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Quattro anni, invece di uno, per rifare le rampe del Sottopassaggio del Grattacielo, con la riapertura rinviata al 2027 !
03/02/2026
Sono fermi da mesi i lavori di rifacimento delle rampe di accesso lato mare e monte, al Sottopassaggio del Grattacielo.
I lavori iniziati nel Febbraio 2024, dopo due anni, rispetto ai 350 giorni previsti, sono in grave ritardo.
• Lato mare, dopo le opere funzionali allo scavo, sono ancora da realizzare, le due rampeper l’accesso pedonale in via Monfalcone e via Rodi e per il transito dei disabili e ciclisti;
• Lato monte, non è neppure iniziata l’unica rampa continua di raccordo con il marciapiede di Piazzale Cesare Battisti.
La risposta alla mia interrogazione consigliare sui lavori “ fermi” è stata poco traspa
rente e incredibile.
L'’implementazione del cavidotto, predisposto sotto i binari della ferrovia, con i cavi telefonici e la fibra ottica, è stata avviata con un ritardo di 5-6 mesi nell’ottobre 2025, e dovrebbe essere completata a febbraio 2026.
Si tratta di un lavoro discusso ripetutamente nelle Conferenze dei Servizi, approvato nel progetto esecutivo di 3 anni fa, nel 2023, ma non programmato e coordinato per l’esecuzione con la ditta specializzata esterna.
Contestualmente a questa “implementazione”, in corso da 5 mesi, dovevano procedere le costruzioni delle rampe lato mare e monte del Sottopassaggio, come annunciato, che invece si sono completamente fermate.
Inoltre, secondo l’Amministrazione Comunale, il Governo sarebbe intervenuto sulla ditta specializzata per la sospensione di ”infilaggio” della fibra ottica, durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
I lavori delle nuove rampe, riprenderanno a fine Febbraio con la seconda chiusura totale del Sottopassaggio per almeno un anno, dopo la precedente di 5 mesi dal 2 Dicembre 2024 al 18 Aprile 2025, e la deviazione allungata del transito pedonale di circa 400 metri, sui marciapiedi di Via Ravegnani, sotto il Ponte della Ferrovia, via Rodi, stretti, sconnessi e poco illuminati.
Secondo questi annunci della Amministrazione Comunale, la riapertura definitiva del Sottopassaggio del Grattacielo, è rinviata alla Primavera 2027.
Continueranno i disagi per le migliaia di persone che utilizzano il principale Sottopassaggio della città per i collegamenti tra il Centro Storico e la Marina Centro.
Alla fine, invece di un anno previsto, saranno stati necessari quattro anni per la realizzazione delle nuove rampe del Sottopassaggio del Grattacielo, con sollievo dei cittadini e turisti ed accessibile finalmente ai disabili.
Il Comune riqualifica l’ex Oriental Park, ma è incomprensibile la concessione di metà dell’area per ampliare un dehor.
05/12/2025
L’’estate scorsa, sono stati realizzati il restauro e il consolidamento di una porzione di mura dell’ex locale da ballo Oriental Park, costruito nel 1948 sul Lungomare Augusto Murri angolo via la Strada, per mantenere la memoria di una costruzione rappresentativa della vita turistica e balneare degli anni ‘50 e ’60.
I lavori sottoposti all’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza, hanno riguardato il restauro e il consolidamento parziale del muro fronte mare in stile “moresco”, la demolizione della muratura lungo via La Strada, la sistemazione dell’area interna mediante aiuole e le pavimentazioni con materiali drenanti.
Alla scadenza del maggio scorso 2025, non è stata realizzata l’illuminazione statica e dinamica dell’area interna ed esterna dell’ex Oriental Park, il cui progetto è stato aggiornato per essere attuato in tre mesi, entro la prossima estate.
I costi sostenuti per le opere in muratura di recupero dell’ex Oriental Park sono stati di 167.000 euro, mentre per l’illuminazione statica e dinamica, i costi previsti sono di 135.000euro, per un totale della spesa di 302.000 euro.
Premesso che l’area ex Oriental Park di 670 mq riqualificata è di proprietà comunale, ritengo incomprensibile la concessione permanente tutto l’anno di 322mq, rilasciata al locale adiacente denominato Bounty, che l’ha ricoperta con le pedane rialzate e un albero del veliero, per ampliare il proprio dehor.
La suddetta concessione è inopportuna, come ho dichiarato nella interrogazione consigliare di ieri sera, perché dimezza la superficie dell’area dell’Oriental Park appena riqualificata con la spesa pubblica del Comune e poco coerente con la delibera della Giunta Comunale per recuperare la memoria e l’identità di un luogo simbolo storico del turismo riminese.
