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Riqualificare la strada di collegamento tra Via Garibaldi e Castel Sismondo.
   

 30/7/2021

La stradina di collegamento tra la Via Garibaldi e Castel Sismondo, intitolata ad Antonia de Barignano, madre di Sigismondo Pandolfo Malatesta, è ricoperta da anni da uno strato di polvere bianca che si solleva al minimo transito dei ciclisti e dei veicoli autorizzati (ciclomotori ed auto), invadendo le adiacenti abitazioni e rendendo irrespirabile l’aria.  

Quando piove la sede stradale si ricopre di fango e pozzanghere.

L’illuminazione pubblica è inesistente, cosicchè nelle ore notturne l’accesso alle case avviene in una completa oscurità e a rischio della sicurezza.

Le mura medievali sovrastanti si trovano in uno stato di degrado e invase dalle sterpaglie.

La strada divenuta il 18/3/2016 di proprietà comunale, (dopo il trasferimento dal demanio statale, in concessione alle ex ferrovie padane per il transito fino al 1960 del trenino Rimini Novafeltria), presenta una immagine di abbandono, nel Centro Storico, a poche decine di metri da Castel Sismondo.

Con l’interrogazione consigliare di ieri sera, dopo le tre precedenti in data 24/4/2002, 3/3/2016, 9/5/2019, rimaste senza esito, nonostante la evidenziata situazione di degrado, ho richiesto i seguenti interventi di riqualificazione:

1)    La pavimentazione della stradina, lunga circa 200 m e larga 5 m, con il cemento architettonico dei percorsi ciclabili, per eliminare lo strato di polvere che invade le abitazioni e i passanti ;

2)    L’installazione dei lampioni della illuminazione pubblica, per consentire la visibilità e la sicurezza nelle ore notturne;

3)    Il restauro e la ripulitura dalla vegetazione delle Mura medievali dei Bastioni Occidentali che sovrastano la stradina, dopo l’approssimativo e precario intervento eseguito nel 2009;   

4)    Il rispetto della ZTL nella stradina, con la circolazione consentita alle biciclette e ai veicoli autorizzati nel senso unico direzione Ravenna;

5)    La valorizzazione di questo percorso, alternativo al ristretto e pericoloso transito sulla Circonvallazione Occidentale e di collegamento dall’Arco di Augusto, a Castel Sismondo, fino al Ponte di Tiberio.
                    

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La “riorganizzazione” della viabilità, annunciata dalla Amministrazione Comunale, paralizza la città.
   

 25.7.2021

La riorganizzazione della viabilità nel quadrante del Ponte di Tiberio, annunciata dall’Amministrazione Comunale, preoccupa i residenti, paralizza la viabilità e la vivibilità della città.

L’Amministrazione ha programmato l’eliminazione del doppio senso di marcia su Circonvallazione Occidentale, con attuazione del senso unico in direzione mare-monte, nel tratto tra la rotatoria Valturio e Via Olivieri;  contestualmente verrà istituito il senso unico monte-mare su Via Italo Flori-Via Olivieri.

Ricordo, che tale provvedimento era già stato sperimentato nel 2009 e subito ritirato, poiché insostenibile, dinnanzi alle proteste dei residenti del Quartiere Fiorani.

Non ci sono ragioni per eliminare i due sensi di marcia su Circonvallazione Occidentale, che ha un sedime carrabile con larghezza di 7 metri (oltre ai parcheggi auto, marciapiedi e pista ciclabile).

Per ridurre il transito veicolare in Via Ducale, non serve penalizzare il Quartiere Fiorani, ma è opportuno e necessario ampliare l’orario di attivazione della ZTL all’inizio di Corso d’Augusto (attualmente previsto dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 20), almeno nelle ore notturne, per rispetto al riposo dei residenti.  

Resta, inoltre del tutto irrazionale e problematica la deviazione del traffico veicolare monte-mare, dalla rotatoria Valturio, verso Piazza Mazzini, Largo Unità d’Italia, Arco d’Augusto, Via Bastioni Orientali, fino alla Via Roma.  

Il nuovo carico di traffico congestionerà questo percorso e ulteriormente la già paralizzata Via Roma (già compromessa nei giorni di mercato, fiere, congressi, scuole ecc.) con relativo inquinamento atmosferico e acustico.

