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Poco rispetto per il nostro Molo con i banchi e i furgoni del mercato.
22/04/2014
Sabato, Domenica, e Lunedi di Pasqua, il Piazzale del Molo di Rimini è stato occupato da una ventina di bancarelle, per lo più con articoli di abbigliamento, con i rispettivi furgoni per una cosiddetta “ Fiera di Pasqua”.
E’ indecente che l’Amministrazione Comunale abbia rilasciato questa autorizzazione senza considerare l’impatto ambientale e l’immagineprecaria del piazzale del nostro Molo, proprio per le Feste di Pasqua, con decine di migliaia di cittadini e turisti che amano passeggiare e godere liberamente la vista del molo, della spiaggia e del mare.
Ho lottato 12 anni per rimuovere il tendone dei libri, uno stand con autorizzazione “temporanea” per 4 anni dal 1997 al 2001, non rinnovata e diventato un illecito edilizio per 12 anni, eliminato solo 5 mesi fa, per ripristinare la piena agibilità del piazzale e l’intera visuale della spiaggia e del mare, non per vedere al suo posto i banchi e i furgoni del mercato !
Anche Il divieto di sosta, permanente e generale, è stato sospeso per tre giorni dalle ore 0 alle 24 solo per i suddetti commercianti ambulanti.
Se queste sono le premesse, non so cosa dovrà vedere o subire ancora, in futuro, il nostro molo.
Per il momento resta assediato, da bar, chioschi, bancarelle, dalla “ ruota” , dal traffico, dai parcheggi.
E dire che per la valorizzazione del molo, a parte la manutenzione dozzinale, i nostri Amministratori dovrebbero avere solo un po’ di sensibilità e di rispetto.
Apertura della Biblioteca fino alle ore 24: una proposta costosa e demagogica. Per il momento ritirata...
11/04/2014
Ritirata la proposta del Consigliere Samuele Zerbini della maggioranza di aprire la biblioteca fino alle ore 24 di ogni giorno feriale.
Zerbini ha giustificato la modifica al Regolamento della Biblioteca con il richiamo al programma di mandato del Sindaco di prorogare i servizi comunali, fra cui la biblioteca, e che “ l’apertura serale della biblioteca è un elemento importante di integrazione della popolazione, studentesca riminese ed immigrata”.
Ho contestato, la sostenibilità della proposta, demagogica e improvvisata, che non si fa carico dell’aumento dei costi, generali ( luce, riscaldamento), dei servizi di portineria da affidare a cooperative esterne specializzate, non essendo possibile utilizzare il personale dipendente, impegnato in due turni dalle 8 alle 20, dei servizi di sicurezza con le guardie giurate.
Si tratta, infatti, di garantire la salvaguardia del patrimonio storico –culturale della biblioteca.
Teniamo presente, inoltre, che già adesso, di giorno, molti immigrati entrano in biblioteca solo per utilizzare i servizi igienici, senza contare i balordi . con rischi e problemi per il personale
Se Zerbini ha ribadito la scelta politica, “costi quel che costi” , a pagare, però, non possono essere i cittadini.
In quanto all’orario prolungato nella biblioteca universitaria, fino alle 22, questo avviene per assecondare in particolare gli studenti-lavoratori.
I Dirigenti presenti , il Dr. Piscaglia dei Servizi Culturali, e il Dr. Bellini del Personale , da me sollecitati a dare chiarimenti, hanno confermato le ragioni da me sostenute.
Il Dr. Piscaglia ha aggiunto, che l’orario di apertura della biblioteca (ora fino alle 20) è di 60 ore settimanali, sopra gli indici nazionali e che semmai sarebbero necessarie altre risorse per l’acquisto libri e per svolgere le attività culturali , per le quali necessitano nuovi spazi.
Il Dr. Bellini , ha dichiarato che l’ampliamento dell’orario, comporta una spesa di oltre 100.000 euro l’anno, che non è possibile con l’attuale personale dipendente, e che bisogna ricorrere a servizi esterni, autogestiti.
Alla faccia della ludopatia: la "sala delle slot machine" invece della "sala di attesa" nella Stazione di Rimini.
08/04/2014
In occasione della analisi sul problema della ludopatia nella commissione consiliare di ieri pomeriggio con l’audizione della Dottoressa Daniela Casalboni, Direttore del Dipartimento dipendenze patologiche della AUSL di Rimini, ho fatto presente quanto segue:
1) Per combattere la ludopatia che è diventata ormai una piaga sociale con pesantissime ripercussioni sulle famiglie è fondamentale innanzitutto l’iniziativa legislativa del Parlamento. Ben venga quindi lo stop di 5 anni a nuove aperture di slot machine e videolottery, proposto da Fratelli d’Italia e recepito nella proposta di legge sul gioco d’azzardo patologico all’esame della Commissione Affari sociali della Camera, proprio in questi giorni.