Riqualifichiamo e valorizziamo lo storico Giardino Ferrari.
28.11.2025
In occasione della approvata manutenzione straordinaria della copertura della Domus del Chirurgo, inaugurata nel 2007, per eliminare le infiltrazioni di acqua piovana dalle vasche del giardino pensile, ho chiesto, con l’interrogazione consigliare di ieri sera, di riqualificare e valorizzare lo storico Giardino Ferrari.
I“Giardini Ferrari”, precisamente, sono l’unico giardino pubblico del Centro Storico di Rimini, frequentato dai cittadini e turisti e in particolare dai bambini che dispongono di un’area giochi. I Giardini furono intitolati nel 1895 al deputato della Provincia Luigi Ferrari vittima di un attentato politico, e disegnati nel 1909 da Paolito Somazzi, progettista dell’antistante Cassa di Risparmio.
Dal 1990 ad oggi, i Giardini Ferrari, hanno subito continui “rimaneggiamenti” e “perdite di identità “, a cominciare dalla loro denominazione trasformata in “Piazza Ferrari”.
In particolare, il verde del giardino è stato notevolmente ridotto con:
1) l’eliminazione, lato piazza Cavour, di aiuole grandi ( una di 90 mq, cementata con lastre di trachite, l’altra di 200 mq ricoperta da doghe di legno ) e piccole ;
2) la diminuzione degli alberi, da un centinaio censiti nel 1984, ad una trentina;
3) la realizzazione, nel 1990, della pavimentazione in pietra con una superficie di 3.200 mq, più del triplo della superficie rimasta verde di neppure 1.000 mq.
L’aumento del verde pubblico nel giardino, è importante per la salute, il benessere delle persone e la qualità ambientale del Centro Storico
Pertanto, occorre la piantumazione di alberi di alto fusto nel giardino, lato Piazza Cavour, dov’era un gigantesco ippocastano, per ombreggiare le panchine che restano inutilizzate durante la mattina dei mesi estivi, dalle persone che cercano il riparo dal sole e dal caldo.
Inoltre, visto le rotture diffuse della pavimentazione in pietra della piazza e i rattoppi degradanti di fianco alla Domus sul Corso Giovanni XXIII, è necessaria la sua sostituzione con materiali per rendere le superfici permeabili e compatibili con un giardino.
Auspico che l’ Amministrazione Comunale attui questi interventi, in coerenza con il Regolamento comunale del Verde Pubblico, e il Piano del Verde approvati dal Consiglio Comunale.
Per rispetto della storia patria del giardino, è opportuna altresì una sistemazione più dignitosa della colonna con il busto di Luigi Ferrari in un’aiuola centrale, il restauro del Monumento ai Caduti della Grande Guerra 1915-18 e del Monumento del S.Ten. Francisco Busignani, Medaglia d’Oro al Valor militare, opera dello scultore riminese Elio Morri.
Le responsabilità delle Amministrazioni Comunali per la mancata riscoperta e valorizzazione dell’Anfiteatro Romano.
07/11/2025
I sondaggi archeologici nell’area dell’Anfiteatro romano, occupata dal Ceis, secondo il documento degli esperti incaricati dalla Soprintendenza, sono estremamente difficili, condizionati dalla presenza in superficie delle costruzioni, dai sottoservizi e dallo svolgimento dell’attività didattica.
Per il momento, quello che vediamo e sappiamo sull’Anfiteatro Romano, lo dobbiamo alla scoperta, con i sondaggi compiuti nel 1843-44, ad opera dello storico riminese Luigi Tonini e alla campagna di scavi svolta dal 1926 al 1939, sotto la direzione del Soprintendente alle Antichità Salvatore Aurigemma.
Le Amministrazioni Comunali, in questi 80 anni del dopoguerra hanno le loro responsabilità.
Nel 1946 hanno consentito, sull’area archeologica tutelata dell’Anfiteatro romano, la costruzione delle 13 capanne “temporanee” del Ceis e nei decenni anni successivi gli edifici in muratura di tre piani.
Successivamente, non sono stati rispettati gli impegni scritti dei Sindaci (Clari e Ceccaroni), né adempiute le continue richieste delle Soprintendenze di trasferire il Ceis in un’area idonea.
Sono rimaste sulla “carta” le previsioni degli strumenti urbanistici, PRG, PSC-Rue, Piano Strategico, approvati dalle stesse Amministrazioni, che stabiliscono per l’Anfiteatro Romano “il completamento degli scavi e la valorizzazione dei resti archeologici di epoca romana, attraverso la demolizione degli edifici sovrastanti e la delocalizzazione delle relative funzioni di interesse pubblico”.