Ritengo necessario evitare:

-l’attraversamento del Centro Storico (Corso d’Augusto, Via Ducale, Via Clodia);

-lo stravolgimento del quartiere residenziale Fiorani (Via Italo Flori e Via Olivieri);

-l’allungamento di almeno 2Km del percorso (dalla rotatoria Valturio alla Via Roma);

Queste sono le conseguenze della chiusura del Ponte di Tiberio, senza la realizzazione di un Ponte alternativo.

Con l’interrogazione consigliare al Sindaco di giovedì sera, ho chiesto di sapere a che punto si trova realmente la progettazione di un Ponte che consenta l’attraversamento del Marecchia, alternativo al Ponte di Tiberio.

L’Amministrazione Comunale non ha risposto, continua ad adottare   provvedimenti a scapito di residenti  e cittadini.  

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Invaso del Ponte di Tiberio: la “passerella galleggiante”inutile e onerosa tra banchine degradate e Mura distrutte.
   

 18/7/2021

Nell’ultimo Consiglio Comunale, ho richiamato l’attenzione del Sindaco sull’inutile e costosa “passerella galleggiante”, nell’ambito del progetto Tiberio-Canale.  

Realizzata nel 2018, sulla demolita “paratia mobile” dell’Architetto Viganò, la passerella doveva consentire il collegamento tra le banchine di destra e di sinistra dell’invaso del Ponte di Tiberio e di “godere di uno spettacolo insolito e affascinante”.

Costata inizialmente circa 200.000 euro, comporta spese annue di 23.000 euro, per la sua manutenzione ordinaria e di “spostamento”.

Infatti, per non costituire un ostacolo al defluire delle piene del Marecchia, o ai sovralzi dalle mareggiate, la Protezione Civile allerta, di volta in volta, una squadra d’intervento di quattro unità, per il suo sganciamento dalla sponda destra e l’accostamento alla sponda sinistra del Porto canale.

L’Amministrazione Comunale non ascolta, ma quest’opera, poco utilizzata dai cittadini, si dimostra inutile e onerosa (come avevamo evidenziato prima della sua realizzazione), a pochi metri dal Ponte di Tiberio, pedonalizzato.

Fra l’altro, durante il frequente allagamento delle banchine, la passerella diventa addirittura inpraticabile.

Inoltre, questo attraversamento galleggiante, lungo 36 metri e largo 3 metri, ha snaturato l’ambiente e la visuale storica del paesaggio del Ponte di Tiberio.

Con l’interrogazione al Sindaco, ho sottolineato, che, invece di quest’opera non necessaria, onerosa e impattante nel contesto storico del Ponte, era meglio utilizzare i soldi pubblici per interventi riqualificanti:  

1)    La ristrutturazione delle banchine dal Ponte di Tiberio al Ponte della Resistenza, realizzate nel 1976, da 45 anni allagate in condizioni meteo-marine avverse, con il necessario rialzo delle “quote”, il rifacimento degli impianti per la nautica, per eliminare la situazione di degrado e abbandono;

2)     Il recupero completo delle mura del Porto canale, con la ricostruzione, dopo 70 anni, delle parti distrutte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, o deteriorate, con il ripristino della mancante cordonatura superiore in pietra d’Istria, la pulizia e l’eliminazione della vegetazione infestante. Un recupero necessario e opportuno, in sintonia con il recupero di Porta Galliana.

Opere che potevano essere già compiute negli ultimi 10 anni di mandato del Sindaco Gnassi, invece di essere rinviate alla Nuova Amministrazione.

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La riscoperta di Porta Galliana non sia “isolata” ma valorizzata con le Mura Federiciane.
   

 8/7/2021

Sono in corso di ultimazione i lavori per la riscoperta di Porta Galliana, un cantiere “infinito” che costa un milione e mezzo di euro. .

Purtroppo le pareti, le “passerelle”, con invasive gettate di cemento armato, sovrastanti lo scavo, assediano i muri della Porta, mortificando la sua stessa riscoperta e valorizzazione.

Avevo evidenziato nel 2019, all’inizio lavori, con una precisa interrogazione consigliare al Sindaco, che non è stata mantenuta una adeguata fascia di rispetto, per la salvaguardia della Porta medievale, unica sopravvissuta della Città.