Altri provvedimenti legislativi auspicabili sarebbero l’aumento dell’imposta media sulle entrate da gioco attualmente all’11% rispetto all’IVA del 21% e sul fermo alla “liberalizzazione delle “slot” nei pubblici esercizi.
2) Lo Stato ha un ruolo centrale nella lotta contro questa dipendenza patologica, un fenomeno sempre più dilagante anche a causa della crisi economica. Basta dire che nel 2011 la Questura, come risulta dalla documentazione della ASL, avrebbe rilasciato nella nostra Provincia 63 nuove licenze per le sale scommesse. Ma anche il Comune dovrebbe fare la sua parte ed attivarsi sempre e in tutti i modi con la ragione del pubblico interesse sul fronte di questa emergenza del nostro tempo.
E’ incredibile, infatti, che nella Stazione di Rimini, nonostante la mia interrogazione consigliare del 4.8.2011, si sia realizzata una sala giochi con slot machine, che ha occupato parte del bar-pizzeria e lo spazio riservato all’uscita dalla stazione, quando chiedevo al Sindaco, invano, di intervenire presso Cento Stazioni Spa per ripristinare, invece, una sala di attesa, visto che attualmente i passeggeri in transito, dispongono solo di 25 posti a sedere, esposti ai quattro venti, sulle panchine nel corridoio di accesso alla biglietteria.
Purtroppo, anche per l’inesistente interessamento o iniziativa del Sindaco, la Stazione di Rimini offre ai suoi milioni di passeggeri una sala con slot machine, invece di una sala di attesa.
Alla faccia, di tante belle parole, poi, sulla lotta alla ludopatia….
Il Comune rimuova le scritte che deturpano le facciate delle case e l'immagine della città.
04/04/2014
Le scritte con vernici spray con cui erano state imbrattate le facciate delle case e dei palazzi pubblici nel centro storico ( Vie Sigismondo, Bertola, Corso d’Augusto, Corso Giovanni XXIII° , Via, Mameli, Via Tonti ecc.) in occasione della manifestazione antifascista del 22.3.2014, inneggianti all’odio politico e alla istigazione a delinquere, oltre a deturpare gli immobili e l’ immagine della città, nonostante siano trascorse due settimane, non sono state ancora rimosse.
Perciò, ieri sera in Consiglio Comunale, con una interrogazione al Sindaco ho chiesto che il Comune provveda alla eliminazione delle suddette scritte con il ripristino diligente delle tinteggiature delle facciate danneggiate non solo nei palazzi pubblici ma anche negli edifici privati, facendosi carico dei danni subiti dai cittadini, per l’immagine decorosa della città.
Non solo, il Comune deve presentare denuncia, costituendosi parte “lesa” a nome della città, nei confronti dei responsabili di questi atti vandalici che devono essere individuati e perseguiti dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura per il risarcimento dei danni.
Il Comune deve svolgere, inoltre, una adeguata vigilanza nelle ore notturne, tramite la Polizia Municipale e le registrazioni delle telecamere, in particolare nel Centro Storico, per prevenire, identificare e sanzionare gli “ imbrattatori” comminando le sanzioni amministrative e l’obbligo del ripristino non solo per i danni al patrimonio pubblico (, già previste dal Regolamento di Polizia Urbana da Euro 100 a euro 600) ma anche per i danni al patrimonio dei privati cittadini.
Ho chiesto, infine, che il Sindaco si appelli al Prefetto e al Questore per non autorizzare in futuro manifestazioni di irresponsabili, come quella cosiddetta “antifascista” del 22 marzo scorso, per evitare danneggiamenti agli immobili privati e pubblici, provocazioni politiche, insulti alle Forze dell’Ordine, che non hanno nulla a che fare con la libertà di espressione.
Ritenendo insoddisfacente la risposta dell’Ass. Jamil Sadegholvaad, ho trasformato l’interrogazione in mozione.
In occasione della manifestazione antifascista di sabato pomeriggio 22.3.2014, a Rimini, i muri delle case del centro storico sono stati imbrattati da scritte antifasciste nelle notti precedenti, durante lo svolgimento del corteo, e nella notte seguente la manifestazione, arrecando notevoli danni alle facciate delle case e degradando l’immagina della città.
