CERCA  
  RIMINI
Ascolta la canzone Rimini
di F. Bejor

clicca qui
   CONTATTI
 NEWSLETTER

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
Inserisci i tuoi dati:


Informativa sulla Privacy
Accetto
  ATTIVITA' DI RENZI
  La sua Storia
  Programma Elezioni Comunali 2021
  Fratelli d'Italia Rimini
  Renzi in Comune
  Renzi in Regione
  Rassegna Stampa
  I Nostri Volantini
  Altri Documenti
  Contatti
  Links
  RSS
  Home
  APPUNTAMENTI

Ogni mercoledì e sabato mattina, banchetto in Piazza Tre Martiri (a fianco della statua di Giulio Cesare)

Raccolta firme per dire:

  • NO al transito veicolare in Via Ducale e nel Quartiere Fiorani!
  • NO allo IUS SOLI, la cittadinanza italiana non si regala: si merita!
Archivio   
  FOCUS RSS

Basta con la paralisi della viabilità! Basta con le sperimentazioni sulla pelle dei cittadini!

La storia di Castel Sismondo sepolta sotto una colata di cemento armato!

Sottoposto alla attenzione della Corte dei Conti il Lungomare Tintori: fatto e rifatto in pochi mesi!!
 Archivio   
  865 documenti trovati • pag. 38 di 87  
  Notizie RSS
   

La Soprintendenza "boccia" la Casa Comunale dei Matrimoni di Piazzale Boscovich. Serve la riqualificazione del nostro Molo!
   

17/07/2015

Il prefabbricato in legno di 30 mq. della  Casa Comunale dei Matrimoni  approvato nel Marzo scorso dal Sindaco Gnassi e dalla sua maggioranza consigliare, da installare nel Piazzale Boscovich a  lato del Bar Souvenir, è stato bocciato dalla Soprintendenza di Ravenna che chiede di sostituire le pareti in legno parallele al mare con intere vetrate, finiture chiare e rivestimenti a corda degli adiacenti muri in cemento armato.

Non poche erano state le criticità sollevate allora  dalla minoranza al progetto e al design della Casa dei Matrimoni, che secondo il sottoscritto era più simile ad una “cabina elettrica” che all’immagine accogliente di una struttura e di un luogo dove celebrare un matrimonio.

Avevo addirittura espresso i dubbi sul rilascio della autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza al progetto, che  poi  sono stati confermati.  

Il progetto della Casa Comunale dei Matrimoni prevede un costo di 200.000 euro comprendente il manufatto in legno con all’interno il servizio igienico per disabili,  e  la pedana in legno di 220 mq. sopra la duna dell’arenile adiacente .

Ulteriori 100.000 euro sono previsti per la costruzione di un gazebo di 90 mq. al centro della pedana sopra l’arenile e per la Piazzetta dei Matrimoni tra il bar Souvenir e la casa dei Matrimoni con pavimentazione e pergolato.

Chiaramente, la Soprintendenza con le modifiche al manufatto in legno della Casa dei Matrimoni esprime l’esigenza di una struttura più leggera e trasparente in un  contesto ambientale da salvaguardare  e con un arredo compatibile con il mare.

Ho lottato 12 anni per rimuovere il tendone dei libri per ottenere la piena agibilità del Piazzale del Molo, il rispetto naturale della duna, l’intera visuale della spiaggia e del mare.

Per questo, ho richiesto ieri sera in Consiglio Comunale di riesaminare il luogo e la struttura per la celebrazione dei matrimoni in spiaggia, considerando l’adeguatezza della Palazzina Roma oppure la possibilità di una convenzione con il Grand Hotel e la sua spiaggia privata attrezzata, promozionale del sogno felliniano.

Ma l’Amministrazione Comunale procede “a testa bassa”, in silenzio, con le “ pareti vetrate”, e  il servizio igienico “ a vista”.

Lo “stop” della Soprintendenza,  poteva costituire l’occasione per risparmiare 300.000 euro, per ripulire il Piazzale del Molo dai cassonetti dei rifiuti,  dall’orinatoio e degrado all’angolo con il Bar Souvenir,  dal parcheggio  disordinato delle biciclette, dalle panchine multicolori, dalle occupazioni delle “promozioni” commerciali e da  una nuova “ installazione” più o meno vetrata .

E’ già abbastanza per dovere riqualificare il nostro Molo, occupato dalle attrezzature del Consorzio Pesce Azzurro, assediato da bar, chioschi, bancarelle, dal traffico, dai parcheggi, e ultimo  dalla “ ruota”.