Così, per la valorizzazione complessiva del contesto storico e archeologico di Porta Galliana, non ci si può limitare ad evidenziare sull’asfalto di Via Bastioni Settentrionali la “connessione” tra la Porta Galliana e le Mura Federiciane.

Come avevo già chiesto con ripetute interrogazioni consigliari e una Mozione risalenti al 19.4.2018, ritengo necessari i seguenti interventi:

1.    Il consolidamento e restauro delle Mura Federiciane lungo la Via Bastioni Settentrionali, dalla Porta Galliana a Corso Giovanni XXIII. Ricordo che La Porta Galliana faceva parte di questa cinta muraria, costruita per volere dell’Imperatore Federico II di Svevia nel 1200, per difendere la città sul fronte mare.
Nonostante l’importanza storica, le Mura si trovano in uno stato di abbandono e degrado, rovinate dai crolli, da osceni rattoppi, demolite addirittura di una parte lungo il tracciato, da inconsapevoli Amministrazioni Comunali, per creare posti auto!  
Sulla cima delle Mura, alte 5 metri, vi sono blocchi di pietra calcare, in una condizione di precaria e pericolosa stabilità, come i mattoni e i sassi nelle parti inferiori;

2.    La realizzazione di una fascia di rispetto a verde per le suddette Mura storiche, per renderle visibili, trasferendo l’adiacente parcheggio auto e moto sul lato opposto della strada;

3.    il rifacimento della pavimentazione di via Bastioni Settentrionali, in armonia con le antiche Mura della città, sostituendo l’asfalto ricoperto di buche e rattoppi;

4.    L’eliminazione della dismessa Centrale Elettrica di Via Bastioni Settentrionali, per migliorare l’immagine della strada e dell’ambiente circostante;

5.    la sostituzione dell’illuminazione pubblica, di Via Bastioni Settentrionali, con lampioni adeguati alla valorizzazione delle Mura e alla storicità del luogo.

La riscoperta di Porta Galliana, non può essere “isolata”, ma deve essere valorizzata in continuità con le Mura Federiciane e il suo contesto storico.

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Solidarietà al ragazzino aggredito nel Sottopasso del Grattacielo.
   

 1/7/2021

Voglio esprimere la mia solidarietà al ragazzo di 13 anni che venerdì pomeriggio, verso le ore 15, è stato aggredito a calci e pugni nel Sottopasso del Grattacielo da cinque minorenni, di età compresa tra i 15 e diciassette anni, di origine marocchina, che volevano rubargli la catenina e il cellulare.

Voglio dire “grazie ” alla turista che ha cercato di fermare gli aggressori, e dopo essere stata strattonata, sconvolta, ha chiesto aiuto al vicino  ristorante l’Artrov,  dove in quel momento c’erano una decina di Agenti della Polizia di Stato bravissimi ad intervenire e ad arrestare i responsabili.

Il ragazzo che stava andando al mare, ha vissuto un incubo:  ha riportato una caviglia gonfia, il ginocchio ammaccato, è sotto “choc”  per le botte ricevute e lo spavento.

Ammirevoli le parole del padre, immigrato di origine albanese, che vive e lavora a Rimini dal 1997 :Chi viene in Italia deve comportarsi bene. Quello che ha subito mio figlio è inaccettabile, servono delle regole e chi sbaglia deve pagare. Ringrazio i poliziotti, sono stati bravi e gentilissimi con mio figlio.

Comincio a lavorare all’alba, vedo giovanissimi ubriachi, fatti di droga e nessuno dice loro niente”.   

Resta il problema di garantire la legalità e la sicurezza nell’area Stazione con l’invocato Presidio delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale per contrastare  la  presenza di spacciatori, borseggiatori, ubriachi, malavitosi, impedire i reati quotidiani e il degrado.

Anche la ristrutturazione del sottopasso del Grattacielo, che chiedo da 10 anni, non solo per abbattere le barriere architettoniche, ma anche per installare le telecamere ed attivare una efficace video sorveglianza, può assicurare la maggiore sicurezza nell’attraversamento del principale sottopassaggio pedonale della città.

Sono interventi necessari e urgenti per l’accoglienza e l’immagine di Rimini.

