elementi ai Magistrati della Procura per l’emissione dei provvedimenti giudiziari.

Eravamo in attesa di questa operazione, dopo l’incontro con il prefetto del 24 Maggio scorso, in cui, come Delegazione di Residenti, avevamo fatto presente la grave situazione di illegalità, di disagio , di insicurezza, nel Borgo Marina.

Abbiamo trascorso mesi incredibili, per chi non vive nel Borgo Marina, il via vai quotidiano, continuo e arrogante degli spacciatori di droga, a piedi, in bicicletta, nei kebab, nei phone center, seduti per terra sui gradini dei negozi e degli ingressi delle abitazioni( ci sono residenti che hanno modificato il portone d’ingresso, chi ha gettato l’olio sui gradini dei negozi sfitti).

Speriamo, ora, che questa operazione segni una svolta, non un miglioramento momentaneo, ma perché sia durevole occorre  la continuazione dei controlli e l’applicazione delle Leggi.

Non serve limitarsi, come è avvenuto in passato, alle azioni e agli annunci eclatanti “ Il Borgo Marina è stato liberato dalla droga” quando poi oggi sono stati arrestati 53 spacciatori.

Se  una trentina degli arrestati non erano in regola con i permessi di soggiorno, vanno espulsi, così va revocato il permesso di soggiorno a chi è pregiudicato o delinque.

I Giardini della Stazione, dopo la chiusura del kebab, non possono continuare ad essere un terra di nessuno, pericolosa da attraversare, un “accampamento multiculturale” d’estate, e senza illuminazione notturna da anni ( la mia interrogazione  urgente al Sindaco del  19 Agosto scorso  è rimasta senza risposta);   

Finalmente l’utilizzo delle telecamere si è rivelato fondamentale, dopo che dovuto lottare  tre anni per la loro installazione dal 2007 al 2010, e altri due anni perché  venisse valorizzata la loro capacità di video sorveglianza, a largo raggio e anche nelle ore notturne grazie agli infrarossi.  


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Furti di biciclette: adottare provvedimenti urgenti di prevenzione e repressione contro questo "sistema organizzato e criminale di ruberie" che crea danni economici e insicurezza sociale.
   

6/12/2013

Ho chiesto ieri sera in Consiglio Comunale con una Interrogazione al Sindaco provvedimenti urgenti di prevenzione e repressione contro i furti di biciclette.

Sono migliaia i riminesi che si muovono in bicicletta per recarsi al lavoro, a scuola, per fare la spesa, per entrare nel centro storico, per le passeggiate, di cui  decine ogni giorno e migliaia all’anno sono vittime di furti di biciclette, denunciati o meno.

La diffusione ovunque dei furti oltre ai danni economici, alle preoccupazioni, insicurezze dei cittadini, produce anche la diminuzione delle vendite delle biciclette, che secondo alcuni rivenditori è di circa il 20%. (  flessione annua  nelle  biciclette nuove vendute, mentre  sta crollando il mercato dell’usato).

Purtroppo non sono state adottate misure di contrasto contro  questo che è diventato un vero e proprio “ sistema organizzato e professionale di ruberie” , opera  non solo di singoli, ma di organizzazioni malavitose che dispongono di attrezzature ( flessibili a batteria, tronchesi, cammion, ecc.) che “piazzano” le bici rubate in altre città italiane o addirittura all’estero.

Poiché avevo già chiesto nel 2003 all’Amministrazione Comunale interventi (tra cui la marchiatura dei telai)  contro i furti di biciclette, senza ottenere alcun risultato,  ho aggiornato e ripresentato le richieste:

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Mozione Renzi: Istituire i Nuclei Cinofili nella Polizia Municipale di Rimini. L'Amministrazione Comunale sembra disponibile all'attuazione.
   

11/12/2013

Questa Mattina la prima Commissione Consiliare ha esaminato la Mozione del Consigliere  Gioenzo  Renzi “ : Istituire i Nuclei Cinofili nella Polizia Municipale di Rimini per la tutela della legalità e sicurezza nella nostra città” .

Erano presenti l’Assessore  Jamil Sadegholwaad e il Comandante della Polizia Municipale  Vasco Talenti della Polizia Municipale.

La mozione prevede l’impiego dei cani, quali ausiliari della Polizia Municipale, come avviene già in diverse città italiane, in diverse modalità, contro l’abusivismo commerciale, nella vigilanza dei parchi e giardini pubblici, vicino alle scuole, nel contrasto allo spaccio e uso di sostanze stupefacenti, nei posti di controllo stradali, nei parcheggi pubblici, nelle operazioni di soccorso e protezione civile, ecc- ecc.

Gli Agenti della Polizia Municipale sono costretti spesso a fronteggiare situazioni di rischio con carenza di uomini e mezzi causa le risorse economiche limitate di bilancio.

L’utilizzo delle unità cinofile permetterebbe  i seguenti vantaggi :

a)    L’Agente di Polizia Municipale, conduttore, con il cane esercita una pressione psicologica, moltiplica le  forze, può sostituire un gruppo di Agenti;

b)    Consente uno straordinario rapporto costi- benefici ( un Agente di P.M. costa 30.000 euro l’anno contro i circa 4.000 euro /anno del cane e compensa in fase operativa l’impiego di almeno 3/5 uomini );

c)    Aumenta la sicurezza del personale operante;

d)    Offre un servizio qualificato ai cittadini, crea rispetto e simpatia.

Il Consigliere Renzi ha chiesto che venga  ripreso e attuato il Progetto presentato fin dal 2008 al  Comando della Polizia Municipale, redatto da un  nostro  Agente in collaborazione con le Polizie Municipali di Milano e Torino, con positive esperienze in materia, che  prevede l’istituzione di 4 unità cinofile nella Polizia Municipale di Rimini.