    Tags:

Leggi tutto   

   

Il narcisismo del Sindaco Gnassi sulla pelle del commercio e del Centro Storico.
   

14/07/2015

Il trasferimento del mercato ambulante da Piazza Malatesta in Corso d’Augusto, Piazza Tre Martiri, Via IV Novembre, Via Castelfidardo, Via Dante, trasformerà il Centro Storico in un “ bazar “.

L’accessibilità sarà drasticamente ridotta con l’eliminazione dei tre principali parcheggi Gramsci, Santa Rita, Bastioni Orientali e di 357 posti auto occupati dai banchi,  oltre la perdita del parcheggio Settebello utilizzato dai  106 furgoni degli ambulanti che non potranno essere  più affiancati ai banchi per la vendita .

Aumenteranno le difficoltà di accesso al Mercato Centrale Coperto
, con 120 attività e 5000 clienti giornalieri, dei fornitori e clienti.
 
Il Trasporto pubblico vedrà il  capolinea della linea 11  allontanarsi dal Terminal di San Girolamo alla Stazione
, con disagi soprattutto per le persone anziane.

Il Quartiere residenziale  Anfiteatro sarà assediato dalle bancarelle e attraversato dal traffico veicolare lungo Via Anfiteatro, Via Vezia, con un impatto ambientale e acustico sui bambini dell’Asilo Svizzero e  sugli studenti della Scuola Media Panzini.  

Gli abitanti di Via Aponia, Via Galeria, Via Castelfidardo, Via Dante, saranno limitati nell’accesso alle proprie abitazioni
e con esclusione dell’auto.

La collocazione dei banchi in Corso d’Augusto , Via IV Novembre,  Via Castelfidardo, Via Dante  confliggerà con le vetrine e gli ingressi dei negozi.

La Piazza Tre Martiri sarà occupata ad intermittenza da 16 banchi
con l’obbligo di spostarsi a seconda delle festività e degli eventi.

Queste le criticità dell’emendamento Gnassi espresse dal sottoscritto ma rimaste senza le risposte o le giustificazioni del Sindaco e dei suoi compagni di maggioranza
.



    Tags:

Leggi tutto   

   

Mercato Ambulante: la necessità del confronto nell'interesse della città. L'area "Settebello - Ferrovieri", proposta per la soluzione del problema.
   

11/07/2015

Le continue modifiche apportate in Commissione e in Consiglio Comunale dal Sindaco e dall’Assessore alle Attività Economiche sulla Delibera per individuare le aree dove trasferire i banchi del mercato ambulante (Via Vezia prima si e poi no, via Cornelia prima si e poi no, Largo d’Augusto prima si e poi no,  Piazza Tre Martiri prima  no e poi si, Via Dante prima  No e poi si, via Bastioni orientali-parcheggio- prima si poi no e ora si), dimostrano che le decisioni della Amministrazione Comunale sono state adottate con incertezza, improvvisazione, superficialità.

Resta la perdita della fisionomia coesa del mercato ambulante con un percorso di circa 2km allungato e frazionato dal Corso d’Augusto-Piazza tre Martiri  fino alla via Dante a nord e al parcheggio di Via Bastioni Orientali  a sud.

L’utilizzo di Via Dante costringerà il traffico privato in uscita dalla Via Aponia a immettersi “contromano” in Via Clementini e poi ad “intasare”  Via Anfiteatro-Via Vezia - Via Bastioni  Orientali - rotatoria di Via Roma. La scuola Media Panzini e l’Asilo Svizzero subiranno l’impatto dell’inquinamento ambientale e acustico. Il trasporto pubblico vedrà l’allontanamento del capolinea della linea 11 alla Stazione.

La Piazza Tre Martiri, per impegni istituzionali, feste, eventi, sarà disponibile  solo 10 mesi all’anno, per 16 banchi , senza veicolo, con l’obbligo  di trasferirsi altrove nel Centro Storico (senza sapere dove) e di armonizzare i materiali e i colori dei tendaggi.

E’ confermata l’impossibilità a 106 ambulanti di affiancare al banco i “furgoni” predisposti per la vendita e la necessità per questi 100  veicoli di trovare un parcheggio, il più possibile vicino
.