 

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L’Antenna di Via Ceccarelli non è incompatibile con la tutela della salute pubblica?
   

 19/6/2021

Due giorni dopo la protesta dei Comitati, in Piazza Cavour, contro le localizzazioni incompatibili degli impianti di telefonia mobile, è avvenuto il potenziamento della nuova antenna installata in via Ceccarelli.

L’Assessore Montini, presente alla manifestazione, aveva dichiarato pubblicamente di comprendere le ragioni dei cittadini, la priorità di tutelare la salute pubblica, di conciliare l’inserimento degli impianti con il contenimento dell’inquinamento elettromagnetico.

Contro la realizzazione della Stazione Radio Base per la telefonia mobile di Via Ceccarelli, installata sul tetto di un condominio, con un “portantenne” alto 11 metri, su cui sono state installate 3 antenne di 2 metri e 3 parabole di 60 cm, centinaia di residenti avevano sottoscritto, il 18 Gennaio scorso, una petizione al Sindaco per chiedere di annullare l’autorizzazione del SUAP del 22/12/2020.

Nel raggio di 200 metri dal centro di radiazione di questa antenna, sono infatti presenti “ricettori sensibili” quali: l’Asilo Nido ”Girotondo”, in Via Circonvallazione Occidentale 55; l’Istituto Maccolini, Casa di Riposo Anziani in Via Massimo D’Azeglio 5; l’AUSL, struttura Medicina di base, in Via Circonvallazione 57.

Esiste, inoltre, un’altra Stazione Radio Base, con antenna sopra la Casa di Riposo Maccolini.

L’antenna di Via Ceccarelli invade, con onde elettromagnetiche, nel raggio di 500 metri, un’area residenziale con centinaia di palazzine e migliaia di residenti (al contrario della “scarsa presenza di edifici ad uso abitativo” affermato nell’Analisi di Impatto Elettromagnetico, redatta dal gestore Iliad).

Il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive del Comune), nel rilascio dell’Autorizzazione, tra l’altro, aveva prescritto:

A)    Il rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici individuati agli artt. 3 e 4 del D.M. n.381 del 1998;

B)    l’obiettivo di cui all’art.9 della L.R. 30/2000, sul divieto di localizzazione degli impianti fissi per la telefonia mobile, nelle aree destinate ad attrezzature scolastiche, sanitarie, assistenziali.

Da evidenziare che il parere di ARPAE sull’installazione del nuovo impianto, sarebbe stato redatto utilizzando un software di simulazione previsionale dei campi elettromagnetici, sulla base di dati planimetrici e di altezze degli edifici, asseverati dai Tecnici del Gestore e non soggetti a verifica dell’Agenzia.

Invece, secondo gli esperti, gli effetti delle nuove installazioni e i valori di Norma sui limiti di esposizione, dovrebbero essere accertati, non con le simulazioni software, ma con le misurazioni dirette e strumentali (ex allegato B, DM 391/98).  

Per questo, con l’interrogazione consigliare di giovedì scorso, riguardo l’Antenna di Via Ceccarelli, ho chiesto:

1)    la verifica e misurazione dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici individuati, agli artt. 3 e 4v del DM n.381 del 1998;

2)    la verifica del divieto di localizzazione degli impianti fissi per la telefonia mobile nelle aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali, scolastiche;

3)    la verifica dell’esposizione “multipla” nella quale è coinvolta l’area interessata e la popolazione residente, essendo preesistente un’altra antenna di telefonia mobile nelle immediate vicinanze;

4)    il certificato di conformità dell’antenna installata.

Chiediamo risposte all’Amministrazione Comunale sulla compatibilità di tale antenna, con la tutela della salute dei residenti e delle persone fragili che usufruiscono delle strutture di interesse socio-sanitario coinvolte.


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La storia di Castel Sismondo sepolta sotto una colata di cemento armato.
   

 12/6/2021

E’ in fase di completamento, la realizzazione della grossa soletta di cemento armato su tutta l’area di Piazza Malatesta, al di sopra della quale viene posata la pavimentazione lapidea.