Inoltre, dopo la mezzanotte di sabato, i teppisti hanno imbrattato i muri e il portone della sede provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e hanno rubato la bandiera di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, esposta sulla facciata.
Quindi teppisti e ladri.
Pertanto, siamo stati questa mattina in Questura per porgere denuncia contro la grave provocazione politica contro il nostro movimento e i danni subiti alla nostra sede affinchè vengano individuati e perseguiti gli autori di queste atti vandalici.
Invitiamo al riguardo le Forze dell’Ordine ad utilizzare la registrazione delle telecamere, site in Corso Giovanni XXXIII°, per individuare questi delinquenti.
Non solo ci rivolgiamo al Prefetto e al Questore a non autorizzare in futuro queste manifestazioni di irresponsabili per evitare danneggiamenti alle case dei cittadini, provocazioni politiche, e addirittura insulti alle Forze dell’Ordine.
Chiediamo, inoltre al Sindaco di Rimini, di fare fronte ai danni subiti dai cittadini, rimborsando le spese sostenute per il ripristino delle tinteggiature delle facciate danneggiate.
Gioenzo Renzi Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia
Marina Mascioni Consigliere Provinciale di Fratelli d’Italia
La chiusura del Ponte di Tiberio non si può improvvisare! Il rischio è la paralisi della città.
Con l’approvazione dello sfondamento di Via Tonale sulla Statale 16, utile soprattutto ai veicoli sulla Circonvallazione, provenienti da sud, per raggiungere il quadrante urbano San Giuliano - Rivabella, il Sindaco Gnassi non può pensare di chiudere il Ponte di Tiberio.
Le conseguenze sarebbero l’intasamento della Via Matteotti- Via Dei Mille- Via Roma, già paralizzate durante le manifestazioni fieristiche, della Via Tripoli, della Via Marecchiese.
C’è un traffico di penetrazione dalle frazioni e dai quartieri della città verso il centro storico per usufruire di servizi, di attività commerciali, di relazioni , che non può essere costretto ad attraversare tutta la città, pena la sua paralisi e l’inquinamento ambientale.
Invece di pensare alla fluidificazione del traffico con l’eliminazione dei semafori agli incroci, esempio Via Carlo Zavagli o via Gambalunga , con il rischio di incidenti, sarebbe bene, intanto, progettare e realizzare quelle rotatorie fattibili sulla Via Roma, all’incrocio con la Via Dante, con la Via Bastioni Orientali, con la Via Tripoli ( con sottopasso), che in Consiglio Comunali chiedo da anni.
Per procedere alla chiusura del traffico veicolare sul Ponte di Tiberio, innanzitutto, bisognerebbe conoscere i dati sui conseguenti flussi di traffico , tutt’ora mancanti, su Via Matteotti-Via Dei Mille-Via Roma, sulla Via Tripoli, sulla Via Marecchiese-Via Valturio, realizzare, prima, altri interventi essenziali, come il nuovo Ponte di attraversamento del Marecchia dalla Via Tonale all’INA Casa, e nuovi parcheggi di attestamento.
La chiusura del Ponte non può essere il frutto dell’improvvisazione, come fu già la chiusura, 5 anni fa, del Ponte di Tiberio e della Circonvallazione Occidentale dalla rotatoria “Valturio” a Via Olivieri, per lo spostamento dei banchi del mercato ambulante e il recupero del “fossato” della Rocca malatestiana, voluta ostinatamente dall’allora Vice Sindaco Melucci e poi revocata a “furor di popolo”.
Teniamo presente, inoltre, che la pedonalizzazione del Ponte, purtroppo , dovrà continuare a fare i conti con l’attraversamento dell’incrocio con la Circonvallazione Occidentale e la Via Bastioni Settentrionali, su cui transitano 10.000 veicoli al giorno, in direzione monte-mare.
Ricordo, nell’occasione, che il Ponte di Tiberio per 2000 anni è stato l’unico collegamento da nord della Via Emilia con la Città, fino agli anni ‘30, con la realizzazione, nel ventennio fascista, del Ponte dei Mille ( ex 28 Ottobre), della Via Matteotti (ex 28 Ottobre) e l’apertura della Via dei Mille nel Borgo Marina. Sempre negli anni ‘30, dopo la realizzazione della Via Tiberio, era previsto un altro Ponte, alternativo a quello di Tiberio.
Sfondamento della Via Tonale sulla Statale 16: non è l'alternativa alla chiusura del Ponte di Tiberio.