L’ occupazione dei  tre principali parcheggi (Gramsci, Santa Rita, Bastioni Orientali)
  di accesso al Centro Storico  comporterà la perdita di 357 posti auto, oltre ai 365 in meno tra Parcheggio Malatesta (276) e Parcheggio Rocca –Via Circonvallazione Occidentale (89) con il previsto intervento di riqualificazione. Inoltre non sembra decolli il project financing del parcheggio multipiano “Scarpetti” .

    Tags:

Leggi tutto   

   

Gnassi ha preso in giro gli ambulanti: il Mercato Ambulante perde la sua fisionomia e aumentano i problemi per il Centro Storico.
   

04/07/2015

Nella discussione in Commissione ieri pomeriggio con la presenza dell’Assessore Sadegholvaad e delle categorie degli ambulanti  sul trasferimento del Mercato Ambulante nei tre parcheggi Gramsci, Santa Rita, Bastioni Orientali, nelle vie circostanti Cornelia, Aponia, Vezia, Galeria, Castelfidardo, in Via Iv Novembre , Corso d’Augusto, Largo Giulio Cesare, ho sottolineato le numerose criticità.   

Innanzitutto, la perdita della fisionomia del mercato ambulante, non coesa, o compatta su un’area,  ma con un  allungamento ad “intermittenza”  dall’Arco di Augusto alle ex Padane,  con dispersione e frazionamento.

La pesante eliminazione di tre importanti parcheggi (Gramsci, Santa Rita, Bastioni Orientali)  di accesso al Centro Storico comporta  357  posti auto in meno, oltre al minor introito di circa 100.000 euro l’anno e l’intasamento della mobilità dell’intera zona.

Come riferito dall’Assessore, l’impossibilità  a 106 ambulanti su 406  di affiancare al “banco” il “furgone” funzionale alla vendita che deve essere parcheggiato altrove.,

La collocazione dei banchi, anche in doppia fila, con o senza furgone, nelle vie del   Centro, in  Corso d’Augusto, Via IV Novembre, Via Dante, Via Castelfidardo, confliggerà  con  le  vetrine e gli ingressi dei negozi.  

I residenti in particolare di Via Vezia, e parte di  Via Cornelia, Via Aponia, Via Galeria, Via Castelfidardo, Via Dante
, saranno limitati nell’accesso alle proprie abitazioni con l’esclusione dell’auto.

La Scuola Media “Panzini” e l’Asilo Svizzero saranno assediate dai banchi e raggiungibili solo a piedi.


Le difficoltà di accesso al Mercato Centrale Coperto
, il più importante del Centro Storico, con 120 attività e 5000 clienti giornalieri che arrivano in bicicletta, con  il motorino, la macchina, aumenteranno per il congestionamento delle attività commerciali  e l’allontanamento dei parcheggi ( Settebello -Stazione).

    Tags:

Leggi tutto   

   

Respinta dal furore ideologico e dal becero antifascismo dei Consiglieri del PD l'intitolazione al Podestà Palloni della rotonda del Grand Hotel.
   

01/07/2015

Ieri sera il Consiglio Comunale ha respinto la mia Mozione di intitolare la rotonda del Grand Hotel all’Avv.Pietro Palloni –Podestà di Rimini 1929-1933.Realizzatore del Lungomare.

Hanno votato a favore 5 Consiglieri ( Renzi, Zerbini,  Mauro, Astolfi, Marcello.), contro i 7 Consiglieri del PD  ( Allegrini, Morolli, Zoffoli, Mancini, Mazzocchi, Giorgetti, Corbelli), si sono astenuti 5 Consiglieri  ( Aloisio, Tamburini, Franchini, Fonti, Gallo).

Non si è voluto riconoscere l’opera del grande Amministratore di Rimini che nei quattro anni della sua mandato  1929-133 realizzò il Lungomare di Rimini dal Porto al Kursaal e dal   Kursaal all’Ausa, acquistò e riammodernò il Grand Hotel costruito nel 1908, trasformò  e abbellì i piazzali del Kursaal, ristrutturò le Palazzine Roma e Milano, promosse la  nostra spiaggia e l’immagine di Rimini in Italia e in Europa, fece scoprire ai Riminesi la “marina” poco frequentata con il piacere del passeggio e dell’incontro sul lungomare.

Ricordiamo i lavori di risanamento e di riqualificazione del Borgo San Giuliano, dove vivevano senza servizi igienici 3000 abitanti, la realizzazione del nuovo Viale Tiberio, con il nuovo insediamento di case popolari, la costruzione del monumentale Stadio Comunale, l’allargamento e illuminazione di Viale Regina Elena e delle vie limitrofe, il restauro della Torre dell’Orologio dopo i danni subiti dai terremoti..