In particolare, in questi giorni, è in corso di realizzazione la “fontana felliniana” tra la Rocca Malatestiana ed il Teatro Galli, con un’ampia escavazione, profonda circa 1 metro, riempita da una colata di cemento armato sopra il “fossato” difensivo di Castel Sismondo.

Lo “specchio d’acqua artificiale” si estenderà su una superficie di 900 mq, a ridosso delle mura difensive del Castello con una capacità complessiva pari a circa 45.000 litri d’acqua.

All’interno dell’invaso vi saranno 124 speciali “pozzetti” contenenti le tecniche idrauliche per realizzare i vari effetti, collegati alle condotte di carico e scarico.

Per il funzionamento di tale sistema, è stato realizzato un “vano tecnico” di circa 100metri cubi, nel fossato di Castel Sismondo, interrato ad una profondità di circa 4 metri, con muri perimetrali e divisori in cemento armato, comprendente un serbatoio di 45 metri cubi, un locale tecnico di 25 mq, una scala di accesso per ispezioni di circa 6 mq.

Tutti questi manufatti vengono realizzati nell’area archeologica del “fossato” di Castel Sismondo, tutelata da vincoli esistenti, ritenuti dagli esperti insuperabili:

•    il Vincolo Archeologico emesso con Decreto del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del 29 ottobre 1991 ai sensi degli art. 1 e 3 ex Legge 1/6/1939 n.1089, finalizzato a garantire la tutela del sottosuolo delle aree incidenti sul tracciato delle mura tardo imperiali e sull’area occupata dall’antico fossato difensivo della Rocca;

•    il Vincolo di inedificabilità assoluta emesso con Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 14 marzo 1915, finalizzato ad assicurare la prospettiva della Rocca Malatestiana.

Eppure, in questa area archeologica “super-tutelata”, nello storico “fossato”, sono state costruite le suddette opere.

La Giunta Comunale e i Tecnici, con questi lavori, soffocano definitivamente sotto una spessa coltre di cemento armato lo storico “fossato” di Castel Sismondo, invece di recuperarlo, di liberarlo dagli interramenti del 1800, come previsto dai Piani Regolatori e dal Piano Strategico, e senza neppure valorizzare quanto emerso durante i lavori: le mura difensive e i battiponte di accesso al Castello.

Dopo ripetute interrogazioni consigliari al Sindaco, una Mozione discussa nel Consiglio Comunale tematico, una interrogazione al Ministro dei Beni Culturali, rimaste senza ascolto, non ci è rimasto che   rivolgerci alla Procura del Repubblica all’inizio del marzo scorso, per verificare la compatibilità dei lavori nel fossato di Castel Sismondo con i vincoli di tutela vigenti.

Continua, fino all’ultimo, la nostra battaglia per la conservazione e la valorizzazione del fossato e di Castel Sismondo, patrimonio identitario della nostra città.
                                                            

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Per liberare Rimini Sud, Miramare, Rivazzurra, Marebello, Bellariva dalla malavita e dal degrado.
   

 5/6/2021

Gravi problemi di ordine pubblico, sicurezza e degrado urbano, permangono a Rimini Sud, Miramare, Rivazzurra, Marebello, Bellariva.

La cronaca registra: ordinanze di chiusura di Hotel e bar, presenza di malavitosi, spacciatori di droga, prostituzione, proteste degli operatori turistici contro gli immigrati accolti negli alberghi della zona turistica, fino all’ultimo omicidio di un peruviano ad opera di un connazionale con tre coltellate, in un appartamento di Miramare.

A Miramare, in Via Faenza, il 12 Maggio scorso, un albergo è stato chiuso per 15 giorni dal Questore, come luogo di spaccio e di confezionamento delle dosi di sostanze stupefacenti; l’albergo aveva 20 ospiti non segnalati, di cui 4 immigrati clandestini e altri 16 con precedenti di polizia. Sempre nella stessa via, un bar è stato chiuso 4 volte in meno di un anno, per inosservanza delle norme anti-covid

Lo spaccio della droga imperversa a Miramare, nella zona di Via Faenza, Via Marsala, Via Assisi, Viale Latina, Via Locatelli, Viale Marconi, “non risparmia” neppure le panchine del centrale Viale Oliveti .