03/03/2014
Nella Commissione Consigliare III di questa mattina, con la presentazione da parte dei tecnici e dell’Assessore Biagini del progetto preliminare “ Strada di collegamento Via Tonale- Statale 16 “ , ho sottolineato subito, all’inizio della discussione, quanto segue:
1) Sono d’accordo sullo sfondamento di Via Tonale sulla Strada Statale 16, utile, dopo la chiusura di Via Stiria, per consentire agli autoveicoli, provenienti in particolare dalla circonvallazione, da sud, di raggiungere il quadrante urbano, da san Giuliano Mare a Rivabella, e di evitare comunque il carico di traffico sulla Marecchiese verso il Centro città. Anzi la sua realizzazione avrebbe dovuto essere contestuale alla rotatoria del “ baseball”, magari più piccola e spostata verso lo stadio del “ baseball”, che avrebbe consentito un innesto ancora più agevole della stessa Via Tonale ;
2) Non condivido assolutamente, invece, che la strada di collegamento via Tonale –Statale 16 offra una valida alternativa all’attraversamento del Ponte di Tiberio, dirottando il traffico proveniente da Rimini Nord al Centro Storico, sulla Strada Statale 16;
3) Il suddetto intervento “Via Tonale - Statale 16”, individuato come prioritario e urgente, in occasione delle celebrazioni del bimillenario del Ponte di Tiberio, per togliere il traffico veicolare sul ponte, avrà al riguardo un risultato minimale da un lato e controproducente dall’altro , in quanto scaricherà il traffico sulla direttrice Via Matteotti, Via Dei Mille- Via Roma, già quotidianamente intasata e per non dire paralizzata durante le manifestazioni fieristiche;
4) Il Sindaco non aveva bisogno di aspettare il 2014 e del Masterplan, per chiudere il Ponte di Tiberio, e dirottare il traffico sulla Via Matteotti -Via Dei Mille- Via Roma. Sarebbe stato facile per chiunque, anche per un bambino.
5) L’ Ass. Biagini, infatti, alla mia domanda, ha escluso anche la possibilità di realizzare un nuovo ponte di attraversamento del Marecchia dalla via Tonale alla zona dell’Ina Casa e che diventerebbe una priorità.
6) Infine, sulla fluidificazione del traffico sulla via Roma, invece delle chiacchiere, intanto sarebbe bene approvare subito la mia mozione del 7.11.2012 per realizzare la rotatoria all’incrocio sulla via Dante-Via Roma, e prevedere l’eliminazione dei semafori all’incrocio tra via Roma e Via Tripoli con sottopasso e/o sovrastante rotatoria, come chiedo dal 2009 con ripetute interrogazioni.
Il Sindaco Gnassi, a seguito del mio esposto, citato in giudizio dalla Corte dei Conti per la nomina irregolare del suo Capo di Gabinetto e per il danno arrecato al Comune di 133.000 euro.
28/02/2014
Il Sindaco Gnassi sarebbe stato citato in giudizio dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per il prossimo 5 Novembre 2014 per l’ irregolare inquadramento a Capo di Gabinetto in categoria D di Sergio Funelli senza il requisito necessario della laurea e per il relativo danno arrecato al Comune ammontante a 133.000 euro.
Il Sindaco, ieri sera, in Consiglio Comunale, nella risposta alla mia interrogazione per avere notizie in merito, non ha confermato nulla, nonostante la notizia fosse su tutte le pagine dei giornali.
Sono passati oltre 2 anni dalla mia prima interrogazione consigliare del 22.12.2011 sulla irregolare nomina di Sergio Funelli a Capo di Gabinetto con la richiesta di dimissioni, dalla presentazione del mio esposto alla Corte dei Conti in data 23.1.2012, a cui ho fatto seguito con una seconda interrogazione il 26.9.2013 trasformata in mozione, iscritta all’ODG del Consiglio Comunale, ancora da discutere.
Ma la Magistratura contabile, intanto, sta procedendo, anche se il dibattimento e la sentenza ci saranno il prossimo Novembre.
Per il momento, la Corte dei Conti di Bologna ha quantificato in 133.000 euro, il danno procurato al Comune, per l’assunzione e inquadramento di Funelli dal 20.7.2011 al 31.10.2013, che dovrà essere rimborsato dal Sindaco Gnassi per il 25%, dal Segretario Generale per il 25% e per il 50% in parti uguali dai sette componenti della Giunta Comunale, per le rispettive responsabilità nel procedimento.
Avevo sostenuto, subito dopo la nomina, che quell’inquadramento in categoria D del Capo di Gabinetto era irregolare, perché Sergio Funelli non aveva il titolo di studio necessario, la laurea.