La realizzazione nelle adiacenze di Villa Adriatica, a Marina Centro, con la cessione di un’area di sua proprietà, di  un teatro provvisorio in legno di mille posti, chiamato Arena del Mare per gli spettacoli di opera leggera e varietà e il restauro della sala del Ridotto del Teatro con le  risorse personali .    


    Tags:

Leggi tutto   

   

Presidio di protesta di Fratelli d'Italia-An e Lega Nord, davanti alla sede dell�??ACER contro l�??assegnazione delle case popolari prima agli stranieri e per il riconoscimento dell'anzianità di residenza ai riminesi.
   
27/06/2015
 
Si è tenuto questa mattina un presidio di protesta davanti alla Sede dell’Acer (Azienda Casa Emilia Romagna) di Via Caduti di Marzabotto  dei militanti di Fratelli d’Italia e Lega Nord per rappresentare il malcontento popolare riguardo l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare che favorisce gli stranieri e penalizza gli italiani residenti a Rimini da lungo periodo.

Tra i partecipanti: il Consigliere Comunale di Rimini  Gioenzo Renzi, il Consigliere Comunale di Santarcangelo Matteo Montevecchi, entrambi di Fratelli d’Italia , l’On. Gianluca Pini Iacopo Morrone (Coordinatore regionale) della Lega Nord.

Si è voluto denunciare i 27 nuovi alloggi di edilizia popolare nella nuova Palazzina di via Toni ( ex Macello ) assegnati per il 70°% a 19 richiedenti stranieri e solo a 8 riminesi.

La vicenda di Via Toni non è un “caso anomalo” ma esprime la “tendenza”   dell’ultimo quinquennio che  ha visto  la preferenza nell’assegnazione delle case popolari agli stranieri arrivare attualmente al 33%, con una casa su tre, nonostante gli stranieri siano il 13%.  

Per questo continua la raccolta di firme sulla Petizione popolare di Fratelli d’Italia per modificare il Regolamento Comunale con il riconoscimento dell’anzianità di residenza dei richiedenti nel Comune di Rimini, tramite l’attribuzione di un punteggio per i giorni di residenza.

Come è già avvenuto in quasi tutti i Comuni della Regione, è doveroso tutelare i cittadini richiedenti da anni residenti a Rimini, che pagano le tasse, contribuiscono allo sviluppo del territorio  e anche al patrimonio dell’edilizia popolare pubblica, rispetto a coloro appena arrivati.


    Tags:

Leggi tutto   

   

Reticenze e mistificazioni dell'Ass. e Vice Sindaco Lisi per giustificare l'assegnazione delle case popolari agli stranieri.
   

20/06/2015

Nonostante il malcontento popolare, per l’Assessore è normale che i 27 nuovi alloggi di edilizia popolare nella nuova Palazzina di Via Toni ( ex Macello) siano  assegnati  a 19 richiedenti stranieri ( il 70%) e solo a 8 italiani e siano  penalizzati coloro nati e residenti da lungo periodo a Rimini.   

Sostiene  che ” la componente demografica straniera di 18.374 residenti ( il 13%)  nel 2014 paga orientativamente 100 milioni di tasse “, ma dimentica quei 123.000  residenti italiani e riminesi ( il 77%) che, non da oggi, ma  da generazioni, pagano le tasse per le case popolari, la sanità, la scuola , e che sempre di più vengono “dopo” gli stranieri.

Come fa a dire che negli ultimi 5 anni gli alloggi popolari assegnati ai cittadini extra UE  sono stati 50, quando proprio dai documenti trasmessi in risposta alla mia interrogazione, risulta che le assegnazioni agli stranieri sono 184 (164  extra UE e 20 UE)  con una percentuale del 26%  e non del 16%.

Non vuole riconoscere che “Via Toni” non è un “caso anomalo”, ma  purtroppo una “tendenza” che nell’ultimo quinquennio ha visto crescere  la preferenza nell’assegnazione delle case popolari agli stranieri dal 26% al 33%,  nel 2014 una casa su tre,  nonostante gli stranieri siano il 13%.

Afferma l’Assessore che le case popolari a Rimini, sono occupate dal 90 % di  cittadini italiani e solo dal 9% degli stranieri, senza ricordare che le case popolari  sono state  costruite nei decenni e assegnate ai riminesi, quando gli immigrati non esistevano e gli unici stranieri a Rimini erano i turisti.