Il sottopasso pedonale di Via Assisi, prosecuzione di Via Faenza, per il collegamento con Via Oslo, a monte del Metromare, è un risaputo luogo di incontro degli spacciatori, un attraversamento mare-monte, preoccupante per i residenti.

A Rivazzurra, gli spacciatori “scorazzano” in bici  lungo Via Mantova e a monte della ferrovia.

A Bellariva-Marebello, gli spacciatori “sfilano” sulla passeggiata di Viale Regina Margherita, tra Via Rimembranze e Via Portofino, dinnanzi all’immagine di abbandono e trascuratezza di locali sfitti, alberghi dismessi, alternati a negozi gestiti da asiatici. Paradossalmente c’è il Luna Park come punto di incontro ed aggregazione nella decadenza circostante.  

La prostituzione di donne e “trans”, anche di giorno, angolo Via Parma, permane da anni sul Viale Regina Margherita, il principale viale della marina, da Bellariva a Miramare.

Per contrastare e sradicare questo degrado urbano, giovedì sera, con l’interrogazione  consigliare al Sindaco, ho chiesto:

1)    la convocazione urgente del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza per affrontare l’aggravarsi della situazione dell’ordine pubblico a Rimini Sud, per tutelare la sicurezza dei cittadini e turisti, con l’impiego della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine;

2)    il presidio del territorio, il controllo continuo e coordinato inter-forze (Polizia Locale ,Polizia di Stato, Carabinieri ,Guardia di Finanza) “sulle strutture ricettive compiacenti che favoriscono  la presenza di soggetti pericolosi o irregolari”, sui cambi di proprietà e delle gestioni, sui requisiti soggettivi dei gestori ed oggettivi delle strutture.

Nei casi reiterati (es.Via Faenza ) di violazione delle Leggi e dell’Ordine Pubblico, se non è sufficiente la chiusura temporanea delle attività, sarebbe necessaria la revoca definitiva delle licenze;

3)    Il controllo inter-forze dei numerosi “residence”, spesso “casa e lavoro” degli spacciatori e delle prostitute, di solito non residenti, da allontanare con “il foglio di via”;

4)    Una efficace e straordinaria lotta allo spaccio della droga in tutta Rimini Sud, da Bellariva a Miramare, con l’impiego delle unità cinofile (attivate dall’Amministrazione Comunale 4 anni dopo la mia richiesta del 2014) e,ripeto, creando un Nucleo Antidroga della Polizia Locale, come avevo proposto contro l’abusivismo commerciale;

5)    L’installazione della video sorveglianza a Rimini Sud per individuare e contrastare gli spacciatori  di droga e i malavitosi, in particolare nei sottopassi di Via Assisi e Via Bergamo che incutono timore;

6)    Contrastare la prostituzione su Via Regina Margherita, con tutti gli interventi possibili, visto il vuoto legislativo, per eliminare questo degrado su aree pubbliche sotto gli occhi di tutti (turisti compresi);

7)    Non permettere il trasferimento dei profughi negli alberghi della zona turistica, come paventato in via Faenza e via Viareggio, a scapito della riqualificazione del turismo in generale e dell’ospitalità;  

8)    Bloccare la progressiva sostituzione etnica dei negozi, gestiti da extra comunitari con una offerta commerciale di basso livello, di  qualità dei prodotti e dei servizi. Promuovere la identità commerciale con provvedimenti concreti quali il rispetto del Regolamento comunale per la valorizzazione commerciale, il decoro, i controlli della Polizia Locale, la riduzione delle tasse, la salvaguardia della qualità e della legalità;

9)    Per la rinascita di Rimini sud, oltre a ristabilire l’ordine pubblico e la sicurezza, occorrono gli interventi di riqualificazione urbana dei lungomari, dei viali della marina, delle Colonie degradate, la “Novarese” con il Polo della Salute e del Benessere, la”Murri”, non più un rudere abbandonato che copre quasi 1 km.di spiaggia, un ostacolo, ma un generatore per lo sviluppo.

Dopo 70 anni di abbandono, sono necessari gli interventi non solo annunciati ma realizzati.

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Il lungomare più incompiuto del mondo!
   

 29/5/2021

A seguito del comunicato stampa dell’Amministrazione Comunale, dopo il confronto di ieri mattina, in Commissione Consigliare, con gli Assessori Roberta Frisoni e Jamil Sadegholvaad, sullo stato di realizzazione del Parco del Mare, ritengo necessario rendere noto quanto sostenuto.

