Continua la poca trasparenza sul "business immigrati" a Rimini, un fiume di denaro pubblico di 13 milioni di euro!

03/05/2017

A seguito della risposta scritta dell’Ass. e Vice Sindaco Lisi alla mia interrogazione di giovedi scorso sui “profughi negli alberghi del Comune di Rimini e sui controlli taglia business immigrati” , devo constatare la poca trasparenza per non dire la reticenza nel replicare alle domande del sottoscritto Consigliere Comunale.

Si informa che al 27 Aprile  sono presenti nel Comune di Rimini 536 profughi a cui vanno aggiunti i 58 con il l progetto Sprar per un totale di 594 profughi o richiedenti asilo, mentre sono 399 i profughi negli altri 12 Comuni della Provincia ( 22 a Riccione, 72 a Santarcangelo,19 a Coriano,22 a Verucchio,24 a Novafeltria,151 a Cattolica,12 A Montescudo-Montecolombo,4 a Maiolo,8 a Bellaria I.Marina, 36 a Poggio Torriana,4 a Morciano di Romagna,25 a Misano Adriatico)..

Si rende noto, grazie ad una comunicazione della Prefettura all’Assessore, di cinque alberghi utilizzati per accogliere 100 migranti affidati direttamente  dalla Prefettura, di due alberghi utilizzati per accogliere 25 migranti, presi in carico attualmente dagli Enti Gestori quali  la Croce Rossa locale, la Coop. Sociale Eucrante, e di un albergo  in carico alla Cooperativa CAD  ( 68 migranti), per un totale di 193 profughi o richiedenti asilo .  

Continua a rimanere un “ tabu”  dove sono sistemati i restanti 343 profughi, sembra che l’Amministrazione Comunale non sappia quanti sono, quali sono, gli alberghi o strutture ricettive nel Comune di Rimini per accogliere i profughi o richiedenti asilo..

Non c’è stata nessuna risposta alla domanda, se i profughi sono stati o  saranno trasferiti dagli alberghi della fascia turistica
, con l’avvio della stagione balneare, dove verranno trasferiti e se l’Amministrazione Comunale si è attivata con la Prefettura al riguardo.

Si trasferiscono persino i terremotati dagli alberghi della costa marchigiana, ma sulla Riviera di Rimini perdura il silenzio sul problema, nonostante l’appello condiviso della Presidente degli Albergatori di Rimini del 30 Marzo scorso  “ gli alberghi della zona turistica non debbano più essere utilizzati per l’accoglienza dei profughi”  e   che non è questa la funzione delle strutture turistiche..  .  

Riguardo al  cosiddetto “business immigrati”
, con l’accoglienza dei profughi negli alberghi, in particolare in quelli fuori mercato,  grazie ai  35 euro dal Ministero dell’Interno per ogni profugo al giorno, non risulta che l’Amministrazione Comunale abbia svolto controlli sulle condizioni igienico sanitarie e  sulla sicurezza delle strutture ricettive .


 

 
 
Si informa genericamente, che la  “ Prefettura, unitamente al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ed all’AUSL ha controllato fino ad ora 5 alberghi per la verifica delle prestazioni previste e nei casi in cui sono state riscontrate irregolarità, si è provveduto a diffidare i responsabili ad eliminarle con riserva di verificare l’avvenuto adempimento delle prescrizioni entro il termine prescritto”. 

La convenzione, infatti, che disciplina l’accoglienza dei profughi,  oltre al vitto, alloggio, biancheria, abbigliamento ,diaria, prevede una serie di servizi per l’integrazione, quali l’assistenza linguistica e culturale, l’informazione sulla normativa in materia di immigrazione, il sostegno socio psicologico, l’assistenza sanitaria, corsi di italiano, socializzazione, orientamento al lavoro. 

Dinnanzi a tutte queste incombenze, alla luce di quanto non rispondente o non regolare  emerso in queste settimane sulla cronaca locale, proprio per fare trasparenza, e per ragioni di “taglia business” immigrati, ho chiesto che i  soggetti, assegnatari del Bando pubblico,  Cooperative sociali, Associazioni, Enti, albergatori,  che ospitano i profughi, debbano giustificare i soldi pubblici ricevuti con la rendicontazione delle spese sostenute con fatture, scontrini, ecc.    

Per quanto riguarda il Progetto SPRAR con 58 profughi e un costo complessivo di 934.684 euro   ( Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che fa capo direttamente al Comune di Rimini è gestito dalla Cooperativa Madonna della Carità con 40 adulti ed un costo di 535.900,00 euro nel 2016 e da una A.T.I. con capofila l’Associazione Papa Giovanni XXIII° in collaborazione con la Fondazione S.Giuseppe , l’Associazione S.Zavatta, la Coop. Millepiedi, la Coop. Madonna della Carità, la Coop. Eucrante, l’Associazione Arcobaleno, con 18 minori, ad un costo di 398.784 euro nel 2016.

La rendicontazione delle spese sostenute nel 2016 con il Progetto Sprar non mi è stata inviata perché  è in corso di elaborazione per essere trasmessa al Ministero dell’Interno entro il mese di Maggio.

Se consideriamo, oltre ai 934.684 euro per i profughi del Progetto Sprar, i 536 profughi nel Comune di Rimini(6.753.600 euro) e i 399 profughi nei 12 Comuni della Provincia ( 5.099.400 euro) arriviamo ad costo generale annuo profughi, attuale,  di 12. 715.684 euro, un  grosso fiume di denaro pubblico per i profughi o richiedenti asilo nella Provincia di Rimini .




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