Avevo poi denunciato l’eccessiva “indennità ad personam” di 38.000 euro al Capo di Gabinetto, quasi il doppio rispetto alla retribuzione base contrattuale di 23.000 euro, prevista dal Contratto Nazionale di Lavoro per il pubblico impiego, che assieme ai contributi e TFR, hanno comportato una spesa complessiva annua per il Comune di circa 90.000 euro.
Elezioni primarie di Fratelli d'Italia a Rimini: grande partecipazione popolare, la più elevata in Regione per la scelta dei Grandi Elettori.
Esprimiamo la nostra più grande soddisfazione per la grande partecipazione popolare alle “primarie” di Fratelli d’Italia a Rimini, di gran lunga superiore alle altre Province della Regione, che hanno visto 1291 cittadini ( 984 a Rimini sabato e domenica e 307 a Riccione solo domenica) fare la fila per votare nella nostra sede di Rimini e nel “gazebo” di Riccione i Grandi Elettori al prossimo congresso nazionale, scegliere il simbolo del Movimento ed esprimersi sulle “ primarie delle idee”.
Strepitosa in questo contesto la partecipazione al voto di circa 250 giovani tra 16 e 24 anni.
Ringraziamo tutti coloro che con consapevolezza hanno dimostrato di avere a cuore la nascita e crescita della Nuova Destra nella nostra Provincia per il cambiamento della politica e l’alternativa di governo a livello locale e nazionale.
Un grazie particolare a tutti i militanti che con entusiasmo e spirito di sacrificio hanno collaborato per l’efficiente organizzazione di queste primarie e hanno presieduto per 8 /10 ore consecutive i seggi elettorali.
Ci fa piacere che i voti di preferenza abbiano premiato con il 65% in particolare il gruppo dei militanti che hanno aderito fin dalla fondazione, nel Gennaio 2013, a Fratelli d’Italia a Rimini e che con l’azione costante e concreta svolgono con passione il proprio impegno politico.
Da sottolineare l’interesse per queste “elezioni primarie” che ha coinvolto per la prima volta non solo gli elettori di Fratelli d’Italia e di tutto il Centro destra ma persino quelli di altri orientamenti politici.
Trasmettiamo l’elenco degli eletti con le preferenze :
GIORNO DEL RICORDO Lunedi 10 Febbraio -0re 20,30- GIARDINO VITTIME DELLE FOIBE - Fiaccolata per ricordare il genocidio delle Foibe e l'esodo giuliano dalmata. I riminesi sono invitati a partecipare.
09/02/2014
A Rimini, esiste il Giardino dedicato alle “ Vittime delle Foibe” grazie all’Ordine del Giorno presentato dal sottoscritto in Consiglio Comunale il 26.2.2004 e approvato, dopo 9 mesi di ostruzionismo di Rifondazione Comunista, dal Consiglio Comunale con 24 voti favorevoli e 5 astenuti. Poi ci sono voluti 4 anni all’allora Sindaco Ravaioli per applicare la Delibera e per installare la Targa toponomastica.
La mia proposta di intitolazione ai Martiri delle Foibe avvenne durante il dibattito in Parlamento della Legge 30 Marzo 2004 che istituiva il 10 Febbraio “ Giorno del Ricordo in memoria delle Vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata” data del vergognoso trattato di pace (10.2.1947) che impose all’Italia di cedere alla Yugoslavia le terre d’Istria, Fiume, e parte della Dalmazia, dalle quali esodarono oltre 350.000 italiani.
E’ stato naturalepensarea quell’area verde, retrostante la Stazione lato mare e il Grattacielo, denominata Piazzale Carso, contigua idealmente e fisicamente con Viale Trieste, Via Monfalcone, Via Pola, Via Fiume, Viale Nazario Sauro, l’Eroe Medaglia D’Oro, Martire di Capodistria.
Ma, soprattutto, ho sentito il dovere della nostra Città di Riminidi onorare quei Martiri, declassati in Consiglio Comunale con ipocrisia a Vittime, quelle migliaia di italiani, colpevoli solo di essere tali, gettati nelle foibe, deportati, fatti sparire, eliminati, vittime dell’odio politico ed etnico dei partigiani comunisti di Tito, che la storiografia ufficiale per 60 anni ha voluto ignorare, nascondere agli studenti nei libri scolastici, mistificare, o addirittura giustificare.
Da allora, nel Giardino delle Vittime delle Foibe, dimenticato dalle cerimonie ufficiali, ogni anno, il 10 Febbraio, invitiamo e incontriamo i giovani e gli anziani, i famigliari degli esuli, i riminesi, per Ricordare e Onorare questi nostri Fratelli.