Innanzitutto, il Lungomare di Rimini Sud, articolato in 9 tratti, vede la realizzazione di soli due tratti, peraltro non ancora completati: il Tratto 1 Lungomare “Tintori” Fellini-Kennedy e il Tratto 8 Lungomare Spadazzi di Miramare.

Gli altri 7 Tratti di Lungomare non hanno ancora registrato l’avvio lavori: 2 Kennedy-Tripoli, 3 Tripoli-Pascoli, 4 Pacoli-Firenze, 5 Firenze-Gondar, 6  Murri, 7 Marebello-Rivazzurra, 9 Spadazzi-Bolognese.

Per di più, il tratto 1 “Lungomare Tintori” e il tratto 8 Lungomare Spadazzi, registrano gravi ritardi, dovevano essere completati entro il 28/05/21; il lungomare di Rimini Nord doveva essere ultimato addirittura entro novembre 2020.

Tali ritardi comportano gravi ripercussioni sulle attività economiche turistiche, riscontrato che i cantieri saranno aperti anche durante questa seconda stagione balneare.

La giustificazione non può essere la pandemia Covid, in considerazione della “deroga” di Legge che ha consentito il proseguimento senza sosta di cantieri per opere di pubblica utilità; semmai i ritardi sono riconducibili alla Amministrazione Comunale nella consegna dei cantieri, avvenuta solo il 20/01/2021 e non alla fine della precedente stagione balneare!

In merito al tratto 1, Lungomare Tintori, dopo soli 6 mesi dall’inaugurazione, avvenuta nell’Agosto 2020, abbiamo tutti visto incredibilmente distruggere quanto realizzato: il prato sradicato, i camminamenti pedonali divelti, il terreno sventrato da nuovi scavi, per la collocazione della condotta fognaria dell’acquedotto.

In una logica di corretta ed efficiente gestione delle risorse pubbliche, i suddetti lavori avrebbero dovuto essere eseguiti sin dall’origine, evitando l’incremento dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere (motivo per cui ho presentato esposto alla Corte dei Conti, per verificare il corretto impiego delle risorse pubbliche).

Permane inoltre il problema parcheggi, che l’attuale progetto non prevede, con la diminuzione di -164 posti auto nel tratto Fellini-Kennedy e di altri -300 posti auto nei tratti 2 e 3 (Kennedy-Tripoli e Tripoli-Pascoli).

Non abbiamo ricevuto risposte dall’Amministrazione sul parcheggio interrato di Piazzale Fellini (300 posti auto), che doveva esser realizzato nel corrente 2021 e che sembra finito nel dimenticatoio.

Il medesimo problema parcheggi riguarda Viserba, con l’impossibilità di raggiungere le attività economiche nel centro della frazione, vista la disponibilità di soli 40 posti auto a ridosso della ferrovia.

Inoltre, l’accessibilità a Viserba risulta compromessa dalla chiusura del passaggio a livello Via Morri-Via Polazzi, per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale e dell’adiacente sottopasso per autoveicoli, anch’essi in grave ritardo e che verranno ultimati successivamente all’attuale stagione balneare.

Constatato che la spesa pubblica sostenuta è ingente e ammonta:
- a 9,9mln di euro, per il tratto 1 Lungomare Tintori;
- a 6,3mln di euro, per il Tratto 8 Lungomare Spadazzi;
- a 18mln di euro, per il lungomare di Rimini Nord;
a maggior ragione doveva essere salvaguardata l’accessibilità, la fruibilità alle attività economiche e alla spiaggia, i cantieri dovevano essere ultimati prima dell’inizio della stagione balneare e dovevano essere recepite le esigenze dei cittadini e degli operatori.

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La maggioranza Gnassi vota ancora NO alla valorizzazione dell’Anfiteatro romano.
   