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IMU sulla prima casa: bocciato "l'emendamento Renzi", che chiedeva la riduzione dell'aliquota dallo 0,5% allo 0,4%, per evitare ai riminesi di pagare l'addizionale comunale sulla prima casa.
   

01/12/2013

Sui riminesi si abbattono gli effetti della politica non solo del governo nazionale Letta- Alfano ma anche della Giunta Gnassi.


Il Comune di Rimini con il Bilancio  2013 ha colpito tutti  gli immobili con una pesante manovra sull’IMU che ammonta a 81 milioni di euro: infatti  le aliquote standard IMU del governo  per  61 milioni,  sono state aumentate  con le addizionali comunali IMU per  20 milioni.

I cittadini riminesi  stanno pagando  così sugli  immobili un salasso sempre più gravoso: siamo passati  dai 34 milioni di ICI del 2011, ai 77 milioni di IMU del 2012, agli 81 milioni di IMU del 2013 .

Sulle  41789 abitazioni principali, la “prima casa”, la Giunta Gnassi ha applicato fin dal 2012 l’aumento della aliquota IMU dallo 0,4% allo 0,5% , confermato anche nel 2013, con un maggiore introito di 4 milioni di euro da 8.471.000 euro a 12.427.000 euro.

Visto la stato confusionale del Governo sull ’abolizione dell’IMU sulla  prima casa, che chiedeva ai proprietari di pagare  prima il 50% e oggi il 40% sulle addizionali Comunali,  ho presentato nel Consiglio Comunale di Giovedi scorso, in occasione delle approvazione delle aliquote definitive IMU, l’emendamento per ridurre l’aliquota IMU sulla i prima casa dallo 0,5% allo 0,4%.

Ho sostenuto l’emendamento per evitare di fare  pagare ai riminesi  entro il 16 Gennaio una mini-IMU sulla 1° casa, oltre alla prima rata della IUC, la nuova tassa sulla casa che comprende la TASI sui servizi e la Tari sui rifiuti.

E tenendo presente che entro dicembre i riminesi dovranno pagare la seconda rata IMU sulle seconde case e altri immobili e la Tares su tutti gli  immobili.

L’Assessore Brasini ha espresso il parere  contrario  al mio emendamento sostenendo che il provvedimento del Governo “avrebbe riguardato solo quei Comuni che avevano aumentato le aliquote nel 2013 e non era il caso del Comune di Rimini che le aveva aumentate nel 2012”.

Ho ribadito che l’aumento della aliquota sulla 1° casa rispetto alla aliquota standard del governo era stato comunque confermato  nel 2013 dal Comune  e quindi per sicurezza dei contribuenti era meglio che il Comune approvasse l’ emendamento:

Niente da fare, il Sindaco e la sua maggioranza di sinistra hanno bocciato l’emendamento.  

La verità,  è che alla Giunta Gnassi interessa incassare solo  i  4 milioni di euro in più dell’IMU sulla prima casa, e non certo le difficoltà economiche, soprattutto oggi, di chi è proprietario di una casa, realizzata con sacrifici, e che non grava sul Comune.
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Casette dell'Acqua: realizzate dal Comune con i soldi pubblici invece che dal "privato" a zero costi per la Pubblica Amministrazione.
   
22/11/2013
 
Il Comune ha approvato nel Novembre scorso un Protocollo di Intesa con Hera Spa, Romagna Acque Spa, Amir Spa e Adriatica Acque Srl (partecipata di Hera) per la realizzazione della Casa dell’Acqua presso il  Vilaggio 1° Maggio e della Casa dell’Acqua presso il Parco Giovanni Paolo II° ( ex Parco Ausa) con un costo totale previsto di 48.158 euro, di cui 11.588 euro a carico del Comune di Rimini , 12.100 di Romagna Acque ,12.100 di Amir Spa, !2.100 euro di Adriatica Acque Srl, e con a carico di Hera di alcuni lavori di predisposizione e funzionamento delle strutture.

Sono inoltre a carico del Comune i costi una tantum per gli allacci delle utenze stimati di 2000 euro e la spesa annua di 2.300 euro per i consumi elettrici e idrici.

Le Case dell’Acqua erogano l’acqua della rete idrica locale liscia ( gratuita) o gassata ( al prezzo di 5 centesimi di euro) a temperatura ambiente o refrigerata, con l’obiettivo di incentivare l’uso dell’acqua del rubinetto, buona ed economica, in sostituzione di quella minerale in bottiglia.

Una nota e qualificata azienda privata del nostro territorio  propone da un paio d’anni ai Comuni di tutta Italia l’installazione di Case dell’Acqua- Fonte Alma, progettate con eco-design, a un costo zero per le Amministrazioni Pubbliche e a un costo per l’utenza di 5 centesimi di euro al litro.

L’Acqua di queste Casette Fonte Alma , rispetto a quelle del Comune, è  micro-filtrata per ottenere un’acqua di buon sapore con una tecnica che elimina il cattivo odore del cloro e le eventuali impurità presenti nella rete idrica, mantenendo inalterati i suoi contenuti di sali minerali, è refrigerata e anche frizzante. E’ l’unica, con la Certificazione Igienica dell’Istituto per la Qualità Igienica delle Teconologie Alimentari (Tifq).

I costi di manutenzione di queste Case dell’Acqua  sono totalmente a carico dell’Azienda privata.  

Questa azienda privata riminese, dal 2010 ad oggi, ha installato 400 Case dell’Acqua in tutta Italia, il 50% delle 817 attuali, di cui una cinquantina in Regione, compresi i Comuni nella nostra Provincia di Riccione, Cattolica, Bellaria, Coriano, San Clemente, San Leo, ecc e altre nelle zone terremotate dell’Emilia.


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