L’Ass. Lisi difende l’insostenibile, quando proprio Lei,  nel 2013,  chiedeva con un emendamento al Regolamento Comunale  il riconoscimento dell’anzianità di residenza per tutelare i cittadini residenti da lungo periodo rispetto a coloro appena arrivati a Rimini .

Ricordiamo che quell’emendamento già approvato in Commissione fu eliminato per volontà del Sindaco Gnassi in Consiglio Comunale  con le conseguenze  che  ora sono sotto gli occhi di tutti.


    Tags:

Leggi tutto   

   

Le case popolari, grazie al Sindaco Gnassi, prima agli stranieri!
   
12/06/2015
 
La Regione Emilia Romagna ha modificato martedì scorso la legge per chiedere l’assegnazione degli alloggi dell’Edilizia Residenziale Pubblica con il requisito previsto   della “residenza anagrafica o attività lavorativa nel territorio regionale da almeno 3 anni”.

E’ positivo che la Regione abbia recepito il criterio dell’anzianità di residenza, anche se in modo minimale e non del tutto soddisfacente, come chiedo da sempre, per tutelare i cittadini residenti da lungo periodo nel Comune rispetto a coloro appena arrivati.  

Ricordo che nel Regolamento del Comune di Rimini  per l’assegnazione degli alloggi ERP, in occasione delle modifiche nell’Agosto 2013, fu eliminato con un emendamento del Sindaco Gnassi il riconoscimento dell’anzianità di residenza  nel Comune di Rimini, già approvato in Commissione Consigliare, e sostituito  con l’anzianità in graduatoria.  

Senza considerare che il riconoscimento dell’anzianità di residenza significa riconoscere un “dato culturale”, il senso di appartenenza alla nostra Comunità, alla nostra Città, alla vita vissuta in questo luogo, mentre la permanenza in graduatoria “ esprime solo un bisogno temporale, una richiesta.

Le conseguenze della volontà di Gnassi di non riconoscere nel Comune di Rimini l’anzianità di residenza oggi sono sotto gli occhi di tutti:

Su 1847 domande all’Acer di Rimini per le case popolari, in testa alla graduatoria i richiedenti stranieri sono oltre il 50% (sulle prime 106 domande i richiedenti stranieri sono 53);

Sulle 139 domande all’ACER di Rimini degli alloggi a canone calmierato, i richiedenti stranieri sono 74 con una percentuale del 53% che arriva al 70% sulle prime 49 domande con 34 stranieri;

Per l’assegnazione dei 27 nuovi alloggi di Via Toni ( ex macello) i beneficiari sono 19 richiedenti stranieri (70%) e solo 8 italiani.     

    Tags:

Leggi tutto   

   

La Video sorveglianza per la legalità e la sicurezza sulla nostra spiaggia.
   

29/05/2015

Siamo all’inizio della stagione balneare e si ripropongono i problemi connessi alla sicurezza e alla legalità sulla nostra spiaggia.

Da 15 anni siamo alle prese con il problema dei venditori abusivi
in conflitto con il lavoro dei “salvataggio”, dei “mosconai”, dei “bagnini”, con il passeggio dei bagnanti sulla battigia e il gioco dei bambini “ a riva”.

Dopo averlo richiesto da anni, in base alla esperienza positiva di Riccione,  l’Assessore Sadegholvaad annuncia la costituzione del Nucleo Antiabusivismo Commerciale che sarebbe composto da 25 unità, ispettori compresi, divise in tre turni dalle 8 alle 24.

Ritengo non sia sufficiente l’organico di 25 Agenti del Nucleo per  contrastare seriamente i venditori abusivi
, senza “spostarli” da una zona all’altra, che occupano la battigia,  in particolare a Rimini Sud dal bagno 60 al bagno 130, e la sera, i marciapiedi della marina, come la “zona franca” del “camminamento “ retrostante  le cabine da  Bellariva a Miramare , il tratto di Viale Vespucci tra Piazzale Kennedy e Piazza Tripoli,  e tra Piazzale Adamello-Viale Toscanelli a Rivabella.  

Non si può nascondere la carenza di organico del Nucleo Antiabusivismo con lo “ smisurato” ricorso  allo straordinario degli Agenti da impegnare  per 10-11 ore di lavoro al giorno (soprattutto in spiaggia) per tre mesi e con l’elargizione  enfatizzata del premio di 260.000 euro di produttività stagionale, senza pensare alla  sicurezza personale  degli stessi Agenti (a rischio per “sfinimento”) e all’efficienza del servizio.