 20/5/2021

E’ stata respinta nel Consiglio Comunale di ieri sera dal Sindaco Gnassi e dalla sua maggioranza consigliare la mia Mozione che chiedeva:

1)    La valorizzazione dell’Anfiteatro romano, un Bene Culturale “mortificato” da oltre 70 anni, che testimonia le origini e la storia della nostra città;

2)    L’individuazione di un’area adeguata per consentire il trasferimento del Ceis, insediato sull’area archeologica dell’Anfiteatro romano, salvaguardando il suo ruolo e la sua attività;

3)    L’attuazione delle previsioni urbanistiche del PSC-RUE, stabilite per l’area dell’Anfiteatro, con “il completamento degli scavi e la valorizzazione dei resti archeologici di epoca romana attraverso la demolizione degli edifici soprastanti”.  

Siamo ritornati indietro di 20 anni, rispetto al 27/7/2000, quando il Consiglio Comunale, Sindaco Ravaioli, approvò all’unanimità la precedente mia Mozione di trasferire l’Asilo Svizzero in un’altra area, per consentire la ripresa degli scavi e riportare alla luce la parte interrata dell’Anfiteatro.

Ricordo che l’Anfiteatro era stato riportato parzialmente alla luce con la campagna di scavi dal 1926 al 1939.

Non c’è ancora la volontà di riparare alla insipienza politica delle  Amministrazioni Comunali, che nel 1946, destinarono l’Anfiteatro a discarica di macerie urbane e successivamente vi costruirono sopra 13 capanne “provvisorie” dell’Asilo Svizzero (Ceis)

Su questa area demaniale e di interesse archeologico, tutelata dai vincoli del 1913 e del 1914 che “vietano qualsiasi costruzione”, le Amministrazioni Comunali hanno autorizzato, illegittimamente, anche fabbricati in muratura di 3 piani, con i pilastri di cemento armato gettati sopra i muri dell’Anfiteatro, a ridosso dei torrioni, delle mura romane e medievali.

Sono 30 anni che i nostri Amministratori pubblici hanno giustificato e detto di tutto per  la difesa politica del Ceis a scapito della valorizzazione e della  riscoperta dell’Anfiteatro:  “il Ceis non si tocca”, “sotto il Ceis non c’è nulla”, il Ceis non è trasferibile”.

Non è un caso che il Sindaco Gnassi, nei dieci anni di mandato, non abbia mai speso una parola sull’importanza storica dell’Anfiteatro, su questa testimonianza rilevante della storia romana di Rimini, come l’Arco di Augusto, il Ponte di Tiberio, la Domus del Chirurgo.  

Lo stesso Sindaco, è incoerente: propaganda il trasferimento del mercato da Piazza Malatesta, per rispetto verso Castel Sismondo e il Teatro e poi  vota, ripetutamente, contro il trasferimento del Ceis.

Riguardo all’Assessore Alla Cultura, Piscaglia, è contradittorio difendere il ruolo pedagogico del Ceis e opporsi al recupero di un Bene Culturale, come l’Anfiteatro romano.

Così l’Ass. all’Urbanistica-Edilizia, Frisoni, non può cercare, di   perpetuare le costruzioni “illegittime”, per il mancato rispetto dei vincoli di tutela dell’Anfiteatro; dovrebbe garantire e assecondare le previsioni dei Piani Urbanistici vigenti, approvati da lei, dal Sindaco e dalla sua maggioranza.

Ribadiamo che l’Anfiteatro e l’Asilo Svizzero sono due strutture inconciliabili, che il Ceis si può trasferire in un’area più adeguata dell’attuale, con la ricostruzione eco-compatibile del villaggio, per continuare la sua attività educativa, e per dare respiro a tutta l’area dell’Anfiteatro.  

La campagna di scavi per riportare alla luce la dimensione della struttura originaria del nostro Anfiteatro, con i suoi 2000 anni di storia, ampio quasi come il Colosseo, susciterebbe l’interesse mondiale e il richiamo turistico per la città.

Continua il mio impegno trentennale per la valorizzazione dell’Anfiteatro, iniziato nel 1994 con la richiesta di realizzare il percorso pedonale tra la Via Roma e Via Settimia, seguito nel 2000 dall’esposto contro la costruzione di un manufatto in cemento armato, uso palcoscenico, al centro dell’Anfiteatro, e nel 2001 dalla rimozione dell’autolavaggio e del Distributore Esso, sulla via Roma.

Le prossime elezioni comunali possono segnare una svolta per l’atteso recupero dell’Anfiteatro.

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