E’ dal 2000, che presento Mozioni consigliari per l’individuazione di un’area adeguata per consentire il trasferimento del Ceis, salvaguardando la sua attività e poter procedere con la demolizione delle costruzioni, incompatibili con il vincolo monumentale del 1914 sull’area dell’Anfiteatro Romano.
Le struttutre del Ceis, sovrastano per due terzi l’Anfiteatro Romano, impediscono la valorizzazione e la fruizione pubblica, a Riminesi e turisti, di questo Bene Culturale patrimonio della storia della nostra città.
L’Anfiteatro Romano sepolto e l’Asilo svizzero, sono inconciliabili: il Ceis può trasferirsi in un’area più adeguata dell’attuale, con la ricostruzione eco-compatibile del villaggio, per continuare l’attività educativa; solo così potrà essere avviata la campagna di scavi per riportare alla luce la dimensione e la struttura originaria del nostro Anfiteatro Romano, con i suoi 2000 anni di storia.
Dopo 80 di preclusioni ideologiche e di negazionismo, è ora di riportare alla luce e valorizzare l’Anfiteatro Romano.
Il “patto trasversale” per il trasferimento della Moschea dal Borgo Marina.
02/11/2025
Il problema del trasferimento della Moschea, insediata dal 2004 nel Borgo Marina, in una casetta di Corso Giovanni XXIII, con una superficie di circa 100 mq, destinata catastalmente ad uso ufficio, ma utilizzata come luogo di culto pubblico, è ancora irrisolto.
L’edificio è inadeguato, per le limitate superfici, a contenere le centinaia di Mussulmani (400-500 persone, nei momenti di preghiera, in base a quanto dichiarato pubblicamente dai medesimi responsabili della Moschea) che vi accedono da ogni parte della città e da fuori, in particolare per la preghiera del venerdì e nel mese del Ramadam.
L'impatto sul quartiere è evidente, in conseguenza dell’assenza di parcheggi per auto, moto, cicli, i passi carrai sono inaccessibili ai proprietari, i marciapiedi interamente occupati, vista l’insufficiente capienza dell’immobile, la viabilità di accesso al Centro Storico è compromessa, così come la vivibilità.
Da 20 anni, presento in Consiglio Comunale, interrogazioni, mozioni e petizioni al Sindaco sottoscritte dai residenti e migliaia di cittadini, per chiedere il trasferimento di tale Moschea, in un luogo e edificio compatibile, al fine di recuperare la vivibilità del Borgo Marina e riqualificare l’immagine di una delle principali aree di accesso al Centro Storico.
Ritengo importante ricordare che l’attuale utilizzo dell’immobile è da considerarsi incompatibile con il rispetto delle “Norme Igienico sanitarie di interesse edilizio” che stabiliscono: per gli Edifici per il Culto-Sedi di Attività Collettive - Cat. A4.6: l’altezza minima di 4 metri (rispetto agli attuali 2,70 metri degli uffici); la superficie minima di 100mq fino a 50 persone, +2 mq/persona per capienze superiori fino a 100 persone (200mq), il rapporto minimo di aerazione e illuminazione minimo di 1/8 e altri parametri.
Chiedo da anni, di verificare l’idoneità dei locali e la sicurezza dell’edificio, utilizzato quale luogo di culto, tramite sopralluoghi dell’AUSL e dei Vigili del Fuoco.
Sottolineo in tal caso l’importanza di rispettare regole, normative e requisiti previsti: è una responsabilità politica e sociale.
Proprio nel Consiglio tematico del 29 ottobre 2024 “Trasferire la Moschea per eliminare l’impatto sul Borgo Marina”, il Sindaco Sadegholvaad, aveva avanzato la proposta di “promuovere un patto trasversale, un gruppo di lavoro, tra maggioranza e minoranza, per la ricerca di una nuova sede della Moschea” interloquendo con gli attuali responsabili.
Una proposta che avevo accolto favorevolmente, rimasta senza seguito per un anno, che il Sindaco, con risposta alla mia interrogazione consigliare di questa settimana, ha confermato, chiedendo di convocare la Conferenza dei Capigruppo consigliari, per affrontare e risolvere il problema.
Auspico che questo “patto trasversale” sia funzionale ad una concreta soluzione per il trasferimento della Moschea, chiesto dal 2004, per avviare nel Borgo Marina, oggi ridotto a ghetto afro-asiatico, il processo di riqualificazione necessario.