Ho sempre detto che sarebbe necessario un organico di 60 uomini del Nucleo Antiabusivismo se si vuole eliminare l’abusivismo commerciale, impedendo la vendita ovunque, in spiaggia, sui marciapiedi, per azzerare gli incassi e stroncare la filiera.

Ogni squadra di Agenti dovrebbe essere comandata e coordinata “ sul campo” da un Ispettore –Ufficiale di Polizia Giudiziaria e supportata da una Jeep o Defender  per spostarsi agevolmente sulla spiaggia, collocare la merce sequestrata e controllare i viali della marina.


 

    Tags:

Leggi tutto   

   

I silenzi del Sindaco Gnassi dinnanzi alle illegalità delle occupazioni delle proprietà private.
   

23/05/2015

Le occupazioni ini Via Dario Campana della palazzina di proprieta del Comune per circa un anno e mezzo e dell’immobile ex Enel di proprietà privata per  una settimana ad opera del  Paz fino allo sgombero di mercoledi delle Forze dell’Ordine hanno evidenziato le contraddizioni all’interno della Giunta Comunale Gnassi dinnanzi al problema della  illegalità.

E’ stata la ripetizione del film già visto durante la Amministrazione del Sindaco Ravaioli  con l’occupazione dal 2004 al 2008  dell’ex scuola di Via Montevecchio
, di proprietà comunale, sempre dal Paz, con la protezione anche allora dell’Assessore di Rifondazione Comunista,( Vittorio Buldrini), fino alla ordinanza di sgombero del Sindaco nel giugno 2008, con relativa protesta e occupazione del Consiglio Comunale.

Anche ora l’Amministrazione Comunale del Sindaco Gnassi, da un lato, annuncia con un comunicato stampa che “l’immobile occupato ritorna nelle disponibilità del Comune” grazie alla esecuzione del decreto dell’Autorità Giudiziaria, mentre  dall’altro l’Assessore Visentin di Rifondazione Comunista ribadisce la propria contrarietà allo sgombero e dice “ da tempo  è impegnata per sanare la situazione legittimando anche sotto il profilo amministrativo una  buona pratica sociale come quella che ha isituito Casa Madiba”;

E’ la naturale conseguenza di quella contiguità ideologica a sinistra  tra Giunte Comunali e centri sociali, loro creature, per la quale la proprietà di un bene del Comune, è considerata a disposizione della “maggioranza “o degli amici delle forze di maggioranza che spiegano tanti permissivismi politici ed elettorali.

Basta ricordare le spese ingenti di circa 600.000 euro  per la ristrutturazione dell’immobile destinato a Centro Sociale della Grotta Rossa e le spese annue di consumi gestione e manutenzione ( riscaldamento ,luce, acqua ) per  le “autogestioni” di parte sostenute con i soldi della collettività.

Risorse che le Amministrazioni Comunali potevano investire per l’emergenza abitativa.

Purtroppo a Rimini non c’è solo il problema della proprietà del Comune da tutelare e amministrare nell’interesse pubblico, ma va garantito il  diritto di proprietà privata ai cittadini che hanno lavorato e pagato per l’acquisto dei beni e pagano le tasse al Comune ( IMU, TARI ) e allo Stato (IRPEFI) per avere legalità e sicurezza.

E’ preoccupante la percezione della illegalità a Rimini, dove il proprietario della palazzina di Via Dario Campana, dopo lo sgombero degli occupanti, sia stato costretto a murare porte e finestre per difendere il proprio bene.

Al riguardo è grave  il silenzio del Sindaco Gnassi.




 

    Tags:

Leggi tutto   

 
   BATTAGLIE DI RENZIRSS
Archivio  
  NOTIZIE RSS
E’ ora di chiudere la Moschea del Borgo Marina !
Quattro anni, invece di uno, per rifare le rampe del Sottopassaggio del Grattacielo, con la riapertura rinviata al 2027 !
Il Comune riqualifica l’ex Oriental Park, ma è incomprensibile la concessione di metà dell’area per ampliare un dehor.
Riqualifichiamo e valorizziamo lo storico Giardino Ferrari.
Le responsabilità delle Amministrazioni Comunali per la mancata riscoperta e valorizzazione dell’Anfiteatro Romano.
Archivio  
  IL BLOG DI RENZI
Archivio  
   FOTO GALLERY
Archivio  
Privacy   Cookies
©copyright Gioenzo Renzi 2008